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mercoledì 21 settembre 2016

SWEETY OF MILANO - IL GIORNO DOPO

Eccomi di nuovo seduta davanti al mio pc a scrivere per raccontarvi di questa giornata a Sweety of Milano e della finale del master MTChallenge.
Ci sono volute più di 24 ore di decompressione per riprendermi dal fine settimana appena trascorso, per sistemare tutte le caccavelle che mi ero portata dietro, mettermi in pari con le lavatrici, ma finalmente eccomi qui.

Mentre scrivo il profumo che si sprigiona dal forno, di pane con il lievito madre, mi conforta e mi sprona a raccontarvi com'è andata.


Innanzitutto fatemi ringraziare quel sant'uomo di Alessandro che mi ha accompagnato in questo fine settimana milanese e che si è sorbito pazientemente le mie ansie e i miei sfoghi se la borsa frigo era troppo sballottata qua e là: se non fosse davvero un uomo speciale non lo sposerei mica...

Prima della partenza ho avuto dei problemi con i macaron che non ne volevano sapere assolutamente di asciugarsi durante il croûtage. Purtroppo sia giovedì che venerdì mattina ha piovuto ininterrottamente e c'era un'umidità indicibile.... se non fosse che poi, alle 12:30 per l'esattezza, ovvero appena tre ore prima dell'orario in cui sarebbe partito l'autobus che ci avrebbe accompagnato a Roma, mi sono resa conto che non sarebbero mai venuti bene perché la mattina, nel farli, avevo cannato completamente la dose di albume: 90g invece di 60g, il cielo solo sa come li ho pesati in questo modo.
Dopo una velocissima consultazione con la tutor, Ilaria, alla quale ho promesso una torta dalle fattezze umane a grandezza naturale - alla Buddy Valastro per intenderci - per ringraziarla della pazienza e del sangue freddo con cui mi ha incoraggiato in ogni fase, ho deciso di rifarli anche se il tempo stringeva e ho iniziato a pregare che asciugassero in tempo.
Saint'Onoré, mosso a pietà, deve averci messo del suo infatti li ho preparati, si sono asciugati e sono stati cotti nel giro di un'ora e mezzo.

Il viaggio di andata è stato un po' teso. C'è stato un ritardo dovuto al traffico in autostrada da L'Aquila a Roma e abbiamo rischiato di perdere il treno, ma fortunatamente alla fine ce l'abbiamo fatta. Per non parlare della paura che qualche contenitore nel quale avevo riposto con cura le varie preparazioni per la torta si aprisse o che le basi potessero rompersi: possiamo dire che fino al momento in cui la torta era finita e davanti ai giudici sono stata in apnea.

Le basi non si sono rotte, i contenitori non si sono aperti, perfino i fiori che avevo colto poco prima di partire e riposto in un contenitore sottovuoto sono arrivati perfetti fino al momento di essere posati sulla torta. Perfino i macaron, che mi avevano fatto tanto penare, sono arrivati sani e salvi a destinazione.

Lasciatemi dire che di eventi del genere ne ho visti più di un paio, in giro per l'Italia, e che l'organizzazione che ho visto a Sweety non c'era in buona parte degli altri. Una menzione speciale a Chiara Bettaglio, di DBInformation, che ha seguito il nostro master ed è stata disponibilissima e gentilissima, nonché simpaticissima, e ad Anna Lena De Bortoli, alias Acquaviva, per la redazione di MTChallenge che ha fatto da receptionist, da cicerone, da presentatrice, insomma un vero jolly per l'MTC.

Non è semplice coordinare una "baracca" del genere, ma loro ci sono riusciti, e pure bene!
Le masterclass puntuali - tranne quella del maestro Massari che è andato avanti per il doppio del tempo a sua disposizione, ma egli PUO' e il primo che dice il contrario in ginocchio sui ceci - e ben organizzate, gli stand colorati e ben disposti, le cucine dove venivano preparati i dolci in vendita linde e ben disposte, gli chef pasticceri e i ragazzi di CastAlimenti gentilissimi e simpatici, il tutto in una location d'eccellenza come il Palazzo delle Stelline con la corte interna caratterizzata da un giardino splendido, in cui si sono svolte alcune delle attività che coinvolgevano i big.

Insomma, se non si fosse capito, m'è piaciuto!

La giuria per il nostro master formata da Alessandro Servida e Claudio Colombo è stata attentissima e seria: ha fatto domande, osservato, assaggiato e giudicato, avendo ben chiaro che si trattava di una finale di un master fatto online ma non per questo meno serio. Hanno definito il livello delle preparazioni in generale alto - e forse non se lo aspettavano - e premiato la più bella e la più buona, quella che per stessa ammissione di Servida "metterei su una rivista del settore senza problemi", la Vintage naked di Marianna Bonello del blog Sapori e Dissapori food.



Eccomi a fine gara, mentre finalmente respiro di nuovo e mostro orgogliosa la mia creatura.


L'organizzazione ha premiato Marianna con una copia autografata di "Non solo zucchero vol.1" del maestro Massari più altre cosine, e ha regalato a ognuna delle finaliste una busta carica di belle cose; nello specifico un tappetino Forosil Pavoni e in abbinato una fascia d'acciaio microforata della nuova linea Progetto Crostate, un barattolo di gelatina di albicocche Agrimontana, 12 tavolette di cioccolato fondente 80% Criollo di Domori, una confezione di granella di fave di cacao ricoperte di cioccolato fondente e una confezione di fave di cacao grezze tostate. Ovvero, come fare felice una blogger con caccavelle e ingredienti di qualità - che ovviamente verranno provati a brevissimo!


E se volete leggere il resoconto del MTChallenge di questo primo master, andate qui e preparate i fazzoletti.

martedì 15 aprile 2014

CARROT CAKE ALLA CANNELLA CON CHEESECREAM LEGGERA

Ho fatto questa torta un mese e mezzo fa per il compleanno della mia mamma. All'inizio avrei voluto regalarle una torta piena di rose di gum paste, ma il tempo, come sempre tiranno, non me l'ha permesso... avevo infatti iniziato a formare le rose, ma poi ho dovuto lasciarle li, come opera incompiuta.
Adoro le torte di carote, perché sono sane, leggere e stra-buone!
La classica torta di carote è nel mio ricettario da anni, la torta camilla, ci è entrata da poco tempo. Mi mancava la versione d'oltreoceano, alta, umida.. per certi versi, un'americanata, ma caspita se è buona!!
Non è eccessivamente dolce, umida, soffice e golosa; le noci tritate aggiunte all'impasto danno quel tocco di croccantezza in più e la cheesecream leggera è una vera scoperta: spumosa, morbida e leggera come una nuvola, con tutta la bontà dei sapori di casa nostra in una consistenza nuova.
La base si presta inoltre anche ad essere cotta negli stampi da muffin o da plumcake diventando un'ottima torta da colazione o merenda.
La ricetta, sapevo che non mi avrebbe deluso, è di Minù, de Il goloso mondo di Minù, alla quale avevo rubato anche la ricetta per la mia ultima torta di compleanno, la Dark Chocolate cake con mascarpone cream ai lamponi e ganache al cioccolato.
Carrot cake alla cannella con cheesecream leggera
4 uova grandi
100g di zucchero semolato
150g di zucchero di canna integrale
350g di carote pelate e grattugiate finemente
100grdi noci tritate grossolanamente (io 60g)
260g di farina 00
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/2 cucchiaino di sale
8g lievito per dolci
3 cucchiaini di cannella in polvere (ma potete aumentare o diminuire la dose a vostro gusto)
250 ml di olio di semi leggero
1 cucchiaino di estratto puro di vaniglia
per la cheesecream leggera
200g di  philadelphia yo

300g di panna fresca da montare

120g di zucchero a velo (60g se si usa panna vegetale dolcificata)

1 cucchiaino di estratto puro di vaniglia (o altro aroma)

In planetaria, con la frusta K, montare le uova per circa 1 minuto (devono solo schiumare), aggiungere lo zucchero e montare per 1 altro minuto, quindi versare a filo l'olio di semi e la vaniglia, quindi lasciar montare l'impasto per un paio di minuti.
A parte, mescolare e setacciare la farina, con il lievito, il sale, il bicarbonato e la cannella e aggiungerli al composto in planetaria facendo mixare giusto il tempo che tutta la farina sia ben incorporata (non mixare di più).

A mano con la spatola aggiungere noci e carote.
Dividere il composto in 3 stampi* di 20 cm (io li ho rivestiti con carta forno) e cuocere a 180° per 25-30 minuti (finchè lo stecchino uscirà pulito).
* Se non si riescono ad infornare i 3 stampi contemporaneamente, mentre il primo disco di torta cuoce conservare il restante impasto in frigorifero coperto da pellicola, in modo da bloccare la lievitazione.
Prepariamo ora la cheesecream leggera. Nella planetaria, con la frusta K, far ammorbidire il philadelphia, quindi aggiungere lo zucchero a velo setacciato e l’aroma e far montare a media velocità fino ad ottenere un composto cremoso.
A questo punto cambiare la frusta alla planetaria e utilizzare la frusta a filo.
Con la planetaria in movimento (e a massima velocità) aggiungere la panna a filo e lasciar montare il composto finché diventa ben spumoso.
Una volta che le basi della torta saranno fredde, farcite ogni strato con 1/4 della cheesecream alla cannella, procedendo in questo modo: torta, crema, torta, crema torta, crema. Vi resterà 1/4 di crema con la quale coprirete la parte esterna della torta e riuscirete a fare qualche ciuffetto sulla parte superiore.
Io ho ulteriormente decorato il girotorta con un tarocco dentellato, i 40g di noci tritate che non ho aggiunto all'impasto e dei lamponi freschi sui ciuffetti di cheesecream.

martedì 30 luglio 2013

E SONO 26: UNA TORTA TUTTA PER ME!

Tre giorni fa è stato il mio compleanno: ormai ho scavalcato il primo quarto di secolo e ho compiuto 26 anni.

Da piccola non ho mai davvero festeggiato il compleanno. Vuoi perchè i miei lavoravano sempre, che non avevamo la possibilità di fare una festa in una ludoteca o affittare una sala, o perchè il 27 di luglio generalmente non c'era mai nessuno, la mia festa si riduceva a un caffè con i miei genitori e mio fratello, mia zia (quella della torta di mele), mia cugina e i due figli piccoli, il mio padrino di battesimo e l'unica amichetta che potevo invitare, quella che mi abitava a due passi da casa. La torta, una tristissima millefoglie, o ancora peggio una saint-honoré (che se ben fatte sono due ottime torte, ma a me non piacciono, specie quelle delle pasticcerie), veniva sempre fatta tagliare dal mio padrino... e questo mi faceva letteralmente infuriare! Volevo per lo meno far finta di tagliare la fetta...
 
A pensarci bene, potrebbe essere proprio nato da queste "feste" di compleanno il mio amore per le torte...chissà!
 
Quest'anno sono riuscita a fare un'aperi-cena in cortile con gli amici, e mi sono regalata una torta con i contro fiocchi!

 
L'ispirazione e la ricetta sono venuti dal blog Il goloso mondo di Minù. Tempo fa avevo visto una torta meravigliosa, glassata di cioccolato e decorata con dei macarons: doveva essere mia!
La preparazione è lunga e alcune cose vanno fatte uno due giorni prima, ma il risultato paga eccome... :)
 
Prima di darvi la ricetta per questa splendida torta, vi mostro cosa mi ha regalato il mio amore: il gorillapod, ovvero un cavalletto per la mia macchinetta digitale flessibile, non scivola, lo puoi mettere praticamente ovunque grazie alle gambine snodate: lo adoro!! 

 
E ora vi riporto la ricetta e le indicazioni di Minù, dal suo blog.
 
Dark chocolate cake con mascarpone cream ai lamponi e ganache al cioccolato
ricetta dal blog "Il goloso mondo di Minù"
 
 
Per la dark chocolate cake
 
Ingredienti (dose per uno stampo da 20 cm):
 
250 ml di olio di semi
4 uova
350 gr di zucchero semolato
250 gr di farina 00 + 8 gr di lievito per dolci + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
85 gr di cacao amaro di ottima qualità
250 ml di acqua bollente
 
Nella planetaria con la frusta K (la foglia, per intenderci) miscelare l'olio, le uova e lo zucchero per circa 2 minuti.
In un recipiente a parte mischiare la farina col lievito e il bicarbonato e setacciarla per evitare che si formino grumi nell'impasto.
In una ciotola sciogliere il cacao prima con poca acqua bollente, stemperando con una frusta a mano, in modo da eliminare tutti i grumi, quindi aggiungere la restante acqua e mescolare per bene.
A questo punto aggiungete al composto di uova e zucchero il mix di farina, lievito e bicarbonato di soda e mescolate fino a che tutta la farina sarà ben incorporata, quindi aggiungete il mix di cacao e acqua e mescolate per circa 1 minuto, sempre con la frusta K a velocità media.
L'impasto risulterà quasi liquido, non preoccupatevi, la sua consistenza è proprio così!
Imburrate e infarinate uno stampo da 20 cm abbastanza alto (per evitare che si crei la cupola al centro della torta) versateci l'impasto e cuocete per circa 1 ora a 180° (forno preriscaldato).
 
La ricetta originale prevede la cottura dell'impasto separato in 2 teglie da 24 cm (in modo da avere due strati di torta uguali) e quindi se preferite questa opzione, il tempo di cottura si limiterà a 30 minuti per teglia.
Sfornate e lasciate raffreddare completamente.
Vi consiglio di preparare la base almeno un giorno prima in modo che sia ben fredda.
Io ho fatto doppia dose e cotto in due stampi da 22 cm a cerchio (voi se l'avete normale, ovvero non apribile, è preferibile, in quanto l'impasto è molto liquido e tende a fuoriuscire) e poi ho diviso ogni base in due strati.

Per il gelée di lamponi
 
300 gr di polpa di lamponi frullata e setacciata
85 gr di zucchero
7 gr. di gelatina in fogli (la famosa colla di pesce)
15 gr. di succo di limone
 
Mettete a bagno la gelatina in fogli in acqua fredda.
Nel frattempo, in un pentolino, fate cuocere a fiamma bassa la polpa di lamponi (che avrete frullato e setacciato) con lo zucchero e il succo di limoni, portando il composto ad ebollizione e lasciando cuocere per 2 minuti.
Spegnete il fuoco, trasferite il tutto in una ciotola e aggiungete la gelatina precedentemente ammollata e ben strizzata, amalgamando con una frusta. Coprite la gelée con pellicola per alimenti a contatto e lasciate freddare completamente e addensare prima di usarla.
 
Per la mascarpone cream ai lamponi
 
250 gr di mascarpone
250gr di panna fresca
65 gr di zucchero a velo
gelée di lamponi (o in alternativa confettura di lamponi

In un contenitore lavorate il mascarpone con lo zucchero a velo, aggiungete la gelée di lamponi (o in alternativa qualche cucchiaio di confettura di lamponi), amalgamate per bene con una frusta a mano, ed infine unite la panna montata, amalgamandola con una spatola delicatamente, dall'alto verso il basso per non smontarla.
Riponete la crema in frigo a solidificare finchè non avrà assunto la consistenza di una mousse altrimenti sarà impossibile farcire la torta.
 
Ganache al cioccolato fondente
 
250 gr di cioccolato fondente al 70% di cacao
150 gr di panna fresca
40 gr di burro
 
In un pentolino, a fiamma bassissima portare ad ebollizione la panna, unire il cioccolato tagliato a pezzetti e stemperate con una frusta, finchè tutto il cioccolato sarà sciolto e la crema risulterà senza grumi. A questo punto unite il burro a pezzetti e amalgamate. Lasciate raffreddare completamente.

Assemblaggio

Tagliate le basi in due, e farcite, alternado uno strato di torta a uno si crema di lamponi, avendo cura di iniziare e finire con la torta.
Fate rassodare in frigo per 30 minuti - 1 ora.
Ricoprite la torta sui bordi e sulla superficie con la ganache, con una spatola, lisciando bene la superficie.

A questo punto la ricetta di Minù prevederebbe un'ulteriore copertura con la glassa a specchio. A me era talmente piaciuto il contrasto tra la ganache un pò opaca e i macarons colorati che l'ho omessa.

Tenete in frigo fino al momento di servire.

Io ho aggiunto dei macarons, fatti con la ricetta che ho già postato qui, e qui. Il ripieno è la crema al mascarpone e gelée di lamponi che mi erano avanzati.

giovedì 23 maggio 2013

TORTE DECORATE DI MARZO E APRILE

Sono rimasta un pò indietro per quanto riguarda la pubblicazione delle torte decorate degli ultimi mesi. Quindi rimediamo subito subito!
 
La prima, in ordine di tempo: tema puffi! Mi sono divertita un sacco a preparare le decorazioni per questa torta, che mi ha riportato indietro nel tempo.. i puffi mi sono sempre piaciuti tantissimo!!

L'interno è una kinder fetta al latte, che adoro!
 

Passiamo ora a cars. L'interno è un pan di spagna classico, farcito con crema bianca al cioccolato. Le macchinine, i pneumatici e il cono stradale sono di plastica. La signora ha preferito così, in modo che il bimbo potesse toglierle e giocarci. L'idea per la torta è della meravigliosa Letizia, di Sogni di zucchero.


Quindi, passiamo a Ben10; di nuovo una fetta al latte. Ho fatto le decorazioni con la tecnica del collage e la scritta è tagliata a mano e sfumata con il pennellino e i coloranti alimentari.

 
L'ultima. La torta per il compleanno del fratello di Ale, che fa parte di un gruppo di bravissimi breaker.  Dentro una simil kinder delice, per cui va matto. Tutti i dettagli sono dipinti a mano; la figura del b-boy è fatta in gumpaste.
 

Alle prossime torte!

sabato 2 marzo 2013

TORTE DECORATE DI FEBBRAIO E LA "MODA" DEL MOMENTO

Da quando ho inziato, nel dicembre del 2008 a fare torte decorate, non passa mese senza che io pasticci con la mia adorata pasta di zucchero.

Ora il cake design è diventato di grande moda, tutti vogliono ricoprire torte, decorare con la sac à poche, scolpire figurine nella zuccherosa pasta modellabile... ma la moda, non sempre corrisponde alle capacità artistiche/manuali di chi la segue.

Mi imbatto spesso in cake designer (o presunte/i tali) che pubblicizzano corsi base, di livello medio e addirittura avanzato, a prezzi esorbitanti, proponendo di riprodurre una torta, spesso mal fatta e con una decorazione abbastanza approssimativa.
Alcune sono brave/i, e molto, devo riconoscerlo, perchè da autodidatte/i, aiutate/i sicuramente da uno spiccato senso estetico e da un'ottima manualità, hanno raggiunto un livello eccellente e si stanno facendo notare nel settore; alcune/i di queste/i hanno anche avuto l'onore di avere delle loro creazioni pubblicate su varie riviste specializzate. D'altronde anche delle cake designer che adoro, come Cécile, o Donatella, hanno iniziato facendo torte in casa, per la famiglia... e guardate dove sono arrivate!

Per il resto.. credo che quando passerà la moda, molte/i appenderanno la ball tool al chiodo!
Per quanto mi riguarda.. il sogno nel cassetto, è sempre lì che staziona.. chissà se un giorno riuscirò a tirarlo fuori?

Comunque, tornando all'argomento del post, a febbraio ho sfornato 3 belle tortine. Eccole!


La prima, una coccinella, su due piani, per festeggiare una laurea. L'ispirazione è venuta da una delle mie cake designer preferite, Cécile Crabot. Il ripieno della torta invece, è una delle mie torte preferite: questa, pan di spagna classico - in sostituzione di quello al cioccolato previsto dalla ricetta originale - crema leggera al mascarpone e frutti di bosco freschi.

La seconda, realizzata per ringraziare il papà di Ale per tutto l'aiuto che ci ha dato nei lavori di ristrutturazione, è una torta con il topper realizzato ispirandomi proprio a lui, mentre lavora al "cantiere".


Per l'interno ho scelto un abbinamento che mi piace e che non delude mai: pan di spagna bianco, farcito con crema bianca senza uova, gocce di cioccolato e bagna al rhum. La copertura, specie negli angoli, è pessima. Mentre montavo un'altra torta, mi sono ustionata mezzo palmo della mano prendendo il manico di un pentolino bollente senza presina: si, alla Fantozzi! Quindi ho fatto la copertura di questa con una mano e mezzo. :-/

L'ultima torta, fatta appena venerdì scorso, per un 30imo compleanno, di un ragazzo che non voleva proprio scritto quel numerone, allora, la fidanzata, mi ha suggerito di scrivere un bel 18, con tanti +, tanti quanti ce ne servono per arrivare a trenta. La decorazione, una cialda fatta con la tecnica del basso rilievo, a tema "sexy Simpson's".


Il ripieno: pan di spagna classico, crema raffaello e crema rocher: per veri golosi!!

giovedì 14 febbraio 2013

RED VELVET OMBRE SWIRL CAKE PER LA PRIMA CENA NELLA NUOVA CASA

e per la sfida di febbraio dell'MTC.
 
 
Ormai l'mtc è diventato, oltre che un'appuntamento fisso, una tappa obbligata del mio mese, senza il quale non potrei assolutamente fare a meno.
La sfida dello scorso mese, quella sui pici, l'ha vinta Stefania, del blog Cardamomo & co.. Lei, quando sono approdata nel gruppo fb dell'MTC fan club, mesi fa,- intimorita di entrare a far parte di un piccolo gruppetto tra cui tanti grandissime blogger - mi ha accolto con una frase del tipo: "sappi che la prossima vincitrice dell'mtc devo essere io". Inutile dire che mi è stata da subito simpaticissima.
Stefania, però non è solo di una simpatia travolgente, ma è anche una di quelle donne che non si lasciano abbattere da nessuna difficoltà, la prima e forse la più rilevante, quella di essere celiaca: infatti, nonostante la sua celiachia, sforna e prepara dei piatti da far gola a chiunque, e se pensiamo che tutti sono gluten free.....: chapeau!
 
 
La celiachia, è una malattia, che può causare gravissimi danni all'organismo: da alcune reminiscenze dall'esame di pediatria, ricordo che l'assunzione di glutine, nel soggetto celiaco, oltre a vari sintomi, che vanno dalla perdita costante di peso a un indebolimento del tessuto osseo, e quindi osteoporosi, ferite cutanee e un indebolimento generale del sistema immunitario, porta alla graduale distruzione dei villi intestinali, che predispone il soggetto anche a tumori del tratto intestinale. Una malattia insidiosa, da non prendere assolutamente sottogamba, ma che negli ultimi anni, per fortuna, grazie all'informazione, si conosce un pò di più, e quindi se ne ha meno paura.
Ultimamente poi sono comparsi sempre più numerosi i prodotti gluten free nei supermercati, e anche in alcuni prodotti di uso comune è segnalata la presenza o meno del glutine, come anche di molti altri allergeni, quali le arachidi, la soia e la frutta a guscio.
 
 
Per una persona celiaca, inoltre, non è solo importante cosa si mangia, ma è fondamentale seguire delle norme di preparazione e conservazione degli alimenti - come abbiamo imparato da Eleonora per la cucina kosher : Stefania, nel suo blog, e anche in un post d'approfondimento per l'MTC, ci spiega:
1) lavate bene le mani e lavate, possibilmente in lavastoviglie, gli utensili da cucina, i tegami e le posate che sono venuti a contatto con cibi o farine con glutine. Lavate bene anche ripiani e taglieri;
2) foderate le teglie usate per altre preparazioni con carta forno. Idem per piastre e altri utensili per la cottura;
3) per preparare la pasta senza glutine usate acqua nuova, pulita, in un tegame a parte, il cucchiaio con cui girate la pasta senza glutine a parte, e il sale nuovo o comunque non quello contaminato dal cucchiaio "sporco" di acqua della pasta con il glutine;
4) evitate di infarinare i cibi, anche quelli degli altri, così eviterete grande fonte di stress; se proprio dovete, non mettete nella stessa padella o teglia le due preparazioni;
5) se usate una griglia e avete della carne impanata, grigliate prima quella del celiaco (senza panatura) e poi tutto il resto;
6) non addensate salse, ecc. con farina. Usate la fecola, la farina di riso, l'amido di riso o di mais, per tutti così sarà più semplice;
7) non appoggiate il cibo su cibi con il glutine o dove sia stato il cibo col glutine. Ad esempio, il pane del celiaco non mettetelo insieme a quello con il glutine, o nello stesso contenitore, anche senza che l'altro sia presente.
8) anche per l'olio di frittura valgono le stesse regole: prima friggete il cibo senza glutine, poi tutto il resto. In ogni caso non usate mai lo stesso olio, perchè avendoci fritto degli alimenti glutinosi, è ormai contaminato;
9) se avete dubbi sulla composizione degli alimenti, non usateli, e comunque leggete sempre bene le etichette, assicurandovi che il prodotto sia privo di glutine e riporti il simbolo della spiga barrata;
10) non usate creme spalmabili consentite (come ad esempio la Nutella), già usate su cibi con il glutine e togliete una fetta dal formaggio o dal burro usato per altre preparazioni, così da evitare contaminazioni.
 
 
Fatte queste premesse, inutile dire che la ricetta che ci ha proposto come oggetto della sfida di febbraio è gluten free! E, sfida nella sfida: cucinare sui tacchi!
Io che non ho mai nascosto di essere un'amante dei tacchi vertiginosi, e che sin da bambina sognavo gli stivaletti delle majorettes, non solo ho raccolto subito la sfida, ma l'ho fatto con i miei adorati 14,5 cm :D


E ora, passiamo al (rosso) vivo della sfida!
La red velvet cake, è una delle mie torte preferite, l'ho fatta sottoforma di cupcakes, decorata per il mio compleanno con la pasta di zucchero, e rifatta per festeggiare con gli amici l'arrivo del nuovo anno. Questa volta, ho portato in tavola la red velvet gluten free per la prima cena ufficiale nella nuova casa, io e i due uomini più importanti della mia vita: Ale e il mio fratellone. Dopo una cena a base di pesce, sauté di cozze e vongole e orata al forno con le patate, il tutto accompagnato da un buon vino bianco abbruzzese, ho portato in tavola il sospirato dolce, grazie al quale ho ricevuto un bel pò di complimenti.

La red velvet è una delle torte americane più famose e conosciute e la sua ricetta originale, si attribuisce alla famosissima catena di Hotel Waldorf-Hastoria, nonostante sia considerata una ricetta del sud degli states. Tradizionalmente è glassata con l'ermine icing, conosciuto anche come boiled Milk o butter roux frosting. Ha infatti una base di latte e farina (che vanno appunto a formare un roux), aggiunta a una crema di burro montato con lo zucchero. Ne risulta è un gusto ricco, ma leggero, quasi vellutato, come la pelle dell'ermellino, da cui infatti prende il nome. Non è esattamente una crema al burro, ma ci si avvicina molto: se poi pensiamo che non ha bisogno di essere refrigerato, e che resiste a temperature elevate, quasi fino a 40°, per me che decorare le torte d'estate è una sfida ogni volta, aver scoperto questa favolosa ricetta è una vera cuccagna!
Oggigiorno, la farcia più diffusa è invece la creamcheese buttercream, che adoro e che è usata come farcia nella ricetta che ci ha proposto Stefania.

Per la base, invece della mia solita ricetta della base, in cui è presente il glutine, ho utilizzato e scoperto la ricetta gluten free di Stefania: una soffice nuovola rossa! Vi riporto la sua ricetta, e il suo procedimento.

Red Velvet cake (gluten free) con swisse meringue strawberry buttercream



Per la base

160 gr di farina di riso sottilissima tipo amido (Le Farine Magiche Lo Conte, Pedon, Rebecchi) io Molino Chiavazza
60 gr di fecola (Cleca, Pedon, La Dolciaria, Sma & Auchan)
30 gr di farina di tapioca (che potete sostituire con Maizena)
1/2 cucchiaino da tè di sale
8 gr cacao amaro (Venchi, Easyglut, Pedon, Olandese)
110 gr burro non salato a t.a.
300 gr di zucchero
3 uova medie

1 cucchiaino da caffè di estratto vaniglia bourbon (o i semi di una bacca, ma non usate la vanillina)
240 ml di buttermilk (ma se non lo trovate, fate inacidire per 20 minuti la stessa quantità di latte con un cucchiaio di limone)
1 cucchiaio di colorante rosso (Rebecchi e Loconte) io sugarflair
1 cucchiaio di aceto bianco
1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio


Pre-riscaldate il forno a 175°C.

In un recipente mescolate (e setacciate) le farine, il sale, il cacao. In un altro recipiente (io nella ciotola del Ken con il gancio K) sbattete il burro per 2-3 minuti, finchè sarà soffice e poi aggiungete lo zucchero e sbattete per altri 3 minuti.
Aggiungete le uova, una alla volta, sbattendo 30 secondi dopo ogni aggiunta.
Mescolate il colorante al buttermilk e quindi versate poco per volta al composto di burro, alternando le polveri al buttermilk. Possibilmente iniziate e finite con la farina. Aggiungete anche la vaniglia e mescolate.
In una tazzina (capiente) mescolate il bicarbonato all’aceto bianco, facendo attenzione a versarlo subito nell'impasto (altrimenti ve lo troverete per tutta la cucina) e incorporatelo bene con una spatola.
Imburrate due teglie da 18/20 cm e spolverizzate con farina di riso. Io ho seguito le indicazioni di Stefania e ho rivestito di carta forno una teglia tonda da 18 cm di ø, usando un barbatrucco: se imburrate leggermente la teglia, e vi fate aderire la carta forno tagliata a misura, prima sul fondo, poi sui lati, i lati della torta verranno quasi del tutto perpendicolari, in quanto l'impasto avrà meno possibilità di andare a insinuarsi nelle pieghe della carta forno.



Fate cuocere per 40/45 minuti, o finchè non vedete che è cotto (sempre facendo la prova dello stuzzicadenti).

Lasciate raffreddare la torta dentro la teglia (potete usarne anche una in silicone, ma è meglio usare la carta forno per evitare contaminazioni) per 10 minuti. Poi toglietela dalla teglia e lasciatela raffreddare, quindi fasciatela nella pellicola trasparente.
Fatela riposare in frigo per diverse ore (o per tutta la notte).
In questa maniera sarà più facile da tagliare senza che si sbricioli e sarà più semplice mettere la farcitura. Non spaventatevi se vi sembra troppo dura, perchè a temperatura ambiente tornerà morbidissima.
Io, che ho fatto tutto nella stessa mattina, ho solo fatto freddare, senza mettere in frigo e per prima cosa, una volta che la torta era perfettamente fredda, ho rovesciato la torta sottosopra su un foglio di carta d'alluminio, in modo che la parte inferiore (quella a contatto con la teglia) diventasse la parte superiore della torta, in questo modo, ho ottenuto una superficie perfettamente piatta.


Inoltre ho usato un piccolo barbatrucco per tagliare e spostare gli strati di torta sovrapposti: è una cosa semplicissima, ma che nel caso di torte a strati, con una base soffice e tendente a rompersi - e non c'è cosa che mi faccia innervosire di più che una base che mi si spezza in mano mentre la sto sollevando per farcire - vi salva la vita (e i nervi); una volta tagliata la base in due, o in tre - dipende dai casi - aiutandosi con un vassoietto che si lascia scivolare sotto lo strato da sollevare, inserendolo di fatto, tra lo strato superiore e quello inferiore della torta, la base da spostare sarà sistemata, al sicuro, sul vassoio, e basterà farla scivolare di nuovo in posizione, una volta farcito lo strato sottostante.

Per la swisse meringue strawberry buttercream (con ricetta base di Martha Stewart)

Regola vorrebbe che le proporzioni fossero queste:

peso degli albumi moltiplicato x 2 = peso dello zucchero
peso degli albumi moltiplicato x 4 = peso del burro

es.
70 gr x 2 = 140 gr, quindi metteremo 140 gr di zucchero
70 gr x 4 = 280 gr, quindi metteremo di 280 gr di burro

Di seguito le mie proporzioni - ho ottenuto una crema sostenuta e leggera, e non troppo carica di burro, come piace a noi italiani); il procedimento invece è quello di Martha.

3 albumi (115gr)
130 gr di zucchero
130 gr di burro

200 gr di fragole in purea

Mettere gli albumi e lo zucchero in un pentolino, e mettere quest'ultimo su una pentola d'acqua che sobbolle.
Portare il composto, mescolando delicatamente, a 160°.
A quel punto, versare nella planetaria, con la frusta, e iniziare a lavorarlo a media velocità per 5 minuti finchè otterremo un composto lucido e compatto.
Alziamo la velocità al massimo e lasciamo andare per altri 6 minuti, fino ad avere una meringa molto soda, che non si muove dalla frusta quando la solleviamo.


Ora dobbiamo abbassare nuovamente al minimo e aggiungere il burro, un pezzetto alla volta, facendo amalgamare bene dopo ogni aggiunta.
Quando tutto il burro sarà ben amalgamato, trasferiamo il composto in una ciotola e poniamo in frigo a rassodare per 30 minuti.



Trascorso il tempo di risposo in frigo, aggiungiamo con l'aiuto di una spatola la purea di fragole (non vi preoccupate se la crema sembrerà grumosa e "sciolta", è giusto così: dopo essersi raffreddata in frigo sarà perfetta!).


Il risultato è una crema leggerissima, dal leggero sentore di meringa, mitigata dall'acidità e dalla dolcezza della fragola, con cui ho farcito gli strati (4) della red velvet. Quindi ho di nuovo posto in frigo a rassodare per 2 ore.

Con l'avanzo della crema, ho ricoperto in uno strato leggero la torta così farcita: questo procedimento si chiama crumb coating, e serve ad evitare che le briciole in superficie vadano in giro e si attacchino alla crema della decorazione, facendole fare poca presa e renendola poco uniforme. Infatti con questo velo leggero di copertura le briciole vengono "intrappolate" e con un successivo passaggio in frigo, vengono fissate.


Prima di procedere con la decorazione, sistemate, con l'aiuto di una spatola piatta col manico leggemente angolato, sul piatto di portata o sull'alzatina.

Per la butter creamcheese per la decorazione

500 gr di burro a t.a.
200 gr di philadelphia yo
200 gr di zucchero a velo
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale
2-3 cucchiai di latte tiepido

colorante alimentare rosa gluten free - io sugarflair

Ho lavorato il burro con il gancio K del Ken, a velocità medio-alta fino ad ottenere una consistenza morbida e spumosa. A quel punto, abbassando la velocità a 4, ho iniziato ad aggiungere lo zucchero a velo setacciato (setacciare lo zucchero a velo è un passaggio importante in questo caso, poichè ho usato la sac à poche per la decorazione: se non avessi setacciato lo zucchero, avrei rischiato di inglobare qualche grumo nella crema, che avrebbe poi potuto otturare la punta), un cucchiaio alla volta, fino ad esaurimento, alternandolo, con un paio di cucchiai di latte, e lasciando infine montare per 2-3 minuti. Successivamente ho aggiunto l'estratto di vaniglia naturale, e un cucchiaio alla volta, anche il formaggio cremoso, e ho lavorato brevemente sempre con il gancio K.


Una volta preparata la crema per prima cosa ho suddiviso in tre ciotole, una a due delle quali ho aggiunto un po di colorante rosa:

- una punta di cucchiaino per la prima
- due punte di cucchiaino per la seconda

Ho trasferito tutte e tre le creme in altrettante sac à poche usa e getta con la bocchetta a stella aperta, e ho iniziato a decorare usando per prima la crema più scura.
Se si ha un pò di confidenza con la sac à poche, questa non è una decorazione particolarmente difficile: l'unica cosa a cui si deve fare attenzione sta nel fare le rose tutte della stessa dimensione.


Per ogni rosa, partite dal centro e disegnate una spirale attorno ad esso facendo circa 1 giro e 1/2.
Continuare in questo modo, affiancando ogni rosa a quella precendente, per tutta la parte bassa della torta; ripetere poi la stessa operazione, per tutti e tre i colori, terminando con quella più chiara in alto. Alla fine, riempire eventuali spazi vuoti con dei ciuffettini di crema dello stesso colore dello spazio circostante.
Volendo si potrebbe anche ricoprire la parte superiore della torta allo stesso modo, partendo dall'esterno con il colore più chiaro, e procedendo con la glassa più scura, via via verso l'interno.
Io ho ricoperto la parte superiore spatolando la crema più chiara, e aggiungendo infine, una fragola tagliata a ventaglio.
 
Refrigerate, avendo cura di lasciarla a temperatura ambiente per circa 30 minuti prima di servire, in questo modo sia la crema di copertura, che quella all'interno, torneranno soffici.
 

giovedì 10 gennaio 2013

MINNIE DRIPPIN' ICING CAKE PER LA MIA FIGLIOCCIA

Tutto è iniziato con un'idea per i 4 anni della bimba a cui ho fatto da madrina di battesimo quando avevo solo 16 anni.
Era il 2008, e facendo delle ricerche su come stupire bimba e invitati, sono incappata nel suo forum, e ho iniziato a guardare le torte, leggere e rileggere i topic sulle tecniche di decorazione, sulla pasta di zucchero e i suoi molteplici utilizzi, sulla ghiaccia reale, marzapane, farce e basi diverse dalla solita e vetusta accoppiata crema pasticcera-pan di spagna.
La prima ricetta che ho provato è stata quella della fetta al latte, di SweetAle. Un tripudio di golosità, senza esagerare.
Ovviamente non ero ancora sicura di me stessa per provare a fare in casa la pasta di zucchero, per cui optai per del marzapane comprato al super. E' stata la prima e l'ULTIMA volta! Orrendo risultato!!
Di strada, di quel giorno, ne ho fatta; ho acquisito nozioni, sicurezza, ricette, tecniche, idee, ma soprattutto ho scoperto e dato adito a una passione sopita e rimasta sempre latente: quella per la pasticceria.
 
 
Qui sopra, la prima da sinistra, è la PRIMA, primissima torta, quella per il compleanno di cui sopra.
 
Di seguito, invece, quella che ho realizzato per i suoi 9 anni. Il soggetto che mi era stato suggerito era uno solo: Minnie, per il resto, avevo carta bianca.
Ho unito le nuove tecniche del modelling, che ho iniziato ad approfondire da poco, a un modello di torta che volevo provare da tempo: la drippin' icing cake. Il risultato:
 
 
Non vi dico l'entusiasmo e i ringraziamenti della piccola festeggiata, che si è sublimato nello squartamento e nell'ingurgitamento di Minnie: tutte le mie fatiche finite in 5 minuti! :D
L'interno della torta era una sacher torte, ricoperta da ganache al cioccolato fondente e pasta di zucchero. Inutile dire che è piaciuta a tutti, grandi e piccini.
 
  

martedì 11 dicembre 2012

TORTA PIPPI, PAPERINO E PLUTO

 
Quando Antonella mi ha chiamato per chiedermi di fare la torta per il secondo compleanno del suo bimbo, la prima cosa che mi ha detto, è stata "Deve piacere a lui, ti do carta bianca su tutto"
Gli unici "vincoli" sono stati il colore di fondo, ovvero il celeste, i personaggi che avrei dovuto creare da mettere sopra la torta, e la club house in primo piano.
 
La torta era così composta: due piani di pan di spagna classico, bagnato con sciroppo all'italiana aromatizzato con estratto di vaniglia naturale, farcito con crema rocher e stuccato con crema al burro.

Copertura in pdz al miele e soggetti 3d in modelling paste, realizzati con pdz addizionata di gomma adragante.
 
Pluto, che per assurdo è il personaggio con meno elementi, è stato quello che mi ha fatto penare di più, ma alla fine il risultato mi ha soddisfatto.
 

E' una soddisfazione creare una torta da zero, personaggi inclusi, senza stampi o altro, e guardare la soddisfazione della persona che te l'ha chiesta quando gliela consegni.. :)

martedì 27 novembre 2012

VOLO DI FARFALLE: BRUSH EMBROIDERY CAKE

La ghiaccia è una delle tecniche di decorazione che amo di più: bastano pochi tocchi per rendere una torta semplice, elegante e fine.
Ovviamente è anche una delle tecniche più complesse da imparare e da realizzare, e ho ancora moltissimo da imparare.
 
 
Ho realizzato questa torta in 3 ore, dalla base alla decorazione - perchè è stata una torta a sorpresa e dovevo sbrigarmi, ma si vede, perchè la decorazione è molto imprecisa; per una torta finemente decorata, infatti, con la ghiaccia si possono impiegare da un minimo di 2 ore a un massimo di 10-12, ma a volte si va anche oltre..
Io sono la meno "qualificata" per parlarne, perchè non ho avuto l'opportunità di frequentare dei corsi dedicati, ma quando vedo torte decorate di ghiaccia, che siano semplici, con pannelli o con lavorazioni totalmente sospese nel vuoto, che sembrano talmente leggere e "aeree" che quasi sembrano fluttuare, rimango totalmente rapita.
 
La ghiaccia reale è una delle tecniche di decorazione più antiche.
 
I migliori in assoluto nella decorazione con la ghiaccia sono gli inglesi: d'altronde l'hanno inventata loro! :)
L'origine del nome royal icing sta ad indicare che veniva utilizzata per la decorazione delle torte in occasione dei matrimoni della famiglia reale. La prima volta che una torta venne totalmente ricoperta e decorata in questo modo fu per il matrimonio della Regina Vittoria nel 1840.
Lo tendenza nella decorazione con la ghiaccia reale è quella di impreziosire senza appesantire. In precedenza, si tendeva a coprire la torta con pannelli finemente decorati, realizzati totalemente in ghiaccia reale, ora invece si coprono le torte con la pasta di zucchero, per poi passare alla decorazione con la ghiaccia.
 
Uno dei più grandi maestri inglesi è certamente Eddie Spence, la cui tecnica in italia è straordinariamente rappresentata da Donatella, che ho avuto modo di conoscere anni fa, sul forum di Chiara.


I lavori del maestro Eddie Spence da sugarcraft.com

Eddie Spence ha realizzato infatti la torta per il matrimonio di Carlo e Diana, nel 1981, e quella per le nozze d'oro della regina Elisabetta e del principe Filippo.
 
La torta di nozze di Carlo e Diana, fatta da Eddie Spence
Un'altra grande rappresentante della ghiaccia, in inghilterra è Fiona Cairns, ovvero colei che ha firmato la torta di nozze di William e Kate, che realizzò ben sedici diversi tipi di fiori (rose, mughetti, garofani…) e foglie per la decorazione. Una torta di una finezza indiscutibile..
 
Fiona Cairns, e la torta per il matrimonio di William e Kate
Ma torniamo ora alle stalle, dalle stelle XD; ovvero alla mia torta: per l'interno ho usato la ricetta per la torta Minù, che adoro.. un goloso pan di spagna al cioccolato, bagnato con succo di frutti di bosco e strega, farcito con una vellutata crema di mascarpone e frutti di bosco.
 

La festeggiata è rimasta sorpresa e si è emozionata quando ha visto la torta, fatta tutta per lei :-)
Ancora auguri per i tuoi splendidi 25 anni!  

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