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sabato 24 aprile 2021

TORTA CANNOLO, FACILE E GOLOSA

Quando qualche mese fa la compagna, nonché futura moglie, di mio cognato mi ha svelato la sua - di lui - passione per i cannoli siciliani non ho avuto dubbi e ho subito dichiarato che per il suo compleanno, a metà aprile, gli avrei fatto la torta cannolo.

Siccome sul web non esistono delle vere e proprie ricette per preparare questa torta che, diciamocelo, è un po' un'americanata, ma tuttavia essendo i sapori molto semplici e molto basici non ho impiegato molto a realizzarla utilizzando delle ricette che già conoscevo.

Come base ho scelto un pan di spagna, semplice e classico, bagnato con uno sciroppo neutro e farcito con la classica crema alla ricotta e gocce di cioccolato che si utilizza per riempire i cannoli siciliani. All'esterno ho scelto di decorarla con panna montata e mini cannoli siciliani, anch'essi riempiti con la crema alla ricotta e decorati con granella di pistacchi.

La torta ha stupito il festeggiato ed è piaciuta a tutti per la sua freschezza e leggerezza, è adatta ad essere una torta di compleanno, ma anche come dolce della domenica non è male!

Torta Cannolo


per il pan di spagna, per uno stampo da 20 cm

4 uova
160g di zucchero semolato
160g di farina 00 
un pizzico di sale

per la bagna

150g di acqua
150g di zucchero

per la farcitura

500g di ricotta ovina
180g di zucchero semolato
un pizzico di cannella
150g di gocce di cioccolato fondente

per la decorazione

mini cannoli
panna montata

Iniziamo con il pan di spagna. Preriscaldiamo il forno a 180° ed imburrate ed infarinate una teglia da 20 cm di diametro.

Iniziate separando i tuorli dagli albumi. Unite i tuorli allo zucchero, al sale e iniziate a montare fino ad ottenere un composto voluminoso e chiaro.
Da parte montate gli albumi a neve ben ferma. Con una spatola incorporate gli albumi al composto di tuorli con movimenti delicati dall'alto verso il basso per incorporare aria.
Setacciate la farina e iniziate ad unirla con la spatola, poco alla volta, al composto montato, sempre con movimenti dall'alto verso il basso per non smontare il tutto.

Trasferite l'impasto nella teglia ed infornate per 25 minuti. Con uno spiedino lungo controllate al centro che sia cotto, quindi sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di rimuoverlo dalla teglia.

Per la bagna portate semplicemente a bollore per un paio di minuti l'acqua e lo zucchero - se lo preferite potete unire un liquore quando il composto inizia a raffreddarsi, il rhum ad esempio ci starebbe benissimo.

Per la crema di ricotta, lavorate in una ciotola la ricotta ben sgocciolata, con lo zucchero a velo e la cannella, infine unite le gocce di cioccolato. Togliete dal totale della crema un due o tre cucchiai che vi occorreranno per farcire i mini cannoli che utilizzeremo come decorazione.

Tagliate il pan di spagna ricavando tre dischi. Posizionate il primo disco sul piatto da portata, bagnate a piacere e farcite con metà della crema di ricotta. Proseguite mettendo il disco centrale di pan di spagna, bagnate e farcite; infine terminate con l'ultimo disco di pan di spagna bagnandolo leggermente.

Ponete a questo punto la torta a rassodare in frigo per un paio di ore.
Trascorso il periodo di riposo montate la panna ben fredda e utilizzatela per decorare a piacere la torta. Io mi sono divertita a creare un motivo a strisce mescolando una parte della panna con un cucchiaio di cacao amaro in polvere. Riempite infine i mini cannoli con la crema di ricotta che avrete tenuto da parte e sistemateli sulla torta. 


giovedì 15 aprile 2021

MOUSSE ALLE FRAGOLE, FRESCA E VELOCE

Dopo il compleanno della piccola peste e dopo Pasqua ho voluto prendermi una settimana di relax.

Ma eccomi di nuovo con una ricetta super veloce, facilissima, con pochi e ingredienti e buonissima! La mousse alle fragole si prepara in 10 minuti e in 2 ore e già pronta per essere gustata, ideale anche se vi viene voglia di un dolce all'ultimo momento. Io l'ho salvata nella lista di quei dolci da fare quando qualche ospite si auto invita all'improvviso - chiaramente non in questo particolare momento storico, ma più in là sarà una validissima e golosa alternativa.

Quando sarà periodo di frutti di bosco voglio provare a farla con i lamponi, che secondo me, insieme alle more e ai mirtilli sono una validissima alternativa alle fragole. 

Mousse alle fragole

250g di fragole fresche (o lamponi, o more, o mirtilli)

250g di panna fresca da montare, non zuccherata

60g di zucchero

4g di gelatina in fogli

in più vi occorreranno

fragole per decorare 


Lavate e mondate le fragole, tagliatele grossolanamente e frullatele. Mettete in ammollo la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.
In una ciotola montate la panna ben fredda con lo zucchero.

Unite la panna alle fragole frullate aiutandovi con una spatola e con movimenti dall'alto verso il basso.
In un pentolino fate sciogliere la gelatina precedentemente ammollata e strizzata con un paio di cucchiai di acqua. Quando sarà sciolta unitela al composto di panna e fragole.

Versate la mousse così ottenuta in dei bicchieri o delle ciotoline, e decorate a piacere con le fragole fresche. 

Refrigerate per almeno due ore e poi servite!

giovedì 4 marzo 2021

LA MIMOSA DI ADELMO, LA RICETTA ORIGINALE

E' stata una novità anche per me scoprire che la Torta Mimosa, celeberrima in tutta Italia e credo con buona ragione anche all'estero, sia stata inventata a Rieti, da un mio concittadino, il cuoco Adelmo Renzi. 

Erano gli anni '60 e Adelmo, dopo aver lavorato a Forte dei Marmi, all' "Hotel Imperiale" di Roma e nel noto ristorante "Bastianelli" a Fiumicino, torna a Rieti e dà vita al suo locale, un ristorante situato all'interno del Teatro Flavio Vespasiano, attivo tra gli anni '60 e gli anni '80 - io, classe '87 infatti non ne ho memoria. Al locale si accedeva sia dall'esterno del teatro sia dal suo interno, passando dal foyer attraverso due tende di velluto rosso, e molti spettatori vi accedevano durante l'intervallo tra le rappresentazioni per gustare un caffè e qualche dolcetto appena sfornato. 

Nel 1962 insieme all'Istituto Alberghiero di Rieti, dove insegna come docente, partecipa ad un concorso a San Remo ed ispiratosi alla mimosa, fiore del suo colore preferito, il giallo, crea questo dolce fatto di ingredienti semplici e leggeri: il dolce vince il primo premio e nasce la Torta Mimosa, divenuta poi la regina del suo ristorante e la cui ricetta originale è ancora segreta.

Dopo la chiusura del ristorante Adelmo insieme alla moglie e alle figlie apre una torteria in cui ripropone le delizie a cui aveva già abituato il palato dei reatini. Nel 2005 dopo la scomparsa della moglie Maria Luisa la torteria viene chiusa e solo nel 2018 le due figlie, Paola e Maria Rosaria, spinte dalle richieste dei concittadini e dall'interesse mediatico generato da un documentario della tv giapponese su Adelmo, decidono di aprire una nuova torteria in continuità con la prioritaria attenzione da sempre dedicata dal padre alla qualità e la genuinità delle materie prime (tanto per dirvene una utilizzano burro, latte fresco e panna della Centrale del Latte di Rieti, le uova della Sabina e la farina di grano italiano, sia bianca che semi integrale).

Se vi trovate a passare da Rieti, passate da Piazza Oberdan, sede dell'attuale torteria "La mimosa di Adelmo", ed entrate per assaporare i dolci e i ricordi che li accompagnano.

Io nel mio piccolo voglio rendere omaggio al mio concittadino, alla sua torta strepitosa e alla donna, a cui questa splendida torta è associata.

Torta mimosa


dosi per una teglia da 26cm
per il pan di spagna

5 uova grandi
200g di zucchero semolato
200g di farina 00
1 pizzico di sale
1 bacca di vaniglia

per la crema diplomatica

5 tuorli
100g di zucchero semolato
70g di farina 00
500g di latte intero
la scorza di 1/2 limone
1 bacca di vaniglia
500g di panna fresca da montare

per la bagna

2 cucchiai di zucchero
200ml di acqua
2 cucchiai di liquore (limoncello o Cointreau), tuttavia potete omettere il liquore e utilizzare una bagna neutra

Preriscaldiamo il forno a 180° ed imburrate ed infarinate una teglia da 26 cm di diametro.
Iniziate separando i tuorli dagli albumi. Unite i tuorli allo zucchero, al sale e ai semi della bacca di vaniglia (non buttate la bacca esterna, la utilizzeremo per aromatizzare la crema) e iniziate a montare fino ad ottenere un composto voluminoso e chiaro.
Da parte montate gli albumi a neve ben ferma. Con una spatola incorporate gli albumi al composto di tuorli con movimenti delicati dall'alto verso il basso per incorporare aria.
Setacciate la farina e iniziate ad unirla con la spatola, poco alla volta, al composto montato, sempre con movimenti dall'alto verso il basso per non smontare il tutto.

Trasferite l'impasto nella teglia ed infornate per 25 minuti. Con uno spiedino lungo controllate al centro che sia cotto, quindi sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di rimuoverlo dalla teglia. Per un effetto estetico perfetto rifilate i bordi della torta in modo da eliminare la parte più scura - e tenetela da parte per mangiarla da sola oppure con la crema che vi resterà.

Mentre il pan di spagna raffredda possiamo preparare la crema pasticcera. Con il pelapatate ricavate la scorza da un limone non trattato e ben lavato e mettetela in infusione nel latte, insieme alla bacca di vaniglia che avete conservato, ponendo il tutto in una casseruolina su fuoco medio fino a portarlo quasi al bollore.
In una ciotola montate i tuorli con lo zucchero, fino a che saranno ben gonfi e chiari. Quando il latte arriva quasi a bollore filtratelo da un colino a maglie strette e aggiungetelo a filo sui tuorli montati, amalgamando con una frusta. Trasferite quindi nuovamente tutto nella casseruola e portate a bollore a fuoco basso mescolando continuamente con la frusta. Cuocete per due o tre minuti. Versate la crema pronta in una ciotola e copritela a contatto con della pellicola per alimenti. Ponetela in frigorifero a raffreddarsi completamente.

Preparate anche la bagna semplicemente portando a bollore per un paio di minuti l'acqua e lo zucchero, e quando il composto inizia a raffreddarsi unite il liquore scelto.

Quando la crema sarà fredda prelevatene 500g e unitela a pari quantità di panna montata ben ferma (se vi avanzasse della crema potrete farne delle monoporzioni con i ritagli del pan di spagna oppure con dei biscotti savoiardi).
Dal pan di spagna ormai freddo ricavate 3 dischi. Tenendo da parte quello centrale, disponete quello inferiore su un piatto da portata, inzuppatelo (più o meno a seconda dei nostri gusti) con la bagna ormai fredda aiutandovi con un cucchiaio o con un pennello da cucina. Versate 2/3 della crema sul pan di spagna bagnato e copritelo con il disco superiore. Aiutandovi con le mani pressiamo un po' i bordi in modo da ricreare una forma a cupola. Ricoprite la torta con la restante crema, sempre tenendo la forma di una cupola e passate alla decorazione.


Tagliate a dadini il disco di pan di spagna tenuto da parte e utilizzateli per ricoprire la torta. Tenetela in frigo fino al momento di servirla.

giovedì 11 febbraio 2021

SACHER, LA RICETTA DEFINITIVA

La scorsa settimana ho partecipato ad un webinar gratuito della Kica Academy tenuto dal pastry chef Alexandr Trofimenkov, giovanissimo talento che con parole semplicissime riesce a spiegare nel dettaglio anche al pasticcere amatoriale più inesperto ricette e procedimenti, nonché le proprietà dell'utilizzo di un ingrediente piuttosto che di un altro.

Il corso - in inglese - suddiviso in tre lezioni, spalmate su tre giorni consecutivi, rivolto principalmente a chi è agli inizi nella strada della pasticceria, mirava a far conoscere le basi delle "sponge cake", tra cui il nostro pan di spagna, la quattro quarti, la génoise, i brownies, ecc.., le tecniche e gli accorgimenti per realizzarla, nonché le norme igieniche da rispettare in cucina (sempre più che utile un bel ripasso) e infine la durata delle varie preparazioni in pasticceria, dalle creme ai biscotti. Ai partecipanti, inoltre, è stata data la possibilità di partecipare, inviando le foto del proprio dolce finito entro la scadenza prevista, ad una sorta di concorso che metteva in palio per le tre torte meglio eseguite altrettanti posti in un corso a scelta sugli éclairs.

Un corso veramente ben strutturato. Se vi capita di fare un giro sul sito della Kica Academy sappiate che di tanto in tanto organizzano questi webinar gratuiti, e se siete degli appassionati come me di pasticceria non potete perdervelo! Vi assicuro che anche se non siete dei principianti rimarrete incantati di fronte a tutto quello che c'è ancora da imparare.

Lo scopo finale del corso era la realizzazione di una Torta Sacher con una ricetta dello chef Trofimenkov.

In una parola. PARADISIACA.

Nonostante l'abbia preparata diverse volte e provato diverse ricette questa è quella che mi ha colpito di più per la semplicità di esecuzione della base, per la tecnica di emulsione della ganache, nonché della sua consistenza, e per il risultato d'insieme, perfettamente bilanciato, umido, dal retrogusto leggermente amaro di cioccolato che si va a sposare alla perfezione con la dolcezza delle albicocche.

Di seguito troverete la ricetta, come vi dicevo totalmente differente rispetto a tutte le altre sacher che ho provato negli anni. Forse più rigida in alcuni passaggi, per via dell'uso del termometro, ma per questo risultato vale davvero la pena di effettuare questo piccolo investimento. (ndr. il termometro che possedevo da anni, ha deciso di abbandonarmi proprio al secondo giorno di corso, quando cioè ne avevo bisogno per preparare la ganache. che simpaticone! menomale che i miei cognati mi sono venuti in soccorso, pretendendo in cambio solo una fetta di sacher). 

Sacher torte

di Alexandr Trofimenkov


per due basi di 18 cm 

160g di uova a temperatura ambiente (circa 3 uova medie)
80g di zucchero
50g di zucchero invertito o miele (nel caso usaste il miele sceglietene uno dal sapore neutro)
50g di farina di mandorle
74g di farina debole, tipo 00
5g di lievito per dolci
20g di cacao in polvere
60g di burro (82% di massa grassa)
80g di panna (35% di massa grassa)
30g di cioccolato fondente all'80%

per il ripieno

385g della vostra marmellata di albicocche preferita

oppure, se siamo in stagione di albicocche 

200g di albicocche, al netto degli scarti
100g di zucchero*1
60g di acqua
1g di pectina
20g di zucchero*
25g di succo di limone
mezza bacca di vaniglia

per la ganache

200g di cioccolato fondente al 70%
200g di panna fresca (35% di massa grassa)
40g di burro (82% di massa grassa)
20g di brandy di albicocche

avrete bisogno inoltre di

una striscia di acetato
un termometro da cucina


Per prima cosa in una ciotola mescolate con una frusta le uova, lo zucchero, la farina di mandorle e lo zucchero invertito (o il miele). Non dovete montare il composto, semplicemente amalgamare brevemente tutti gli ingredienti insieme.

In un'altra ciotola setacciate la farina, il cacao e il lievito ed amalgamateli insieme fino a rompere gli eventuali grumi.

Unite ora, in due volte, il composto di uova alle polveri, mescolando sempre con la frusta, senza montare.

A questo punto, in una ciotolina adatta al microonde (ma potete anche farlo a bagnomaria se non lo avete), mettete il burro, la panna e il cioccolato. Scaldate per 30-40 secondi. Quindi con una piccola frusta mescolate finché il tutto sarà bene amalgamato e il cioccolato completamente sciolto. Attendente che arrivi a 45-50°, quindi unitelo in due o tre volte al composto precedentemente preparato.

Suddividete a questo punto l'impasto in due teglie da 18 cm di diametro rivestite con carta forno - lo chef utilizzava dei cerchi in acciaio posati su una teglia da forno rivestita da un tappetino di silicone - ed infornate in forno già caldo a 170° per 10-12 minuti, con la funzione ventilata. Se il vostro forno non è ventilato prolungate la cottura per 2 o 3 minuti, controllando che inserendo uno stecchino di legno al centro della torta questo ne esca pulito.

Sfornate e lasciate raffreddare completamente.

Eliminate a questo punto la parte superiore delle due torte (che diventerà una merenda golosissima!) con un coltello seghettato ben affilato, avendo cura che la superficie rimanga piuttosto dritta.

Ora possiamo passare alla preparazione della marmellata di albicocche. 
In una casseruola portiamo a bollore lo zucchero*1 e l'acqua fino a 120°. A questo punto possiamo aggiungere le albicocche tagliate in 4 parti e i semi della mezza bacca di vaniglia, e facciamo cuocere a fuoco basso finché le albicocche saranno morbide. Man mano che la marmellata cuoce eliminate la schiuma che si forma in superficie, in questo modo la marmellata sarà bella chiara.

Quando le albicocche sono morbide aggiungete lo zucchero*2 e la pectina, mescolate bene e continuate a cuocere a fuoco basso fino a quando il composto raggiunge i 105°. Quando raggiunge la giusta temperatura togliete dal fuoco ed aggiungete il succo di limone. Quindi trasferite la marmellata in una ciotola pulita e fatela raffreddare completamente. 

Quando la marmellata sarà fredda possiamo assemblare la torta. Posizioniamo l'acetato dentro il cerchio di acciaio (ci renderà più facile sformarla), e mettiamo al suo interno la prima delle due basi, quindi versiamo tutta la marmellata e livelliamola bene; terminiamo con la seconda base, avendo cura di mettere il lato più dritto - quello che in cottura era a contatto con la teglia - verso l'alto. Livellate nuovamente la torta, facendo una leggera pressione, in modo da uniformare la superficie ed eliminare eventuali bolle d'aria. Riponetela in frigorifero per un'ora.

Quando la torta sarà ben fredda possiamo passare alla copertura, prepariamo quindi la ganache.

Portiamo la panna a 80°, e la versiamo sul cioccolato spezzettato, all'interno di un contenitore alto (se avete il bicchiere del frullatore ad immersione va benissimo quello); lasciamo in infusione un paio di minuti, quindi, con il minipimer andiamo a frullare, cercando di non inglobare aria, in modo da creare un'emulsione stabile. Ci vorrà un minuto e il risultato sarà una ganache lucidissima e ben emulsionata. Aggiungiamo a questo punto il burro morbido e il brandy (se volete potete omettere quest'ultimo, andando ad aumentare di 20g la quantità di panna), e frulliamo di nuovo per emulsionare le due aggiunte.

Verificando con il termometro aspettiamo che la ganache raggiunga i 40° quindi possiamo utilizzarla per glassare la torta.

Posizioniamo la torta su una gratella che sistemeremo su una teglia rivestita di carta forno, oppure con un tappetino di silicone, e rimuoviamo l'acetato. 

Lo chef ha fatto una prima colata, più sottile, come crumb coating, quindi ha riposto nuovamente la torta in frigo per 10 minuti, per far solidificare la ganache. Raccogliete la ganache in eccesso e riunitela alla restante. Quando il crumb coating si era stabilizzato ha fatto una seconda e più abbondante colata di ganache, riportando la stessa a 40° e frullandola nuovamente per ricreare il perfetto grado di emulsione. 

Una volta eseguita la seconda copertura ha lasciato la torta a temperatura ambiente per solidificare per almeno 30 minuti. E altrettanto ha fatto con la ganache restante che ha utilizzato poi per decorare la torta, inserendola in un conetto di carta forno.

Come potete vedere, la ganache era troppo spessa quando ho fatto la decorazione, infatti appare poco fluida e grumosa. La colpa è stata mia che ho aspettato troppo - purtroppo ho terminato a ridosso dell'ora di cena e con una bimba piccola ho dovuto dare priorità alla fame della pargola.

La copertura di ganache ha qualche bolla d'aria. Questo è stato uno dei "problemi" riscontrati dal 90% dei partecipanti al corso. Lo chef Trofimenkov ha spiegato che è dovuto al minipimer, che probabilmente non è specifico per emulsionare, e quindi ingloba aria quando lo utilizziamo. Bisognerà metterne uno fattaposta nella lista dei desideri......... 

giovedì 25 gennaio 2018

MOJITO ENTREMET PER LA SFIDA MTC N.69

Mi tirerò dietro tutte gli anatemi del MTChallenge, lo so.
Non amo molto i drink. L'unico che mi piace è il Mojito. 

Indovinate un po' qual è il cocktail che ho scelto di reinterpretare per la sfida di questo mese?
Già.
Avevo in un primo momento anche pensato di saltare la sfida, per tutta una serie di ragioni, compreso il fatto di aver dovuto rifare le preparazioni due volte a causa dei dosaggi sbagliati, ed ultima ma non ultima il fatto di non amare i cocktail.
Poi però la voglia di affogare i cattivi pensieri nell'alcool stare ai fornelli ha vinto, e spero che la community tutta, terzo giudice in primis, mi perdoneranno per la mia scelta scontata. 

Per preparare un VERO mojito sono necessari:

4 cl di rhum bianco cubano
3 cl succo fresco di lime
6 foglie di menta
2 cucchiaini di zucchero bianco
acqua tonica

A volte è troppo dolce, altre troppo alcolico. Solo 3 o 4 volte ho bevuto dei Mojito veramente ben fatti! Quindi, per prima cosa, un sorso di Mojito per iniziare bene.


Quindi, visualizziamo il dolce.
Una base di biscuit, il cui impasto si arricchisce di menta fresca tritata e bagnato con il rhum in purezza.
Sopra di esso strati alternati di panna cotta al lime e gelatina alla menta.
Come decorazione un crumble di foglie di menta e zucchero di canna oltre a due cilindretti di meringa, da sentire scrocchiare sotto i denti come quando con la cannuccia di succhia lo zucchero sul fondo del bicchiere.
Infine, per appagare ulteriormente la gola, due sfoglie di cioccolato bianco.

Mojito entremet

Per il biscuit alla menta


80g di farina per torte, setacciata (io Garofalo 170W)
un pizzico di sale
3 uova grandi intere + 2 tuorli grandi
115g di zucchero
60g di burro, fuso e fatto completamente raffreddare
4 cucchiaini di menta fresca tritata

Per prima cosa riscaldate il forno a 230°, con la griglia sistemata nella parte bassa. Ungete una placca da forno con il bordo da 32 x 44,5 cm con lo spray staccante. Rivestitela di carta forno e spruzzate anche questa. Infarinatela e picchiettatela per eliminare la farina in eccesso.

Mescolate la farina e il sale in una ciotola.
Portate a sobbollire 5 cm di acqua in una casseruola. Ponete una ciotola sopra l'acqua - non dentro - e mettete al suo interno le uova, i tuorli e lo zucchero, sbattendo il composto con la fusta finché lo zucchero si è sciolto completamente e il composto è caldo. A questo punto lavorate per 2 minuti il composto con le fruste elettriche a velocità medio-alta; io ho tolto dalla pentola e ho utilizzato la planetaria a velocità 3. Quindi aumentate la velocità  - io a velocità 6 - e montate il composto per altri 4 minuti fin quando risulterà chiaro e denso.

Setacciate la farina sul composto di uova incorporandola in 3-4 volte con una spatola di gomma grande. Alternate  la farina con il burro fuso, colandolo sulla parete della ciotola. Infine aggiungete la menta tritata sempre mescolando delicatamente.

 Stendete il composto, che dovrà risultare denso, e non liquido, sulla placca preparata in precedenza con una spatola angolare. Infornate per 6-7 minuti, dovrà risultare dorato. 
Sfornate e lasciate raffreddare. Quindi coppate il biscuit ricavando 8 basi rettangolari 9x5 e teneteli da parte coprendoli con della pellicola per alimenti.

per la bagna 

Rhum q.b.

La base dei dolci in generale non mi piace particolarmente zuppa, ma in questo caso siate generosi. Il segreto per una perfetta inzuppitura è guardare la parte inferiore della base. Quando sollevando la base iniziate a vedere il liquido formare delle chiazze, fermatevi. Il vostro biscuit è perfettamente bagnato.

per il gelée di menta

50g di foglie di menta
8g di gelatina
110g di zucchero
250g di acqua

Pulite le foglie di menta e mettetele in una brocca - io ho utilizzato il bicchiere del minipimer. Ammollate la gelatina in acqua fredda per almeno 15 minuti. Portare quasi a bollore l'acqua, quindi versatela sulle foglie di menta e lasciate in infusione per 10 minuti.
Trascorso il tempo di riposo filtrate il liquido direttamente in un casseruolino, unite lo zucchero e scaldate il composto. Appena lo sciroppo è sciolto spegnete e aggiungete la gelatina strizzata, mescolando finché risulta ben sciolta. 

per la panna cotta al lime

350ml di panna 
250ml di latte intero
100g di zucchero
8g di colla di pesce
le zeste di due lime

Portate a bollore in un tegame, la panna, il latte, lo zucchero di canna e le zeste di lime. Lasciate quindi in infusione per 10 minuti.
Nel frattempo mettete la colla di pesce a bagno in acqua fredda.
Filtrate il composto con la panna e prelevatene 50 gr in cui scioglieremo la gelatina precedentemente ammollata e strizzata. Scaldate il composto, senza farlo bollire e aggiungete la gelatina.
Riunite il composto con la gelatina al resto del composto. Stratificate e mettete a solidificare per almeno 3 ore in frigo.

per le meringhe, ricetta di Iginio Massari

115g di albumi a t.a.
335g di zucchero (1)
150g di zucchero (2)

Nella ciotola della planetaria montare a neve l'albume con la prima parte di zucchero semolato, versando inizialmente 100g circa e poi la rimanenza un po' alla volta mentre monta. Incorporare con una spatola e mescolando con delicatezza la seconda parte di zucchero. Modellate quindi la meringa a piacere con una sac-à-poche su una teglia rivestita da carta forno. In questo caso con la bocchetta tonda liscia ho modellato dei cilindretti.
Cuocere a 160° per 10 minuti, quindi abbassare la temperatura del forno a 120° per 2 ore con lo sportello del forno lasciato appena aperto - potete anche farle con il metodo a forno spento, dopo i primi 10 minuti a 160°.

per il crumble 

20 foglie di menta già pulite
2 cucchiai di zucchero di canna

Tritate a punta di coltello la menta e lo zucchero fino ad ottenere un crumble piuttosto sottile, ma ancora granuloso.

per le sfoglie di cioccolato bianco

100g di cioccolato bianco
fogli di acetato

Fate fondere a bagnomaria il cioccolato bianco. Versatelo tra due fogli di acetato e ponete in frigorifero a solidificare.
Con un coltello a lama liscia ricavate dalla sfoglia di cioccolato dei rettangoli da posare al lato dell'entremet.

Il montaggio del dolce va fatto al contrario, quindi partendo dalla preparazione che poi troveremo sulla sommità, e via via fino ad arrivare al biscuit.
Rivestite il fondo dello stampo e i lati esterni con un unico foglio di pellicola per alimenti e per praticità poneteli tutti su una teglia in modo che quando dovrete metterli in frigo non avrete difficoltà a spostarli. Dopo ogni strato il dolce va in frigo per almeno 30 minuti. Io per velocizzare l'ho messo in freezer per 10 minuti dopo ogni aggiunta.

L'ordine degli strati da seguire è - dal basso:
gelée di menta
panna cotta al lime
gelée di menta
panna cotta al lime
biscuit bagnato al rhum

Dopo l'aggiunta del biscuit lasciate solidificare per un paio di ore in frigo prima di sformare.
Capovolgete direttamente sul piatto di portata ognuno dei dessert, passando la lama di un coltello sul bordi se trovate difficoltà a farlo scendere.


Decorate il dolce con il crumble, le meringhe, le sfoglie di cioccolato bianco e un ciuffetto di menta fresca.
Accompagnate con un buon Mojito.



Con questo dessert partecipo alla sfida del MTChallenge n.69.



venerdì 18 novembre 2016

ZIA LINA E IL MONTBLANC


Non era una vera e propria zia. In realtà era una cugina di secondo grado di mio padre, ma per tutti noi era semplicemente Zia Lina.
Vedova, con un unico figlio ormai grande, faceva la sarta da sempre.

A ogni compleanno, natale o pasqua, mi regalava dei "pezzi" per il corredo, quando una tovaglia, quando un asciugamano, un set di canovacci e via dicendo, non si può dire che non fosse una donna pragmatica.
D'inverno non accendeva il riscaldamento, perché la casa era grande e non si poteva scaldarla tutta, quindi accendeva il camino in cucina - e nemmeno sempre - che riusciva anche a scaldare la stanza attigua, il suo laboratorio, sempre pieno di stoffe colorate e ritagli che mi regalava di tanto in tanto per cucire il vestito a qualche bambola.
Non era una cuoca grandiosa, ma per alcune cose non potrò mai dimenticarla.

Fu lei che per la prima volta mi fece assaggiare la crema pasticcera: avrò avuto forse tre o quattro anni, e qualche volta mamma mi affidava alle sue cure alla mattina mentre andava a lavorare. Mentre guardavamo "Lessie" - che chissà perché mi metteva su una grande tristezza - su un piccolo televisore in bianco e nero, venne fuori che non avevo mai assaggiato la crema con le uova e qualche mattina dopo l'aveva preparata appositamente per me.
La sua zuppa inglese: come dimenticarla!! Zuppa di nome e di fatto, era imbevuta con un mix di liquori micidiali fortissimi: rhum, alchermes, vermouth e anice. A noi bambini chiaramente era proibita, salvo un piccolo assaggio che ci lasciava la lingua insensibile per un bel po'!😝

Sempre da lei, per la prima volta, assaggiai il Monte bianco.
Ricordo una montagnetta di panna montata, che ai miei occhi di bambina sembrava racchiudere dei sapori fiabeschi. Quando invece assaggiai quel dolce, che delusione: sotto la panna, insipida, c'era una specie di pappetta marrone farinosa e grumosa. Inutile dire che era stato bollato come una di quelle cose che mai e poi mai avrei mangiato, figuriamoci provato a rifare in casa.

Questo fino a un po' di tempo fa, quando sul sito della AIFB, Associazione Italiana Food Blogger, il calendario del cibo italiano ci ha ricordato che il 19 Ottobre - giorno, tra l'altro, del compleanno di mio padre - è la giornata nazione del Montebianco.
E devo ammettere che leggendo l'articolo e studiando la ricetta, questo dolce semplicissimo ha suscitato nuovamente la mia curiosità.
Così qualche giorno dopo infilavo con nonchalance un sacchetto di marroni nel carrello della spesa e tornata a casa, subito a lessare i preziosi frutti.

La preparazione è semplicissima, non richiede strumenti tecnologici, e necessita anche pochi ingredienti che sicuramente avete già in casa. Provatelo, finché si trovano ancora i marroni (ndr. vanno bene anche le castagne) e questi giorni uggiosi richiedono una coccola in più.

Montebianco
ricetta dal sito AIFB



500g di marroni freschi
90g di zucchero
latte fresco intero
1 stecca di vaniglia
250 ml di panna da montare

in più ci occorrerà

cacao amaro
riccioli di cioccolato per la decorazione - opzionali

Lavate per bene le castagne sotto l’acqua corrente e con un coltellino incidete la buccia.
Trasferitele in una pentola colma di acqua, ponetela sul fuoco e lessate le castagne per circa 30 minuti (10 nel caso utilizziate la pentola a pressione).
Aiutandovi con un coltellino sbucciate le castagne, eliminando anche la pellicina marrone che ricopre il frutto e le eventuali castagne marce o nere - se lo fate quando i frutti sono tiepidi quest'operazione sarà velocissima.
Pesate i frutti, poneteli in un pentolino ed aggiungete tanto latte quanto il loro peso.
Aprite nel senso della lunghezza il baccello di vaniglia, raschiate tutti i semini con un coltellino e aggiungeteli alle castagne. Mescolate cercando di sbriciolare tutto il più possibile.

Ponete la casseruola sul fuoco basso e al momento del bollore coprite con un coperchio, girando di tanto in tanto. Dovranno cuocere per circa 20 minuti, il latte verrà assorbito quasi completamente.
Frullate il composto con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una purea densa. Lasciate raffreddare.

Con uno schiacciapatate passate la purea facendola cadere in un piatto da portata (o in coppette monoporzione) e, senza comprimerla, date l’aspetto di una piccola montagna.
Montate la panna e, servendovi di una tasca da pasticceria, decorate come preferite. Aggiungete, infine, una spolverata di cacao e riccioli di cioccolato.


Note:

Se si volesse aggiungere il cacao alla preparazione, unitelo dopo aver frullato la purea di castagne: un cucchiaino raso di cacao amaro in polvere setacciato e un cucchiaino di rum.

La quantità di zucchero varia a seconda del peso delle castagne lessate e pelate. 100 g di zucchero = 250 g di castagne, aumentare di 20 g di zucchero per ogni 100 g di castagne lessate e pelate in più. 350 g di castagne = 120 g di zucchero. Nel caso si utilizzino i marroni diminuire di qualche grammo la dose di zucchero come ho fatto io).







mercoledì 21 settembre 2016

SWEETY OF MILANO - IL GIORNO DOPO

Eccomi di nuovo seduta davanti al mio pc a scrivere per raccontarvi di questa giornata a Sweety of Milano e della finale del master MTChallenge.
Ci sono volute più di 24 ore di decompressione per riprendermi dal fine settimana appena trascorso, per sistemare tutte le caccavelle che mi ero portata dietro, mettermi in pari con le lavatrici, ma finalmente eccomi qui.

Mentre scrivo il profumo che si sprigiona dal forno, di pane con il lievito madre, mi conforta e mi sprona a raccontarvi com'è andata.


Innanzitutto fatemi ringraziare quel sant'uomo di Alessandro che mi ha accompagnato in questo fine settimana milanese e che si è sorbito pazientemente le mie ansie e i miei sfoghi se la borsa frigo era troppo sballottata qua e là: se non fosse davvero un uomo speciale non lo sposerei mica...

Prima della partenza ho avuto dei problemi con i macaron che non ne volevano sapere assolutamente di asciugarsi durante il croûtage. Purtroppo sia giovedì che venerdì mattina ha piovuto ininterrottamente e c'era un'umidità indicibile.... se non fosse che poi, alle 12:30 per l'esattezza, ovvero appena tre ore prima dell'orario in cui sarebbe partito l'autobus che ci avrebbe accompagnato a Roma, mi sono resa conto che non sarebbero mai venuti bene perché la mattina, nel farli, avevo cannato completamente la dose di albume: 90g invece di 60g, il cielo solo sa come li ho pesati in questo modo.
Dopo una velocissima consultazione con la tutor, Ilaria, alla quale ho promesso una torta dalle fattezze umane a grandezza naturale - alla Buddy Valastro per intenderci - per ringraziarla della pazienza e del sangue freddo con cui mi ha incoraggiato in ogni fase, ho deciso di rifarli anche se il tempo stringeva e ho iniziato a pregare che asciugassero in tempo.
Saint'Onoré, mosso a pietà, deve averci messo del suo infatti li ho preparati, si sono asciugati e sono stati cotti nel giro di un'ora e mezzo.

Il viaggio di andata è stato un po' teso. C'è stato un ritardo dovuto al traffico in autostrada da L'Aquila a Roma e abbiamo rischiato di perdere il treno, ma fortunatamente alla fine ce l'abbiamo fatta. Per non parlare della paura che qualche contenitore nel quale avevo riposto con cura le varie preparazioni per la torta si aprisse o che le basi potessero rompersi: possiamo dire che fino al momento in cui la torta era finita e davanti ai giudici sono stata in apnea.

Le basi non si sono rotte, i contenitori non si sono aperti, perfino i fiori che avevo colto poco prima di partire e riposto in un contenitore sottovuoto sono arrivati perfetti fino al momento di essere posati sulla torta. Perfino i macaron, che mi avevano fatto tanto penare, sono arrivati sani e salvi a destinazione.

Lasciatemi dire che di eventi del genere ne ho visti più di un paio, in giro per l'Italia, e che l'organizzazione che ho visto a Sweety non c'era in buona parte degli altri. Una menzione speciale a Chiara Bettaglio, di DBInformation, che ha seguito il nostro master ed è stata disponibilissima e gentilissima, nonché simpaticissima, e ad Anna Lena De Bortoli, alias Acquaviva, per la redazione di MTChallenge che ha fatto da receptionist, da cicerone, da presentatrice, insomma un vero jolly per l'MTC.

Non è semplice coordinare una "baracca" del genere, ma loro ci sono riusciti, e pure bene!
Le masterclass puntuali - tranne quella del maestro Massari che è andato avanti per il doppio del tempo a sua disposizione, ma egli PUO' e il primo che dice il contrario in ginocchio sui ceci - e ben organizzate, gli stand colorati e ben disposti, le cucine dove venivano preparati i dolci in vendita linde e ben disposte, gli chef pasticceri e i ragazzi di CastAlimenti gentilissimi e simpatici, il tutto in una location d'eccellenza come il Palazzo delle Stelline con la corte interna caratterizzata da un giardino splendido, in cui si sono svolte alcune delle attività che coinvolgevano i big.

Insomma, se non si fosse capito, m'è piaciuto!

La giuria per il nostro master formata da Alessandro Servida e Claudio Colombo è stata attentissima e seria: ha fatto domande, osservato, assaggiato e giudicato, avendo ben chiaro che si trattava di una finale di un master fatto online ma non per questo meno serio. Hanno definito il livello delle preparazioni in generale alto - e forse non se lo aspettavano - e premiato la più bella e la più buona, quella che per stessa ammissione di Servida "metterei su una rivista del settore senza problemi", la Vintage naked di Marianna Bonello del blog Sapori e Dissapori food.



Eccomi a fine gara, mentre finalmente respiro di nuovo e mostro orgogliosa la mia creatura.


L'organizzazione ha premiato Marianna con una copia autografata di "Non solo zucchero vol.1" del maestro Massari più altre cosine, e ha regalato a ognuna delle finaliste una busta carica di belle cose; nello specifico un tappetino Forosil Pavoni e in abbinato una fascia d'acciaio microforata della nuova linea Progetto Crostate, un barattolo di gelatina di albicocche Agrimontana, 12 tavolette di cioccolato fondente 80% Criollo di Domori, una confezione di granella di fave di cacao ricoperte di cioccolato fondente e una confezione di fave di cacao grezze tostate. Ovvero, come fare felice una blogger con caccavelle e ingredienti di qualità - che ovviamente verranno provati a brevissimo!


E se volete leggere il resoconto del MTChallenge di questo primo master, andate qui e preparate i fazzoletti.

sabato 10 settembre 2016

BAKE OUT MTC - ALLEGRA, UNA NAKED CAKE PER L'MTC E SWEETY OF MILANO

Siete fra quelli che scelgono un viaggio nella capitale francese non per le romantiche passeggiate sul Lungosenna, ma perché “Parigi val bene un...a mousse”?
Non avete mai saputo come finisce la favola di Biancaneve, perché a “specchio specchio delle mie brame” iniziavate a fantasticare su glasse e coperture?
E siete ancora convinti che il discorso più rivoluzionario del secolo scorso inizi con “I have a cream”?


Allora, non perdetevi Sweety of Milano, la grande manifestazione di pasticceria che si terrà nel capoluogo lombardo il 17 e il 18 settembre, nel corso della quale i nostri Maestri più famosi terranno masterclass a tema, proporranno le loro nuove creazioni, incontreranno il pubblico davanti ad un caffè, in un fine settimana all’insegna della dolcezza e della creatività.


E lì potrei esserci anch'io. Questo è quello che bolliva in pentola e che vi avevo accennato nell'altro post.
Non appena Alessandra ha parlato di un master MTC incentrato sulle naked cake reinterpretate secondo il gusto e la tradizione pasticcera italiana, mi si è acceso il neurone. Siamo state seguite da due tutor splendide, Ilaria e Maria Grazia, presenti e disponibilissime, che ci hanno consigliato e tranquillizzato nei momenti di "oddio, la ganache non è fluida e ora come faccio?!" e guidato fino al primo traguardo, ovvero la pubblicazione sul blog personale della nostra proposta.
Non tutti, ahimè, avranno la possibilità di andare a Sweety of Milano; le nostre tutor insieme ad Alessandra selezioneranno cinque delle venti torte pubblicate, e la giuria sarà presieduta da un giudice d'eccezione: nientepopodimenoché Michel Paquier, della pasticceria Douce di Genova (qui anche la pagina Facebook) - e se vi state chiedendo dove avete sentito già il suo nome, lo avete sicuramente già sentito e visto all'opera a "Detto Fatto", su Rai2.  

Le cinque prescelte saranno presenti a Sweety of Milano il 17 Settembre, esattamente tra una settimana, dove avremo a nostra disposizione una sala per assemblare le torte, tra le 14 e le 15 approssimativamente: nella prima mezz'ora i finalisti termineranno l'assemblaggio delle loro torte (decorazione e ultimi ritocchi), in modo che i giudici possano anche valutare il loro modo di lavorare.; nella seconda mezz'ora, avverrà la premiazione. Il tutto a porte aperte - da qui BAKE OUT! :) 
La giuria sarà presieduta da Alessandro Servida, titolare della pasticceria Alex a Milano; accanto a lui a giudicare le torte ci sarà Claudio Colombo, redattore de Il Pasticcere e Gelatiere italiano. 

E quindi.... eccomi qua! :)


Per la mia proposta ho avuto le idee chiare sin da subito per quanto riguarda la decorazione, mentre il gusto e gli abbinamenti sono arrivati da sé.

Ho scelto una naked leggermente velata di crema al burro alla vaniglia, con una colata di gelée di lamponi ad effetto dripping, arricchita da lamponi freschi, more di rovo, fichi, fiori, meringhe e macaron ripieni di crema ai lamponi.


Al suo interno una torta margherita al cacao di Di Carlo, cream cheese leggera e gelée ai lamponi.

Allegra naked cake



per la torta margherita al cacao di Leonardo Di Carlo, da Tradizione in evoluzione


uova intere 250g
tuorli 200g
zucchero semolato 200g
miele di acacia 25g
buccia di limone 7g *
bacca di vaniglia
sale fino 2g
farina 00 (W 150-160) 133g
cacao amaro in polvere 57g *
fecola di patate 125g
burro fuso a 45 °C 125g

*ho omesso la buccia di limone ed aggiunto il cacao amaro (in proporzione del 30% rispetto alla quantità di farina iniziale - 190g

Unire i primi quattro ingredienti, mescolare e scaldare a 45°-50°C - io ho eseguito quest'operazione a bagnomaria. Questo passaggio, potrebbe essere anche saltato, ma rende la massa molto più stabile e quando andremo ad inserire le polveri tenderà a smontare di meno.

Trasferire in planetaria e montare con la frusta: a metà montaggio (dopo 8-9 muniti), aggiungere a filo i tuorli leggermente sbattuti, continuare a montare, fino ad una massa voluminosa e stabile. Inserire a mano delicatamente la farina setacciata con la fecola e il cacao, prelevare 1/10 di massa e inserire il burro fuso, quindi aggiungere delicatamente al resto della massa, mettere in due stampi da 18 cm di diametro e cuocere subito a forno già caldo a 170-180°, chiuso i primi 10 minuti e fessurato** i successivi per 20-25 minuti.

Una volta sfornate le basi lasciatele freddare completamente, quindi ricavate da ogni base due dischi alti circa 3 cm l'uno e teneteli da parte.

**per forno fessurato si intende con lo sportello leggermente schiuso per permettere al vapore di uscire e rendere la preparazione leggera ed areata; basta inserire una pallina di carta d'alluminio nell'apertura del forno affinché rimanga aperto quel tanto che basta.

per la cream cheese leggera alla vaniglia

200g di formaggio cremoso tipo Philadelphia
300g di panna fresca da montare
120g di zucchero a velo
mezza bacca di vaniglia

Nella planetaria, con la foglia, fate ammorbidire il formaggio cremoso, quindi aggiungete lo zucchero a velo setacciato e la vaniglia e montate a media velocità fino ad ottenere un composto cremoso. A questo punto cambiate la frusta alla planetaria e inserite la frusta a filo.
Con la planetaria in movimento e a massima velocità aggiungete la panna ben fredda a filo e lasciate montare il composto finché diventa ben spumoso.

per il gelée di lamponi

230g di lamponi
85g di zucchero
15g di succo di limone
6g di gelatina in fogli

Mettete a bagno la gelatina in fogli in acqua fredda.
Nel frattempo, in un pentolino, fate scaldare a fiamma bassa la metà della polpa di lamponi che avrete frullato e setacciato, con lo zucchero e il succo di limoni. Aggiungete la gelatina precedentemente ammollata e ben strizzata, amalgamando bene. Unite il composto, fatto intiepidire, al resto della polpa e mescolate. Coprite la gelée con pellicola per alimenti a contatto e lasciate freddare. Utilizzate subito. Se dovesse solidificarsi troppo, potete scaldarla leggermente a bagnomaria per farla tornare fluida.

per la crema al burro alla vaniglia

125g di burro a temperatura ambiente
170g di zucchero a velo
1/2 bacca di vaniglia

Iniziate a lavorare il burro nella planetaria con la foglia. Quando sarà ben cremoso unite i semi di vaniglia e lo zucchero a velo un cucchiaio alla volta. Una volta aggiunto tutto lo zucchero, cambiate l'accessorio della planetaria inserendo la frusta e lasciate montare alla massima velocità per almeno 3-4 minuti. Il composto diventerà chiarissimo e spumoso, vi sembrerà panna montata e non crema al burro. Trasferite la crema al burro in una sac à poche con bocchetta tonda liscia da 10 mm.

per i macaron

60g di albume a t.a.
70g di farina di mandorle fine
90g di zucchero a velo
25g di zucchero semolato
qualche goccia di succo di limone
una stilla di colorante rosa

cream cheese e gelée ai lamponi per farcire

Nella ciotola della planetaria montate gli albumi con il succo del limone, a neve ben soda. Quindi aggiungete lo zucchero semolato in tre volte. A questo punto dovete aggiungere il colorante. Adesso, a mano, con una spatola, aggiungere in tre volte le polveri setacciate molto bene. 
Rivestite di carta forno due o o tre teglie (dipende dalla loro grandezza). Trasferite il composto in una sac à poche con una bocchetta tonda da 8 mm.
Formate sulle teglie dei bottoni con il composto, distanziandoli di circa 3 cm, perché si allargheranno leggermente. Per farli appiattire leggermente, date qualche colpetto sotto la teglia.
A questo punto si lasciano asciugare, per qualche ora, fino al momento della cottura: se sfiorandoli non si attaccano ai polpastrelli sono pronti per il forno.
Cuoceteli a 170° per 12-13 minuti circa, girando la teglia di 180° a metà cottura.

per le meringhe

60g di albume a t.a.
120g di zucchero semolato
qualche goccia di succo di limone

Iniziate a montare con la planetaria gli albumi con il succo di limone ad alta velocità, quindi un cucchiaio alla volta inserite lo zucchero. Lasciate montare per almeno 10 minuti, finchè lo zucchero sarà sciolto completamente e il composto sarà sodo e lucido.
Trasferite in una sac à poche con bocchetta a stella aperta da 8 mm e formate le meringhe sulla teglia rivestita di carta forno. Infornate a forno caldo a 180° e spegnetelo, lasciando lo sportello chiuso finché il forno sarà completamente freddo - per approfondimenti circa il metodo di cottura a forno spento vi rimando a questo post.

Procediamo adesso con l'assemblaggio della torta.
Su un'alzatina posizioniamo la prima base - tenete la base inferiore con i bordi più netti da parte perché diventerà poi la parte superiore - create tutto intorno sul bordo un cordone di crema al burro che servirà a contenere la nostra cream cheese. Quindi farcite con uno strato abbondante di cream cheese e sopra di esso colate un velo di gelée ai lamponi.
Posizionate la seconda base allineandola alla sottostante e ripetete le operazioni: cordone di crema al burro, cream cheese e gelée.
Quando vi sarà rimasta da posizionare solo una delle due basi inferiori che avete tenuto da parte non dovete far altro che girarla sottosopra, in modo che la parte che è andata a contatto con la teglia risulti sopra e chiudere la torta.


Refrigerate per 30 minuti per stabilizzare il tutto.
Dopo il riposo riprendete la torta dal frigo e con la crema al burro stuccatela aiutandovi con una spatola angolata lunga e un tarocco. Se come me disponete di un piatto girevole sarete avvantaggiati, altrimenti ricordatevi di girare spesso la torta per controllare che sia uniforme e dritta. Terminato di stuccarla, con il tarocco messo perpendicolare al lato della vostra torta, esercitando una leggera pressione, uniformate la copertura di crema al burro, in modo da renderla appena velata.  
Quest'operazione è importante perché renderà uniforme la nostra torta anche fuori. Volendo dare un aspetto più minimal alla vostra torta, potete anche decidere di non stuccarla.


Riponete in frigorifero per altri 30 minuti.

Per la decorazione finale colate il gelée avanzato (scaldatelo se necessario) sulla parte alta della torta, livellatelo con la spatola angolata e lasciatelo colare ai lati. Per aiutare questa a colare in maniera regolare potete trasferire il gelée in un conetto di carta forno e aggiungere delle gocce ad intervalli regolari lungo tutta la circonferenza superiore, lasciando che coli da solo ai lati.

Per terminare la torta ho posizionato casualmente sopra delle meringhe, due macaron farciti di cream chesse e gelée ai lamponi - questa volta amalgamati insieme - dei lamponi e delle more fresche, un fico tagliato in quarti, e per finire dei fiori del mio giardino: campanule, violette e  fiori di Viburno.

Ed ecco anche la fetta.



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