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martedì 11 agosto 2015

RINFRESCHIAMOCI LE IDEE: GRANITA DI ANGURIA CON GOCCE DI CIOCCOLATO

Mentre scrivo sono già in ginocchio sui ceci.
Assente (in)giustificata dal blog e dalla vita "social" dall'8 di giugno.
Come già vi dicevo nell'ultimo post le giornate sembrano correre via veloci e ho davvero pochissimo tempo in cui sedermi al pc per buttare giù qualcosa.
Ultimamente, causa forse anche il caldo opprimente, non sto nemmeno sperimentando nuove ricette. Eppure le "cavie", tra virgolette, non mi mancano; caso ha voluto infatti che ai colleghi arrivasse un bel pezzo di una torta al cioccolato con mousse al cocco..... e che ve lo dico a fare? già aspettano il prossimo dolce!

L'alimentazione in casa è veloce e leggerissima: il piatto più elaborato che preparo è la caprese, tanto per dire.
Ho ancora 13 ricette parcheggiate, in attesa di essere pubblicate. A qualche post manca la foto, ad altre una descrizione della ricetta, altre hanno solo il titolo che mi ricorda ciò che avevo intenzione di pubblicare.
 
Non sono in ferie, ma considerato che qualche giorno libero qua e la ce l'ho spero di riprendere a pubblicare al più presto con un ritmo accettabile.
Intanto, siccome da qualche parte dovevo pur iniziare, ho pensato di proporvi questa granita, freschissima e sfiziosa, a base di anguria e gocce di cioccolato, facilissima da preparare.
L'abbinamento è particolare, ma non delude. Inoltre l'effetto è carinissimo perché i pezzetti di cioccolato sembrano quasi i semini dell'anguria, quindi è adattissima anche ad essere servita a dei bimbi oppure potete anche divertirvi e farla insieme a loro.
 
Granita di anguria con gocce di cioccolato
 
 
500 gr di purea di cocomero
50 g di zucchero
50 g di succo di limone
gocce di cioccolato fondente(o cioccolato a scaglie) q.b.

Mettete la purea di cocomero (che avrete privato dei semi e frullato) in un contenitore, unite lo zucchero e il succo di limone filtrato. Mescolate finché lo zucchero non si sarà sciolto completamente, quindi mettete in congelatore per circa 2 ore, mescolando ogni 20 minuti circa con una forchetta per evitare che si formino cristalli di ghiaccio troppo grandi.
Dopo 2 ore unite le gocce di cioccolato, mescolate bene e tenete in congelatore ancora 20 minuti.
 
Servite in coppette monoporzione, aggiungendo ancora del cioccolato in cima.
 

lunedì 28 ottobre 2013

L'IMPORTANZA DELLA PRIMA COLAZIONE: HEALTY AMERICAN BREAKFAST

Molte persone non fanno colazione. C'è chi va di fretta e non ha tempo, chi pensa di saltare la prima colazione per il bene della dieta evitando di assumere un tot di calorie, chi non riesce a mangiare nulla appena sveglio e magari beve solo un caffè, ecc.
 
Il tema di questo mese del MTC è l'american breakfast, la cui portata principe è l'uovo alla benedict.
Cito Roberta, La valigia sul letto che scrive: "un uovo alla benedict composto da 1/2 english muffin, un uovo in camicia, una fetta di prosciutto o bacon e due cucchiai di salsa olandese, ha circa 260 calorie, 16 g di grassi, 24 g di carboidrati e 21 g di proteine. Certo, ha circa 300 mg di colesterolo, che e' la dose massima giornaliera consigliata, quindi non e' cosa da consumarsi tutti i giorni, ma una volta ogni tanto non fa piu' danno di un piatto di pasta alla carbonara, che ha piu' del doppio delle calorie e piu' o meno la stessa quantita' di colesterolo. Aggiungo che al mattino il consumo di proteine e di una dose di calorie pari almeno al 20% del fabbisogno giornaliero, e' ormai caldamente consigliata da tutti gli esperti di nutrizione. Saltare la colazione fa molto piu' male che mangiarsi uova e prosciutto una volta alla settimana. Mangiate latte, yogurt, cereali, pane integrale, marmellata o miele, se non amate il salato, ma mangiate!!".

E' importantissimo fare colazione. Che questa sia dietetica, americana, ipercalorica, veloce, inglese, italiana, dolce o salata, poco importa.

Dopo aver dato un'occhio al light breakfast e a quello comfort, oggi voglio battere sul concetto di salubrità che in inglese si traduce con healty. Nella mia ultima proposta per la sfida di questo mese, infatti, ho cercato di bilanciare al massimo i nutrienti (proteine, carboidrati, fibre, grassi, zuccheri, vitamine e sali minerali) strizzando anche un'occhio al gusto!
 
Quindi, uova alla benedict con salsa mornay su base di fast english muffin (fast perchè ho sostituito il lievito di birra con quello a lievitazione istantanea per torte salate, un'ottima alternativa per quando vogliamo gustare una colazione english senza aspettare i tempi di lievitazione), con barrette ai cereali home made, il tutto accompagnato con uno smoothie alla mela verde e kiwi e una bella tazzina di caffè espresso.
 
Healty american breakfast
 

per l'uovo alla benedict con salsa mornay

1 uovo in camicia
500 g di besciamella *
60 g di tuorli
100 g di panna
80 g di parmigiano
sale e pepe
 
per la besciamella*

1 litro di latte intero fresco
80 g di burro
80 g di farina
10 g di sale
noce moscata

Portare a bollore il latte.
In un'altra casseruola far fondere il burro, unire la farina in una sola volta e mescolare.
Far cuocere per circa 2 minuti.
Versare quindi nel latte bollente mescolando con una frusta e continuare la cottura per 10 minuti.
Nella besciamella calda mettere i tuorli, la panna, il parmigiano e regolare di sale e pepe considerando che la besciamella è già salata e il parmigiano conferisce sapidità. Mescolare bene con una frusta.
 
Per l'uovo in camicia, potete trovare il procedimento dettagliato, qui, qui e qui.
 
 
per i fast english muffin - la ricetta è quella di Roberta
 
450 g di farina forte per pane
225 ml latte
55 ml di acqua
7 g lievito di birra secco (io istantaneo in polvere per torte salate)
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di sale

Impastate tutti gli ingredienti insieme e procedete immediatamente alla formatura degli english muffin stendendo l'impasto a 1 cm e mezzo di spessore, e ritagliando con un taglia pasta tondo di 7 cm di ø i pezzi, reimpastando i ritagli e procedendo fino ad esaurimento della pasta.
Cuocere in padella di ghisa o antiaderente ben calda, 5 minuti per lato.
 
Essendo fatti con il lievito istantaneo in polvere per torte salate, il giorno dopo la cottura perdono un pò in consistenza e gusto, ma se li consumate caldi, sono identici a quelli con il lievito di birra.
 
 
Aprite a metà l'english muffin, mettete sulla metà inferiore l'uovo, nappate con la salsa mornay e guarnite con alcune foglioline di timo fresco.
 
per lo smoothie alla mela verde e kiwi (1 porzione)

1 mela verde granny smith
1 kiwi
2 cucchiaini di zucchero semolato
80 g di yogurt greco
30-50 ml di latte

Sbucciate la frutta, tagliatela a pezzi e inseritela nel boccale del frullatore insieme allo zucchero e lo yogurt greco. Iniziate a frullare e aggiungete a filo il latte fino ad ottenere un composto cremoso, denso, ma non troppo.

Versate nel bicchiere e servite con una cannuccia e una fettina di mela verde a decorare.


per le barrette di cereali

310 gr tra muesli e cereali (io ho usato 110 gr di muesli con frutta secca e 200 gr di cereali)
100 gr di burro
120 di zucchero di canna integrale
3 cucchiai di miele - io di melo RdA

In una padella antiaderente si mette il burro, lo zucchero e il miele e si lascia caramellare. Dopo 8-10 minuti il composto sarà vischioso, quindi sarà pronto.
Preparatevi nel frattempo una teglia rettangolare di 22x24 cm rivestita con carta forno.
 
Mettete i cereali in una ciotola e versatevi sopra il composto, amalgamando bene in modo da distribuirlo tra i cereali in modo uniforme. Versate nella teglia, e lasciate raffreddare bene. Quando sarà ben freddo, potete tagliare le barrette e conservarle o avvolte da carta forno in dispensa, o in un contenitore a chiusura ermetica.

venerdì 18 ottobre 2013

AMERICAN BREAKFAST: WHY NOT?

La colazione all’americana o american breakfast risente molto della colazione all’inglese, ma la sua caratteristica è quella di unire sia il salato che il dolce. Praticamente si portano in tavola vari piatti salati come uova, bacon, prosciutto, formaggi, legumi e toast imburrati, insieme a piatti dolci come pancakes con sciroppo d’acero, muffins, caffè allungato all’americana, - che per noi italiani, estimatori della "tazzurella di caffè", è davvero una cosa imbevibile - tè e succo d’arancia. Una colazione veramente sostanziosa che permette di arrivare fino a cena dedicando al pranzo un a pasto molto leggero.

Negli ultimi tempi sta prendendo sempre più piede il termine brunch; esso deriva dall’unione delle parole breakfast + lunch = brunch. Durante i fine settimana o le festività le famiglie si ritrovano riunite per una specie di pasto che è la via di mezzo tra la colazione e il pranzo. Ci si alza con calma e tra le dieci e le dodici viene servito il brunch; in quell'orario è troppo tardi per la colazione e troppo presto per il pranzo, quindi è perfetto per il brunch, durante il quale si mangiano cose dolci e salate tipiche della colazione all’americana. Ultimamente anche in Italia si trovano spesso e volentieri bistrot, bar e ristoranti che servono il brunch unendo alla tradizione della colazione all'americana, alcune prelibatezze italiane come cornetti, cappuccino, caffè espresso ecc.

Tornando però alla vera protagonista di questo post, se ordinate il famoso breakfast negli Stati Uniti d'America vi verrà servito un immancabile succo d’arancia, frutta fresca, cereali con latte freddo, toast imburrati, uova al tegamino, bacon fritto, patate fritte o altri legumi, talvolta salsicciotti o prosciutto cotto e per finire, dolci quali pancakes con sciroppo d’acero oppure muffin con caffè o tè. Questo tipo di colazione ha origini antichissime in quanto risale alla tradizione coloniale dei contadini e dei pionieri, soprattutto del West. Era infatti abitudine e buona norma, prima di andare a lavorare per l’intera giornata, assicurarsi il giusto nutrimento e le dovute energie già alla mattina presto, anche perchè il pranzo era assai misero e leggero (e molto spesso veniva addirittura saltato) e pertanto si sarebbe dovuta attendere la sera per mangiare nuovamente qualcosa di sostanzioso e di caldo - un pò come succedeva nelle campagne italiane, dove si faceva colazione abbondantemente e si consumavano affettati, salumi e formaggi, latte, pane e olio, frutta secca ecc..
 
In queste abitudini antichissime si riflette ancora oggi il comportamento alimentare degli Americani: colazioni sostanziose, pranzi fugaci e leggeri, cene abbondanti. Ovviamente questa colazione risulta più leggera se fatta appena alzati prima di andare al lavoro, ma spesso gli americani consumano questo pasto in un locale, dopo essere usciti di casa.
 
E dopo aver preparato la mia versione per la sfida lanciata da Roberta di questo mese del MTC, che ha come tema proprio l'american breakfast, ho capito perché questo pasto viene consumato fuori casa: dopo aver finito di mangiare vi renderete conto di aver sporcato tutte le pentole possibili ed immaginabili, tirato fuori ogni stoviglia dal cassetto e ridotto la cucina ad un campo di battaglia. Dio benedica la lavastoviglie!

La mia proposta per un'american breakfast abbastanza tradizionale, ma decisamente "leggera" prevede: uovo alla benedict con salsa olandese, english muffin, pancakes con sciroppo d'acero e uno smoothie ai frutti di bosco. Passiamo quindi alle ricette; cercate di starmi dietro, che a 'sto giro è impegnativo!!
 
"Light" american breakfast
 
 
per due persone
 
per le uova alla benedict
 
2 uova in camicia
salsa olandese*

Potete seguire due metodi per fare le uova in camicia, uno è quello che ho spiegato qui, che è il metodo classico, con il vortice; l'altro è quello suggerito da Roberta, che ho provato e che vi riporto di seguito.
 
In una casseruola da 24 cm di diametro, versate circa 5 cm di acqua e scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola (l'acqua dovrà essere a 80°).
Rompete le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.
Versate delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell'acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate abbondante spazio tra un uovo e l'altro, cuocendone non piu' di tre o quattro alla volta. Lasciatele cuocere indisturbate per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario.
Con un mestolo forato togliete le uova dall'acqua, una alla volta, scolandole molto bene e se dovete servirle subito, tamponate il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l'acqua in eccesso. Potete conservarle in frigorifero fino a 3 ore, avendo l'accortezza di deporle su un piatto coperto di carta da forno. Al momento di servirle, bastera' scaldarle per 35 o 40 secondi in acqua in leggera ebollizione.
 
per la salsa olandese* ricetta di Roberta
 
4 tuorli
il succo e la scorza grattugiata di 1/2 limone
1 pizzico di sale
120 g di burro fuso, meglio se chiarificato
 
Vi riporto prima il metodo di Roberta (1° metodo), e di seguito quello che ho utilizzato io (2° metodo).
1° metodo: in una ciotola di acciaio o che comunque sopporti le alte temperature, mescolate energicamente i tuorli con il succo di limone e un pizzico di sale. Ponete la ciotola sopra una pentola con acqua in leggera ebollizione: la ciotola non deve toccare l'acqua! Mescolando continuamente, fate scaldare i tuorli, poi versate a filo il burro fuso, sempre mescolando. Continuate a mescolare, in modo delicato e costante, fino a quando la salsa si sara' rappresa. Aggiustate di sale e pepe, unite anche la scorza grattugiata e servite subito.
2° metodo: (dal libro "Scuola di Cucina" de Le Cordon Bleu, Academie d'Art Culinaire de Paris) mettete i tuorli e l'acqua nel contenitore riscaldato di un mixer con le lame in metallo. Azionate la macchina, e a filo versate dall'apertura in altoill burro tiepido chiarificato. Unite infine il succo di limone e il sale.
 
per gli english muffin (io ho fatto un terzo della dose di Roberta e ho ottenuto 6 muffin)
 
450 g di farina forte per pane - manitoba
225 ml di latte
55 ml di acqua
7 g di lievito di birra disidratato
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di sale
 
In un pentolino, unite il latte e l'acqua e fate intiepidire a fuoco dolce. Versate il lievito nel liquido insieme ai due cucchiaini di zucchero, mescolate rapidamente con una forchetta o una piccola frusta per far sciogliere il lievito e lasciate riposare per una decina di minuti, finche' in superficie si sara' formato un sottile strato di schiuma.
 
Setacciate la farina in una terrina e versate nel centro il liquido con il lievito, mescolando dapprima con una forchetta e poi con le mani, incorporando a poco a poco la farina fino a che avrete un impasto non troppo sodo. Versate l'impasto sul piano di lavoro infarinato e incorporate a questo punto il sale. Impastate energicamente per almeno dieci minuti, unendo pochissima altra farina se dovesse risultare troppo appiccicoso. Alla fine dovrete ottenere un panetto liscio e vellutato.
Ungete una di burro una capace ciotola, rotolateci dentro il panetto e ponete a lievitare in luogo tiepido per almeno un'ora o finche' non sara' raddoppiato di volume.
 
Rovesciate nuovamente l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e appiattitelo con le mani, facendo uscire tutta l'aria, fino ad uno spessore di circa 1,5 cm, ma non di piu'.
Con un taglia biscotti di 7,5 cm di diametro, ricavate dei dischi di pasta che metterete su una placca da forno infarinata. Rimpastate i ritagli e ricavate altri dischi fino ad esaurimento della pasta. Lasciate riposare i muffins per 15/20 minuti, coperti da un panno o da un'altra teglia rovesciata.
 
Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente a fondo spesso o, ancora meglio, se l'avete, in ghisa.
Disponeteci 4 muffins alla volta, riducete la fiamma e fateli cuocere per 4 o 5 minuti per ogni lato.
Devono rimanere molto soffici e non seccarsi, ma se avete l'impressione che non si siano ben cotti all'interno o sui bordi, potete trasferirli in forno a 180 gradi e farli cuocere per altri 3 o 4 minuti.
Sono ottimi appena caldi, ma se vi avanzano potete aprirli a metà, tostarli e consumarli - anche il giorno dopo - con della confettura a piacere.

 
Assemblate le uova alle benedict in questo modo: tagliate in due un english muffin, posizionate sulla metà inferiore l'uovo in camicia, nappate con la salsa olandese, mettete accanto la metà superiore e servite.
 

per i pancakes
 
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
4 cucchiai di farina
1 punta di cucchiaino di estratto di vaniglia
latte q.b.
un pizzico di sale
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
 
in più ci servirà
 
sciroppo d'acero (io Top Acero, Fabbri)
un ricciolo di burro

Si sbatte l'uovo con lo zucchero, si aggiunge la farina, il lievito, l'estratto di vaniglia, il sale e il latte, poco alla volta. La pastella deve essere densa.

Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente facendo sciogliere al suo interno una noce di burro.  Quando sarà rovente, abbassate leggermente il gas e versate al centro un mestolino di pastella.
Lasciate cuocere. Quando la superficie sarà cosparsa di "buchini" e i bordi ambrati, è il momento di girarla per cuocere l'altro lato. Far dorare e impiattare. Impilate nello stesso piatto 4 o 5  pancakes (i miei erano di circa 8 cm di diametro. 
 
 
per lo smoothie ai frutti di bosco
 
250 ml di latte scremato freddo di frigo
150 g circa di frutti di bosco surgelati
 
Versate nel bicchiere del frullatore gli ingredienti Frullate ad alta velocità fino ad ottenere un composto omogeneo e denso. Servire subito.
Potete eventualmente aggiungere due cucchiai di zucchero, all'inizio della preparazione, se vi piace un gusto più dolce.
 
 
Ho aggiunto inoltre, un bicchiere di succo d'arancia senza zucchero, per accompagnare il tutto - ma non l'ho fotografato.

Buon risveglio!!
 

martedì 16 luglio 2013

TORTA FREDDA ALLO YOGURT GRECO E FRAGOLE

In questi giorni sono lenta come un bradipo.
 
Cammino piano, passo la maggior parte del tempo seduta (a studiare), mangio poco e prevalentemente verdure e altre cose fresche, dormo tantissimo e mi sveglio ancora con il sonno.
Un'amico, che è una sorta di Piero Angela, perchè sa tutto sugli animali, mi ha detto che alcune specie di animali e vegetali - specie quelli che vivono in zone desertiche tropicali - vanno in estivazione, ovvero: il loro organismo abbassa i propri fabbisogni di cibo e acqua, rallentando il metabolismo e entrano in uno stato vitale latente. In questo modo sopravvivono per lunghi periodi al grande caldo.
 
Io, come loro, sono in estivazione.
Riemergo, di tanto in tanto, per svolgere tutte quelle attività che se lasciate da parte per troppo tempo rischiano poi di aver bisogno di una ruspa che ti entri in casa a sistemare il tutto.... come fare la lavatrice o strirare. In casa siamo in due, ma dai panni che lavo e stiro, mi sembra che ci siano almeno cinque persone!
 
Riemergo di tanto in tanto, anche per preparare qualcosa di goloso.. che non solo mi tiene attiva, ma mi rilassa moltissimo. La scorsa settimana, dopo aver dato il penultimo esame per questa sessione d'esami, ho preparato questa torta fredda allo yogurt greco: strabuona, superfresca, e anche leggera.
 
Torta fredda allo yogurt greco e fragole
 

per la base
 
250 gr di biscotti digestive o frollini secchi
80 gr di burro fuso
 
per la crema
 
500 gr di yogurt greco
10 gr di colla di pesce
100 gr di panna da montare
zucchero a velo q.b. (facoltativo, io l'ho omesso)
 
per la finitura
 
3 cucchiai di confettura di fragole (per me homemade, qui)
400 gr di fragole fresche
 
In un robot o tritate i biscotti fino ad ottenere una polvere; se ci sono un po di pezzi più grandi va bene lo stesso, l'importante è che la maggior parte siano tritati. Fate fondere il burro e versatelo nei biscotti azionando il mixer per qualche secondo.
 
Versate la base di biscotti in una tortiera a cerchio apribile - la mia aveva 24 cm di Ø - foderata con carta forno sul fondo e sui lati. Compattatela aiutandovi con un cucchiaio e riponete in frigo a solidificare.
 
Preparate ora la crema montando la panna ben fredda, alla quale aggiungerete, una volta che sarà ben soda, lo yogurt greco e la colla di pesce, precedentemente ammollata in acqua fredda e fatta sciogliere in un pentolino a fuoco dolcissimo con circa 2-3 cucchiai d'acqua.
 
Versate la crema così ottenuta sul fondo di biscotti, livellando la superficie e mettendo il tutto di nuovo in frigo a rassodare per almeno 3-4 ore.
 
Poco prima di servire cospargete la superficie con un leggerissimo velo di confettura di fragole, e con le fragole fresche, lavate, mondate e tagliate a fette, e finendo poi con un velo di gelatina per prevenire l'ossidazione della frutta (io ho usato Frescafrutta).

lunedì 20 maggio 2013

TORTA PAN DI STELLE, VELOCE VELOCE

Avete poco tempo, degli amici si sono invitati a cena. Zero idee sul menù, ma volete comunque fare bella figura e portare in tavola anche il dolce?
Vi sentite un pò giù, avete bisogno di quella coccola dolce e cercate una torta calorica, avvolgente e pure facile da preparare?
 
La torta pan di stelle è quello che fa per voi.
 
Si fa in pochissimo tempo con pochissimi ingredienti, si lascia riposare in frigo fino a poco prima di essere servita, e il figurone è assicurato: ci metto la mano sul fuoco!

Torta pan di stelle
 
 
per una tortiera da 24 cm di Ø
 
1 confezione da 700gr di biscotti pan di stelle
500gr di mascarpone
250gr di panna da montare
nutella q.b.
poco latte
 
Per prima cosa mettete la nutella a sciogliere a bagnomaria, a fuoco dolce.
 
Montate la panna. In una ciotola mettete il mascarpone e aggiungete la panna montata, poca alla volta, con una spatola in modo da inglobare aria.
Foderate la tortiera, preferibilmente a cerchio apribile, con della pellicola per alimenti. Iniziare a bagnare velocemente i biscotti nel latte- come si fa per i savoiardi nel caffè per il tiramisù - e disponeteli sul fondo della teglia, fino a coprirlo tutto.
 
Fate sui biscotti uno strato di crema al mascarpone, quindi versate la nutella, e spalmatela in modo da fare uno strato uniforme - non caricatela troppo nei singoli strati, altrimenti sarà troppo dolce e tenete presente che andremo a fare 3 strati - quindi fate nuovamente uno strato di biscotti, uno di crema, nutella, e di nuovo, biscotti-crema-nutella, terminando con uno strato di biscotti (avremo in totale 4 strati di biscotti).
Vi avanzerà della crema la mascarpone, tenetela da parte per la decorazione.
 
Mettete in frigo a rassodare per almeno 2 ore. Predisponete il vostro vassoio, e mettetelo a testa in giù sulla tortiera. Quindi girate sotto sopra in modo da avere il vassoio sotto e la tortiera sopra. Sfilate la tortiera e rimuovete la pellicola delicatamente.
 
 
Spatolate leggermente la torta aggiungendo della crema in modo da uniformare la superficie. Quindi spolverate la parte superiore con del cacao amaro.
 
Potete lasciarla così, oppure mettere tutto intorno biscotti pan di stelle, senza bagnarli e premendoli leggermente per farli aderire.
Potete lasciarla così, oppure scegliere di decorarla ulteriormente, da far invidia a un pan di stelle. Io decorato ulteriormente la superficie ritagliando delle stelle di pasta di zucchero bianca, 11 per la precisione, e ho completato con delle piccole palline di pasta di zucchero in modo da riprodurre il biscotto.
Altrimenti potete terminare decorando con dei ciuffetti di panna e delle scagliette di cioccolato.
 

sabato 28 luglio 2012

MANGIA E BEVI CON GELATO AL FIORDILATTE FATTO IN CASA

Della serie: complichiamoci l'esistenza, ça va sans dire.
 
Perchè se non sei una foodblogger, non puoi capire le motivazioni che spingono una persona sana di mente persona a farsi in casa cose che troverebbe comodamente al supermercato, con una buona coordinazione oculo-manuale, attraverso il passaggio bancone-mano-carrello, e successivamente al passaggio in cassa: più facile di togliere le caramelle dalle mani di un bambino (che comunque è una cosa brutta e non si fa! ^^) .
 
Se poi questa persona, (in)sana di mente, intrappolata in un limbo tra primi piatti, antipasti e dolci, partecipa anche all'MT Challenge, una sfida in cui, mese dopo mese, ci si sfida a colpi di padelle e teglie da forno, in preparazioni che mai e dico MAI ci saremmo sognati di fare, è presto detto, e l'impossibile si trasforma in un gioco da ragazzi.
Lo scorso mese ho glissato sulla sfida delle scaloppine, perchè dopo tutto ciò che è successo intorno a me, l'ultimo dei miei pensieri era quello di mettermi a spignattare in cucina...
Ma se la sfida di questo mese è il gelato di  MAPI non posso davvero esimermi. Anche perchè devo fare assolutamente qualcosa per distrarre la testa da tutti i pensieri che inevitabilmente ora si affollano nella mia testolina inoccupata (ora fa più chic chiarmarsi così).
 
L'idea è arrivata immediatamente, grazie anche allo spunto visto sul numero di Agosto di Cucina Moderna. Detto-fatto, quindi.
La mia idea può essere sia una golosa merenda per grandi e piccini (Ale si è leccato i baffi), sia un dolce da fine pasto, che un sostituto del pranzo: e con questo caldo,  ci sta a pennello!
 
Mangia e Bevi con gelato al fiordilatte (fatto in casa)


Per il gelato al fiordilatte (ricetta di GialloZafferano)

600 gr di latte intero
250 gr di zucchero semolato
250 gr di panna fresca (non UHT)
una punta di cucchiaino di estratto di vaniglia

Per prima cosa versate il latte in un pentolino, unite lo zucchero e la panna, quindi mescolate e portate non oltre gli 85° (il composto deve sfiorare il bollore, ma non bollire).
Arrivati a temperatura mettete immediatamente il pentolino dentro ad un contenitore con acqua e ghiaccio per abbassare velocemente la temperatura del composto e una volta freddo, mettetelo in frigorifero per almeno un paio di ore coperto.

Dopodiché, se avete la gelatiera, versate il composto nel cestello e, seguendo le indicazioni della vostra macchina, azionatela fino a fine mantecatura.
Se, come me, non avete la gelatiera, potete seguire il procedimento di Mapi:

"Se non avete la gelatiera: trasferire il composto in un contenitore basso, lungo e stretto munito di coperchio (le misure ideali sono cm 23x16x38, altrimenti suddividetelo in più contenitori piccoli, in modo che congeli uniformemente), tappare e riporre nella parte più fredda del freezer per 60-90 minuti. Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata sulla base e sui bordi, ma morbida al centro. Mescolarla molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità (volendo la si può trasferire velocemente nel robot da cucina per frullarla), poi riporla nuovamente nella vaschetta livellandola bene e rimettetela in freezer. Ripetere il procedimento per altre 2 volte a intervalli di un’ora e mezza ciascuno; dopo la terza volta trasferire il gelato nella vaschetta che lo conterrà, preferibilmente in polipropilene e riempita fino a 6 mm dal bordo; coprire il composto con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla sua superficie (per limitare la presenza di aria umida e impedire la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla superficie), tappare e rimettere in freezer per 30-60 minuti per far raggiungere al gelato raggiungere la giusta densità. Prima di servirlo, passarlo in frigorifero per 20 minuti."

Per 2 porzioni di mangia e bevi, avremmo bisogno di:

100 gr di gelato al fiordilatte
1 banana
100 gr di anguria
500 gr di frutti di bosco misti (vanno bene anche quelli surgelati)
30 gr di cereali croccanti, tipo corn flakes
se vi va, qualche fogliolina di menta

Private l'anguria dei semi e tagliatela a fettine. Frullatene la metà, e riponete in frigo coperta da pellicola per 30 minuti circa.
Lavate e asciugate i frutti di bosco e teneteli da parte; sbucciate la banana e tagliatela a fettine sottili.
Riempite 2 bicchieri con strati alternati di gelato, frutta (compresa l'anguria a pezzi rimasta, tenendone da parte un po per la decorazione) e cereali, completando con una pallina di gelato.
Poi versate in parti uguali il frullato d'anguria, e decoriamo con la frutta tenuta da parte e se vi va, la menta.

Infine pappatevela!!

giovedì 1 settembre 2011

PARFAIT AL CIOCCOLATO GELATO.. PER VERI GOLOSI!

Che il mio fidanzato fosse un golosone, lo sapevo già.
Che il suo cioccolato preferito sia quello fondente, non troppo amaro, ma dal gusto deciso, perchè, come dice lui "il cioccolato vero è quello fondente", non mi stupisce.
E anche quando si è messo a sfogliare il ricettario Easy Cream della Silikomart nulla avrebbe potuto sorprendermi, perchè già sapevo che mi avrebbe chiesto di preparargli questo gelato.
Chi mi ha sorpreso invece è suo padre, che non è affatto un amante dei dolci, ma quando ha visto questo in congelatore, non ha potuto frenarsi: "ho DOVUTO assaggiarlo" , così mi ha detto.
Che poi se ne sia pappati due di fila, questa è una cosa che rimarrà entre nos. :-P
Parfait al cioccolato gelato sullo stecco


Ingredienti
60 gr di latte
130 gr di cioccolato fondente
50 gr di tuorlo
80 gr di burro

Per la decorazione (facoltativa)

cioccolato fondente q.b.

Tritare il cioccolato in una casseruola che metteremo a bagnomaria finchè i sia sciolto completamente.
A quel punto aggiungiamo il latte, i tuorli, uno alla volta, ed infine il burro.

Si versa il composto negli stampi, e si infila il bastoncino. Riporre in freezer per 5 ore (io tutta la notte), smodellare, e procedere alla decorazione (che io non ho fatto, causa fidanzato impaziente di papparselo).

Questa dose mi è stata sufficiente per riempire tre delle quattro forme da gelato, più la quarta riempita per 1/3, quindi vi consiglio di aumentare leggermente la dose, così da non avere problemi.


Alla prossima ricetta!

martedì 30 agosto 2011

DI GELATI, RIVISTE E.....

Lo so, meriterei una ramanzina epocale, con tanto di dito puntato contro, che pontifica.. Lo so..! E quindi vado subito a fare un pò di ruffiana e a snocciolare quello che bolle nella mia pentola oggi....

Ecco la novità di cui vi parlavo nel messaggio con le coccinelle, lasciatovi durante le ferie :-)
Vi ricordate la mia Sunflower cake? Tempo fa inviai una mail alla redazione di Più dolci, per la rubrica "Da lettrice a lettrice" dove appassionate da tutta Italia inviano i loro dolci e le proprie ricette, queste vengono scelte dalla redazione stessa e pubblicate nella rivista. Inoltre, chi invia torte e ricette che vengono scelte per essere pubblicate, ricevono come dono 6 mesi di abbonamento alla rivista ^^


 
Sono molto orgogliosa! :-)

E ora.. passiamo alla parte mangereccia!
Cosa c'è di meglio in questa canicola di un bel gelato? e cosa potrebbe esserci di meglio di un gelato fatto in casa, senza dover uscire e affrontare la canicola di cui sopra, fatto con buona frutta fresca, poco zucchero e nient'altro?
Beh io personalmente sono estasiata!!
Quando la Silikomart mi ha inviato questi stampi da gelato in silicone, che potete trovare anche qui, mi sono disperata perchè ho una gelatiera, ma ogni volta che l'ho utilizzata è stato un vero e proprio disastro, e tutto ciò che avevo preparato con tempo e fatica era finito puntualmente nel secchio..
 

Fortunatamente Più Dolci mi ha buttato un'ancora di salvataggio nel numero di Luglio/Agosto, nella pagina dedicata alla pubblicazione di foto e ricette (di torte e dolci) che in tantissimi mandano in redazione. Una ricetta velocissima, con pochi e semplici ingredienti, e soprattutto senza l'uso della gelatiera!!!
Io ho subito copiato, modificandola a mia volta, così da avere una ricetta tutta mia, che vi propongo.
 
Gelato sullo stecco alla pesca
 
 
2 pesche mature, dalla polpa soda
70 gr di zucchero
50 gr di acqua
200 ml di panna fresca
Per prima cosa si prepara lo sciroppo: in un pentolino si mettono l'acqua e lo zucchero e si lasciano bollire per 3-4 minuti.
Nel frattempo si sbucciano le pesche, si fanno a pezzi, privandole del nocciolo e si mettono nel bicchiere del mixer.
Quando lo sciroppo sarà pronto, si versa nel mixer, si aziona fino ad ottenere una purea di frutta. Quando non ci sono più pezzi, si aggiunge la panna e si lascia andare il mixer per 1 minuto (non è necessario che monti, ma solo che si amalgami bene).
Si versa nelle nostre forme da gelato in silicone Easy Cream, si inseriscono i bastoncini dalla fessura apposita, e infine si mettono in congelatore per almeno 2 ore. Dopodichè si sformano e si pappano!

Si può fare con tutta la frutta che volete, basta che sia fresca e non surgelata; se trovate quella della vostra zona, magari in un mercatino rionale, ancora meglio! :-)

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