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giovedì 15 aprile 2021

MOUSSE ALLE FRAGOLE, FRESCA E VELOCE

Dopo il compleanno della piccola peste e dopo Pasqua ho voluto prendermi una settimana di relax.

Ma eccomi di nuovo con una ricetta super veloce, facilissima, con pochi e ingredienti e buonissima! La mousse alle fragole si prepara in 10 minuti e in 2 ore e già pronta per essere gustata, ideale anche se vi viene voglia di un dolce all'ultimo momento. Io l'ho salvata nella lista di quei dolci da fare quando qualche ospite si auto invita all'improvviso - chiaramente non in questo particolare momento storico, ma più in là sarà una validissima e golosa alternativa.

Quando sarà periodo di frutti di bosco voglio provare a farla con i lamponi, che secondo me, insieme alle more e ai mirtilli sono una validissima alternativa alle fragole. 

Mousse alle fragole

250g di fragole fresche (o lamponi, o more, o mirtilli)

250g di panna fresca da montare, non zuccherata

60g di zucchero

4g di gelatina in fogli

in più vi occorreranno

fragole per decorare 


Lavate e mondate le fragole, tagliatele grossolanamente e frullatele. Mettete in ammollo la gelatina in acqua fredda per 10 minuti.
In una ciotola montate la panna ben fredda con lo zucchero.

Unite la panna alle fragole frullate aiutandovi con una spatola e con movimenti dall'alto verso il basso.
In un pentolino fate sciogliere la gelatina precedentemente ammollata e strizzata con un paio di cucchiai di acqua. Quando sarà sciolta unitela al composto di panna e fragole.

Versate la mousse così ottenuta in dei bicchieri o delle ciotoline, e decorate a piacere con le fragole fresche. 

Refrigerate per almeno due ore e poi servite!

venerdì 18 novembre 2016

ZIA LINA E IL MONTBLANC


Non era una vera e propria zia. In realtà era una cugina di secondo grado di mio padre, ma per tutti noi era semplicemente Zia Lina.
Vedova, con un unico figlio ormai grande, faceva la sarta da sempre.

A ogni compleanno, natale o pasqua, mi regalava dei "pezzi" per il corredo, quando una tovaglia, quando un asciugamano, un set di canovacci e via dicendo, non si può dire che non fosse una donna pragmatica.
D'inverno non accendeva il riscaldamento, perché la casa era grande e non si poteva scaldarla tutta, quindi accendeva il camino in cucina - e nemmeno sempre - che riusciva anche a scaldare la stanza attigua, il suo laboratorio, sempre pieno di stoffe colorate e ritagli che mi regalava di tanto in tanto per cucire il vestito a qualche bambola.
Non era una cuoca grandiosa, ma per alcune cose non potrò mai dimenticarla.

Fu lei che per la prima volta mi fece assaggiare la crema pasticcera: avrò avuto forse tre o quattro anni, e qualche volta mamma mi affidava alle sue cure alla mattina mentre andava a lavorare. Mentre guardavamo "Lessie" - che chissà perché mi metteva su una grande tristezza - su un piccolo televisore in bianco e nero, venne fuori che non avevo mai assaggiato la crema con le uova e qualche mattina dopo l'aveva preparata appositamente per me.
La sua zuppa inglese: come dimenticarla!! Zuppa di nome e di fatto, era imbevuta con un mix di liquori micidiali fortissimi: rhum, alchermes, vermouth e anice. A noi bambini chiaramente era proibita, salvo un piccolo assaggio che ci lasciava la lingua insensibile per un bel po'!😝

Sempre da lei, per la prima volta, assaggiai il Monte bianco.
Ricordo una montagnetta di panna montata, che ai miei occhi di bambina sembrava racchiudere dei sapori fiabeschi. Quando invece assaggiai quel dolce, che delusione: sotto la panna, insipida, c'era una specie di pappetta marrone farinosa e grumosa. Inutile dire che era stato bollato come una di quelle cose che mai e poi mai avrei mangiato, figuriamoci provato a rifare in casa.

Questo fino a un po' di tempo fa, quando sul sito della AIFB, Associazione Italiana Food Blogger, il calendario del cibo italiano ci ha ricordato che il 19 Ottobre - giorno, tra l'altro, del compleanno di mio padre - è la giornata nazione del Montebianco.
E devo ammettere che leggendo l'articolo e studiando la ricetta, questo dolce semplicissimo ha suscitato nuovamente la mia curiosità.
Così qualche giorno dopo infilavo con nonchalance un sacchetto di marroni nel carrello della spesa e tornata a casa, subito a lessare i preziosi frutti.

La preparazione è semplicissima, non richiede strumenti tecnologici, e necessita anche pochi ingredienti che sicuramente avete già in casa. Provatelo, finché si trovano ancora i marroni (ndr. vanno bene anche le castagne) e questi giorni uggiosi richiedono una coccola in più.

Montebianco
ricetta dal sito AIFB



500g di marroni freschi
90g di zucchero
latte fresco intero
1 stecca di vaniglia
250 ml di panna da montare

in più ci occorrerà

cacao amaro
riccioli di cioccolato per la decorazione - opzionali

Lavate per bene le castagne sotto l’acqua corrente e con un coltellino incidete la buccia.
Trasferitele in una pentola colma di acqua, ponetela sul fuoco e lessate le castagne per circa 30 minuti (10 nel caso utilizziate la pentola a pressione).
Aiutandovi con un coltellino sbucciate le castagne, eliminando anche la pellicina marrone che ricopre il frutto e le eventuali castagne marce o nere - se lo fate quando i frutti sono tiepidi quest'operazione sarà velocissima.
Pesate i frutti, poneteli in un pentolino ed aggiungete tanto latte quanto il loro peso.
Aprite nel senso della lunghezza il baccello di vaniglia, raschiate tutti i semini con un coltellino e aggiungeteli alle castagne. Mescolate cercando di sbriciolare tutto il più possibile.

Ponete la casseruola sul fuoco basso e al momento del bollore coprite con un coperchio, girando di tanto in tanto. Dovranno cuocere per circa 20 minuti, il latte verrà assorbito quasi completamente.
Frullate il composto con il frullatore ad immersione fino ad ottenere una purea densa. Lasciate raffreddare.

Con uno schiacciapatate passate la purea facendola cadere in un piatto da portata (o in coppette monoporzione) e, senza comprimerla, date l’aspetto di una piccola montagna.
Montate la panna e, servendovi di una tasca da pasticceria, decorate come preferite. Aggiungete, infine, una spolverata di cacao e riccioli di cioccolato.


Note:

Se si volesse aggiungere il cacao alla preparazione, unitelo dopo aver frullato la purea di castagne: un cucchiaino raso di cacao amaro in polvere setacciato e un cucchiaino di rum.

La quantità di zucchero varia a seconda del peso delle castagne lessate e pelate. 100 g di zucchero = 250 g di castagne, aumentare di 20 g di zucchero per ogni 100 g di castagne lessate e pelate in più. 350 g di castagne = 120 g di zucchero. Nel caso si utilizzino i marroni diminuire di qualche grammo la dose di zucchero come ho fatto io).







lunedì 13 gennaio 2014

UNA DEDICA A NONNA FEDORA: COPPA CON MELE E PANNA ALLA MELA

Una mela al giorno, toglie il medico di torno!
 
Quante volte ce l'hanno detto i nostri genitori o i nostri nonni, quando eravamo piccoli e non volevamo mangiare la frutta?
A me è sempre piaciuta e non ho avuto mai problemi a mangiarla. Specialmente le mele!
Mi ricordo la prima volta che mamma acquistò le Granny Smith, verdissime, e dal profumo intenso... non le avevo mai mangiate prima di allora, ma fu amore al primo morso! Ne riuscì a mangiare tre per merenda un giorno: non riuscivo a resistere a quella croccante polpa, acidula e piccante.
 
Non vi sto nemmeno a ricordare che il mio dolce preferito è la torta di mele, ne' che i dolci francesi alle mele, come la tarte tatin, sono una vera passione.
Giorni fa, sempre alle prese con il mal di gola, è arrivato un consiglio da parte di mamma, di prepararmi una bella mela cotta, da consumare calda.
La mela cotta evoca quasi immediatamente una degenza in ospedale o una nonnina senza denti... ditemi se sbaglio!!

Personalmente, dopo aver superato il ricordo di una mela cotta acquosa e insipida, servita in un vassoietto di plastica sigillato, la mente arriva fino al racconto dell'infanzia di mia madre, quando mia nonna Fedora, specie nelle sere particolarmente fredde dell'inverno aquilano, metteva a cuocere in un grande tegame, sopra la piastra della cucina economica, tante mele sbucciate e tagliate a pezzi, con abbondante zucchero e vino bianco. Le lasciava cuocere coperte, pian piano, fino a quando diventavano trasparenti e l'odore invadeva le due piccole stanze della casa paterna.
Quindi prendeva un bicchiere per ciascuno dei sei figli, lo riempiva con le mele cotte e fumanti e glielo porgeva, invitandoli a consumarle ancora calde.
 
Una cosa semplicissima, che non solo faceva bene, ma che riusciva anche a dare l'illusione di aver mangiato un dolce elaborato a sei musetti infreddoliti.
Ho pensato di rivisitare la mele cotta in una coppa, arricchita con panna alla mela e caramello, un dolce leggero e semplicissimo per concedersi una coccola in queste giornate fredde e uggiose. 
 
Questa coppa di mele la dedico con tutto il cuore alla mia nonna, Fedora, che il 30 Dicembre 2013 avrebbe compiuto 97 anni.
 
Coppa con mele e panna alla mela


per 2 coppe

3 mele Granny Smith
3 cucchiaini di miele
un pizzico di cannella in polvere
150 ml d panna da montare
salsa al caramello (io Top Fabbri al Caramello)

Pelare e tagliare a dadini le mele, mettendole a cuocere con due dita d'acqua, lo zucchero e il miele. Lasciate sobbollire finchè le mele saranno morbide, trasparenti e appena sfatte.

Montare quasi completamente la panna e tenerla da parte.
Quando le mele sono cotte, toglietene un paio di cucchiai e frullatele, quindi lasciate raffreddare sia le mele a dadini che la parte che avete frullato.

Quando il composto di mele frullate sarà freddo incorporatelo alla panna, insieme a un paio di cucchiai di salsa al caramello.

Componete le coppe stratificando mele a dadini, panna alle mele, quindi di nuovo mele e panna, terminando con una spruzzata di salsa al caramello.
Servite e gustate senza rimorsi.

martedì 30 luglio 2013

E SONO 26: UNA TORTA TUTTA PER ME!

Tre giorni fa è stato il mio compleanno: ormai ho scavalcato il primo quarto di secolo e ho compiuto 26 anni.

Da piccola non ho mai davvero festeggiato il compleanno. Vuoi perchè i miei lavoravano sempre, che non avevamo la possibilità di fare una festa in una ludoteca o affittare una sala, o perchè il 27 di luglio generalmente non c'era mai nessuno, la mia festa si riduceva a un caffè con i miei genitori e mio fratello, mia zia (quella della torta di mele), mia cugina e i due figli piccoli, il mio padrino di battesimo e l'unica amichetta che potevo invitare, quella che mi abitava a due passi da casa. La torta, una tristissima millefoglie, o ancora peggio una saint-honoré (che se ben fatte sono due ottime torte, ma a me non piacciono, specie quelle delle pasticcerie), veniva sempre fatta tagliare dal mio padrino... e questo mi faceva letteralmente infuriare! Volevo per lo meno far finta di tagliare la fetta...
 
A pensarci bene, potrebbe essere proprio nato da queste "feste" di compleanno il mio amore per le torte...chissà!
 
Quest'anno sono riuscita a fare un'aperi-cena in cortile con gli amici, e mi sono regalata una torta con i contro fiocchi!

 
L'ispirazione e la ricetta sono venuti dal blog Il goloso mondo di Minù. Tempo fa avevo visto una torta meravigliosa, glassata di cioccolato e decorata con dei macarons: doveva essere mia!
La preparazione è lunga e alcune cose vanno fatte uno due giorni prima, ma il risultato paga eccome... :)
 
Prima di darvi la ricetta per questa splendida torta, vi mostro cosa mi ha regalato il mio amore: il gorillapod, ovvero un cavalletto per la mia macchinetta digitale flessibile, non scivola, lo puoi mettere praticamente ovunque grazie alle gambine snodate: lo adoro!! 

 
E ora vi riporto la ricetta e le indicazioni di Minù, dal suo blog.
 
Dark chocolate cake con mascarpone cream ai lamponi e ganache al cioccolato
ricetta dal blog "Il goloso mondo di Minù"
 
 
Per la dark chocolate cake
 
Ingredienti (dose per uno stampo da 20 cm):
 
250 ml di olio di semi
4 uova
350 gr di zucchero semolato
250 gr di farina 00 + 8 gr di lievito per dolci + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
85 gr di cacao amaro di ottima qualità
250 ml di acqua bollente
 
Nella planetaria con la frusta K (la foglia, per intenderci) miscelare l'olio, le uova e lo zucchero per circa 2 minuti.
In un recipiente a parte mischiare la farina col lievito e il bicarbonato e setacciarla per evitare che si formino grumi nell'impasto.
In una ciotola sciogliere il cacao prima con poca acqua bollente, stemperando con una frusta a mano, in modo da eliminare tutti i grumi, quindi aggiungere la restante acqua e mescolare per bene.
A questo punto aggiungete al composto di uova e zucchero il mix di farina, lievito e bicarbonato di soda e mescolate fino a che tutta la farina sarà ben incorporata, quindi aggiungete il mix di cacao e acqua e mescolate per circa 1 minuto, sempre con la frusta K a velocità media.
L'impasto risulterà quasi liquido, non preoccupatevi, la sua consistenza è proprio così!
Imburrate e infarinate uno stampo da 20 cm abbastanza alto (per evitare che si crei la cupola al centro della torta) versateci l'impasto e cuocete per circa 1 ora a 180° (forno preriscaldato).
 
La ricetta originale prevede la cottura dell'impasto separato in 2 teglie da 24 cm (in modo da avere due strati di torta uguali) e quindi se preferite questa opzione, il tempo di cottura si limiterà a 30 minuti per teglia.
Sfornate e lasciate raffreddare completamente.
Vi consiglio di preparare la base almeno un giorno prima in modo che sia ben fredda.
Io ho fatto doppia dose e cotto in due stampi da 22 cm a cerchio (voi se l'avete normale, ovvero non apribile, è preferibile, in quanto l'impasto è molto liquido e tende a fuoriuscire) e poi ho diviso ogni base in due strati.

Per il gelée di lamponi
 
300 gr di polpa di lamponi frullata e setacciata
85 gr di zucchero
7 gr. di gelatina in fogli (la famosa colla di pesce)
15 gr. di succo di limone
 
Mettete a bagno la gelatina in fogli in acqua fredda.
Nel frattempo, in un pentolino, fate cuocere a fiamma bassa la polpa di lamponi (che avrete frullato e setacciato) con lo zucchero e il succo di limoni, portando il composto ad ebollizione e lasciando cuocere per 2 minuti.
Spegnete il fuoco, trasferite il tutto in una ciotola e aggiungete la gelatina precedentemente ammollata e ben strizzata, amalgamando con una frusta. Coprite la gelée con pellicola per alimenti a contatto e lasciate freddare completamente e addensare prima di usarla.
 
Per la mascarpone cream ai lamponi
 
250 gr di mascarpone
250gr di panna fresca
65 gr di zucchero a velo
gelée di lamponi (o in alternativa confettura di lamponi

In un contenitore lavorate il mascarpone con lo zucchero a velo, aggiungete la gelée di lamponi (o in alternativa qualche cucchiaio di confettura di lamponi), amalgamate per bene con una frusta a mano, ed infine unite la panna montata, amalgamandola con una spatola delicatamente, dall'alto verso il basso per non smontarla.
Riponete la crema in frigo a solidificare finchè non avrà assunto la consistenza di una mousse altrimenti sarà impossibile farcire la torta.
 
Ganache al cioccolato fondente
 
250 gr di cioccolato fondente al 70% di cacao
150 gr di panna fresca
40 gr di burro
 
In un pentolino, a fiamma bassissima portare ad ebollizione la panna, unire il cioccolato tagliato a pezzetti e stemperate con una frusta, finchè tutto il cioccolato sarà sciolto e la crema risulterà senza grumi. A questo punto unite il burro a pezzetti e amalgamate. Lasciate raffreddare completamente.

Assemblaggio

Tagliate le basi in due, e farcite, alternado uno strato di torta a uno si crema di lamponi, avendo cura di iniziare e finire con la torta.
Fate rassodare in frigo per 30 minuti - 1 ora.
Ricoprite la torta sui bordi e sulla superficie con la ganache, con una spatola, lisciando bene la superficie.

A questo punto la ricetta di Minù prevederebbe un'ulteriore copertura con la glassa a specchio. A me era talmente piaciuto il contrasto tra la ganache un pò opaca e i macarons colorati che l'ho omessa.

Tenete in frigo fino al momento di servire.

Io ho aggiunto dei macarons, fatti con la ricetta che ho già postato qui, e qui. Il ripieno è la crema al mascarpone e gelée di lamponi che mi erano avanzati.

sabato 24 novembre 2012

COPPA DI MELE, UVETTA, YOGURT E CANNELLA

Un break dai libri e lo stomaco che brontola.

Un giro veloce tra i blog preferiti e...EUREKA!
La ricetta l'avevo vista su L'albero della carambola tempo fa, e avevo una voglia matta di farla, ma poi m'è passato di mente: ma come ho fatto!? O.O
 
E' un dolcino veloce, strabuono e semplicissimo da fare.. un vero comfort food per me: ci sono mele e cannella insieme, e già il pensiero mi manda in brodo di giuggiole.
 
Coppa di mele, uvetta, yogurt e cannella


La ricetta è imbarazzantemente semplice, adatta anche per chi è a dieta.

Per 1 coppa

1 mela grande
1 cucchaino di miele (io Miele d'Arancio RdA)
2-3 cucchiai di acqua
una manciata di uvetta passa
yogurt greco
cannella q.b.

Pelare e tagliare la mela a pezzetti, metterla in una pentolina, con l'acqua, coprirla e lasciarla cuocere 5-10 minuti. Dovrà essere morbida, ma non disfatta.
A parte mettere in ammollo le uvette in acqua, o se volete, con del rhum.

Quando la mela sarà morbida, frullatela con un cucchiaino di miele. Versate la mousse di mela così ottenuta in una coppa, aggiungete le uvette, strizzate e tamponate con della carta da cucina.
Infine completate la coppa con lo yogurt e spolverate con abbondante cannella.


Gustate accoccolati sul divano, davanti al vostro film preferito.

sabato 28 luglio 2012

MANGIA E BEVI CON GELATO AL FIORDILATTE FATTO IN CASA

Della serie: complichiamoci l'esistenza, ça va sans dire.
 
Perchè se non sei una foodblogger, non puoi capire le motivazioni che spingono una persona sana di mente persona a farsi in casa cose che troverebbe comodamente al supermercato, con una buona coordinazione oculo-manuale, attraverso il passaggio bancone-mano-carrello, e successivamente al passaggio in cassa: più facile di togliere le caramelle dalle mani di un bambino (che comunque è una cosa brutta e non si fa! ^^) .
 
Se poi questa persona, (in)sana di mente, intrappolata in un limbo tra primi piatti, antipasti e dolci, partecipa anche all'MT Challenge, una sfida in cui, mese dopo mese, ci si sfida a colpi di padelle e teglie da forno, in preparazioni che mai e dico MAI ci saremmo sognati di fare, è presto detto, e l'impossibile si trasforma in un gioco da ragazzi.
Lo scorso mese ho glissato sulla sfida delle scaloppine, perchè dopo tutto ciò che è successo intorno a me, l'ultimo dei miei pensieri era quello di mettermi a spignattare in cucina...
Ma se la sfida di questo mese è il gelato di  MAPI non posso davvero esimermi. Anche perchè devo fare assolutamente qualcosa per distrarre la testa da tutti i pensieri che inevitabilmente ora si affollano nella mia testolina inoccupata (ora fa più chic chiarmarsi così).
 
L'idea è arrivata immediatamente, grazie anche allo spunto visto sul numero di Agosto di Cucina Moderna. Detto-fatto, quindi.
La mia idea può essere sia una golosa merenda per grandi e piccini (Ale si è leccato i baffi), sia un dolce da fine pasto, che un sostituto del pranzo: e con questo caldo,  ci sta a pennello!
 
Mangia e Bevi con gelato al fiordilatte (fatto in casa)


Per il gelato al fiordilatte (ricetta di GialloZafferano)

600 gr di latte intero
250 gr di zucchero semolato
250 gr di panna fresca (non UHT)
una punta di cucchiaino di estratto di vaniglia

Per prima cosa versate il latte in un pentolino, unite lo zucchero e la panna, quindi mescolate e portate non oltre gli 85° (il composto deve sfiorare il bollore, ma non bollire).
Arrivati a temperatura mettete immediatamente il pentolino dentro ad un contenitore con acqua e ghiaccio per abbassare velocemente la temperatura del composto e una volta freddo, mettetelo in frigorifero per almeno un paio di ore coperto.

Dopodiché, se avete la gelatiera, versate il composto nel cestello e, seguendo le indicazioni della vostra macchina, azionatela fino a fine mantecatura.
Se, come me, non avete la gelatiera, potete seguire il procedimento di Mapi:

"Se non avete la gelatiera: trasferire il composto in un contenitore basso, lungo e stretto munito di coperchio (le misure ideali sono cm 23x16x38, altrimenti suddividetelo in più contenitori piccoli, in modo che congeli uniformemente), tappare e riporre nella parte più fredda del freezer per 60-90 minuti. Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata sulla base e sui bordi, ma morbida al centro. Mescolarla molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità (volendo la si può trasferire velocemente nel robot da cucina per frullarla), poi riporla nuovamente nella vaschetta livellandola bene e rimettetela in freezer. Ripetere il procedimento per altre 2 volte a intervalli di un’ora e mezza ciascuno; dopo la terza volta trasferire il gelato nella vaschetta che lo conterrà, preferibilmente in polipropilene e riempita fino a 6 mm dal bordo; coprire il composto con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla sua superficie (per limitare la presenza di aria umida e impedire la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla superficie), tappare e rimettere in freezer per 30-60 minuti per far raggiungere al gelato raggiungere la giusta densità. Prima di servirlo, passarlo in frigorifero per 20 minuti."

Per 2 porzioni di mangia e bevi, avremmo bisogno di:

100 gr di gelato al fiordilatte
1 banana
100 gr di anguria
500 gr di frutti di bosco misti (vanno bene anche quelli surgelati)
30 gr di cereali croccanti, tipo corn flakes
se vi va, qualche fogliolina di menta

Private l'anguria dei semi e tagliatela a fettine. Frullatene la metà, e riponete in frigo coperta da pellicola per 30 minuti circa.
Lavate e asciugate i frutti di bosco e teneteli da parte; sbucciate la banana e tagliatela a fettine sottili.
Riempite 2 bicchieri con strati alternati di gelato, frutta (compresa l'anguria a pezzi rimasta, tenendone da parte un po per la decorazione) e cereali, completando con una pallina di gelato.
Poi versate in parti uguali il frullato d'anguria, e decoriamo con la frutta tenuta da parte e se vi va, la menta.

Infine pappatevela!!

giovedì 22 marzo 2012

VENTAGLIO DI CREPE CON CREMA DIPLOMATICA, FRAGOLE E PANNA

Per la serie crepi l'avarizia e pure la bilancia!

Ventaglio di crêpe con crema diplomatica, fragole e panna


Quando Giuseppina, ha proposto come ricetta per la sfida di Marzo del MT Challenge le crepes, ho tirato un sospiro di sollievo: giocavo sicuramente in casa: d'altronde da una donna che vive in provenza, mica potevamo aspettarci una cosa alla pizza e fichi!

Le crêpes sono state tra i primi dolci che ho fatto, taaanti anni orsono, e le ho cucinate - e mangiate - così tante volte che potrei anche farle bendata e tenendo una mano dietro la schiena.

Sono quel dolce stuzzicante, semplice e veloce che Ale mi chiede qualche volta dopocena, farcite, ça va sans dire,  con la nutella.
A volte sono state protagoniste delle nostre serate tra amici, spalmate anche in quel caso con la famosa crema alla nocciola - o per la verità, con tonnellate di essa - per soddisfare gli amici più golosi. Ricordo una serata in particolare, dove in 10, con una 30 di crêpes totali, abbiamo fatto fuori un barattolo da 760gr.

In realtà non ho una ricetta con dosi precise - è più una non-ricetta - vado a occhio e le dosi sono più o meno queste:

1 uovo intero
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di farina
un pizzico di sale
latte q.b.

Ma come di consueto l'MTC ci chiama a sperimentare piatti con ricette e ingredienti precisi, per cui, ho tirato fuori la mia amata bilancia da cucina e ho pesato gli ingredienti secondo la ricetta di Giuseppina, di cui vi posto il procedimento preso dal suo blog, "The Adventures of a Very Personal Chef"

Per  10/12 crèpes

150 gr di farina O
350 ml di latte
50 ml d'acqua
2 uova medie
1/2 cucchiaino da caffé di sale

30 gr di burro chiarificato per cuocere
una padellina da 22 cm di diametro
Tra gli ingredienti trovate l'acqua ( serve a rendere la  crèpes più sottile) il burro chiarificato per cuocerle : la sua particolarità é di avere un punto di fumo simile all'olio extravergine di oliva quindi non brucia e dona un sapore delizioso alla crèpe.
Rompete le uova in una terrina, sbattetele un po con la frusta , cominciate ad aggiungere alternando la farina setacciata e il latte/acqua ,mischiate bene fino ad avere una pastella piuttosto liquida e liscia. Aggiungete il sale, mischiate e lasciate riposare almeno un'ora .
Fate sciogliere 30 gr di burro chiarificato in un pentolino a parte, scaldate bene la padella per le crépes, ungetela con il burro usando un pennello (possibilmente in silicone) versate la quantità di pastella necessaria per una crépe (per una padella di 22 cm io metto 30 ml di pastella). Il consiglio che posso dare é di prepararvi un misurino ed avere cosi la dose esatta da versare, in modo da poterla gettare in un colpo solo.
A questo punto fate "ruotare" la padella per spargere uniformente la pasta, fate cuocere fino a che sarà ben dorata, quindi giratela e finite la cottura dall'altra parte. E importante cuocerle a puntino perché é questo che dona loro il sapore. Con questo tipo di crèpe potete fare piatti dolci o salati.

Ovviamente la mia scelta è stata quella di fare una crêpe dolce, ideale come dessert.

Per la farcitura ho utilizzato una crema diplomatica, che è quella che comunemente - ed erroneamente - in Italia chiamiamo crema chantilly: 1 parte di crema pasticcera e 1 parte di panna montata.

La ricetta della crema pasticcera è sempre la solita, quella della mia mamma:

4 uova freschissime
4 cucchiai rasi di zucchero
5 cucchiai di farina 00
bucce di 1 limone non trattato
500 ml di latte
In una casseruola d'acciaio si mettono i tuorli d'uovo e lo zucchero, e si inizia a sbattere con la frusta fino a che le uova sono chiare. Si aggiunge la farina, un cucchiaio alla volta, sempre girando.

A filo si versa il latte, senza mai smettere di girare con la frusta. Prima di mettere la crema sul fuoco si aggiungono le bucce di un limone non trattato, ricavate con l'aiuto di un pelapatate (così non taglieremo anche il bianco e eviteremo che la crema risulti amara). 

Si pone sul fuoco medio, girando di tanto in tanto per 5 minuti. Quando si sta iniziando ad addensare si gira senza mai allontanarsi.
Trasferite subito la crema in una ciotola, coprendola con pellicola a contatto, e mettetela in frigo, fino a completo raffreddamento.
Una volta fredda, si pesa in una terrina e si monta tanta panna quanto il peso della crema, quindi si uniscono con una spatola, mescolando dal basso verso l'alto.
Per farcire la crêpe ho spalmato all'interno la crema diplomatica così ottenuta e ho disposto, prima di chiuderla, una fragola lavata e tagliata a fette. Quindi ho chiuso prima a metà, e poi ancora a metà, ottenendo dei triangoli, che ricordano la forma dei ventagli.
 
 
Ho accompagnato con fragole fresche e panna, da parte.

mercoledì 25 agosto 2010

ASPIC DI FRUTTA AL LIMONCELLO

Ricetta presa dalla rivista cucina moderna, di Settembre.


Ingredienti per 4 persone - ovvero 4 coppette da 250 ml (io ne ho usato 4 da 125, quindi ho diviso tutto a metà)

10 gr di gelatina in fogli
frutta di stagione
zucchero
2 bicchierini di limoncello
Ciuffetti di menta fresca


Aaaallora..

Per prima cosa si lava e sbuccia la frutta.
Ora si prepara la gelatina. Si ammolla la gelatina in fogli in acqua fredda, poi si strizza e si fa sciogliere in 5 dl di acqua calda già zuccherata. (n.b. io non sapevo a quanto corrispondessero 5 dl, quindi ho fatto a occhio, e ho pesato 400 gr di acqua, e ho aggiunto circa 3-4 cucchiai rasi di zucchero, nella ricetta ne era previsto uno, ma a mio avviso era poco).
Sciolta la gelatina, si aggiunge il liquore e si lascia raffreddare.

Mentre la gelatina raffredda, noi tagliamo la frutta.

Io ho usato quello che avevo in casa: pesche gialle, uva bianca, pere e ananas (avevo anche il melone ma non l'ho messo perchè mi da fastidio perfino l'odore! )

Ora.. ho notato che volendole sformare, resta la gelatina appiccicata alla coppetta, e non viene fuori, ergo, vi consiglio di foderarle con la pellicola prima di mettere la gelatina.
Potete procedere a questo punto in due modi:

1) Disponete tutta la frutta nella coppetta, in vari strati, forme, abbinamenti cromatici, e poi versate, piano piano la gelatina, per evitare che la frutta si smuova.

2) Fate un sottile strato di gelatina. Ponete in frigo a solidificare per 5 minuti. Togliete dal frigo e iniziate a disporre il primo strato di frutta

 
ricoprite di gelatina e poi di nuovo 5 minuti in frigo (o di più se non è ancora solida).E così via fino a finire la coppetta.

Far raffreddare in frigo per almeno 3 ore prima di pappare.



Se dovete farle mangiare anche ai bimbi, ovviamente potete sostituire il liquore con del succo di arancia, o della limonata... l'importante è non far ubriacare i cuccioli :-)

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