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sabato 3 aprile 2021

FIADONI ABRUZZESI

Qualche giorno fa abbiamo "festeggiato" il secondo compleanno della mia bimba ed io ho preparato un mini buffet per accompagnare la torta, una simil kinder fetta al latte, il tutto a tema Minnie.
Avevo preparato i cupcake oreo, dei biscotti decorati con pasta di zucchero, una pizza rossa ed infine i fiadoni.

I fiadoni sono a tutti gli effetti dei rustici e il nome deriva dalla piccola incisione che si pratica sulla sommità prima di infornarli, e che permette al ripieno di "sfiatare". Ormai si trovano tutto l'anno, ma sono tipici del periodo Pasquale qui in Abruzzo e spesso accompagnano anche le scampagnate fuori porta di Pasquetta, magari non quest'anno, ma se chiudo gli occhi riesco a immaginare di trovarmi con la mia bimba a fare un pic-nic su una coperta stesa sul prato, il profumo dell'erba fresca e in bocca il sapore di un fiadone saporitissimo. E spero che questo sogno possa realizzarsi il prima possibile.

Qualche anno fa ne avevo preparato anche una versione dolce per il tema del mese del MT Challenge, e mi erano piaciuti moltissimo! Ve li consiglio, in entrambi i modi, anche se per la tavola di Pasqua quelli classici salati sono TOP!

Il rigatino è un formaggio semi stagionato a base di latte vaccino e ovino, tipico dell'Abruzzo, ma potete sostituirlo con qualsiasi formaggio di vostro gusto, anche con ricotta ovina, oppure grana o un qualsiasi altro formaggio della vostra zona.

 Fiadoni abruzzesi

ricetta di Fedora D'Orazio, Cappuccino e Cornetto

per l'impasto

200g di farina tipo 0

2 uova

un pizzico di sale

un cucchiaio di olio evo


per il ripieno

2 uova

100 g di rigatino (io pecorino semi stagionato grattugiato)

50 g di ricotta di pecora

sale q.b.

pepe q.b.


in più vi occorrerà

1 uovo 


Preparate la sfoglia mettendo tutti gli ingredienti nella planetaria fino ad ottenere un panetto morbido; avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare per 30 minuti.

Per preparare il ripieno mettete i formaggi in una ciotola, aggiungete le uova e insaporite con sale e pepe a piacere.

Stendete la sfoglia con la macchinetta per la pasta: dovrete ottenere delle sfoglie rettangolari non troppo sottili. Adagiate su ogni striscia di impasto dei mucchietti di ripieno, spennellate torno torno il ripieno con dell'acqua e richiudete quindi la sfoglia su se stessa, aiutandovi con una rotella formate delle mezzelune.

Spostate i fiadoni su una teglia ricoperta di carta forno, praticate su ognuno un'incisione con la forbice, spennellate con un uovo sbattuto con un cucchiaio di acqua e infornate in forno già caldo a 180° per 15-20 minuti.

sabato 4 giugno 2016

FIADONI DOLCI PER IL TEMA DEL MESE


Da non confondere con il cialdone, che in alcune zone viene anche chiamato fiadone o con l'omonimo dolce tipico della Corsica, il fiadone è un tipico prodotto da forno abruzzese e molisano che si prepara - e si vede in giro - soprattutto in occasione delle feste pasquali, ma ai giorni nostri si consuma tutto l'anno, sia nella versione salata, più diffusa nelle aree litoranee, che dolce, più diffusa nelle aree interne.
Il nome fiadone deriverebbe, secondo la versione più accreditata da “flan” e proviene dal basso latino “flado” derivato dal germanico “fladen” che significa cosa gonfia. Le sue origini risalgono ai tempi di Messisburgo, contemporaneo dell’Ariosto, e lo troviamo citato anche nello “scalco rinascimentale” della corte di Ferrara. Arrivò in Abruzzo perché nell’antica ricetta indicata nello scalco è previsto lo zafferano, una pianta officinale già da allora affermata nell’aquilano.

Ne esistono delle versioni salate, e quella dolce che scopriamo oggi. Alla base ci sono sempre formaggi, quasi esclusivamente di pecora, a pasta dura come il Rigatino - formaggio a pasta semicotta composto sia da latte vaccino che ovino - e Pecorino, oppure ricotta sia vaccina che ovina, il tutto amalgamato con uova e spezie diverse (noce moscata e/o pepe macinato, e nell'aquilano anche lo zafferano).

Nella versione salata contiamo tre declinazioni:
  • forma a mezzaluna, in cui i formaggi del ripieno incontrano i salumi - il salame o la salsiccia - sposando quella meravigliosa tradizione pasquale tipicamente italiana che vede, da nord a sud, ogni tipo di leccornia a base di uova, formaggi e salumi;
  • forma a mezzaluna, in cui il ripieno si compone solo dei formaggi di cui sopra e uova;
  • ha la forma di una torta rustica e ha nel ripieno uova, formaggi e salumi.
Nel versante dolce troviamo una sola variante:
  • forma a mezzaluna composta da una frolla poco dolce preparata con lo strutto e un ripieno decisamente meno ricco del fratello salato: solo uova, formaggio fresco (o poco stagionato) di pecora e cannella.
Il connubio tra la delicatezza della pasta che costituisce l’involucro esterno del dolce, e il sapore più deciso della farcitura interna fanno del fiadone una delle specialità molto apprezzate anche fuori regione.


Fiadoni dolci
dose per 12 fiadoni

per la pasta

180g di farina debole
50g di strutto
1 uovo + 1 tuorlo
50g di zucchero
un pizzico di sale

per il ripieno

60g di formaggio pecorino fresco (o poco stagionato) grattugiato
1 uovo grande freschissimo
cannella q.b.

Predisporre la farina a fontana, ponendo al centro lo zucchero, l'uovo e il tuorlo, il sale e lo strutto; impastare rapidamente fino a raccogliere il tutto in una palla che andrà avvolta nella pellicola e fatta riposare in frigo per 30 minuti.

Trascorso il tempo del riposo, spolverate il piano di lavoro con della farina e tirate la pasta ad uno spessore di 3mm, quindi con un coppa pasta di 9 cm di diametro ricavate le basi dei nostri fiadoni.


In una ciotolina amalgamate il formaggio grattugiato, l'uovo e la cannella fino ad ottenere un composto piuttosto omogeneo.

Ponete un cucchiaino scarso di ripieno su un lato di ogni dischetto di pasta, quindi coprite con l'altra metà chiudendo a mezzaluna e pressando bene il bordo in modo che il composto non fuoriesca durante la cottura.


Disponete i fiadoni su una teglia da forno unta con lo strutto e infarinata, infornate a 190° per 13 minuti. Una volta cotti sfornate e lasciate a raffreddare su una gratella prima di servire.


Trovate questo post anche sul blog del MTC, qui.
fonti: Le ricette regionali italiane, Anna Gosetti della Salda

lunedì 3 febbraio 2014

TRADIZIONI AQUILANE: LA CIAMBELLA DI SAN BIAGIO

Biagio, vissuto nel IV secolo, era un medico di origine armena. E’ ritenuto dalla tradizione vescovo della città di Sebaste in Armenia al tempo della “pax” costantiniana, dove operò numerosi miracoli. Vescovo, dunque, governava la comunità di Sebaste quando nell’Impero Romano si concede la libertà di culto ai cristiani, nel 313 d.C. sotto Costantino e Licinio, entrambi “Augusti” cioè imperatori.
San Biagio lo si venera tanto in Oriente quanto in Occidente e per la sua festa è diffuso il rito della “benedizione della gola” fatta poggiandovi due candele incrociate (oppure con l’unzione mediante olio benedetto). Viene festeggiato il 3 febbraio, e resta l’usanza di preparare le ciambelle di San Biagio (di “biscotto”, al vino o all’anice) da intingere nel dolce vino moscato.
A l'Aquila il giorno della celebrazione di San Biagio, corrisponde con l'anniversario del terremoto del 1703, che avvenne proprio il 3 febbraio 1703. Prima di questa data, nonostante il calendario, non si festeggia mai il carnevale, per rispetto alle vittime di quel tragico evento.
In onore del santo si prepara una ciambella dolce, dall'impasto simile a quello di un biscotto casereccio, decorato con granella di zucchero e ciliegie candite: il profumo è inebriante.. croccante fuori e leggermente umida dentro, profumatissima.

E da domani, si frigge!
Ciambella di San Biagio

per 2 ciambelle 

500g di farina
3 uova
400g di zucchero
1/2 bustina di lievito per dolci
la scorza grattugiata di un limone
75g di latte
50g di burro
1 bicchierino di maraschino (io rhum bianco)

in più ci serviranno

1 tuorlo
granella di zucchero
ciliegie candite

Nella ciotola della planetaria ho pesato la farina, lo zucchero e aggiunto il lievito, le uova, la scorza di limone e il burro. Ho avviato a velocità 2, quindi ho iniziato ad aggiungere il latte e il liquore. Una volta che l'impasto è liscio e omogeneo, l'ho lavorato brevemente sulla spianatoia leggermente infarinata.
Dividete a questo punto l'impasto in due panetti e formate le ciambelle, adagiandole su una teglia rivestita con carta forno.
Spennellate la superficie con il tuorlo d'uovo leggermente sbattuto, cospargete con la granella di zucchero e decorate con qualche ciliegia candita.

Cuocete le ciambelle in forno già caldo a 180° per 25 minuti circa, finchè la superficie sarà ben dorata. Sfornate e lasciate raffreddare.


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