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domenica 6 marzo 2016

E' (QUASI) PRIMAVERA: CHEESECAKE AL LIME CURD

Solo, vento, pioggia, neve.
E magari tutto nella stessa giornata.
 
Tutto normale, visto che siamo a Marzo.
E considerato che è quasi primavera si inizia ad avere voglia di dolci che ricordano l'estate con i suoi profumi intensi e i colori accesi.
Il cheesecake è perfetto perché racchiude, in una crosta croccante, una crema ricca e corposa; unito poi alla frutta, è il non plus ultra.
 
Iniziano anche a trovarsi le prime fragole in giro, quindi perché non fare un cheesecake alle fragole?
Magari perché la tua ospite, amica e collega, è allergica al succulento frutto.

Vedere tre lime in frigo e preparare il lime curd più buono di tutti i tempi è stato un tutt'uno.
 
 
E nasce così questo cheesecake strabuono, fresco e cremoso.
Provare per credere!
 

Cheesecake al lime curd
 

per la base

300g di biscotti digestive
90g di burro

per la crema

4 uova intete
200g di zucchero
500g di mascarpone
150g di panna
150g di formaggio cremoso
30g di amido di mais
il succo di mezzo limone
la scorza di mezza arancia
1 cucchiaino e 1/2 di estratto naturale di vaniglia

per il lime curd - da una ricetta di Alessandra Gennaro

3 lime (succo e scorza)
2 tuorli e 2 uova intere
1 cucchiaio di maizena
200g di zucchero semolato
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva

per la copertura

200ml di panna acida o crème fraîche
2 cucchiai di zucchero a velo
 
per la decorazione
 
qualche fettina di lime
granella di pistacchio q.b.
 
Prima di tutto va preparato il lime curd, perché dovrà raffreddarsi completamente prima dell'uso - lo potete preparare anche il giorno prima.
 
Lavate ed asciugate accuratamente i frutti.
In un tegame mettete il succo dei lime e la buccia grattugiata, lo zucchero, la maizena e le uova, girando bene con una frusta per evitare che si formino grumi; accendete il fuoco medio basso e fate cuocere fino a far bollire per massimo 2 minuti.
Filtrare subito con un colino a maglie strette (io ho saltato questo passaggio perché il mio curd non aveva grumi, era bello liscio), quindi aggiungete l'olio. 
Procedete come fosse una confettura: va invasato caldo e fatto raffreddare completamente. Quando sarà ben freddo conservatelo in frigorifero per massimo 2-3 giorni.
 
Passiamo al cheesecake, partendo dalla base.
 
Mettete i biscotti nel mixer  con le lame e sminuzzateli finemente aggiungendo poi il burro che avrete fatto fondere e raffreddare precedentemente; stendete poi il tutto sul fondo di una teglia rotonda, possibilmente a cerchio apribile, debitamente foderata di carta forno sia sul fondo che ai lati, livellando bene il composto.
Mettete la teglia nel frigo per un’ora (o per fare prima nel freezer per mezz’ora).
 
Per il ripieno: Preriscaldate il forno a 180° gradi. Ponete  nella ciotola della planetaria con la frusta le uova,  la vaniglia e lo zucchero, quindi sbattete ad alta velocità il composto affinché diventi chiaro e spumoso. Abbassate la velocità a 1 e aggiungete il formaggio cremoso e il mascarpone, amalgamandoli bene fino a che il composto risulta ben cremoso e senza grumi; sempre a bassa velocità aggiungete il succo di limone, la maizena, due bei pizzichi di sale, la scorza d'arancia ed in ultimo senza però montarla, la panna, continuando a mescolare tutto bene insieme.
 
Versate la preparazione nella teglia che avrete tolto dal frigorifero e infornate a 180° per 30 minuti, poi abbassate la temperatura a 160° per altri 30-40 minuti.
Se dopo i primi 30 minuti vi accorgete che la superficie del cheesecake comincia a scurirsi, troppo potete metterci sopra un foglio di carta stagnola. A cottura ultimata, spegnete il forno, e lasciate riposare il cheesecake per 30 minuti nel forno spento e con la porta leggermente aperta.

Si abbasserà leggermente in superficie, non allarmatevi: è normale.
 
Per la copertura: quando il cheesecake sarà ben freddo, montate per un minuto o due la panna acida con lo zucchero a velo; spalmate il composto così ottenuto sulla superficie della torta, livellandolo per bene.
E' il momento di completare il cheesecake con il lime curd, versandolo sulla panna acida e livellando anch'esso con una spatola.
Ho decorato la superficie con alcune fettine di lime fresco e della granella di pistacchio.
Riponete per almeno sei ore il cheesecake in frigo per farlo rassodare completamente, quindi servite.


Si conserva perfettamente fino a una settimana in frigo, ben chiuso in un contenitore ermetico.

martedì 18 agosto 2015

COOKIES AMERICANI CON CIOCCOLATO BIANCO E FONDENTE

E così è passato anche ferragosto.
Avete fatto la classica scampagnata o siete stati, come me, al mare?
 
Sarà una mia sensazione, ma l'estate mi sembra davvero volata in un batter d'occhio. Il tempo da spendere davanti al pc a scrivere è pochissimo, ma ogni tanto mi piazzo davanti al forno - e quindi poi davanti al pc - per provare qualcosa di nuovo, o cucinare qualcosa che non preparavo da un po'.
Questi cookies, nel dettaglio, erano nella mia lista dei "to do" da molto troppo tempo.
La ricetta è di Marcella Orsi, alias Minù, di cui avevo già provato la torta di carote, la dark chocolate cake con mousse ai lamponi  e i macarons.. quindi sono andata ad occhi chiusi.
 
E andate anche voi ad occhi chiusi. Soprattutto se anche da voi inizia a fare freschino, questi cookies saranno un vero e proprio "confort food" per alleviare il dispiacere dell'estate che è agli sgoccioli!
 
Cookies con cioccolato bianco e fondente
ricetta di Minù de Il goloso mondo di Minù

 
Per 25 cookies

250g di farina 00 
125g di zucchero semolato
125g di zucchero di canna fino
125g di burro a temperatura ambiente
1 uovo grande
1/2 cucchiaino di bicarbonato
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 pizzico generoso di sale
200g di cioccolato tagliato a pezzettoni (io 100g di cioccolato fondente e 100g di cioccolato bianco)

In planetaria con la frusta K (foglia) ammorbidire il burro fino a farlo diventare cremoso, quindi aggiungere i due zuccheri e far mixare per almeno 2 minuti, fino ad ottenere una crema spumosa.
Aggiungere l'uovo  e la vaniglia, quindi mixare ulteriormente.
 
In un contenitore a parte setacciare la farina, il sale e il bicarbonato, quindi aggiungerli al composto e mixare a bassa velocità giusto il tempo che tutto l'impasto si amalgami bene.
Infine aggiungere il cioccolato e mixare giusto il tempo di amalgamarli.
Se l'impasto dovesse risultare troppo morbido metterlo in frigo per 30 minuti.
 
Foderare delle teglie con carta forno, e aiutandosi con 2 cucchiai formare delle palline distanziandole parecchio tra loro.
Non c'è bisogno di appiattire le palline, dato che in cottura si appiattiranno e allargheranno parecchio.
Cuocere a 180° per circa 14 minuti, o finchè i bordi dei biscotti risulteranno belli dorati.
 
Fateli freddare completamente, posizionandoli su una gratella. Si possono conservare fino a 7-10 giorni in un contenitore a chiusura ermetica - sempre che ci arrivino!
 
 

sabato 21 marzo 2015

CHERRY PIE PER IL TEMA DEL MESE

Il 20 Febbraio si celebra in America il “Cherry Pie Day”, un giorno in cui tutti gli amanti di questa sublime torta la celebrano gustandola a colazione, pranzo o cena. Qualche giorno dopo (per l’esattezza il terzo lunedì di Febbraio) e non a caso, viene festeggiato il “Presidents Day”. Infatti è noto che la proprio la cherry pie fosse la preferita George Washington, primo presidente degli Stati Uniti; la tesi, avvalorata da un aneddoto pubblicato in un libro per bambini da un pastore anglicano di nome Mason Weems, riguarda l’onestà del giovane George, il quale all’epoca dei fatti aveva appena 8 anni. Secondo quanto riferito infatti, il giovane avrebbe abbattuto un ciliegio molto caro al padre per provare l'ascia ricevuta in regalo il giorno prima. Una volta abbattuto l'albero, il padre, accortosi che il ciliegio era stato tagliato, entrò in casa e chiese chi fosse stato. Il piccolo George, raccolse il suo coraggio e replicò: "I can not tell a lie, you know I cannot tell a lie! I did cut it with my little hatchet." (lett. "Non posso dire una bugia, sai che non posso dire una bugia! L’ho tagliato io con la mia piccola ascia.”).

Secondo l’ “American Pie Council”, le pies approdarono in America insieme ai primi colonizzatori inglesi. I primi coloni cucinavano le loro pies in pentole lunghe e strette chiamate “coffins” (bare), con lo stesso termine in Inghilterra veniva chiamata la crosta. Solo durante la Guerra d’Indipendenza che il termine “crust” (crosta) rimpiazzò “coffin”.
 
Negli Stati Uniti quando si parla di Cherry Pie si intende uno dei grandi piatti tipici americani. Nei ricettari ci sono tantissime versioni della ricetta, oggi vi ripropongo quella di Martha Stewart, originalmente postata qui.
 
Cherry pie 
di Martha Stewart


per la pasta brisée
330g di farina
160g di burro freddo
60/120g di acqua fredda
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di zucchero
 
per il ripieno
600g di ciliegie già mondate e denocciolate (sono partita da un peso lordo di 800 gr)
70g di zucchero di canna
1 cucchiaio e 1/2 - 2 di amido di mais
Per prima cosa vanno preparate le ciliegie. Lavatele, privatele del picciolo e del nocciolo, dividendole a metà o utilizzando l'apposito attrezzo se lo possedete.
Mettetele in una casseruola con lo zucchero e cuocete per 8-10 minuti. Lasciate raffreddare.
 
 
In un robot da cucina inserite la farina, lo zucchero e il sale e mixate leggermente. Aggiungete il burro freddo a pezzetti e mixate finchè otterrete una sorta di crumble. Aggiungete un cucchiaio di acqua alla volta finchè l'impasto sta insieme e si raccoglie in una palla. Non amalgamate troppo.
Dividetelo in due parti uguali, avvolgete ognuna nella pellicola per alimenti e mettete in frigo a raffreddare per almeno 1 ora.

Stendete con il mattarello, aiutandovi con poca farina, il primo disco di brisée e adagiatelo sul fondo della tortiera (io ne ho usata una da 26 cm di diametro), facendolo sbordare. Mescolate alle ciliegie semicotte l'amido di mais, facendolo sciogliere bene. Versatele sul disco di pasta brisée del fondo.
Stendete l'altro disco di brisée, sovrapponetelo al ripieno e sigillate i bordi. Tagliate via l'eccesso dei bordi o arrotolateli su loro stessi e create un cordoncino lungo tutto il perimetro. Potete anche fare una griglia di brisée se avete dei ritagli, o tenere l'eccesso di pasta da parte e utilizzarlo per altre preparazioni.
 

Praticate alcune piccole incisioni sulla superficie per permettere al vapore di uscire senza che la pasta si gonfi. Spolverate leggermente con zucchero di canna e infornate a a forno già caldo a 180° per 30-35 minuti, finchè la superficie sarà ben dorata.
 

venerdì 21 novembre 2014

FRENCH TOAST ALLA CANNELLA CON MELE STUFATE PER IL TEMA DEL MESE

Ogni mese c'è la sfida del MTC e parallelamente viene presentata una carrellata di ricette e approfondimenti a proposito del tema del mese. La sfida del mese è sui muffin, dolci e salati, quindi gli approfondimenti parlano del brunch e di tantissimi piatti golosi che nel corso degli anni sono diventati parte di questo "pasto".


Il mio contributo per il blog del mtchallenge è con questi strepitosi french toast di Gordon Ramsay, ma prima di leccarci i baffi, un po' di storia.

Non fatevi ingannare dal nome, di francese in questa ricetta c’è solo il nome. Il primo french toast della storia risale infatti nientemeno che al tempo dei romani: una ricetta tanto antica da essere addirittura codificata in uno dei più importanti ricettari del tempo, Apicius, meglio conosciuto come De re coquinaria un manoscritto contemporaneo all'Imperatore Tito ad opera di Marco Gavio, detto Apicio - da cui il nome - dove il “nonno” del french toast compariva con il nome di aliter dulcia - un altro piatto dolce; la ricetta originale prescriveva di affettare il pane a pezzi grossi, rimuovendo la crosta e intingerlo in una mistura di latte e uova sbattute. Friggere in olio bollente, ricoprire con miele e servire.
 
In Francia, l’aliter dulcia iniziò a diffondersi sotto il nome di pain à la romaine pane alla romana.
E' tra il XIV e il XV secolo che per il french toast arriva il momento del salto di qualità: in Francia diventa talmente famoso da finire nel ricettario di Taillevent, il famoso cuoco di corte della famiglia reale francese dei Valois, al potere durante la Guerra dei Cent’Anni. Grazie a questo celebre cuoco queste fette di pane arricchite con latte e uova diventano ancora più famose sotto un nuovo nome: tostées dorées prima e pain perdu poi, per ricordare l’ingrediente principale della ricetta, ovvero il pane raffermo che altrimenti sarebbe andato “perduto”.
Passano i secoli, e dall’Europa intere popolazioni attraversano l’oceano per stabilirsi nel Nuovo Mondo, portando con loro, tra le altre cose il french toast. Proprio negli Stati Uniti questo piatto comincerà a conquistarsi un posto tra le schiere dei piatti tipici della prima colazione.

A questo punto avviene una specie di scissione: da una parte c'è il pain perdu, dessert francese dalla preparazione tradizionale tipica, dall'altra la ricetta che prende piede negli Stati Uniti e che si evolve, arricchendosi di nuovi ingredienti come la marmellata tra le fette di pane sulle quali viene adagiato un ricciolo di burro, irrorato da una generosa cascata di sciroppo d’acero, miele o melassa. Nella versione americana cambia anche il tipo di pane utilizzato: il pane raffermo viene sostituito dal pane in cassetta che, oltre a dare una consistenza diversa al piatto finale, crea anche la caratteristica forma quadrata, da toast.
La ricetta di base, comunque, è rimasta inalterata nel corso dei secoli: pane intinto in un mix di uova sbattute e latte e poi fritto nell’olio. Il french toast si arricchisce anche di condimenti salati: il pain perdu nella sua accezione salata, viene servito con prosciutto e formaggio.
Negli anni è diventata una delle preparazioni principe delle colazioni americane e dei brunch(breakfast+lunch) in cui si può gustare con tutta calma una colazione completa, ricca e gustosa.

Un'ultima curiosità. Come per altri piatti tipici - vedi i pancakes - anche per i french toast c'è un giorno dedicato interamente a loro negli Stati Uniti: il 28 novembre è infatti il French Toast Day!
 
French toast alla cannella con mele stufate
di Gordon Ramsay
 

4 fette di pane bianco
1 uovo
4 cucchiai di latte
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaio di zucchero

per le mele stufate

1 mela
2 cucchiai di zucchero
3 cucchiai d'acqua
1 noce di burro

per cuocere

una padella antiaderente
1 cucchiaio di olio di semi
20g di burro
Per prima cosa preparate le mele stufate. In una padella mettete lo zucchero e fatelo caramellare. Lavate una mela e, privandola del torsolo, tagliatela a cubetti lasciando la buccia - in questo modo non si disferanno in cottura. Mettetela insieme allo zucchero appena questo sarà leggermente dorato. Quindi aggiungete il burro e quando si sarà sciolto l'acqua. Lasciate cuocere per una ventina di minuti, finché si sarà formata una salsa dorata e le mele saranno morbide.
In una terrina sbattete l'uovo, aggiungete il latte, lo zucchero e infine la cannella. Quando le mele sono pronte, intingete per bene nel composto di uovo le fette di pane da entrambi i lati.
Mettete in una padella antiaderente l'olio e il burro e quando quest'ultimo sarà sciolto adagiatevi le fette di pane e fatele dorare 90 secondi per lato.
Impiattate accompagnando i french toast con le mele stufate e irrorate con la loro salsina.  

fonti: breakfast-reviews.net

venerdì 11 luglio 2014

LUGLIO COL BENE CHE TI VOGLIO...... TORTA GLASSATA AL COCCO E LIME

Una canzone del 1968, di Riccardo Del Turco, faceva così...

Luglio, col bene che ti voglio vedrai non finirà.
Luglio m'ha fatto una promessa l'amore porterà.
....

Luglio si veste di novembre se non arrivi tu
....

 
A non arrivare, non è l'amore, come cantava Del Turco, ma è l'estate!!! Ma che cappero di tempo fa?!
 
Un giorno 35° all'ombra, un sole che spacca le pietre, il giorno dopo vento forte, aria freddissima e il termometro a 12°..
Che poi qui a L'Aquila non conosciamo mezze misure, nemmeno in estate: qui o fa caldo che non si respira, oppure, come ieri, c'è la neve - una spolverata, ma c'è' - sulle montagne.
 
Per riportare un po' d'estate in casa, e per allietare le lunghe ore di studio, mi sono ricordata di questa torta di Deliah Smith, pubblicata qualche tempo fa sul blog dell'Arabafelice: un nome una garanzia, non si smentisce MAI!
In rosso vi riporto le mie annotazionoi ^_^
 
Torta glassata al cocco e lime
dal blog arabafeliceincucina.blogspot.it
 
 
2 lime
50 g di farina di cocco
115 g di farina autolievitante
un cucchiaino di lievito per dolci (due se non usate la farina autolievitante)
115 g di zucchero di canna
115 g di burro morbido ma non sciolto
2 uova grandi
un cucchiaio e mezzo di latte di cocco in polvere (io non sono riuscita a trovarlo e l'ho omesso)
per la farcia e copertura
buccia e succo di un lime, più un altro se serve (io ne ho usati 2)
150-175g di zucchero a velo
3 cucchiai di latte di cocco in polvere (omesso anche qui)

Grattugiate la buccia dei due lime e avvolgetela in un pezzetto di pellicola per alimenti in modo che non secchi. Spremete i lime e versare il succo sulla farina di cocco che avrete pesato e messo in un recipiente. Lasciatela riposare un'ora.
 Quindi setacciate farina e lievito, unite lo zucchero di canna, il latte di cocco in polvere - se l'avete -, le uova ed il burro. Battete per circa un minuto con le fruste elettriche. Ora unite la farina di cocco e la buccia grattugiata dei lime che avete preparato prima.
 
Versate l'impasto dividendolo tra due teglie a cerniera (da 18 cm di diametro) che avrete imburrato e coperto con carta forno; cuocete in forno preriscaldato a 170° per circa 25 minuti - fate sempre la prova stecchino.
Far raffreddare qualche minuto nelle teglie quindi sformare e far raffreddare completamente.

Per la farcia e la copertura gattugiate la buccia da un lime, quindi spremerne il succo.
Mettete succo e buccia grattugiata in una ciotola, quindi aggiungete a poco a poco lo zucchero a velo e il latte di cocco in polvere (a seconda della grandezza dei lime potrà servire un pochino di succo in più per ottenere una consistenza morbida e spalmabile). Sbucciate il secondo lime tagliando la buccia a striscioline, quindi tagliatelo a spicchi usando un coltello affilato, cercando di conservare l'eventuale succo che uscirà.
Versate gli spicchi e l'eventuale succo nel composto di zucchero a velo già preparato. Versate metà della farcia su una torta, coprire con l'altra e versate l'altra metà della glassa sulla superficie.
Infine decorare con la buccia del lime che avete tagliato a striscioline. Non appena la glassa si rapprende un po', servite.
 
 
Sofficissima, profumatissima, dal vago sentore di mojito. Provare per credere: una torta che racchiude l'estate in ogni sua briciola!

martedì 15 aprile 2014

CARROT CAKE ALLA CANNELLA CON CHEESECREAM LEGGERA

Ho fatto questa torta un mese e mezzo fa per il compleanno della mia mamma. All'inizio avrei voluto regalarle una torta piena di rose di gum paste, ma il tempo, come sempre tiranno, non me l'ha permesso... avevo infatti iniziato a formare le rose, ma poi ho dovuto lasciarle li, come opera incompiuta.
Adoro le torte di carote, perché sono sane, leggere e stra-buone!
La classica torta di carote è nel mio ricettario da anni, la torta camilla, ci è entrata da poco tempo. Mi mancava la versione d'oltreoceano, alta, umida.. per certi versi, un'americanata, ma caspita se è buona!!
Non è eccessivamente dolce, umida, soffice e golosa; le noci tritate aggiunte all'impasto danno quel tocco di croccantezza in più e la cheesecream leggera è una vera scoperta: spumosa, morbida e leggera come una nuvola, con tutta la bontà dei sapori di casa nostra in una consistenza nuova.
La base si presta inoltre anche ad essere cotta negli stampi da muffin o da plumcake diventando un'ottima torta da colazione o merenda.
La ricetta, sapevo che non mi avrebbe deluso, è di Minù, de Il goloso mondo di Minù, alla quale avevo rubato anche la ricetta per la mia ultima torta di compleanno, la Dark Chocolate cake con mascarpone cream ai lamponi e ganache al cioccolato.
Carrot cake alla cannella con cheesecream leggera
4 uova grandi
100g di zucchero semolato
150g di zucchero di canna integrale
350g di carote pelate e grattugiate finemente
100grdi noci tritate grossolanamente (io 60g)
260g di farina 00
1 cucchiaino di bicarbonato di sodio
1/2 cucchiaino di sale
8g lievito per dolci
3 cucchiaini di cannella in polvere (ma potete aumentare o diminuire la dose a vostro gusto)
250 ml di olio di semi leggero
1 cucchiaino di estratto puro di vaniglia
per la cheesecream leggera
200g di  philadelphia yo

300g di panna fresca da montare

120g di zucchero a velo (60g se si usa panna vegetale dolcificata)

1 cucchiaino di estratto puro di vaniglia (o altro aroma)

In planetaria, con la frusta K, montare le uova per circa 1 minuto (devono solo schiumare), aggiungere lo zucchero e montare per 1 altro minuto, quindi versare a filo l'olio di semi e la vaniglia, quindi lasciar montare l'impasto per un paio di minuti.
A parte, mescolare e setacciare la farina, con il lievito, il sale, il bicarbonato e la cannella e aggiungerli al composto in planetaria facendo mixare giusto il tempo che tutta la farina sia ben incorporata (non mixare di più).

A mano con la spatola aggiungere noci e carote.
Dividere il composto in 3 stampi* di 20 cm (io li ho rivestiti con carta forno) e cuocere a 180° per 25-30 minuti (finchè lo stecchino uscirà pulito).
* Se non si riescono ad infornare i 3 stampi contemporaneamente, mentre il primo disco di torta cuoce conservare il restante impasto in frigorifero coperto da pellicola, in modo da bloccare la lievitazione.
Prepariamo ora la cheesecream leggera. Nella planetaria, con la frusta K, far ammorbidire il philadelphia, quindi aggiungere lo zucchero a velo setacciato e l’aroma e far montare a media velocità fino ad ottenere un composto cremoso.
A questo punto cambiare la frusta alla planetaria e utilizzare la frusta a filo.
Con la planetaria in movimento (e a massima velocità) aggiungere la panna a filo e lasciar montare il composto finché diventa ben spumoso.
Una volta che le basi della torta saranno fredde, farcite ogni strato con 1/4 della cheesecream alla cannella, procedendo in questo modo: torta, crema, torta, crema torta, crema. Vi resterà 1/4 di crema con la quale coprirete la parte esterna della torta e riuscirete a fare qualche ciuffetto sulla parte superiore.
Io ho ulteriormente decorato il girotorta con un tarocco dentellato, i 40g di noci tritate che non ho aggiunto all'impasto e dei lamponi freschi sui ciuffetti di cheesecream.

lunedì 28 ottobre 2013

L'IMPORTANZA DELLA PRIMA COLAZIONE: HEALTY AMERICAN BREAKFAST

Molte persone non fanno colazione. C'è chi va di fretta e non ha tempo, chi pensa di saltare la prima colazione per il bene della dieta evitando di assumere un tot di calorie, chi non riesce a mangiare nulla appena sveglio e magari beve solo un caffè, ecc.
 
Il tema di questo mese del MTC è l'american breakfast, la cui portata principe è l'uovo alla benedict.
Cito Roberta, La valigia sul letto che scrive: "un uovo alla benedict composto da 1/2 english muffin, un uovo in camicia, una fetta di prosciutto o bacon e due cucchiai di salsa olandese, ha circa 260 calorie, 16 g di grassi, 24 g di carboidrati e 21 g di proteine. Certo, ha circa 300 mg di colesterolo, che e' la dose massima giornaliera consigliata, quindi non e' cosa da consumarsi tutti i giorni, ma una volta ogni tanto non fa piu' danno di un piatto di pasta alla carbonara, che ha piu' del doppio delle calorie e piu' o meno la stessa quantita' di colesterolo. Aggiungo che al mattino il consumo di proteine e di una dose di calorie pari almeno al 20% del fabbisogno giornaliero, e' ormai caldamente consigliata da tutti gli esperti di nutrizione. Saltare la colazione fa molto piu' male che mangiarsi uova e prosciutto una volta alla settimana. Mangiate latte, yogurt, cereali, pane integrale, marmellata o miele, se non amate il salato, ma mangiate!!".

E' importantissimo fare colazione. Che questa sia dietetica, americana, ipercalorica, veloce, inglese, italiana, dolce o salata, poco importa.

Dopo aver dato un'occhio al light breakfast e a quello comfort, oggi voglio battere sul concetto di salubrità che in inglese si traduce con healty. Nella mia ultima proposta per la sfida di questo mese, infatti, ho cercato di bilanciare al massimo i nutrienti (proteine, carboidrati, fibre, grassi, zuccheri, vitamine e sali minerali) strizzando anche un'occhio al gusto!
 
Quindi, uova alla benedict con salsa mornay su base di fast english muffin (fast perchè ho sostituito il lievito di birra con quello a lievitazione istantanea per torte salate, un'ottima alternativa per quando vogliamo gustare una colazione english senza aspettare i tempi di lievitazione), con barrette ai cereali home made, il tutto accompagnato con uno smoothie alla mela verde e kiwi e una bella tazzina di caffè espresso.
 
Healty american breakfast
 

per l'uovo alla benedict con salsa mornay

1 uovo in camicia
500 g di besciamella *
60 g di tuorli
100 g di panna
80 g di parmigiano
sale e pepe
 
per la besciamella*

1 litro di latte intero fresco
80 g di burro
80 g di farina
10 g di sale
noce moscata

Portare a bollore il latte.
In un'altra casseruola far fondere il burro, unire la farina in una sola volta e mescolare.
Far cuocere per circa 2 minuti.
Versare quindi nel latte bollente mescolando con una frusta e continuare la cottura per 10 minuti.
Nella besciamella calda mettere i tuorli, la panna, il parmigiano e regolare di sale e pepe considerando che la besciamella è già salata e il parmigiano conferisce sapidità. Mescolare bene con una frusta.
 
Per l'uovo in camicia, potete trovare il procedimento dettagliato, qui, qui e qui.
 
 
per i fast english muffin - la ricetta è quella di Roberta
 
450 g di farina forte per pane
225 ml latte
55 ml di acqua
7 g lievito di birra secco (io istantaneo in polvere per torte salate)
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di sale

Impastate tutti gli ingredienti insieme e procedete immediatamente alla formatura degli english muffin stendendo l'impasto a 1 cm e mezzo di spessore, e ritagliando con un taglia pasta tondo di 7 cm di ø i pezzi, reimpastando i ritagli e procedendo fino ad esaurimento della pasta.
Cuocere in padella di ghisa o antiaderente ben calda, 5 minuti per lato.
 
Essendo fatti con il lievito istantaneo in polvere per torte salate, il giorno dopo la cottura perdono un pò in consistenza e gusto, ma se li consumate caldi, sono identici a quelli con il lievito di birra.
 
 
Aprite a metà l'english muffin, mettete sulla metà inferiore l'uovo, nappate con la salsa mornay e guarnite con alcune foglioline di timo fresco.
 
per lo smoothie alla mela verde e kiwi (1 porzione)

1 mela verde granny smith
1 kiwi
2 cucchiaini di zucchero semolato
80 g di yogurt greco
30-50 ml di latte

Sbucciate la frutta, tagliatela a pezzi e inseritela nel boccale del frullatore insieme allo zucchero e lo yogurt greco. Iniziate a frullare e aggiungete a filo il latte fino ad ottenere un composto cremoso, denso, ma non troppo.

Versate nel bicchiere e servite con una cannuccia e una fettina di mela verde a decorare.


per le barrette di cereali

310 gr tra muesli e cereali (io ho usato 110 gr di muesli con frutta secca e 200 gr di cereali)
100 gr di burro
120 di zucchero di canna integrale
3 cucchiai di miele - io di melo RdA

In una padella antiaderente si mette il burro, lo zucchero e il miele e si lascia caramellare. Dopo 8-10 minuti il composto sarà vischioso, quindi sarà pronto.
Preparatevi nel frattempo una teglia rettangolare di 22x24 cm rivestita con carta forno.
 
Mettete i cereali in una ciotola e versatevi sopra il composto, amalgamando bene in modo da distribuirlo tra i cereali in modo uniforme. Versate nella teglia, e lasciate raffreddare bene. Quando sarà ben freddo, potete tagliare le barrette e conservarle o avvolte da carta forno in dispensa, o in un contenitore a chiusura ermetica.

lunedì 21 ottobre 2013

COMFORT AMERICAN BREAKFAST

Non mi aspettavo di proporre una seconda versione per la sfida di questo mese del MTC, ma quando ci si mettono anche i sogni a darti man forte.... non bisogna far altro che lasciarsi trasportare dall'istinto. Qualche notte fa, infatti, ho sognato che io e Ale eravamo emigrati proprio negli Stati Uniti d'America.. e indovinate un po' dov'eravamo? In un caffè a fare colazione!

Praticamente ho sognato di essere partita in fretta, il giorno dopo aver pubblicato il post sull'american breakfast, senza cellulare, senza pc, senza aver preparato con cura la mia valigia e essermi portata dietro i miei vestiti o tutte le mie scarpe! Non ricordo il perchè di una partenza tanto frettolosa, ma la colazione.... quella colazione la ricordo molto bene! Scrambled eggs, pane tostato, bacon, pancakes con sciroppo d'acero, succo d'arancia e quella sorta di bibitone che gli americani si ostinano a voler definire come caffé.
La preoccupazione principale era: "cavolo, sono senza computer, e ora come faccio a gestire il blog?!".

Stavolta, mi sono crogiolata un po di più nel gusto pieno dell'american breakfast, aggiungendo qualcosa, e togliendo qualcos'altro. Ho aggiunto alla mia colazione due buonissimi cinnamon toast - che entrano a pieno diritto nella mia lista di comfort food -, l'uovo alla benedict, sostituendo però alla salsa olandese una salsa chantilly (ovvero una salsa ottenuta partendo da una base di maionese alla quale si aggiunge la panna montata) e all'english muffin di base, un cornbread muffin. Inoltre ho scelto di aggiungere una tazza di hot cocoa milk - una vera rivelazione per quei momenti in cui hai bisogno di qualcosa di caldo, senza esagerare però con le calorie - e del succo d'arancia.

Una colazione che sicuramente sceglierei per quei giorni in cui mi sveglio un pò così, con il bisogno di una coccola in più, che sia il mio oggetto transizionale tra una notte di sonno avvolta nel piumone e una giornata dall'aria fredda, di quelle che ti fanno rispoverare il cappello di lana e diventare il naso rosso rosso.
 
Comfort american breakfast 
 

per l'uovo alla benedict
 
1 uovo in camicia
salsa chantilly*

per i corn bread muffin (per 12 muffin)

125 gr di burro fuso
187 gr di farina gialla
125 gr di farina 00
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di lievito per torte salate
1/2 cucchiaino di sale
1 punta di cucchiaino di bicarbonato di sodio
125 ml di latticello (io latte parzialmente scremato)
2 uova medie
 
per la salsa chantilly*
 
4 cucchiai di maionese (meglio se fatta in casa, io lo ammetto, ho barato!)
2 cucchiai di panna montata 
 
per il cinnamon Toast - per porzione
 
2 fette di pane bianco
burro q.b.
20 g di zucchero (io di canna integrale)
1 cucchiaino di cannella in polvere
 
per l'hot cocoa milk - per ogni tazza
 
2 cucchiai di panna fresca
1 cucchiaino raso di zucchero
1 cucchiaio colmo di cacao amaro
125 ml di latte parzialmente scremato
1 marshmallows

Primo passaggio: preparare i cornbread muffin. La ricetta è la stessa che ho usato per il cornbread con il quale ho accompagnato il chili.

Preriscaldiamo il forno a 200° e imburriamo leggermente le cavità di una teglia da muffin, spolverandole leggermente di farina. Nella ciotola del mixer misceliamo le due farine, il sale, il lievito per torte salate e il bicarbonato di sodio. A parte battiamo le due uova leggermente insieme al latticello (io ho usato il latte). Fondiamo il burro in un pentolino e lo lasciamo intiepidire.

Con il mixer azionato, aggiungiamo la miscela di uova e il burro e lasciamo amalgamare finchè il composto sarà omogeneo: risulterà molto morbido, tranquilli va bene così. Riempite le cavità per 2/3 della loro capacità, inforniamo e cuociamo per circa 25-30 minuti, finchè, facendo la prova stecchino questo ne uscirà pulito. Sfornate e tenete in caldo.

Secondo passaggio: la salsa e le uova. L'uovo alla benedict, come già accennato qui, è un uovo in camicia, nappato con una salsa olandese o comunque un'altra salsa, il più delle volte a base di uova. Stavolta io ho fatto una salsa chantilly, ovvero ho amalgamato 4 cucchiai di maionese con 2 cucchiai di panna fresca montata - ovviamente non zuccherata - ottenendo una salsa leggermente acidula, ma molto soffice e morbida, dal gusto meno intenso rispetto alla salsa olandese.

Per le uova ho nuovamente seguito il procedimento di Roberta: in una casseruola da 24 cm di diametro, versate circa 5 cm di acqua e scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola (l'acqua dovrà essere a 80°).

Rompete le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.

Versate delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell'acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate abbondante spazio tra un uovo e l'altro, cuocendone non piu' di tre o quattro alla volta. Lasciatele cuocere indisturbate per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario.

Con un mestolo forato togliete le uova dall'acqua, una alla volta, scolandole molto bene e se dovete servirle subito, tamponate il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l'acqua in eccesso. Potete conservarle in frigorifero fino a 3 ore, avendo l'accortezza di deporle su un piatto coperto di carta da forno. Al momento di servirle, bastera' scaldarle per 35 o 40 secondi in acqua in leggera ebollizione.
 
 
Terzo passaggio: i cinnamon toast. Fate dorare in forno le fette di pane bianco da ambo i lati. Nel frattempo mescolate in una ciotolalo zucchero e la cannella. Sfornate, imburrate leggermente e corpargete con lo zucchero unito alla cannella. A questo punto potete: o mangiarlo o fare un ulteriore passaggio in forno per avere un toast leggermente caramellato (io l'ho ripassato in forno, e una volta sfornato - muoia Sansone e tutti i Filistei - ho spolverato ancora un po con lo zucchero). Il toast va servito tiepido/caldo, quindi se avete ancora qualche preparazione da fare, tenetelo al caldo.
 
Quarto passaggio: l'hot cocoa milk. Mettete a scaldare il latte in un pentolino, dovrà essere molto caldo, ma non bollire. Nel frattempo, in ogni tazza, mescolate 2 cucchiai di panna, 1 cucchiaio di zucchero e 2 di cacao cacao (in alternativa potete farlo nel bicchiere del frullatore a immersione per creare una specie di crema densa e spumosa). Quando il latte sarà caldo, versatelo nelle tazze e mescolate. Otterrete una bevanda mediamente densa, ma gustosissima e avvolgente: un'ottima alternativa alla cioccolata calda, quando non si ha troppo tempo di star li a mescolare nel pentolino. Completate ogni tazza con un marshmallow intero o tagliato a pezzi più piccoli o se preferite con della panna leggermente montata. 
 
 
Assemblate ora il piatto: tagliate a metà il muffin, posizionate su di esso l'uovo in camicia e nappate con la salsa chantilly. Accanto, mettete i cinnamon toast. Servite insieme all'hot cocoa milk  e del succo d'arancia.
 

venerdì 18 ottobre 2013

AMERICAN BREAKFAST: WHY NOT?

La colazione all’americana o american breakfast risente molto della colazione all’inglese, ma la sua caratteristica è quella di unire sia il salato che il dolce. Praticamente si portano in tavola vari piatti salati come uova, bacon, prosciutto, formaggi, legumi e toast imburrati, insieme a piatti dolci come pancakes con sciroppo d’acero, muffins, caffè allungato all’americana, - che per noi italiani, estimatori della "tazzurella di caffè", è davvero una cosa imbevibile - tè e succo d’arancia. Una colazione veramente sostanziosa che permette di arrivare fino a cena dedicando al pranzo un a pasto molto leggero.

Negli ultimi tempi sta prendendo sempre più piede il termine brunch; esso deriva dall’unione delle parole breakfast + lunch = brunch. Durante i fine settimana o le festività le famiglie si ritrovano riunite per una specie di pasto che è la via di mezzo tra la colazione e il pranzo. Ci si alza con calma e tra le dieci e le dodici viene servito il brunch; in quell'orario è troppo tardi per la colazione e troppo presto per il pranzo, quindi è perfetto per il brunch, durante il quale si mangiano cose dolci e salate tipiche della colazione all’americana. Ultimamente anche in Italia si trovano spesso e volentieri bistrot, bar e ristoranti che servono il brunch unendo alla tradizione della colazione all'americana, alcune prelibatezze italiane come cornetti, cappuccino, caffè espresso ecc.

Tornando però alla vera protagonista di questo post, se ordinate il famoso breakfast negli Stati Uniti d'America vi verrà servito un immancabile succo d’arancia, frutta fresca, cereali con latte freddo, toast imburrati, uova al tegamino, bacon fritto, patate fritte o altri legumi, talvolta salsicciotti o prosciutto cotto e per finire, dolci quali pancakes con sciroppo d’acero oppure muffin con caffè o tè. Questo tipo di colazione ha origini antichissime in quanto risale alla tradizione coloniale dei contadini e dei pionieri, soprattutto del West. Era infatti abitudine e buona norma, prima di andare a lavorare per l’intera giornata, assicurarsi il giusto nutrimento e le dovute energie già alla mattina presto, anche perchè il pranzo era assai misero e leggero (e molto spesso veniva addirittura saltato) e pertanto si sarebbe dovuta attendere la sera per mangiare nuovamente qualcosa di sostanzioso e di caldo - un pò come succedeva nelle campagne italiane, dove si faceva colazione abbondantemente e si consumavano affettati, salumi e formaggi, latte, pane e olio, frutta secca ecc..
 
In queste abitudini antichissime si riflette ancora oggi il comportamento alimentare degli Americani: colazioni sostanziose, pranzi fugaci e leggeri, cene abbondanti. Ovviamente questa colazione risulta più leggera se fatta appena alzati prima di andare al lavoro, ma spesso gli americani consumano questo pasto in un locale, dopo essere usciti di casa.
 
E dopo aver preparato la mia versione per la sfida lanciata da Roberta di questo mese del MTC, che ha come tema proprio l'american breakfast, ho capito perché questo pasto viene consumato fuori casa: dopo aver finito di mangiare vi renderete conto di aver sporcato tutte le pentole possibili ed immaginabili, tirato fuori ogni stoviglia dal cassetto e ridotto la cucina ad un campo di battaglia. Dio benedica la lavastoviglie!

La mia proposta per un'american breakfast abbastanza tradizionale, ma decisamente "leggera" prevede: uovo alla benedict con salsa olandese, english muffin, pancakes con sciroppo d'acero e uno smoothie ai frutti di bosco. Passiamo quindi alle ricette; cercate di starmi dietro, che a 'sto giro è impegnativo!!
 
"Light" american breakfast
 
 
per due persone
 
per le uova alla benedict
 
2 uova in camicia
salsa olandese*

Potete seguire due metodi per fare le uova in camicia, uno è quello che ho spiegato qui, che è il metodo classico, con il vortice; l'altro è quello suggerito da Roberta, che ho provato e che vi riporto di seguito.
 
In una casseruola da 24 cm di diametro, versate circa 5 cm di acqua e scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola (l'acqua dovrà essere a 80°).
Rompete le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.
Versate delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell'acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate abbondante spazio tra un uovo e l'altro, cuocendone non piu' di tre o quattro alla volta. Lasciatele cuocere indisturbate per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario.
Con un mestolo forato togliete le uova dall'acqua, una alla volta, scolandole molto bene e se dovete servirle subito, tamponate il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l'acqua in eccesso. Potete conservarle in frigorifero fino a 3 ore, avendo l'accortezza di deporle su un piatto coperto di carta da forno. Al momento di servirle, bastera' scaldarle per 35 o 40 secondi in acqua in leggera ebollizione.
 
per la salsa olandese* ricetta di Roberta
 
4 tuorli
il succo e la scorza grattugiata di 1/2 limone
1 pizzico di sale
120 g di burro fuso, meglio se chiarificato
 
Vi riporto prima il metodo di Roberta (1° metodo), e di seguito quello che ho utilizzato io (2° metodo).
1° metodo: in una ciotola di acciaio o che comunque sopporti le alte temperature, mescolate energicamente i tuorli con il succo di limone e un pizzico di sale. Ponete la ciotola sopra una pentola con acqua in leggera ebollizione: la ciotola non deve toccare l'acqua! Mescolando continuamente, fate scaldare i tuorli, poi versate a filo il burro fuso, sempre mescolando. Continuate a mescolare, in modo delicato e costante, fino a quando la salsa si sara' rappresa. Aggiustate di sale e pepe, unite anche la scorza grattugiata e servite subito.
2° metodo: (dal libro "Scuola di Cucina" de Le Cordon Bleu, Academie d'Art Culinaire de Paris) mettete i tuorli e l'acqua nel contenitore riscaldato di un mixer con le lame in metallo. Azionate la macchina, e a filo versate dall'apertura in altoill burro tiepido chiarificato. Unite infine il succo di limone e il sale.
 
per gli english muffin (io ho fatto un terzo della dose di Roberta e ho ottenuto 6 muffin)
 
450 g di farina forte per pane - manitoba
225 ml di latte
55 ml di acqua
7 g di lievito di birra disidratato
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di sale
 
In un pentolino, unite il latte e l'acqua e fate intiepidire a fuoco dolce. Versate il lievito nel liquido insieme ai due cucchiaini di zucchero, mescolate rapidamente con una forchetta o una piccola frusta per far sciogliere il lievito e lasciate riposare per una decina di minuti, finche' in superficie si sara' formato un sottile strato di schiuma.
 
Setacciate la farina in una terrina e versate nel centro il liquido con il lievito, mescolando dapprima con una forchetta e poi con le mani, incorporando a poco a poco la farina fino a che avrete un impasto non troppo sodo. Versate l'impasto sul piano di lavoro infarinato e incorporate a questo punto il sale. Impastate energicamente per almeno dieci minuti, unendo pochissima altra farina se dovesse risultare troppo appiccicoso. Alla fine dovrete ottenere un panetto liscio e vellutato.
Ungete una di burro una capace ciotola, rotolateci dentro il panetto e ponete a lievitare in luogo tiepido per almeno un'ora o finche' non sara' raddoppiato di volume.
 
Rovesciate nuovamente l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e appiattitelo con le mani, facendo uscire tutta l'aria, fino ad uno spessore di circa 1,5 cm, ma non di piu'.
Con un taglia biscotti di 7,5 cm di diametro, ricavate dei dischi di pasta che metterete su una placca da forno infarinata. Rimpastate i ritagli e ricavate altri dischi fino ad esaurimento della pasta. Lasciate riposare i muffins per 15/20 minuti, coperti da un panno o da un'altra teglia rovesciata.
 
Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente a fondo spesso o, ancora meglio, se l'avete, in ghisa.
Disponeteci 4 muffins alla volta, riducete la fiamma e fateli cuocere per 4 o 5 minuti per ogni lato.
Devono rimanere molto soffici e non seccarsi, ma se avete l'impressione che non si siano ben cotti all'interno o sui bordi, potete trasferirli in forno a 180 gradi e farli cuocere per altri 3 o 4 minuti.
Sono ottimi appena caldi, ma se vi avanzano potete aprirli a metà, tostarli e consumarli - anche il giorno dopo - con della confettura a piacere.

 
Assemblate le uova alle benedict in questo modo: tagliate in due un english muffin, posizionate sulla metà inferiore l'uovo in camicia, nappate con la salsa olandese, mettete accanto la metà superiore e servite.
 

per i pancakes
 
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
4 cucchiai di farina
1 punta di cucchiaino di estratto di vaniglia
latte q.b.
un pizzico di sale
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
 
in più ci servirà
 
sciroppo d'acero (io Top Acero, Fabbri)
un ricciolo di burro

Si sbatte l'uovo con lo zucchero, si aggiunge la farina, il lievito, l'estratto di vaniglia, il sale e il latte, poco alla volta. La pastella deve essere densa.

Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente facendo sciogliere al suo interno una noce di burro.  Quando sarà rovente, abbassate leggermente il gas e versate al centro un mestolino di pastella.
Lasciate cuocere. Quando la superficie sarà cosparsa di "buchini" e i bordi ambrati, è il momento di girarla per cuocere l'altro lato. Far dorare e impiattare. Impilate nello stesso piatto 4 o 5  pancakes (i miei erano di circa 8 cm di diametro. 
 
 
per lo smoothie ai frutti di bosco
 
250 ml di latte scremato freddo di frigo
150 g circa di frutti di bosco surgelati
 
Versate nel bicchiere del frullatore gli ingredienti Frullate ad alta velocità fino ad ottenere un composto omogeneo e denso. Servire subito.
Potete eventualmente aggiungere due cucchiai di zucchero, all'inizio della preparazione, se vi piace un gusto più dolce.
 
 
Ho aggiunto inoltre, un bicchiere di succo d'arancia senza zucchero, per accompagnare il tutto - ma non l'ho fotografato.

Buon risveglio!!
 

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