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sabato 3 aprile 2021

FIADONI ABRUZZESI

Qualche giorno fa abbiamo "festeggiato" il secondo compleanno della mia bimba ed io ho preparato un mini buffet per accompagnare la torta, una simil kinder fetta al latte, il tutto a tema Minnie.
Avevo preparato i cupcake oreo, dei biscotti decorati con pasta di zucchero, una pizza rossa ed infine i fiadoni.

I fiadoni sono a tutti gli effetti dei rustici e il nome deriva dalla piccola incisione che si pratica sulla sommità prima di infornarli, e che permette al ripieno di "sfiatare". Ormai si trovano tutto l'anno, ma sono tipici del periodo Pasquale qui in Abruzzo e spesso accompagnano anche le scampagnate fuori porta di Pasquetta, magari non quest'anno, ma se chiudo gli occhi riesco a immaginare di trovarmi con la mia bimba a fare un pic-nic su una coperta stesa sul prato, il profumo dell'erba fresca e in bocca il sapore di un fiadone saporitissimo. E spero che questo sogno possa realizzarsi il prima possibile.

Qualche anno fa ne avevo preparato anche una versione dolce per il tema del mese del MT Challenge, e mi erano piaciuti moltissimo! Ve li consiglio, in entrambi i modi, anche se per la tavola di Pasqua quelli classici salati sono TOP!

Il rigatino è un formaggio semi stagionato a base di latte vaccino e ovino, tipico dell'Abruzzo, ma potete sostituirlo con qualsiasi formaggio di vostro gusto, anche con ricotta ovina, oppure grana o un qualsiasi altro formaggio della vostra zona.

 Fiadoni abruzzesi

ricetta di Fedora D'Orazio, Cappuccino e Cornetto

per l'impasto

200g di farina tipo 0

2 uova

un pizzico di sale

un cucchiaio di olio evo


per il ripieno

2 uova

100 g di rigatino (io pecorino semi stagionato grattugiato)

50 g di ricotta di pecora

sale q.b.

pepe q.b.


in più vi occorrerà

1 uovo 


Preparate la sfoglia mettendo tutti gli ingredienti nella planetaria fino ad ottenere un panetto morbido; avvolgetelo nella pellicola e fatelo riposare per 30 minuti.

Per preparare il ripieno mettete i formaggi in una ciotola, aggiungete le uova e insaporite con sale e pepe a piacere.

Stendete la sfoglia con la macchinetta per la pasta: dovrete ottenere delle sfoglie rettangolari non troppo sottili. Adagiate su ogni striscia di impasto dei mucchietti di ripieno, spennellate torno torno il ripieno con dell'acqua e richiudete quindi la sfoglia su se stessa, aiutandovi con una rotella formate delle mezzelune.

Spostate i fiadoni su una teglia ricoperta di carta forno, praticate su ognuno un'incisione con la forbice, spennellate con un uovo sbattuto con un cucchiaio di acqua e infornate in forno già caldo a 180° per 15-20 minuti.

giovedì 16 ottobre 2014

PUMPKIN MANIA: SFORMATINO DI ZUCCA SU FONDUTA DI PARMIGGIANO E.....

L'autunno piano piano sta arrivando, cadono le foglie, il vento è pungente e arrivano le verdure più buone: tra queste la Zucca!
Dolce o salata, la zucca è ottima per preparare davvero tante ricette sfiziose e buonissime.
Stavolta ne ho fatto un gustosissimo sformato, ideale da servire come antipasto autunnale. E' leggero perché alla fine la parte grassa è data solo dalla fonduta, è adatto ai vegetariani e può diventare l'ouverture perfetta per una cena o un pranzo tutto a base di zucca. 
 
Sformato di zucca su fonduta di parmiggiano
 
per 4 sformatini
400g di polpa di zucca già pulita
2 uova
4 foglie di salvia
10g di burro
sale
pepe
per la fonduta
60g di parmiggiano reggiano grattugiato
100g di panna fresca
50g di latte
noce moscata
Tagliate la zucca a pezzi e cuocetela a vapore per 10 minuti. Quindi frullatela con le uova, un pizzico di sale e di pepe e la salvia. Imburrate 4 stampini di alluminio (della capacità di 1,5 dl ciascuno) e versatevi il composto coprendo poi ogni stampino con un pezzo d'alluminio.
Cuocete il tutto a vapore per 25-30 minuti.
Quando mancheranno meno di 10 minuti alla fine della cottura degli sformati, procedete a preparare la fonduta di parmiggiano. Mettete a scaldare in un pentolino la panna e il latte; quando saranno ben caldi aggiungete il parmiggiano grattugiato e fatelo sciogliere. Amalgamate per un paio di minuti fino che sarà cremoso, quindi aggiungete un pizzico di noce moscata.
Assemblate il piatto sformando il contenuto dello stampino direttamente nel piatto, dove avrete predisposto la fonduta calda a specchio. Decorate con una sfoglia di parmiggiano, un ciuffo di rosmarino e servite.
 
Ma non è finita qui!! Zeta come.. Zenzero e Mielandia sono liete di presentarvi il loro 1° contest insieme: Pumpkin mania!

Il regolamento per partecipare al nostro contest:

- le ricette saranno suddivise in due categorie: DOLCE e SALATO;
- si può partecipare al contest partecipando ad una o ad entrambe le categoria con UNA sola ricetta per ciascuna di esse;
- il contest è aperto a tutti, sia a coloro che hanno un blog sia a coloro che non ne hanno uno (che invieranno le ricette tramite e-mail):
  • PER CHI HA UN BLOG: valgono solo le ricette pubblicate da oggi fino alle 23.59 del 16 Novembre 2014; devono essere ricette pubblicate ex novo, ma valgono anche le ricette già pubblicate, purchè vengano ripubblicate e che il post contenga il BANNER del contest  "PUMPIKIN MANIA" con link a questa pagina; dopo aver postato dovete lasciare il link alvostro post come commento qui sotto oppure nel blog di Selene qui;
- man mano che arriveranno le ricette questo post, e quello sul blog di Selene, verrà aggiornato;
- le ricette in gara verranno esaminate da una giuria composta da 5 persone. Oltre a Selene e alla sottoscritta ci aiuteranno a selezionare i 6 vincitori (3 per ogni categoria):
  • Fedora D'Orazio, alias Cranberry, autrice del blog "Cappuccino e Cornetto";
  • Marisa Malomo, autrice del blog "Il mio saper fare".
  • Amanda Zito, talentuosa fotografa ed artista che ci darà il suo giudizio per quanto riguarda la parte fotografica (qui la sua pagina fb).
E' tutto! Partecipate numerosissimi anche perché ci sono ghiotti premi in serbo per voi!!

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Per la categoria SALATO:
- Panini alla zucca di Eleonora del blog EleideediEle

Per la categoria DOLCE:
- Crostatine d'autunno di Eleonora del blog EleideediEle

martedì 18 febbraio 2014

DALLA CINA COL FURGONE: RAVIOLI AL VAPORE CON SALSA AGRODOLCE

Nella cucina cinese, i Jiaozi sono un tipo di fagottini (in Italia comunemente chiamati ravioli) molto popolare in Cina, Giappone e Corea. Ripieni di carne e/o verdura, sono avvolti con una sottile pasta sigillata con la pressione delle dita.
Non devono essere confusi con i Wonton: i jiaozi hanno una pasta più spessa e ondulata, schiacciata alle estremità, e sono generalmente consumati dopo l'immersione in salsa di soia o salsa piccante; i wonton, invece, sono più sottili e sferici, di solito serviti in brodo.
 
I ravioli sono uno dei principali cibi consumati al Capodanno cinese. La forma assomiglia a un Tael d'oro (una moneta cinese) e simboleggia un augurio di buona fortuna per l'anno nuovo.
Per tradizione, le famiglie e gli amici si riuniscono per preparare i ravioli insieme. Nelle campagne si sacrifica il bestiame migliore e si conserva la carne per i ravioli approfittando del clima freddo.
 
Per il ripieno si usa carne tritata di maiale, bovino, agnello, pollo, pesce o gamberi, spesso mescolati con verdure come cavolo, scalogno, cipollotti o erba cipollina cinese. I ravioli sono accompagnati da salsa di soia, salsa agrodolce, salsa piccante o olio di sesamo.

Io ve li propongo oggi con un ripieno di carne di pollo, zenzero e aromi vari, accompagnati con salsa agrodolce, fatta in casa.
Prepararli è facilissimo, veloce e in un battibaleno ritroverete tutti i sapori della cucina orientale - se vi piace il genere - senza dover uscire di casa. Sono, inoltre, molto leggeri vista la totale assenza di grassi e la cottura al vapore.
 
Ravioli al vapore (di pollo) con salsa agrodolce
 
 
per 20 ravioli circa

150g di farina 00
75g d'acqua
1 pizzico di sale

100g di petto di pollo
1/2 carota
1 cm di radice di zenzero
un pezzetto di porro
uno spicchio di cipolla
1 cucchiaio di salsa di soya
2 cucchiai di aceto bianco

per la salsa agrodolce

1/2 tazza di acqua
1/4 di tazza di aceto bianco
1/4 di tazza di zucchero,
2 cucchiai di salsa di pomodoro
1/2 cucchiaio di maizena
in più ci serviranno

foglie di lattuga o di cavolo cinese

Per preparare la salsa agrodolce mescolate gli ingredienti in un pentolino, portate a ebollizione e fate cuocere finché non si addensa; quindi togliete dal fuoco e fate raffreddare.
 
Nel frattempo che la salsa raffredda, prepariamo la pasta per i ravioli. In una ciotola pesate la farina, aggiungete il pizzico di sale e l'acqua, quindi impastate, fino ad ottenere un'impasto sodo che lavorerete per qualche istante sulla spianatoia leggermente infarinata finchè l'impasto sarà liscio. Coprite con una ciotola rigirata e lasciate riposare per 45 minuti.
 
Nel mixer con le lame inserite la carota sbucciata, la cipolla, il porro, lo zenzero pelato e sminuzzate finemente; quindi aggiungete il pollo e tritate fino ad ottenere un composto morbido in cui il pollo sarà ben tritato. Aggiungete la soya e l'aceto bianco e lasciate riposare per 30 minuti.

 
Trascorso il tempo di riposo necessario, stendete la pasta su una spianatoia infarinata, ricavatevi dei dischi di circa 7 cm, aiutandovi con un tagliapasta o con un bicchiere. Disponete quindi un cucchiaio abbondante di ripieno al centro di ogni raviolo, inumidite il bordo dei dischi con dell'acqua e chiudete il raviolo a mezzaluna premendo sui bordi per fare aderire la pasta.

 
A questo punto prendete in mano il raviolo ed effettuate delle piccole pieghe da un'estremità all'altra oppure unite le estremità al centro dando la forma dei fagottini e girate leggermente le punte per farli chiudere meglio.


Ponete un cestelletto di bambù per la cottura a vapore in una pentola riempita con circa 1,5 cm di acqua in ebollizione (se non l'avete va benissimo qualsiasi cestello per cottura a vapore, come quello che ho utilizzato io), foderate il fondo con delle foglie di lattuga (o cavolo cinese o cavolo verza) e ponetevi i ravioli (facendo attenzione che non si tocchino tra di loro).

 
Chiudete il coperchio del cestello di bambù o della pentolae cuocete per circa 15 minuti, fino a quando la pasta dei ravioli inizierà a diventare piuttosto trasparente.
 
Serviteli caldi accompagnati dalla salsa agrodolce, ormai fredda, che avrete trasferito in una ciotolina. 

giovedì 28 marzo 2013

POLPETTE DI MELANZANE, LEGGERE E BUONISSIME

Non vado matta per le melanzane; se le devo mangiare, ovvio, le mangio senza problemi. Ma non mi fanno impazzire.
Gli unici modi in cui le consumo sono la ratatouille, la parmigiana, ma proprio un pezzettino piccolo piccolo - perchè è molto carica - e queste polpette.
 
Sono una ricetta della mia mamma, e già questa è una garanzia. Il procedimento è semplicissimo, e il risultato è favoloso: sono leggere, croccanti fuori e morbide dentro, si possono preparare in anticipo e sono buone fino a due giorni dopo.
E' un ottima idea per la scampagnata di Pasquetta.
Qui da noi, a l'Aquila, è tradizione riunirsi in campagna per fare "l'arrostata" ovvero cuocere alla brace arrosticini (che da qualche tempo sono diventati DOC) e costatine di pecora, meglio conosciuto come "castrato", dal sapore forte e deciso. Di solito durante "l'arrostata", che si protrae durante tutto il giorno - e se il tempo lo consente anche a cena - si accompagnano arrosticini e costatine con bruschette, verdure grigliate, torte salate e stuzzicherie varie, come queste polpette.
Le provate?
 
Polpette di melanzane
 
 
Per 8 polpette di 8 cm di  Ø
 
1 melanzana tonda
4 cucchiai di parmigiano o pecorino grattugiato(dipende se volete un gusto più delicato o più deciso)  
1 uovo
mollica di pane raffermo q.b.
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
pan grattato
sale
olio evo o olio di semi (a seconda se sceglierete la cottura in forno o la frittura)
 
Per prima cosa si lava la melanzana e si elimina il picciolo. Si taglia a pezzi, grossolani, e si lessa in acqua bollente leggermente salata finchè tutti i pezzi sono morbidi. Ci vorranno circa 10-15 minuti.
Una volta cotti, scolateli e lasciateli intiepidire. Quindi strizzateli leggermente.
 
In una ciotola aggiungete la melanzana lessa e con una forchetta schiacciatela fino a renderla pastosa - devono sparire i pezzi - quindi aggiungete l'uovo, il formaggio grattugiato, il prezzemolo e amalgamate. Continuate aggiungendo la mollica di pane raffermo, sbriciolandola con le dita, finchè il composto avrà preso di consistenza (non deve essere solido, ma nemmeno liquido). Aggiustate di sale.
 
Mettetene un cucchiaio sul palmo della mano leggermente bagnata, e formate la polpetta, passandola poi nel pan grattato e tenendola da parte. Proseguite fino ad esaurimento dell'impasto.
 
Ora avete due possibilità di cottura: friggerle o cuocerle in forno.
 
Per la cottura in forno: in una teglia, con il fondo foderato di carta forno, versate poche gocce di olio evo, e posizionate le polpette. Cuocete a 180° per circa 20 minuti, girandole a metà cottura, in modo che saranno dorate da ambo i lati.
 
Per la frittura: friggete le polpette in olio di semi caldo, fino a doratura.
 
Come dicevo più su le polpette possono essere consumate subito, calde, oppure fredde: sono un ottimo secondo o un buon antipasto, ma all'occorrenza, facendone di piccole, di 2-3 cm di Ø, possono essere un ottimo fingerfood e comparire così anche nell'aperitivo o in un buffet.
Si possono preparare fino a due giorni prima, conservanodole in frigo coperte da pellicola per alimenti: basterà scaldarle in padella, senza bisogno di aggiungere olio, o passarle 5 minuti in forno già caldo.

martedì 20 novembre 2012

ARANCI(O)NE PALERMITANE!

"Queste sono arancione" - questa è stata l'esclamazione, accompagnata da occhi strabuzzati, del mio lui quando ha guardato il suo piatto.

Effettivamente credo di aver esagerato con le dimensioni, ma si tratta di una ricetta sicula, come la vincitrice dello scorso mese dell'MTC, Pupaccena, che ce l'ha proposta, e quando al sud si cucina, non ci sono mezze misure!
Come infatti ci racconta attraverso il suo blog "..i palermitani continuano a fare quello che gli riesce benissimo... mangiare! Mangiare sempre, mangiare dovunque, dalla sera alla mattina mangiare-mangiare-mangiare. Tanto dovunque ti giri da mangiare c'è." e a leggere tra le righe del suo blog si viene proiettati in quelle vie, avvolti da mille profumi di dolci, pane, carne, pesce, e arancine.
Arancine che loro mangiano in mille declinazioni possibili, mettendoci di tutto, dalle melanzane, alla nutella. Le classiche sono al burro, di forma ovale, con besciamella, scamorza e cotto, o tonde, alla carne, con ragù al pomodoro con i piselli.
 
E' una preparazione lunga, rituale, come quella per la preparazione del pane dolce dello shabbat, ma una volta nel piatto, ne vale davvero la pena!
 
Ho usato le sue dosi, con le quali otterrete 18 arancine, io, ho dimezzato tutte le dosi, perchè eravamo in pochi a mangiarle.
Provatele in entrambe le versioni, e non ve ne pentirete..
 
Aranci(o)ne palermitane alla carne


 
Aranci(o)ne palermitane al burro
 

 
Per il riso
1 kg di riso originario (alcuni usano il Roma)
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

Per il ripieno "al burro" con prosciutto cotto, scamorza bianca e besciamella (per circa 9 arancine)
80 g di prosciutto cotto in una fetta sola e di buona qualità (io di coscia e senza conservanti)
120 g di scamorza bianca
150 ml di latte + 15 g di farina + 10 g di burro + sale q.b. per la besciamella
prezzemolo q.b. (opzionale, qui non c'è)

Per il ripieno "alla carne" con ragù e piselli (per circa 9 arancine)
100 g di macinato di vitello (2° taglio)
100 g di macinato di maiale
100 g piselli freschi o surgelati, ma al netto delle bucce
180 g di polpa di pomodoro
un cucchiaio scarso di concentrato di pomodoro + tre dita d'acqua in un bicchiere
una cipolla piccola, una carota, un gambetto di sedano, una foglia d'alloro
1/2 bicchiere circa di vino bianco per sfumare
olio evo q.b.
sale q.b.

Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Per la panatura (ne resterà molto anche qui)
700-800 g di pangrattato

Per la frittura
3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)-

Per il procedimento, guardate il suo blog, qui, perchè è ricco di trucchi e consigli preziosi dalla cottura del riso, alla farcitura, alla frittura delle arancine. Inoltre sul nuovissimo blog del MTChallenge potrete trovare i tips and tricks per la frittura: i dieci comandamenti per fare e mangiare il fritto perfetto, senza problemi, ne' durante ne' dopo.
 
 
Ovviamente, servite e mangiate calde, mi raccomando!

mercoledì 10 ottobre 2012

I PRIMI FREDDI E QUICHE DI ZUCCA E GORGONZOLA

E' ormai assodato che il caldo tepore estivo ci ha abbandonato, per lasciare posto, come ogni anno, ai primi freddi.
Qui a l'Aquila ai "primi freddi" è probabile che tu debba rimettere il piumino al letto, e che ti beccherai certamente un raffreddore se non indossi un foulard o una pashmina la sera (anche se potresti tranquillamente ammalarti comunque anche se ti copri bene).
Uscire senza giacca, anche di giorno, è una cosa da veri temerari.

D'altronde dovevo immaginarlo, quando 5 anni fa sono venuta a vivere qui, che quel "a l'Aquila ci sono 11 mesi di freddo e uno di fresco" non era propriamente un modo di dire... Me ne sono senz'altro accorta quando nevicava... era probabile che alle 10 del mattino fossimo a -17.
E anche quando non nevica, in inverno, il termometro esterno della macchina, alle 8 del mattino, quando di solito si esce per raggiungere il posto di lavoro, segna dal passabile -2 al gelido -11/-12.

Menomale che il freddo conserva, così, quando arriverò a 40 anni, potrò dire di averne un bel tot di meno.

Una cosa che adoro, e che arriva puntuale come il primo freddo, è la zucca. E' così buona, che ne tengo sempre un bel pezzo in frigo, per un eventuale risottino, o vellutata, o, come in questo caso, quiche.

La ricetta me la sogno segnata durante una puntata di "I menù di Benedetta". La semplicità e la presunta bontà di questa torta salata, mi hanno lasciato di stucco. E non ho potuto fare a meno di provarla quanto prima. Il gorgonzola non è prevaricante nel gusto, però da quella nota che vistupirà! E' ideale come appetizer o antipasto. Nella sua puntata era una "ape-ricetta".
 
Quiche Z.Z
di Benedetta Parodi
 

700 gr di zucca pesata già pulita
300 gr di gorgonzola
250 gr di ricotta (l'ho omessa)
2 uova
50 gr di parmigiano
sale
un pizzico di noce moscata (mia aggiunta)
1 rotolo di pasta sfoglia (io ho usato la brisée)

Pulire e tagliare a pezzetti la zucca, poi lessarla inacqua salata fino a che non sarà morbidissima (io in pentola a pressione, 7 minuti dal primo fischio). Scolarla e schiacciarla con la forchetta. Unire la ricotta e il gorgonzola tagliato a tocchetti, il grana e le uova. Mescolare bene in modo da ottenere un impasto omogeneo. Aggiustare di sale.
Stendere la pasta sfoglia (nel mio caso la brisée)  in una tortiera foderata da carta forno e bucherellare la base. Versare l’impasto, far un bordino tutto intorno e infornare a 180° per circa 40 minuti.

La torta deve gonfiarsi, la superficie deve diventare un po’ abbrustolita e la sfoglia ben dorata.

Lasciar freddare e servire.

giovedì 27 settembre 2012

TORTA PASQUALINA CON PATATE E ZUCCHINE, AL PROFUMO DI NOCE MOSCATA

E' tornato dopo la pausa estiva l'appuntamento mensile dell'Emme-ti-ci.

Questo mese, la ricetta proposta dalla Vitto de "La cucina piccoLINA" è stata la torta pasqualina genovese: la sua versione, quella classica, con la ricetta quasi centenaria tramandata dalla vecchia tata di suo padre, fatta con le bietole, la prescinseua e tanto amore.

La torta pasqualina, come potrete capire dal nome, è tipica del periodo di Pasqua a Genova, ed è una torta rustica sfogliata a mano. La pasta della base è meravigliosa e profumatissima, e con i consigli della Vitto, sarà un successo anche la sua lavorazione.

Torta pasqualina ripiena di patate e zucchine, al profumo di noce moscata


Questa è la ricetta per la sfoglia:

300 gr di farina “0” (meglio ancora manitoba regge meglio quando si tira sottile)
un pizzico di sale
30 gr di olio
½ bicchiere di vino bianco secco
½ bicchiere di acqua  (circa 150 gr di liquidi totali acqua+vino)

Per il ripieno:

700 gr di patate lessate
4 zucchine medie lessate
250 gr di ricotta
1 uovo
1 cucchiaino di noce moscata
sale e pepe q.b.
un filo d'olio evo

Io ho messo tutto nel Ken, con il gancio impastatore. Prima la farina e il sale, poi i liquidi. E' stata velocissima.

Quindi si divide l'impasto ottenuto, in 5 palline e fare riposare coperte almeno 1 ora, meglio 2 (le mie hanno riposato 4 ore, perchè le ho impastate e poi sono uscita a fare la spesa). Stenderemo una pallina per ogni strato di sfoglia. Due sotto e tre sopra.

Lessate le patate e le zucchine e fatele intiepidire. Io le ho lavorate nel ken, con la frusta K. Ho messo dentro le patate e le zucchine e le ho ridotte in purea; ho aggiunto la ricotta, l'uovo intero, la noce moscata e ho aggiustato di sale e di pepe. Infine ho aggiunto un filo d'olio evo. 

Per tirare le sfoglie, prima mi sono aiutata con il matterello, e poi con i pugni infarinati, come suggerisce la Vitto. E' un metodo "difficile", però con delicatezza e pazienza, riuscirete senz'altro, perchè la pasta è molto elastica: l'importante, quale che sia il metodo che userete, è che le sfoglie non presentino buchi. La sfoglia dev'essere tirata molto sottile, dev'essere trasparente.


Tirate la prima sfoglia, adagiatela nella tortiera precedentemente spennellata con l'olio evo, facendola debordare leggermente, e spennellate nuovamente con l'olio. Tirate la seconda sfoglia e sovrapponetela all'altra, spennellandola poi con l'olio.

Quindi si riempie con il composto di patate e zucchine.


Si procede a questo punto a coprire il ripieno con le restanti tre sfoglie. Le tiriamo, una alla volta, sovrapponiamo e spennelliamo. Messa la penultima sfoglia, prima di sovrapporre l'ultima, poggiamo da un lato una cannuccia, che sporga ben fuori dal bordo, e completiamo con l'ultima sfoglia.
Procediamo ora a chiudere il bordo a cordoncino, sigillando ben bene, lasciando per ultimo il pezzetto dov'è la cannuccia. A questo punto soffiamo dentro la cannuccia (o con una penna, come nel mio caso), finchè la sfoglia superiore si gonfia come un palloncino; velocemente sfiliamo la cannuccia e sigilliamo il bordo, evitando la fuoriuscita dell'aria. Vitto dice che questo passaggio è facoltativo, però è molto caratteristico, e io ve lo consiglio. ;-)

Cottura a 180° per 40 minuti, o finchè la torta è ben dorata; quindi sfornatela e spennellatela delicatamente d'olio evo.


Guardate che meraviglia queste sfoglie..


Se voleste provare la ricetta originale ligure, quella con le bietole, andate a dare un'occhiata qui a quella della Vitto.

venerdì 25 maggio 2012

BUDINO GRADIENTE ALLA MARINARA CON FAGIOLINI RIPASSATI

Lo ammetto, anche questa volta, avevo sottovalutato la cosa... come lo scorso mese, ero tranquilla come una pasqua e invece..

Tutto nasce dalla proposta di Acquolina, per l'MTC di Maggio, i budini salati.. Mi sono detta: "e che ci vuole a fare un budino?", mai domanda fu più sbagliata....
Di fatti non si trattava, ne' di un budino tradizionale - quindi dolce - ne' di qualcosa di cotto con il classico metodo - per il budino: siamo infatti state chiamate, questo mese, a sperimentare con le verdure, gli ortaggi, i legumi e anche la frutta, il tutto cotto in forno, a bagno maria, e l'importante era creare un antipasto.

Non ho mai fatto un budino salato.
Non ho mai provato la tecnica dei cottura del bagno maria in forno.

Bene. Siamo a cavallo!

La mia idea iniziale, oltre a quella di cimentarmi in entrambe le cose, era quella di fare qualcosa che potesse anche conciliare con la ricetta, la mia dieta.
Come per la frangipane per l'MTC di Aprile, sono iniziate, ça va sans dire, le solite elucubrazioni mentali che mi hanno portato.... a niente.... non sono riuscita a partorire nulla.. Fino a oggi pomeriggio.

Stavo guardando le splendide foto già arrivate per la sfida di questo mese, e sono stata letteralmente fulminata!

Budino (salato) gradiente alla marinara, con fagiolini e focaccine al rosmarino


Marinara perchè la mia pizza preferita è proprio quella alla marinara: mi piace tantissimo il condimento semplice fatto di pomodoro, olio, origano e un odore di aglio.
Conoscete la storia di questa pizza? Prima di ieri non la conoscevo nemmeno io! 

"Le prime pizze nascono con solo pomodoro e olio, poi con il tempo un altro ingrediente prese piede, erano le acciughe, aggiungendole alla pizza, però, soprattutto se la pesca non era stata abbondante, il costo di quest'ultima saliva notevolmente, quindi non sempre era alla portata di tutti, infatti il più delle volte ci si accontentava solo dell'aggiunta di un pizzico di origano.
Solo com il passare del tempo, il pizzaiolo del port' Alba di Napoli, stufo di sentire le lamentele dei marinai che lo esortavano a insaporirla un pò, decise di aggiungere un nuovo ingrediente che esaltasse, e allo stesso stempo variasse il sapore ddella pizza, senza che ciò incidesse sul prezzo, così aggiunse l'aglio.
I marinai ne rimasero entusiasti così che il passaparola si diffuse pian piano e visto che al miglior sapore non corrispondeva un aumento di prezzo, veniva spontaneo alla clientela chiedere una pizza come piaceva ai marinai, da li quindi la nomenclatura, Marinara" (da compagniadellapizza.it)

Per il budino (ne sono venuti 3)

350 gr di pomodori rossi da sugo
abbondante origano
1/2 spicchio d'aglio
un cucchiaino di olio evo
1 uovo intero
1 cucchiaio di parmiggiano grattugiato
yogurt bianco magro

Far cuocere i pomodori in un tegame con aglio, pochissimo sale, un pizzico di zucchero, un filo leggero d'olio evo e abbondante origano. Quando si sono disfatti e insaporiti, e il liquido si sarà ritirato, eliminate l'aglio e mettete i pomorodi nel bicchiere del frullatore con l'uovo intero e un cucchaio raso di parmiggiano grattugiato. Frullare, quindi passare in un colino a maglia abbastanza stretta per eliminare eventuali bucce.
Dividere il composto in tre ciotoline. Nella prima ciotolina aggiungeremo 3 cucchiai di yogurt bianco magro, alla seconda 1 e 1/2 e la terza la lasceremo in purezza.

Ungiamo 3 stampini in alluminio con olio evo, e versiamo sul fondo, il composto più chiaro. Inforniamo a bagno maria, in una teglia con due dita di acqua bollente, a 180° per 10 minuti.
Dopo 10 minuti sforniamo, facendo attenzione all'acqua bollente, e versiamo con delicatezza il composto con lo yogurt (quello di colore medio), e inforniamo nuovamente per 10 minuti.
Trascorso il  tempo, ripetiamo l'operazione per l'ultimo composto. Inforniamo per 30 minuti.

Lasciamo freddare completamente.


Per i fagiolini al pomodoro

100 gr di fagiolini lessati
passata da pomodoro
un'idea di cipolla
origano
sale
olio evo

Mettiamo i fagiolini lessati e scolati in una padella, con 50 gr di passata di pomodoro, sale, olio e pochissima cipolla, giusto un'odore. Aggiungiamo anche un pizzico di origano che richiamerà il profumo del budino alla marinara. Facciamo insaporire il tutto.

Per 6 focaccine "express", croccanti fuori e morbidissime dentro

150 gr di farina 00
 1/2 bustina di lievito di birra disidratato (ma va bene anche quello a lievitazione istantanea)
circa 4/5 cucchiai di acqua
sale
olio evo
rosmarino fresco

Si impasta la farina con il lievito e l'acqua. Si formano delle palline, si dispongono in una teglia da muffin, unta con olio evo, le palline di impasto. Mettiamo ancora un goccino d'olio su ogni focaccina, un pizzico di sale e un rametto di rosmarino.

Si inforna a 180°-190° per 15-20 minuti.


Accompagnare il budino, sformato nel piatto, con i fagiolini al pomodoro, e la focaccina tiepida.

giovedì 23 febbraio 2012

PATE' DI NASELLO E GAMBERETTI CON CROSTINI ALLA PAPRIKA

Sono assolutamente neofita del pate', mai fatto prima in vita mia. Ma non è questa la prima volta che l'MT Challenge mi mette davanti a una sfida mai affontata prima. Ricordate i profiteroles?

E chissà quante altre ricette da preparare mi proporranno le amiche di Menù Turistico.

"Fino al secolo scorso, con il termine Patè si intendeva un pasticcio di carne, pesce o verdura, reso a poltiglia da crudo, legato con un grasso e poi fatto cuocere in forno, in una crosta di pane oppure in un recipiente di ceramica,  rettangolare e a bordi alti, spesso munito di coperchio. Nel primo caso si parlava di Patè in Crosta, nel secondo di Terrina, dal nome del recipiente in cui veniva cotto. Se leggete i ricettari di Escoffier o il Manuale di Pellaprat, la distinzione è praticamente solo questa. 

Con il secolo scorso, invece, sotto il nome di Patè si comprende anche una preparazione sempre a base di carni, pesci o verdure che però vengono cotte prima di essere frullate e assemblate e hanno semmai bisogno di un certo periodo di riposo in frigorifero per poter mantenere la forma.
Quest'ultimo è il Patè che ci ha proposto Bucci."

Prima di poter giungere a una qualche decisione sugli ingredienti da utilizzare per preparare il paté ho spulciato siti internet, libri di cucina provenzale in lingua originale - il bello di avere un fidanzato con una madre professoressa di francese, figlia di madre francese - e non, e il mio libro "Scuola di cucina" del Cordon Bleu, Academie d'art culinaire de Paris. Nessuno di questi mi è venuto in soccorso ahimè.

Quindi ho tentato di trovare ispirazione altrove; dopo aver visto tre volte di fila "Julie&Julia", è finalmente arrivata!

Ringrazio Alessandra (raravis), di avermi "salvato" ieri quando, dopo aver perlustrato freezer, frigo e dispensa, mi sono resa conto di non avere nemmeno l'ombra di lievito di birra per fare da me un accompagnamento per il paté; mi sono catapultata sul blog di Menù Turistico per capire meglio se quell'accompagnamento andava obbligatoriamente fatto "in casa" o meno, e lei mi è venuta in soccorso: grazie! :-)

Paté di nasello e gamberetti su crostini di pane casereccio alla paprika


 
Per il paté:

300 gr di filetto di nasello (anche surgelato)
300 gr di gamberetti
45 gr di burro
1 cipollina
1 spicchietto d'aglio
sale
paprika
1 cucchiaio di wodka
150 gr di philadelphia light
mezzo cucchiaino di paprika dolce
un cucchiaio di succo di limone

In una padella, o un tegame, far imbiondire la cipolla con il burro, quindi aggiungere l'aglio schiacchiato, il nasello e i gamberetti e cuocere finchè il nasello si sfalda e i gamberi diventano opachi.
A questo punto sfumare con la wodka, quindi unire il succo del limone, il sale e la paprika. Eliminare l'aglio e frullare con il philadelphia.
Con la crema ottenuta riempire, a piacere, stampini individuali o un'unica ciotola, e mettere in frigo per almeno 3 ore prima di servire.

Io ho riempito con il paté uno stampo per cioccolatini, l'ho tenuto in freezer per 4 ore, quindi ho sformato.

Per i crostini:

Pane casereccio (anche di un paio di giorni)
olio
sale
paprika dolce

Tagliare il pane a fette, quindi tagliarlo nuovamente in rettangoli. Condire i rettangoli di pane con olio sale e paprika da ambo le parti e infornare per 10 minuti a 180°, girandoli a metà cottura. Sfornare e lasciar freddare.

Come di consueto, in bocca al lupo a tutti i partecipanti.

martedì 11 ottobre 2011

SOUTE' DI COZZE E VONGOLE CON PACHINO

Avete passato un bel week end? Io mi sono riposata tantissimo, sono stata molto in casa, visto il freddo che ha fatto qui, e io e Ale ci siamo fatti una bella scorpacciata di dvd :-)

Domenica mattina, imbacuccata per bene sono stata a fare un giro all'Anteprima Eurochocolate qui a l'Aquila, ma devo dire che sono tornata con le mani vuote e il naso gelato. Pochissima gente, meno stand dell'anno scorso, poche degustazioni e sinceramente sono rimasta mooolto delusa dal fatto che non è stato rispettato quanto detto nelle anticipazioni - che tra l'altro vi avevo postato, e ho davvero pensato che se ci foste capitati dietro mio invito mi avreste volentieri preso a calci negli stinchi!.

L'orsetto di cioccolato, novità del Natale 2011 della Lindt, non c'era.
La scultura di cioccolato, alle 12 (orario, idealmente, di maggiore punta) era chiusa all'interno di un gazebo, e non si capiva davvero cosa fosse: sembrava una specie di catena montuosa, ma davvero non ho idea se lo fosse davvero oppure no. Il titolo dell'opera era "Memoria del futuro".. O era talmente all'avanguardia che non l'ho capita, nonostante la mia passione per l'arte e la storia dell'arte, o essa nascondeva un significato talmente implicito, da essere sconosciuto alla stessa artista.
Non è dato saperlo.

L'unica cosa che avrei acquistato volentieri, era la cornice portafoto di cioccolato. Era davvero graziosa, ma comprare un portafoto che sarebbe finita nel pancino mio e di Ale, non avrebbe avuto molto senso, per cui ho desistito :-D

Confido nel prossimo anno..

Questo fine settimana sarò a Bologna, al Cake Show organizzato da Maison Madeleine, non vedo l'ora di postarvi le foto delle meraviglie che vedrò, e delle cosine che acquisterò. Qualcuno di voi viene?

Passiamo ora alla ricettina di oggi, preparata un paio di settimane fa.
 
Souté di cozze e vongole
 

Ingredienti per 2 persone:
400 gr di vongole veraci
300 gr di cozze
pomodorini pachino
uno spicchio di aglio
prezzemolo
sale
peperoncino
olio evo
Per prima cosa mettiamo a spurgare le vongole, anche se le acquistiamo già pulite, è bene comunque ripetere questa operazione per eliminare la sabbia residua. Si mettono le vongole in 2 lt di acqua con un pugnetto di sale grosso per 2-3 ore coperte da uno o più canovacci che non facciano filtrare la luce.
Nel frattempo possiamo pulire le cozze, raschiando il guscio per eliminare le impurità. Finita quest’operazione si passano anch’esse sotto l’acqua corrente.
Una volta trascorse le ore di spurgatura delle vongole, si scolano e si passano sotto l’acqua corrente velocemente. Si mettono quindi in padella con le cozze, l’olio evo, l’aglio, e il sale. Si coprono con un coperchio e si lasciano sul fuoco fino a che tutte saranno bene aperte.
Quindi si aggiungono i pomodorini pachino lavati e tagliati a metà, si sala, si aggiunge il peperoncino, e si lascia insaporire qualche minuto.
Et voilà! Si impiattano, si spolverano di prezzemolo fresco tagliato finemente e si servono.
Danno il loro meglio accompagnati da crostini di pane, ma se volete gustarvi il sughetto appieno, non mancate di servire insieme a loro del buon pane casereccio fresco: la scarpetta è la morte sua!

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