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venerdì 6 febbraio 2015

MANI IN PASTA! PANINI SOFFICI PER HAMBURGER CON PASTA MADRE

A volte sono come una bambina, vedo una cosa - o penso a una cosa - da mangiare e vorrei vederla materializzarsi nel piatto davanti a me. Sarebbe bello, ma lo vedo un po' difficile. Per fortuna le mie risorse in cucina non finiscono mai e così quando si ha voglia di hamburger, tipo quelli della famosa catena di fast-food, ci si "ingegna" per gustarli senza varcare la soglia di casa.
Infilare scarpe e cappotto e andare li a mangiarli, infatti, non è un opzione contemplata, perché a casa non siamo amanti di cucina da fast-food.
Ci piacciono le patatine fritte, è vero, ma quelle fatte con le patate dell'orto, che definire buone è oltremodo riduttivo, fritte in olio buono e - talvolta - senza sale, perché sono già perfette così.
Ci piace la carne. Ebbene si, amici vegetariani/vegani. Ahimè, siamo carnivori... non la mangiamo spesso, ma non disdegniamo assolutamente una buona carne alla brace o uno stufato, tantomeno un buon arrosto al forno.
Ci piace il pane - a me soprattutto, purtroppo - specie quello fatto in casa, se poi è anche con il lievito madre, ancora meglio.

Quindi quando abbiamo voglia di hamburgers che si fa? Ma è ovvio!
Ci si attrezza e si preparano questi meravigliosi panini. Soffici, dal profumo inebriante, buonissimi sia per il salato che per il dolce, ideali da preparare per i buffet. E con l'occasione, visto che oggi è il primo venerdì del mese, riprendiamo anche la rubrica MANI IN PASTA!

 
E il merito, comunque, è tutto di Alessandra, che li ha postati qualche tempo fa sul suo blog. Io non ho fatto altro che modificare le dosi per utilizzare il lievito madre nella ricetta. Vi riporto la sua ricetta, quella originale con il lievito di birra fresco, e sotto la ricetta modificata per l'utilizzo del lievito madre solido.
 
 
Panini soffici per hamburger con lievito madre
ricetta dal sito mammapapera.it
 
 
 
285 gr di farina manitoba
200 gr di farina oo
240g di acqua
10g di lievito di birra fresco
1 uovo
55g di zucchero
7g di sale
30g di burro morbido a pezzetti
semi di sesamo
latte

io ho utilizzato il lievito madre solido (al 50% di idratazione), e la ricetta ne risulta così modificata:

160g di pasta madre solida rinfrescata da 3-4 ore
378g di farina (di cui 200g manitoba e 178g 00)
187g di acqua
1 uovo
55g di zucchero
7g di sale
30g di burro morbido a pezzetti
in più si serviranno
semi di sesamo
latte q.b.
 
Inserire le farine, il sale e lo zucchero nella planetaria.
Sciogliere il lievito nell’acqua appena appena tiepida (non calda mi raccomando per evitare di bruciare il lievito), azionare la planetaria al minimo e aggiungere l’acqua e l’uovo, portate la velocità a 1 e appena tutti gli ingredienti saranno amalgamati bene, aggiungere il burro a piccoli pezzetti, uno alla volta, inserendo il successivo solo quando il precedente si sarà ben assorbito all’impasto.
Appena avete inserito tutto il burro portate la velocità a 1.5-2 e fate incordare, cioè lavorate fino a che l’impasto si sarà arrotolato alla frusta a uncino del tutto e si sarà staccata dalle pareti della ciotola. Ci vorranno circa 20 minuti.
 
 
A fine lavorazione otterrete un impasto molto morbido e poco appiccicoso. Se procedete con l'impasto a mano, fate una fontana sul piano di lavoro con farina, sale e zucchero, quindi l'ordine di inserimento degli ingredienti resta invariato.
 
Formate una palla, e rimettere nella ciotola della planetaria leggermente infarinata, coperta con pellicola a lievitare nel forno spento fino al raddoppio, i tempi variano a seconda delle temperature e dalle condizioni climatiche.
A lievitazione avvenuta, riprendete l’impasto e sgonfiatelo delicatamente con i palmi della mano, allargatelo e ricavate dei pezzetti di pasta da 100 gr l’uno (otterrete circa 10 panini). Formate delle palline, pirlatele e appoggiatele su una teglia con carta forno.
Coprite con un canovaccio e fate raddoppiare ancora. Quindi accendete il forno a 190°.
 
 
Prima di infornare spennellate con del latte tiepido e ricoprite con i semi di sesamo.
Infornate per una decina di minuti circa, regolatevi con il vostro forno ma appena vedrete la colorazione tipica, sfornate e mettete su una gratella a raffreddare.
 
 
Sono strepitosi ancora tiepidi, ma si conservano ben chiusi in un sacchetto per alimenti fino a tre giorni, perdendo solo un po' di morbidezza.
E con questa ricetta, oltre che dire "Grazie" ad Alessandra per questa ricetta, colgo anche l'occasione per mandarle un forte abbraccio. Lei sa perché. :)

mercoledì 3 settembre 2014

MANI IN PASTA! PANE DI SEMOLA CON L'ESUBERO DI LIEVITO MADRE

Bentrovati!
 
L'estate volge alla fine - anche se, non è che abbia capito molto bene quando sia iniziata - ed è tempo di tornare con più frequenza a curare questa mia piccola casa virtuale. Inoltre qui a L'Aquila, due giorni fa, è arrivata la prima neve a Campo Imperatore, sul Gran Sasso: un motivo in più per tornare ad accendere il forno!
 
Ricordate quando vi ho raccontato che la mia fotocamera digitale era passata a miglior vita, portandosi via, oltre a un pezzetto del mio cuore, anche la voglia di fotografare? Ebbene, in occasione del mio compleanno, lo scorso 27 luglio, la mia dolce metà ha fatto una piccola pazzia e mi ha regalato una nuova fotocamera: quasi identica alla vecchia, ma questa è un modello nuovo, più aggiornato, con più funzioni e definizione. Insomma, una vera figata!! ^_^
 
Ma veniamo al sodo!
 
Con questo post, il primo dopo la piccola pausa estiva, voglio anche notiziarvi dell'ottima salute di cui gode il mio lievito madre. Ha compiuto da poco 8 mesi e mi regala delle grandi soddisfazioni! L'ultima me l'ha data proprio con questo pane, fatto con l'esubero. Per chi fosse ancora poco pratico o non sapesse affatto di cosa stia parlando vi ricapitolo brevemente.
Il lievito madre è un lievito naturale, che prende vita dalla fermentazione acida di acqua e farina, generando lattobacilli. Per ulteriori informazioni sul lievito madre, dove potete anche trovare il procedimento per autoprodurlo, vi rimando a questo post.
 
Quando parliamo di esubero, intendiamo la porzione di lievito madre che non rinfreschiamo, e che quindi rimarrebbe in frigo; con l'esubero ci sono varie opzioni, o buttarlo via (specie se è acido oppure il lievito è giovane ed è ancora presto per panificare con esso) oppure utilizzarlo per farne del pane, delle piadine, dei taralli o altre ricette che non richiedono una lievito madre rinfrescato - e quindi con maggior "forza" lievitante. 

Dopo aver introdotto l'argomento, vorrei darvi la buona novella: con questo post, inauguro la rubrica "Mani in pasta", con la quale ogni primo venerdì del mese vi darò una ricetta da fare con il lievito madre.
 
 
La prima sarà una ricetta che utilizza l'esubero di lievito madre, con cui ho prodotto un pane veramente buonissimo. Mai fatto un pane così fragrante, dal profumo inebriante, che resta come appena fatto per 3-4 giorni (sempre che ci arrivi!) e con questi buconi alla mollica: provare per credere!
 
Pane di semola con esubero di lievito madre

ricetta dal blog pandipane.blogspot.it

 
Con Esubero di PM solida (40-50% d'idratazione)

180g di PM (o di prefermento*)
370g di acqua fredda di rubinetto (oppure 420g per una maggiore apertura della mollica),
500g di semola rimacinata di grano duro
1 cucchiaino di malto o zucchero o miele
12g di sale.
  
Sciogliere il lievito - o il prefermento - in acqua nella ciotola della planetaria, sbattendo un po' facendo formare un po' di schiuma (io sciolgo il lievito insieme all'acqua con il minipimer).
Aggiungete il malto (io ho aggiunto lo zucchero) e a seguito la farina a pioggia, impastare per 7 minuti a velocità bassa ed aggiungere il sale. Finire d'impastare. Tempo totale di impasto: 15 minuti circa.
 
Fate riposare l'impasto fare delle pieghe a tre a distanza di un'ora dalla fine dell'impasto. 
Schema delle pieghe a tre
Date la forma a pagnotta e mettere a lievitare in un cestino ben infarinato. Dall'impasto ci vogliono circa 5-6 ore di lievitazione prima di infornare. Trascorse le ore di lievitazione ribaltate con delicatezza il cestino su una teglia spaziosa ricoperta di carta forno.
 
La cottura per questo pane è in salita a forno umido. Ovvero: infornate a 160° con forno in salita puntato a 240°, con all'interno un pentolino con poca acqua per creare l'umidità.
Quando inizia a colorarsi la crosta calare la temperatura a 180° fino a fine cottura (1 ora di cottura in totale); per gli ultimi 10 minuti creare uno sfiato socchiudendo il portello del forno (usate a bloccarlo un cucchiaio di legno), per far fuoriuscire l'umidità e rendere fragrante la crosta.

Lasciare raffreddare su una gratella prima di tagliare.

Guardate che mollica alveolata! Che soddisfazione!

 
*se non si hanno esuberi oppure se il vostro esubero è un po acido si può preparare un prefermento, che sostituirà nella ricetta i 180g di esubero di PM solida; preparatelo con:
 
50g PM solida
90g semola
110g acqua.

Amalgamate tutto insieme e lasciate fermentare a temperatura ambiente (8-10 ore circa), fino a che avrà sviluppato il massimo del suo volume.

martedì 11 marzo 2014

VOGLIA DI ESTATE: BOUNTY HOME MADE

Il freddo quest'anno mi ha proprio stufato.
Ecco, l'ho detto!
 
Solitamente l'inverno non mi dispiace, perché mi da la possibilità di dedicarmi alla casa, allo studio, alle mie passioni (ndr. cucinare ^_^), agli affetti, a una tazza di tè fumante mentre fuori piove, a un buon libro accoccolata sul divano sotto la copertina..

Ma quest'anno non vedo l'ora che la temperatura esterna inizi a salire, per mettere via i maglioni, le sciarpe e i cappotti.
Sarà che abbiamo in progetto di tornare in Egitto in vacanza, e quindi non vedo l'ora che arrivi l'estate, sarà che ho bisogno di una ventata d'aria nuova sotto diversi punti di vista.. non lo so.

Fortunatamente l'ingegno non mi manca, e quando qualche settimana fa ho ricevuto dei prodotti straordinari dalla Fabbri, è scattata una molla dentro la mia testa. Il tempo di prendere un ingrediente che non avevo, e via in cucina a preparare una ricetta per scacciare il freddo e attirare su di noi delle temperature più miti, anche solo con l'immaginazione.
 
Generalmente evito le schifezze, ma se è vero che si vive una volta sola, almeno non voglio andarmene senza aver provato a riprodurre questo snack che troviamo sempre nei distributori automatici a scuola, in ufficio, all'università ecc. Il Bounty è sempre stato uno dei miei preferiti: adoro il cocco. Se utilizzate poi come ho fatto io il cioccolato Kroccant, è veramente un gioco da ragazzi!
Inoltre, la farina di cocco è naturalmente senza glutine, il cioccolato Kroccant, anche, quindi questa ricetta è adatta a tutti: un motivo in più per prepararla no?
 
Bounty home made
 
 
250g di farina di cocco
120g di panna fresca
70g di zucchero
30g di burro
 
Kroccant Fabbri (oppure cioccolato fondente) q.b.
 
In una casseruola media mettete a scaldare la panna e il burro. Quando quest'ultimo sarà totalmente sciolto aggiungete lo zucchero e la farina di cocco, mescolando finchè questa avrà assorbito tutto il liquido.
 
Trasferite il composto in una terrina e lasciate raffreddare.
Quando il tutto sarà quasi freddo, formate delle palline, un po' ovali, pressandole bene, fino ad esaurimento del composto, quindi trasferitele sul un piatto e mettete in frigo per 30 minuti a raffreddare.
 
Quando le palline saranno ben fredde, potrete lavorarle più facilmente e sarete in grado di dargli una forma più "squadrata". Una volta che tutte le barrette saranno formate, mettete in freezer per una decina di minuti.
 
 
Nel frattempo preparate il cioccolato. Fate scaldare dell'acqua in un pentolino; quando sarà bollente spegnete il fuoco e adagiate sul fondo il barattolino del cioccolato Kroccant aspettando che il prodotto all'interno sia tornato liquido. Se non l'avete, potete utilizzare del cioccolato fondente sciolto a bagnomaria - indicativamente ve ne occorreranno circa 200g.
 
Quando il cioccolatò sarà pronto tirate fuori la barrette dal freezer e adagiatele su una gratella sistemata sopra una ciotola (in questo modo potrete recuperare l'eccesso di cioccolato). Colate il cioccolato su ogni barretta: il bello del Kroccant è che solidificherà all'istante reagendo con il freddo.
 
 
Una volta che la superficie è asciutta, potete bagnare anche la parte sottostante delle barrette nel cioccolato e lasciarlo rapprendere poggiandole su una teglia e trasferendo il tutto in frigo per 15 minuti.
 
Mangiate in compagnia, pregustando il sapore dell'estate che verrà!
 
 

lunedì 28 ottobre 2013

L'IMPORTANZA DELLA PRIMA COLAZIONE: HEALTY AMERICAN BREAKFAST

Molte persone non fanno colazione. C'è chi va di fretta e non ha tempo, chi pensa di saltare la prima colazione per il bene della dieta evitando di assumere un tot di calorie, chi non riesce a mangiare nulla appena sveglio e magari beve solo un caffè, ecc.
 
Il tema di questo mese del MTC è l'american breakfast, la cui portata principe è l'uovo alla benedict.
Cito Roberta, La valigia sul letto che scrive: "un uovo alla benedict composto da 1/2 english muffin, un uovo in camicia, una fetta di prosciutto o bacon e due cucchiai di salsa olandese, ha circa 260 calorie, 16 g di grassi, 24 g di carboidrati e 21 g di proteine. Certo, ha circa 300 mg di colesterolo, che e' la dose massima giornaliera consigliata, quindi non e' cosa da consumarsi tutti i giorni, ma una volta ogni tanto non fa piu' danno di un piatto di pasta alla carbonara, che ha piu' del doppio delle calorie e piu' o meno la stessa quantita' di colesterolo. Aggiungo che al mattino il consumo di proteine e di una dose di calorie pari almeno al 20% del fabbisogno giornaliero, e' ormai caldamente consigliata da tutti gli esperti di nutrizione. Saltare la colazione fa molto piu' male che mangiarsi uova e prosciutto una volta alla settimana. Mangiate latte, yogurt, cereali, pane integrale, marmellata o miele, se non amate il salato, ma mangiate!!".

E' importantissimo fare colazione. Che questa sia dietetica, americana, ipercalorica, veloce, inglese, italiana, dolce o salata, poco importa.

Dopo aver dato un'occhio al light breakfast e a quello comfort, oggi voglio battere sul concetto di salubrità che in inglese si traduce con healty. Nella mia ultima proposta per la sfida di questo mese, infatti, ho cercato di bilanciare al massimo i nutrienti (proteine, carboidrati, fibre, grassi, zuccheri, vitamine e sali minerali) strizzando anche un'occhio al gusto!
 
Quindi, uova alla benedict con salsa mornay su base di fast english muffin (fast perchè ho sostituito il lievito di birra con quello a lievitazione istantanea per torte salate, un'ottima alternativa per quando vogliamo gustare una colazione english senza aspettare i tempi di lievitazione), con barrette ai cereali home made, il tutto accompagnato con uno smoothie alla mela verde e kiwi e una bella tazzina di caffè espresso.
 
Healty american breakfast
 

per l'uovo alla benedict con salsa mornay

1 uovo in camicia
500 g di besciamella *
60 g di tuorli
100 g di panna
80 g di parmigiano
sale e pepe
 
per la besciamella*

1 litro di latte intero fresco
80 g di burro
80 g di farina
10 g di sale
noce moscata

Portare a bollore il latte.
In un'altra casseruola far fondere il burro, unire la farina in una sola volta e mescolare.
Far cuocere per circa 2 minuti.
Versare quindi nel latte bollente mescolando con una frusta e continuare la cottura per 10 minuti.
Nella besciamella calda mettere i tuorli, la panna, il parmigiano e regolare di sale e pepe considerando che la besciamella è già salata e il parmigiano conferisce sapidità. Mescolare bene con una frusta.
 
Per l'uovo in camicia, potete trovare il procedimento dettagliato, qui, qui e qui.
 
 
per i fast english muffin - la ricetta è quella di Roberta
 
450 g di farina forte per pane
225 ml latte
55 ml di acqua
7 g lievito di birra secco (io istantaneo in polvere per torte salate)
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di sale

Impastate tutti gli ingredienti insieme e procedete immediatamente alla formatura degli english muffin stendendo l'impasto a 1 cm e mezzo di spessore, e ritagliando con un taglia pasta tondo di 7 cm di ø i pezzi, reimpastando i ritagli e procedendo fino ad esaurimento della pasta.
Cuocere in padella di ghisa o antiaderente ben calda, 5 minuti per lato.
 
Essendo fatti con il lievito istantaneo in polvere per torte salate, il giorno dopo la cottura perdono un pò in consistenza e gusto, ma se li consumate caldi, sono identici a quelli con il lievito di birra.
 
 
Aprite a metà l'english muffin, mettete sulla metà inferiore l'uovo, nappate con la salsa mornay e guarnite con alcune foglioline di timo fresco.
 
per lo smoothie alla mela verde e kiwi (1 porzione)

1 mela verde granny smith
1 kiwi
2 cucchiaini di zucchero semolato
80 g di yogurt greco
30-50 ml di latte

Sbucciate la frutta, tagliatela a pezzi e inseritela nel boccale del frullatore insieme allo zucchero e lo yogurt greco. Iniziate a frullare e aggiungete a filo il latte fino ad ottenere un composto cremoso, denso, ma non troppo.

Versate nel bicchiere e servite con una cannuccia e una fettina di mela verde a decorare.


per le barrette di cereali

310 gr tra muesli e cereali (io ho usato 110 gr di muesli con frutta secca e 200 gr di cereali)
100 gr di burro
120 di zucchero di canna integrale
3 cucchiai di miele - io di melo RdA

In una padella antiaderente si mette il burro, lo zucchero e il miele e si lascia caramellare. Dopo 8-10 minuti il composto sarà vischioso, quindi sarà pronto.
Preparatevi nel frattempo una teglia rettangolare di 22x24 cm rivestita con carta forno.
 
Mettete i cereali in una ciotola e versatevi sopra il composto, amalgamando bene in modo da distribuirlo tra i cereali in modo uniforme. Versate nella teglia, e lasciate raffreddare bene. Quando sarà ben freddo, potete tagliare le barrette e conservarle o avvolte da carta forno in dispensa, o in un contenitore a chiusura ermetica.

martedì 23 luglio 2013

YOGURT FATTO IN CASA SENZA YOGURTIERA E YOGOLIFE PER ZETA COME.. ZENZERO

Una nuova collaborazione per il blog, che porta sicuramente una novità e una rivoluzione nella mia cucina: ieri, infatti, ho fatto il mio primissimo yogurt fatto in casa..che magia!!
Fino a che non sono andata a scoprire i risultati stamattina, lo devo ammettere, ero un pò scettica. Primo perchè non l'avevo mai fatto e secondo perchè, non possedendo una yogurtiera, ho seguito un procedimento differente da quello indicato, ma davvero semplicissimo e di sicura riuscita.

L'imput per tutto questo però, è venuto dalla Yogolife, che produce preparati per fare lo yogurt in casa e che gentilmente me ne ha inviato alcuni campioni.
 
 
Farlo è davvero semplicissimo e oltretutto ci da la garanzia di avere un prodotto sano, naturale al 100% e con materie prime scelte direttamente da noi.
Stavolta è toccato allo yogurt bianco al naturale, ma non vedo l'ora di provare quello alla vaniglia!

Yogurt naturale fatto in casa, senza yogurtiera
 
 
1 lt di latte uht parzialmente scremato (ma potete usare anche quello crudo)
1 bustina di preparato per yogurt Yogolife

Se avete una yogurtiera, potete seguire le indicazioni di questo video, caricato sul canale Youtube della Yogolife.
 
<iframe allowfullscreen="" frameborder="0" height="270" src="//www.youtube.com/embed/4QcakxWiGVc" width="480"></iframe>
Se non l'avete, potete seguire il mio procedimento.

Mettete il contenuto di una bustina di preparato per yogurt naturale in un bicchiere, e versateci due dita di latte, girate con un cucchiaino pulito quanto basta perchè si sciolga bene. Versate il restante latte in un contenitore o una ciotola, ben pulita e asciutta, abbastanza grande da contenere tutto il latte.
 
Quando nel bicchiere tutto sarà ben sciolto, aggiungete il tutto al restante latte e mescolate.
Versate in uno o più vasetti di vetro a chiusura ermetica (ma vanno bene anche quelli per la marmellata, a patto che siano ben sterilizzati e asciutti).
Scaldate per 30 secondi il forno a 60°. Quindi spegnetelo e lasciate accesa la luce. Riponete i vasetti in forno, facendo attenzione che da quel momento in poi dovrete dimenticarveli li dentro dalle 8 alle 12 ore, senza spostarli e evitando per quanto possibile le vibrazioni. I fermenti lattici infatti, non amano molto essere sballottati, e più restano tranquilli, più il risultato sarà ottimale, altrimenti potete rischiare che vi si separi la parte solida da quella liquida.
 
N.B. Se decidete di utilizzare il latte crudo, dovete necessariamente portarlo a bollore in una pentola, raffreddarlo velocemente mettendo a bagno la pentola in acqua fredda, scremare la superficie dall'eventuale pellicina che si sarà formata, e quindi usarlo quando, raffreddandosi sarà arrivato a 38°. A quel punto potrete procedere normalmente.
 
Dimenticate il vostro yogurt nel forno, e trascorse le 12 ore (io l'ho messo ieri sera alle 20 e l'ho tirato fuori stamane alle 8), refrigerate i vasetti in frigo, fino al totale raffreddamento. Quindi gustate!
 

Potete dolcificare il vostro yogurt con del miele, o aggiungere dei cereali o meglio ancora della frutta fresca o secca, ma in ogni caso, il risultato sarà ottimo.

martedì 18 giugno 2013

GELATO FURBISSIMO ALLA VANIGLIA, SENZA GELATIERA

Finalmente è arrivato il caldo! Questa volta aspettarlo è stato più difficile e lungo delle altre volte, complice un mese di Maggio freddo e piovoso, ma finalmente, anche se repentinamente, è arrivata la bella stagione!
 
Tra quattro giorni infatti è ufficialmente ESTATE, e d'estate, si sa, si consumano gelati in quantità industriale.
Per chi possiede una buona gelatiera, è un gioco da ragazzi.. per chi non ce l'ha, bisogna fare di necessità virtù, e fare ricorso a delle ricette, come dire, furbe. E chi, più di lei, è maestra di ricette furbe?

Questo gelato è spettacolare, niente a che vedere con la lista chilometrica di ingredienti, spesso anche difficili da reperire, delle confezioni di gelato del supermercato; dimenticatevi procedimenti lunghi e risultati deludenti. Rimane sempre morbido e potrete anche mangiarlo non appena tirato fuori dal freezer. Solo quattro ingredienti e cinque minuti per farlo: una volta provata questa delizia, non potrete più farne a meno.. Ci credete?
 
Gelato furbo alla vaniglia
ricetta dell'Arabafelice
 
 
una lattina di latte condensato zuccherato da 397 gr
500 ml di panna fresca da montare
estratto di vaniglia, un cucchiaino pieno 
2 cucchiai di liquore tipo Vov oppure Bourbon (io ho usato due cucchiai di Whiskey)
 
io ho aggiunto, al momento di servire

Cioccolato Kroccant Fabbri
una ciliegia fresca

Mescolare in una ciotola il latte condensato con la vaniglia ed il liquore.
A parte montare la panna molto soda, quindi unire con delicatezza i due composti mescolando dal basso verso l'altro cercando di non smontare troppo il tutto.

Versare in uno stampo a piacere il composto ottenuto. Far riposare almeno otto ore in freezer, quindi servire a piacere.
 
 
E' molto morbido, e non diventa mai così duro da non poterlo servire subito, quindi non tiratelo fuori con anticipo, ma appena prima di servirlo. Il liquore contribuisce a non farlo ghiacciare, ma vi posso assicurare, che - vista anche la quantità esigua - non si sente per niente, quindi servitelo anche ai più piccoli, senza timore.
 
Volendo si potrebbero aggiungere dei pezzettini di frutta o delle gocce di cioccolato fondente.. la prossima volta voglio sperimentarlo con della frutta frullata.. vi farò sapere! :D

Questa volta ho aggiunto come topping, la salsa al cioccolato Kroccant, Fabbri, che nel momento in cui si aggiunge è fluida e morbida, ma al contatto con il freddo si solidifica, aggiungendo croccantezza a ogni gelato! E, giusto perchè è periodo, anche una bella ciliegia fresca.. delizioso!

venerdì 17 maggio 2013

SOGNANDO (ANCORA) L'EGITTO: FALAFEL DI CECI CON PANE PITA E SALSA TAHINA

L'Egitto mi è rimasto nel cuore.
 
Per le vacanze abbiamo scelto una meta estera lo scorso anno per la prima volta, e la scelta è caduta proprio sull'Egitto. Vuoi perchè è un viaggio che si programmava da tempo, vuoi perchè ho un cugino che lavora li da 9 anni - e che, per inciso, non tornerebbe mai in Italia (chissàperchè) - in un villaggio vacanze italiano come responsabile del Diving Center, vuoi perchè la mia ex coinquilina, innamorata dell'Egitto, mi aveva descritto i suoi viaggi così bene e con dettagli bellissimi, che ogni dubbio su "dove andiamo quest'anno in vacanza" è sparito.

La meta del nostro viaggio è stata Marsa al Alam, situata su una baia, sulla costa ovest del Mar Rosso, che fino a qualche anno fa era solo un piccolo villaggio di pescatori. Situata in prossimità del Tropico del Cancro, dove il Mar Rosso incontra il deserto del Sahara, Marsa al Alam è ricca di palmeti e mangrovie, con un mare ricco di biodiversità grazie alla presenza della barriera corallina: infatti è molto rinomata tra i subacquei per via dei molti siti d'immersione ancora incontaminati, in cui si possono incontrare facilmente delfini, il dugongo - che è un mammifero simile a un lamantino (tricheco) di cui è un parente prossimo - e squali martello. Inoltre, in alcune zone è facile avvistare anche alcune famiglie di tartarughe della specie caretta caretta.

Fino a quando ci torneremo, spero presto, terrò stretti nel cuore i panorami, l'ospitalità e la cordialità, la natura incontaminata, le immersioni e lo snorkeling, le escursioni e i racconti degli egiziani, la cucina.
Il nostro villaggio era italiano, frequentato principalmente da italiani e, ça va sans dire, con un cuoco italiano. Una volta alla settimana, c'è la serata a tema egiziano, quindi cibi egiziani, dolci egiziani, cuochi egiziani, beduini che mostrano la cucina beduina - cottura del pane ecc.- ed è li che l'ho assaggiato: il primo falafel della mia vita, buonissimo!
 
Il falafel è una preparazione tipica di tutto il medioriente, che differisce negli ingredienti da paese a paese, ma rimane comunque a base di legumi secchi messi in ammolo (principalmente fave, ceci e in misura minore fagioli), frullati insieme a spezie e aromi (cumino, coriandolo, cipolla e aglio i principali), fritti in forma di palline a volte rotolate nei semi di sesamo e accompagnati poi con la salsa tahina, contorni vari (principalmente pomodori e cetrioli) e pane; in egitto è preparato con le fave, infatti ha un colore interno verde brillante, e io l'ho mangiato dentro un "guscio" di pane pita, servito con salsa tahina, cetrioli e pomodori.
 
il falafel che ho mangiato in egitto quest'estate
Ha un costo basso, si prepara facilmente ed è buonissimo!
 
Falafel di ceci con pane pita e salsa tahina
 
 
per circa 8 polpettine
 
180gr di ceci secchi ammollati
meno di 1/4 di cipolla
1 spicchietto d'aglio (io l'ho omesso perchè non lo digerisco)
coriandolo fresco
prezzemolo fresco
sale
1 pizzico di lievito in polvere per dolci
 
per la pita (4 pani) ricetta dal blog aletheonlykitchen
 
250gr di farina 00
3gr di lievito secco o 7,5di quello fresco
1 cucchiaino di zucchero
acqua tiepida q.b.
olio evo
sale
 
per la salsa tahina ricetta dal blog burroemiele
 
15gr di semi di sesamo
15gr di olio evo
succo di limone
paprika
 
in più avremmo bisogno di
 
olio di semi per la frittura
pomodori
cetrioli

La sera prima di preparare i falafel, mettete a bagno i ceci in acqua fredda.
La prima cosa da fare il giorno dopo, è impastare la pita: mischiate la farina e il lievito secco (oppure sciogliete il lievito fresco in poca acqua tiepida, aggiungendo un cucchiaino di zucchero e lasciandolo da parte finchè si sarà formata una schiumetta); azionate la planetaria, e iniziate ad aggiungere l'acqua impastando (e il composto di lievito se avete usato quello fresco), fino ad ottenere un composto morbido e liscio, continuando a farlo incordare finchè si stacca perfettamente dalle pareti della ciotola e aggiungendo il sale poco prima della fine della lavorazione. Lasciate lievitare per almeno 2 ore, ungendo le pareti della ciotola con dell'olio evo e proteggendo l'impasto da eventuali correnti d'aria.

Trascorso il tempo di lievitazione, prendete l'impasto e lavoratelo brevemente sul piano infarinato. Dividetelo in parti uguali e ottenete dei pani tondi stendendoli con l'aiuto di un matterello infarinato all'altezza di 1/2 cm. Ponete ogni pane su un pezzo di carta forno, così sarà più facile trasferirlo sulla teglia per la cottura. Coprite con un telo umido e lasciate lievitare fino al raddoppio.
Accendete il forno alla massima potenza per 20 minuti. Dopo 10 minuti ungete una teglia con dell'olio evo e mettetela a scaldare in forno, in modo che sia rovente, ma senza che l'olio bruci. Quando sarà ben calda, fate scivolare ogni pane sulla teglia, spennellate leggermente la superficie con dell'acqua tiepida affinchè non bruci e cuocete per 6-7 minuti, girando poi il pane per un paio di minuti per farlo cuocere anche sotto.


Conservate i pani ancora caldi in un sacchettino di plastica di quelli del congelatore fino al momento di servire, affinchè mantengano la loro morbidezza.

Prepariamo ora la salsa tahina. Tostiamo in una padella calda i semi di sesamo che dovranno essere coloriti, ma non scuri. Una volta terminata la tostatura traferiamo i semi su un piatto in modo da bloccare la tostatura.


Lasciare intiepidire qualche minuto, quindi con l'aiuto di un frullatore con le lame d'acciaio abbastanza potenti frulliamo i semi di sesamo tostati. Dovremo ottenere una pasta, abbastanza soda. Quindi gradualmente iniziamo ad aggiungere l'olio evo, in modo da emulsionare bene la salsa che dovrà essere liscia e fluida. Se è troppo densa, aggiungete pian piano altro olio evo fino a raggiungere la consistenza desiderata.
La salsa così ottenuta è pronta. Per essere consumata insieme ai falafel dobbiamo aggiungere succo di limone e paprika q.b. .

Adesso possiamo passare a preparare i falafel. Scoliamo e sciacquiamo i ceci messi in ammollo la sera prima. Frulliamo insieme alla cipolla, l'aglio, il coriandolo, il prezzemolo, un pizzico di sale e il lievito. Per quanto riguarda quest'ultimo, se intendiamo preparare l'impasto per i falafel in anticipo, evitiamo di aggiungere il lievito, che va messo poco prima della frittura.
Preleviamo poco impasto alla volta e formiamo delle palline delle dimensioni di una noce, rotolandole poi nei semi di sesamo - io me ne sono dimenticata!



Friggiamo in olio ben caldo fino a doratura.

A questo punto possiamo comporre il tutto.


Tagliamo la pita a metà, mettiamo al suo interno un paio di palline di falafel leggermente sbriciolate con le mani, pomodori e cetrioli precedentemente tagliati a pezzetti, e la salsa tahina. Gustate!

Grazie a Eleonora, di Burro e miele per avermi aiutata con i suoi preziosissimi consigli per preparare la salsa!

mercoledì 8 maggio 2013

CORNETTI SFOGLIATI SENZA UOVA, PER UN DOLCE RISVEGLIO

Io e la pasta sfoglia ci siamo incontrati solo un paio di volte, senza che nessuno dei due restasse particolarmente colpito dall'altro. Nello specifico, ho provato a farla solo con una ricetta furba e veloce, che non necessitava delle canoniche "pieghe" - la ricetta in questione, postata da SweetAle tempo fa sul forum di Chiara, la trovate qui: il risultato era fantastico, una pasta sfoglia che sembrava sfogliata, senza fatica, bisogno di riposi o pieghe.
 
E' passato del tempo e un giorno, sul blog di Chicca ho visto dei magnifici pain au chocolat,  con la ricetta di Aria... l'unica pecca? bisognava fare la pasta sfoglia con tutti i santi crismi, con pieghe, riposi, e tanto olio di gomito. Li ho preparati il 24 aprile, in occasione di una cena, con pernottamento, alla casetta in campagna di Ale con tutti gli amici. La mattina del 25 ho risvegliato la truppa con l'inconfondibile profumo dei cornetti caldi, e non vi nascondo che il profumo ha inebriato anche me.. la giornata è partita con una marcia in più!!
 
Cornetti sfogliati e pain au chocolat
 

300 g di farina manitoba
300 g di farina 00
400 ml di latte
70 g di zucchero
la scorza grattata di 1/2 arancia
1 cucchiaio di miele
4 g di lievito di birra secco
15 g di sale
300 g di burro per la sfogliatura
cioccolata a pezzi
 
Impastare nella planetaria - ma l'impasto può essere fatto anche a mano - le farine, la scorza dell'arancia, il latte, lo zucchero, il miele e il lievito secco. Amalgamate il tutto e poi aggiungete il sale.
Lavorate finchè l'impasto sarà liscio ed omogeneo. Quindi coprite la ciotola con della pellicola per alimenti e lasciate riposare l'impasto per un'ora.

Stendete su un foglio di carta forno 300gr di burro tagliato in fette sottili, posizionate una di fianco all'altra, abbastanza strette in modo che non ci siano buchi, e che si formi un rettangolo.
Riprendete l'impasto e stendetelo a formare un rettangolo dell'altezza di 1cm. Posizionate su questo rettangolo il burro, in modo che copra 2/3 dell'impasto base, e che 1/3 sia "libero".
Ora partiamo con le pieghe. Qui, lo schema per effettuarle, che è davvero utilissimo specie se non si ha dimestichezza con la sfoglia.
 
Nella prima piega è la parte del rettangolo di base che deve essere portata per prima verso il centro; quindi si procede a piegare l'estremità opposta, sempre verso il centro. Stendete ora nuovamente il rettangolo di pasta fino a fargli assumere le dimensioni iniziali, e piegate ancora una volta le estremità verso il centro. Incredibile, ma vero, la prima piega è andata! Ora dobbiamo trasferire il tutto su un vassoio, coprire con della pellicola, e riporre in frigo per un'ora.
Trascorsa l'ora di riposo, ripetete dall'inizio il procedimento per la seconda piega, come per la prima, quindi nuovamente un'ora in frigo, poi la terza piega e così via fino ad arrivare a 5 pieghe intervallate ognuna da un'ora di riposo.

Fatte tutte le pieghe potete stendere l'impasto, sempre nella forma di un rettangolo, a un'altezza di 1/2 cm, quindi procedere a tagliare dei triangoli, se desiderate dei croissant, oppure rettangoli (con lato 10x5), se volte fare i pains au chocolat.
 
Per i croissant, procedete così: arrotolate ciascun triangolo, partendo dalla base verso la punta, allungando la punta tenendola con le dita, mentre arrotolate, e posizionandola sotto il rotolo, in modo che i croissant non si aprano in cottura.
 
Per i pain au chocolat, procedete così: posizionate all'estremità di ogni rettangolo - nel lato corto - un pezzo di cioccolato fondente (io ho usato le gocce), e arrotolate.
 
Posizionate i pezzi ben distanziati tra di loro, perchè cresceranno un bel pò, su una placca da forno, rivestita con carta forno. Coprite con la pellicola e lasciate lievitare per 2-3 ore. O anche tutta la notte, se li fate la sera prima.
 
 
Infornate a forno già caldo, a 180° - statico - per circa 20 minuti.

 
I croissant e i pain au chocolat si possono congelare crudi, prima della lievitazione, mettendoli in un sacchetto per il freezer, scongelandoli poi la sera prima, lasciandoli a lievitare tutta la notte sulla teglia già rivestita da carta forno e procedendo normalmente con la cottura l'indomani.

domenica 5 maggio 2013

DI FRAGOLE E AMORE

Vi sentite mai felici, felici, felici?

Per me è un periodo positivo, e voglio sfruttarlo appieno.
Ho deciso che è il momento di prendere tutte le piccole gioie quotidiane e di gioirne.
Saranno mesi di fuoco, e non voglio anticipare nulla su nulla finchè non sarò a un passo dalla meta. Chiamatela prudenza; chiamatela scaramanzia... il fatto è che la fortuna è cieca, ma la jella ci vede benissimo!

Cercherò di essere attiva sul blog come sempre nell'ultimo periodo, postando sempre nuove cose, e portando avanti impegni e sfide. Ma se non mi faccio troppo viva, saprete - più o meno - il perchè!
Inoltre sarò, spero, impegnata - sempre se tutto va come deve andare - anche su un altro fronte, ma non voglio svelarvi ancora niente..... ^_^
 
Guardate un po' cosa ho scoperto oggi sul mio davanzale?
 
 
Qualche tempo fa avevamo messo due piantine di fragole, senza pretese, per la serie "vediamo cosa ne esce fuori" e stamane, quando sono andata a controllare se avevano bisogno di acqua ho scoperto che sono spuntate tre timide fragoline. SSosoddisfazioni!!!
 
Vi terrò aggiornati!
 
Un paio di settimane fa, ho trovato al supermercato una cassettina da 2 kg di fragole in offerta, erano bellissime e mature, perfette per essere trasformate in una squisita confettura!
 
Confettura di fragole e vaniglia
 
 
Per 4 vasetti da 250 ml
 
2 kg di fragole mature
800 kg di zucchero
due cucchiaini di estratto di vaniglia naturale
 
Lavare e mondare le fragole, e tagliarle in piccoli pezzi. Mettete le fragole in una pentola capiente dal fondo spesso, insieme allo zucchero e mescolate.
 
Mettete dunque su fuoco basso e mescolate di tanto in tanto. Se usate il metodo del mattone, non ne avrete nemmeno bisogno.
Lasciate sobbollire finchè le fragole saranno quasi del tutto disfatte, ci vorrà circa un ora e mezzo. Aggiungete l'estratto di vaniglia e mescolate bene.
Se desiderate una confettura senza pezzi, armatevi di frullatore a immersione e frullate, altrimenti lasciatela così com'è e invasate, nei vasetti precedentemente sterilizzati e con le capsule nuove.
Lasciate freddare completamente i vasetti, controllate l'avvenuto sottovuoto e riponete nella dispensa per almeno un mesetto.
 
Resistere alla tentazione di aprire uno dei vasetti preparati sarà dura, ma fatelo e quando lo aprirete il profumo vi inebrierà! Fantastica sul pane fresco, sulle fette biscottate e per preparare biscotti e crostate: fatene una bella scorta per gustarla tutto il prossimo inverno..

lunedì 24 settembre 2012

UN CROQUE MONSIEUR, S'IL VOUS PLAIT!

Denominatore comune: la Francia (ahimè non ci sono ancora mai stata).

(immagine "Tour Eiffel" di Willy Ronis)

Si sa, che tra noi e i nostri cugini d'oltralpe va avanti una battaglia a colpi di padelle e cucchiai, per stabilire, una volta per tutte, quale sia la cucina migliore: se le chiedete a un francese, o a un'italiano, la risposta sarà ovvia..
Molti personaggi e testi si sono avvicendati su questa questione, cercando di venire finalmente a capo dell'ancestrale quesito.. Una la cose certa: entrambi abbiamo un'ottima cucina.
Sarà poi un caso, che nel ripiano dove venero tengo i libri di cucina il libro di Pellegrino Artusi ("La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene")e quello dell'  Académie d'Art Culinaire - Le Cordon bleu ("Scuola di cucina", siano esattamente l'uno di fianco all'altro.. Entrambi raccontano e insegnano un modo di cucinare e mangiare diversissimi tra loro, ma ambedue eccellenti, che poi credo sia la cosa che conta di più, al di là di qualsiasi discussione.

Mi viene in mente una citazione di  Virginia Wolf che recita "Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene”.

Il piatto di oggi, il croque monsier, si trova nella mia lista "da provare" da un sacco di tempo, ovvero da quando Daniela ne ha parlato qui, e non solo mi ha invogliato ad addentare lo schermo del pc, ma mi ha soprattutto insegnato la storia di questa preparazione, che risale nientepopodimenoche ai primi anni del secolo scorso, e che deve i propri natali a qualche brillante cuoco di café parigino.

Croque monsieur


Per 4 croque monsieur
 
8 fette di pancarrè
4 fette di prosciutto cotto
110 gr di fontina (la ricetta originale prevedeva il groviera)
70 gr di burro
1 cucchiaio di farina
2 dl di latte
1/2 cucchiaino di senape (io l'ho omessa)
1 tuorlo d'uovo 
noce moscata 
sale e pepe
Per prima cosa si prepara la salsa.

Sciogliete 20 gr di burro in padella, unite la farina e mescolate a fuoco lento per pochi minuti. Aggiungete il latte a filo e la senape, lasciando sobbollire finchè il composto non si addenserà e si ridurrà
Togliete dal fuoco, sbattetevi dentro l'uovo, salate, pepate, e aggiungete la noce moscata, lasciando raffreddare
Su una teglia da forno, disponete 4 fette di pane, coprite ognuna con una fetta di cotto, parte della salsa preparata, la fetta di groviera, e chiudete con l'altra fetta di pane. 
Aggiungete ancora sulla fetta di pane un po' di burro e cospargete di fontina grattugiata.
Fate cuocere in forno a 180 °C per 15 minuti circa. Oppure friggete i tost in padella con il burro rimasto fino a dorarli.

Ringrazio le fantastiche amiche di Menù Turistico, perchè questa ricetta entrerà a far parte delle mie preferite.. il croque monsieur è buonissimo, con quella salsa avvolgente, il cuore caldo e filante, la croccantezza esterna: non ne sarò mai sazia!

sabato 28 luglio 2012

MANGIA E BEVI CON GELATO AL FIORDILATTE FATTO IN CASA

Della serie: complichiamoci l'esistenza, ça va sans dire.
 
Perchè se non sei una foodblogger, non puoi capire le motivazioni che spingono una persona sana di mente persona a farsi in casa cose che troverebbe comodamente al supermercato, con una buona coordinazione oculo-manuale, attraverso il passaggio bancone-mano-carrello, e successivamente al passaggio in cassa: più facile di togliere le caramelle dalle mani di un bambino (che comunque è una cosa brutta e non si fa! ^^) .
 
Se poi questa persona, (in)sana di mente, intrappolata in un limbo tra primi piatti, antipasti e dolci, partecipa anche all'MT Challenge, una sfida in cui, mese dopo mese, ci si sfida a colpi di padelle e teglie da forno, in preparazioni che mai e dico MAI ci saremmo sognati di fare, è presto detto, e l'impossibile si trasforma in un gioco da ragazzi.
Lo scorso mese ho glissato sulla sfida delle scaloppine, perchè dopo tutto ciò che è successo intorno a me, l'ultimo dei miei pensieri era quello di mettermi a spignattare in cucina...
Ma se la sfida di questo mese è il gelato di  MAPI non posso davvero esimermi. Anche perchè devo fare assolutamente qualcosa per distrarre la testa da tutti i pensieri che inevitabilmente ora si affollano nella mia testolina inoccupata (ora fa più chic chiarmarsi così).
 
L'idea è arrivata immediatamente, grazie anche allo spunto visto sul numero di Agosto di Cucina Moderna. Detto-fatto, quindi.
La mia idea può essere sia una golosa merenda per grandi e piccini (Ale si è leccato i baffi), sia un dolce da fine pasto, che un sostituto del pranzo: e con questo caldo,  ci sta a pennello!
 
Mangia e Bevi con gelato al fiordilatte (fatto in casa)


Per il gelato al fiordilatte (ricetta di GialloZafferano)

600 gr di latte intero
250 gr di zucchero semolato
250 gr di panna fresca (non UHT)
una punta di cucchiaino di estratto di vaniglia

Per prima cosa versate il latte in un pentolino, unite lo zucchero e la panna, quindi mescolate e portate non oltre gli 85° (il composto deve sfiorare il bollore, ma non bollire).
Arrivati a temperatura mettete immediatamente il pentolino dentro ad un contenitore con acqua e ghiaccio per abbassare velocemente la temperatura del composto e una volta freddo, mettetelo in frigorifero per almeno un paio di ore coperto.

Dopodiché, se avete la gelatiera, versate il composto nel cestello e, seguendo le indicazioni della vostra macchina, azionatela fino a fine mantecatura.
Se, come me, non avete la gelatiera, potete seguire il procedimento di Mapi:

"Se non avete la gelatiera: trasferire il composto in un contenitore basso, lungo e stretto munito di coperchio (le misure ideali sono cm 23x16x38, altrimenti suddividetelo in più contenitori piccoli, in modo che congeli uniformemente), tappare e riporre nella parte più fredda del freezer per 60-90 minuti. Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata sulla base e sui bordi, ma morbida al centro. Mescolarla molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità (volendo la si può trasferire velocemente nel robot da cucina per frullarla), poi riporla nuovamente nella vaschetta livellandola bene e rimettetela in freezer. Ripetere il procedimento per altre 2 volte a intervalli di un’ora e mezza ciascuno; dopo la terza volta trasferire il gelato nella vaschetta che lo conterrà, preferibilmente in polipropilene e riempita fino a 6 mm dal bordo; coprire il composto con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla sua superficie (per limitare la presenza di aria umida e impedire la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla superficie), tappare e rimettere in freezer per 30-60 minuti per far raggiungere al gelato raggiungere la giusta densità. Prima di servirlo, passarlo in frigorifero per 20 minuti."

Per 2 porzioni di mangia e bevi, avremmo bisogno di:

100 gr di gelato al fiordilatte
1 banana
100 gr di anguria
500 gr di frutti di bosco misti (vanno bene anche quelli surgelati)
30 gr di cereali croccanti, tipo corn flakes
se vi va, qualche fogliolina di menta

Private l'anguria dei semi e tagliatela a fettine. Frullatene la metà, e riponete in frigo coperta da pellicola per 30 minuti circa.
Lavate e asciugate i frutti di bosco e teneteli da parte; sbucciate la banana e tagliatela a fettine sottili.
Riempite 2 bicchieri con strati alternati di gelato, frutta (compresa l'anguria a pezzi rimasta, tenendone da parte un po per la decorazione) e cereali, completando con una pallina di gelato.
Poi versate in parti uguali il frullato d'anguria, e decoriamo con la frutta tenuta da parte e se vi va, la menta.

Infine pappatevela!!

sabato 30 giugno 2012

CANNOLI SICILIANI


Dopo quasi un mese di latitanza, faccio di nuovo capolino per condividere con voi questi classici e golosissimi cannoli siciliani.

Sono ancora troppo scossa per parlare del motivo della mia assenza, quindi per ora mi limito a dedicare questo post a due donne speciali, a Anna Maria e Jeanette: vi porterò sempre nel cuore..

"Marco Tullio Cicerone, prima di diventare console romano fu questore in Sicilia dove, narrano le cronache, conobbe ed apprezzò il: "Tubus farinarius, dulcissimo, edulio ex lacte factus", ovverosia il "cannolo farinaceo fatto di latte per un dolcissimo cibo". Non era ancora il cannolo come lo conosciamo noi, ma ci si avvicinava parecchio." (da mondodelgusto.it)

Pensate un pò da quanti secoli gustiamo questa leccornia!

La mia, di oggi è più che altro una non-ricetta, perchè stavolta ho barato: ho preso le scorze già pronte! Il papà di uno dei bimbi dell'asilo, siculo d.o.c., vende tutti prodotti tipici siciliani e da lui ho preso le scorze, di un cannolificio catanese, di cui, chiedo venia, non ricordo il nome.
 
Crema di ricotta e gocce di cioccolato 
 
Mi sono quindi concentrata a preparare il ripieno:

500 gr di ricotta di pecora freschissima
5-6 cucchiai rasi di zucchero semolato
2 cucchiai di rhum bianco
cannella in polvere q.b.
gocce di cioccolato a volontà

Ho lavorato molto bene la ricotta con la frusta, quindi ho aggiunto lo zucchero e il rhum, e infine la cannella: stavolta mi sono, ahimé, dovuta limitare, perché a Ale non piace, ma se come me siete dei cannella-dipendenti, non lesinate!

Quando il composto sarà liscio e morbido, ho aggiunto le gocce di cioccolato; ho subito trasferito il composto nella sac à poche, senza bocchetta, e ho riempito i cannoli. Con questa dose di ripieno ho farcito 10 scorze grandi e 10 piccoli.

Finite con una spoverata di zucchero a velo e servite.
Vi consiglio di riempire i cannoli con la farcitura al massimo qualche ora prima di servire, così non assorbiranno l'umidità e resteranno belli croccanti.


La tradizione vorrebbe che alle estremità si mettessero dei canditi, e io, sacrilega, li ho omessi perchè in casa non piace la frutta candita.. potete poi scegliere di decorare con della granella di pistacchi (di Bronte, ça va sans dire), con una scorzetta d'arancia o, come ho fatto io, con una o più gocce di cioccolato. 

martedì 20 marzo 2012

ZEPPOLE DI S. GIUSEPPE: TANTI AUGURI PAPA'!

L'ho già fattto qui, e voglio rifarlo anche oggi.
Questo post, lo dedico al mio papà, per fargli tanti tanti auguri per la festa del papà.


Ieri con i bimbi dell'asilo abbiamo fatto il "lavoretto" da portare a casa: una cornice in cartoncino celeste, decorata con dei palloncini decorati, e al suo interno la stampa della manina di ciascun bimbo con la tempera, e la poesia che hanno imparato. Inutile dire che quando sono venuti a riprendere i propri figli, e lo hanno stretto tra le mani, si sono sciolti come neve al sole. :-)

Non ho potuto far assaggiare queste zeppole al mio papà, ma virtualmente gliele offro, sapendo che la sua golosità sarebbe sicuramente appagata da queste piccole delizie.

Zeppole di S. Giuseppe
di Giallo Zafferano


 
Per farle ho usato la ricetta di Giallo Zafferano, che ho preso da questo video pubblicato sul loro canale YouTube:
 

 
Ne vengono 15, di medie dimensioni.
Questa è la versione fritta, ma ce ne sono anche di fatte al forno: le proverò la prossima volta.

Per la pasta choux:

250 ml di acqua
70 gr di burro
150 gr di farina 00
la scorza grattugiata di un limone
40 gr di zucchero
3 uova intere
un pizzico di sale

Per la crema (non è quella della videoricetta, è la ricetta della mia mamma, che vi avevo proposto qui)

2 tuorli freschissimi
250 ml di latte
4 cucchiai rasi di zucchero
2 cucchiai rasi di farina
poco estratto di vaniglia naturale 

In più vi serviranno:


Olio per friggere
Zucchero a velo

Per prima cosa si prepara la crema pasticcera:
Mettete i tuorli nella casseruola, con lo zucchero e amalgamate con la frusta. Aggiungete la farina, sempre girando, senza formare grumi. Versare il latte a filo sul composto, senza mai smettere di girare con la frusta. Quindi porre su fuoco dolce, girando, fino a farla addensare. Aggiungete a questo punto l'estratto di vaniglia.

Trasferite subito la crema in una ciotola con pellicola a contatto e mettetela in frigo a rassodare.

Procediamo con la pasta choux, che è fatta con il classico metodo. Si mettono l'acqua e il burro in una pentola, si portano a bollore quindi, fuori fuoco, si aggiunge la farina tutta in un colpo: si amalgama fino a formare una palla quindi si rimette la pentola sul fuoco per far asciugare l'impasto.

Quando sul fondo della pentola si formerà una pellicola bianca, l'impasto è pronto. A questo punto lo dobbiamo trasferire in una ciotola, o nel boccale della planetaria come ho fatto io (con il gancio k). Ho azionato la planetaria a velocità 3, per un paio di minuti per permettere all'impasto di freddarsi leggermente, quindi, ho abbassato la velocità a 1 e ho aggiunto lo zucchero e la scorza del limone.
Dopo ho aggiunto un uovo alla volta, a velocità 2, le uova, facendo assorbire ogni uovo prima di aggiungere il seguente. Una volta ben amalgamate tutte le uova ho trasferito la pasta nella sac à poche con la bocchetta tonda rigata.

Precedentemente mi ero preparata 15 pezzi di carta forno lato 8x8, su ognuno ho formato le zeppole, di circa 5 cm di diametro. Per il procedimento, vi suggerisco di guardare il video di GialloZafferano che lo spiega davvero benissimo.

In una pentola dai bordi alti ho fatto scaldare l'olio di semi, e una volta pronto ho messo le zeppole, con tutta la carta - che si staccherà dopo qualche secondo da sola, e potremo eliminarla dalla pentola con delle pinze da cucina. Potete mettere 3-4 zeppole alla volta, dipende da che grandezza è la vostra pentola.

Quando le zeppole sono dorate, sono pronte. Ci basterà scolarle e metterle su carta assorbente, lasciandole poi a freddare.

Una volta fredde, farcite con la crema pasticcera ben fredda messa in una sac à poche, e guarnite con un'amarena sciroppata. Io ho usato le amarene sciroppate Fabbri, che mi sono arrivate a casa una settimana fa: buonissime!

Finite con una spolverata di zucchero a velo e servite. :-)

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