Visualizzazione post con etichetta Impasti lievitati salati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Impasti lievitati salati. Mostra tutti i post

giovedì 11 marzo 2021

PIZZETTE ROSSE ANNI '80

Alzi la mano chi si è portato a scuola, come merenda, la classica pizzetta rossa del forno, quella con i bordi bruciacchiati e che ti lasciava le dita unte?


Vedo un sacco di mani alzate, comprese le mie! 😄

Pochi bambini di oggi portano a scuola merende fatte in casa; una mia cara amica maestra, che insegna in una frazione vicino L'Aquila, mi diceva che la differenza sostanziale sta nel fatto che i bambini che hanno genitori che lavorano o che sono titolari di aziende agricole portano solitamente ciambelloni fatti in casa, oppure pane e olio o ancora pane e miele. Un'altra mia carissima amica maestra, che invece lavora qui in città, mi diceva che il panorama merende è piuttosto variegato e che i bambini portano un po' di tutto, dai biscotti, alle merendine, alla frutta, ai panini.

Io preferivo solitamente o un frutto o cose salate, tipo un panino all'olio con il cotto preso al solito alimentari vicino casa prima di andare a scuola, oppure la pizza rossa o bianca del forno, ma ogni tanto papà mi faceva scegliere qualcosa di diverso, come potevano essere le ferratelle o qualche meringa colorata. Raramente portavo qualcosa preparato da mamma che era una bravissima cuoca, ma come lei stessa diceva non era molto portata per i dolci e lavorando molte ore fuori casa non aveva molto tempo da dedicare a preparare delle merende da farmi portare a scuola. Quando però preparava il suo buonissimo ciambellone o le castagnole nel periodo di carnevale.. indovinate un po' cosa mettevo nella cartella?

Qualche mese fa mi sono imbattuta in questa ricetta di Paola, di Anice e Cannella, famosissima sul web - e anche fuori - per i suoi lievitati. Vedere le pizzette e iniziare a salivare come il cane dell'esperimento di Pavlov è stato un tutt'uno! Dovevo rifarle al più presto.

Sono semplicissime da fare, si impastano e si cuociono - e si mangiano - nel giro di un paio di ore. Si possono congelare una volta cotte e fatte scongelate o in microonde con il programma apposito per scongelare il pane oppure in forno tradizionale per qualche minuto a 180°.

Pizzette rosse anni '80
da una ricetta di Anice e Cannella

500g di farina tipo 0, circa 12g di proteine
300g di acqua a t.a.
10g di lievito di birra fresco o 4g di lievito di birra secco
30g di olio evo
10g di sale

in più vi occorreranno

1 scatola di pomodori pelati scolati e frullati
sale 
abbondante olio evo per ungere le teglie e condire

Sciogliete il lievito nell'acqua, aggiungete tutta la farina ed iniziate ad impastare utilizzando la foglia a bassa velocità finché la farina sarà tutta idratata. Quindi alzate la velocità ed attendete che l'impasto inizi a legare. Aggiungete il sale e l'olio, poco alla volta, facendo attenzione a non slegare l'impasto.
Se avete difficoltà a lavorare l'impasto con la foglia cambiatela con il gancio. 

Lasciate l'impasto puntare per 1 ora coperto a temperatura ambiente. Quindi stagliatelo in 8 pezzi da circa 100g ognuno senza lavorarli troppo. Coprite le palline con un canovaccio pulito e lasciatele riposare per 20 minuti.
Procedete a fare una prima stesura con i polpastrelli e poi altri 10 minuti di riposo, coprendo sempre con un canovaccio.
Accendete nel frattempo il forno a 250°, in modalità ventilata (o se l'avete con la funzione pizza).
Continuate a stendere le pizzette con i polpastrelli fino ad arrivare ad un diametro di 18 cm, quindi adagiatele nelle teglie BEN UNTE di olio evo e condite con i pomodori pelati frullati arrivando fino ai bordi di ciascuna pizzetta, non devono restare spazi senza (fate tuttavia attenzione a non farne colare sulla teglia).
Aggiungete sale e abbondate olio evo per condire e infornate nella parte più bassa del forno, o anche poggiando sul fondo stesso, per 10 minuti, ruotando di 180° la teglia a metà cottura o quando le pizzette iniziano a colorarsi su un lato.
Spostate ora la teglia nella parte centrale del forno e proseguite la cottura per altri 2 o 3 minuti. 

La loro caratteristica è che devono essere ben colorite e anche un po' bruciacchiate sui bordi, per questo motivo le teglie devono essere abbondantemente unte di olio, pur senza esagerare.  

martedì 20 febbraio 2018

FOCACCIA SEMI INTEGRALE CON LIEVITO MADRE

Oggi ripartiamo da uno dei miei amori, i lievitati. Con il lievito madre, ça va sans dire.

L'inverno si prospetta ancora lungo, quindi è tempo di rimettere in forze il mio lievito madre, un po' trascurato nei mesi passati, ma sempre pronto a darmi delle gran belle soddisfazioni - tra l'altro lo scorso mese ha compiuto 4 anni!


Questa ricetta l'ho trovata sul blog Ribes e Cannella, che seguo da tempo e che mi incanta sempre con le sue splendide foto. La padrona di casa, Ileana, è originaria di Pineto, una deliziosa cittadina sulla costa d'Abruzzo. Abbiamo diverse cose in comune, oltre al condividere la stessa terra e all'amore per il buon cibo, lei come me e Alessandro ama sporcarsi le mani con la terra e coltiva, come noi, il proprio orto. Sicuramente un valore aggiunto in quest'epoca digitale, in cui la maggior parte delle persone sembra aver perso l'interesse per cucinare anche un semplice piatto di spaghetti al pomodoro per la propria famiglia, oppure di non avere più tempo per girare tra i banchi del mercato contadino locale per mettere a tavola della frutta e della verdura sana e genuina, nata a pochi passi da casa. 

La sua focaccia è sofficissima, profumata, umida, con una crosticina croccante all'esterno.. ha il sapore e il profumo delle buone cose di una volta.


Buonissima tiepida, ma ancora meglio il giorno dopo fredda. Credo sia una delle focacce più buone che io abbia mai mangiato!

Focaccia semi integrale con lievito madre



200g di patate bollite ( peso da cotte )
300g di farina integrale di grano tenero + altra per la lavorazione
400g di farina 0
30g di olio evo
150g di lievito madre rinfrescato
1 cucchiaino di zucchero di canna ( o miele, malto ecc )
2 cucchiaini di sale
350g circa di acqua*

in più vi occorreranno

pomodorini
olive - io ho usato quelle di Gaeta
origano
olio evo

Schiacciate le patate ( io ho usato una patata media bollita in acqua leggermente salata, considerate comunque il peso da cotta, 200 g ), mescolatele alle farine e all’olio; sciogliete il lievito madre in 100 g di acqua con lo zucchero, unite tutto al mix di farine e patate, quindi aggiungete altra acqua fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso; io ho aggiunto 280 g di acqua, quindi 380 g in totale.

(Ileana consiglia di aggiungere l’acqua poco alla volta e ,se necessario, aggiungete ulteriore acqua, la farina integrale potrebbe assorbire più acqua).
Spolverizzate il piano di lavoro con della farina integrale, versatevi l’impasto e lavoratelo brevemente, fino ad ottenere un impasto omogeneo e morbido.


Oliate una ciotola e ponetevi l’impasto, coprite con la pellicola e fate lievitare fino al raddoppio.
A questo punto ungete una teglia rettangolare delle dimensioni di 30 x 40 cm e fatevi scivolare l’impasto senza lavorarlo; stendetelo delicatamente con le mani leggermente unte fino a ricoprire tutta la teglia.


Lasciate lievitare fino al raddoppio (il tempo qui è indicativo e dipende molto dalla forza del vostro lievito madre come anche dalla temperatura che avete in casa, Ileana riporta un tempo di 90-120 minuti, mentre per me sono stati necessarie 3 ore circa), quindi ungete la superficie con un velo di olio evo, farcite con pomodorini divisi a metà, olive e origano.



Cuocete nel forno preriscaldato a 200°C fino a doratura. Io ho cotto circa 35 minuti, impostando il forno sulla funzione ventilata negli ultimi 10 minuti per regalare alla focaccia una doratura uniforme.
Fate raffreddare la focaccia prima di tagliarla. E' buonissima da sola, e un pezzo tira l'altro.

venerdì 6 marzo 2015

MANI IN PASTA! FOCACCIA BASSA E CROCCANTE CON LIEVITO MADRE

Alcune ricette arrivano come delle rivelazioni. Delle vere e proprie epifanie.
Per anni cerchi la ricetta ideale per riuscire a riprodurre in casa un cibo che adori, che magari mangiavi da bambina o che tua madre ti mandava a comprare in quella pizzeria sotto casa.
 
Ad esempio, la focaccia. 
 
Non è la focaccia fatta con la pasta del pane, né la pizza bianca all'olio, ma una via di mezzo, leggera, alveolata, profumatissima di rosmarino, sapida, croccante fuori e morbidissima dentro.
 
Trovare una ricetta per farla non è stato semplice, ne ho provate tantissime, ma nessuna si avvicinava mai abbastanza a ciò che cercavo. Finchè una sera, alla ricerca di qualcosa da proporre alla mia dolce metà per la sera successiva, mi sono imbattuta in una ricetta mai provata. Già il fatto che sia sua è sinonimo di garanzia, soprattutto per i lievitati. Le foto erano promettenti ed invitanti. 
E così la mattina seguente ho impastato, seguendo alla lettera dosi e procedimento.
 
Non ci credevo nemmeno quando l'ho assaggiata che era proprio lei. La focaccia mangiata tantissime volte.
La ricetta originale prevedere il lievito di birra, quindi io vi riporto sia la versione di Paoletta sia quella che ho modificato per l'uso del lievito madre solido (al 50% di idratazione).
 
Focaccia bassa e croccante con lievito madre
 
 
ricetta originale
 
400g di farina 0
300ml di acqua
16g di olio
5g di sale
5g di malto (sostituibile con lo stesso peso di miele o zucchero)
8g di lievito di birra fresco (oppure 3,5 di lievito di birra disidratato)
 
volendo utilizzare il lievito madre solido (con idratazione al 50%) la ricetta risulta così modificata
 
128g di pasta madre rinfrescata
315g di farina 0
257g di acqua
16g di olio
5g di sale
5g di malto (sostituibile con lo stesso peso di miele o zucchero)
 
in più ci servirà
 
sale grosso pestato
olio evo
 
Se utilizzate il lievito di birra mettete la farina in una grossa ciotola e versate una parte dell'acqua, 200 ml, dove si è precedentemente fatto sciogliere per 10 minuti il lievito e il malto. Impastate un pò con le mani, poi aggiungete i restanti 100 ml di acqua pian piano, il sale e per ultimo l'olio. Impastare brevemente a mano giusto il tempo per amalgamare gli ingredienti. Lasciar lievitare per 2 ore circa coprendo la ciotola con della pellicola per alimenti.
 
Se utilizzate il lievito madre mettete la farina in una grossa ciotola, formate la fontana e mettete al centro la pasta madre a pezzetti. Versate al centro l'acqua e aggiungete il malto. Impastate un pò con le mani, sciogliendo bene i pezzetti di lievito madre. Aggiungete infine il sale e per ultimo l'olio, impastando fino a che quest'ultimo sia ben amalgamato. Coprite la ciotola con della pellicola per alimenti.
Utilizzando il lievito madre la lievitazione sarà inevitabilmente più lunga, quindi vi consiglio di impastare la mattina per gustare questa focaccia a cena, dal momento che ci vorranno circa 6-8 ore di lievitazione (il tempo dipende anche dalla temperatura che avete in casa, se l'ambiente è caldo 21-23° la lievitazione sarà più rapida, al contrario avrete bisogno di più tempo).
 
L'impasto deve in entrambi i casi triplicare.

Appena l'impasto ha raggiunto la giusta lievitazione, rovesciatelo sul piano di lavoro ben infarinato e con le mani anch'esse infarinate si fanno due giri di pieghe a tre. Formate a qusto punto una pagnotta tirando i lembi della pasta verso il centro. Giratela ora sottosopra in modo che i lembi rimboccati siano sotto. Lasciate riposare circa 15-20 minuti sul piano di lavoro infarinato, coprendo con una ciotola rovesciata.

Con le man unte d'olio stendete l'impasto nella leccarda del forno ben unta d'olio evo e spolverate con poco sale grosso pestato e rosmarino. Versate olio evo, e con i polpastrelli affondate l'olio nell'impasto cercando di fare delle fossette, ma fate la massima attenzione a non schiacciare le bolle che, se tutto è andato bene, si formeranno.
Lasciate lievitare in teglia ancora 20 minuti. Se la lievitazione è avvenuta correttamente la pizza presenterà sulla superficie rigonfiamenti e/o bolle che non dovete bucare, in quanto caratteristici di questo impasto.

Nel frattempo accendete il forno alla massima temperatura, funzione ventilato. Terminato l'ultimo riposo infornate e cuocete fino a che la pizza è bella dorata (ci vorranno circa 15 minuti).
A volte la focaccia non esce dal forno ben asciutta sul fondo come dovrebbe essere, e forse dipende dal tipo di teglia. In questo caso, appena cotta, sfornatela e mettetela 2-3 minuti ad asciugare sulla gratella del forno ancora acceso.
 
 
 Gustate da sola o accompagnata da salumi e un buon bicchiere di vino.


venerdì 6 febbraio 2015

MANI IN PASTA! PANINI SOFFICI PER HAMBURGER CON PASTA MADRE

A volte sono come una bambina, vedo una cosa - o penso a una cosa - da mangiare e vorrei vederla materializzarsi nel piatto davanti a me. Sarebbe bello, ma lo vedo un po' difficile. Per fortuna le mie risorse in cucina non finiscono mai e così quando si ha voglia di hamburger, tipo quelli della famosa catena di fast-food, ci si "ingegna" per gustarli senza varcare la soglia di casa.
Infilare scarpe e cappotto e andare li a mangiarli, infatti, non è un opzione contemplata, perché a casa non siamo amanti di cucina da fast-food.
Ci piacciono le patatine fritte, è vero, ma quelle fatte con le patate dell'orto, che definire buone è oltremodo riduttivo, fritte in olio buono e - talvolta - senza sale, perché sono già perfette così.
Ci piace la carne. Ebbene si, amici vegetariani/vegani. Ahimè, siamo carnivori... non la mangiamo spesso, ma non disdegniamo assolutamente una buona carne alla brace o uno stufato, tantomeno un buon arrosto al forno.
Ci piace il pane - a me soprattutto, purtroppo - specie quello fatto in casa, se poi è anche con il lievito madre, ancora meglio.

Quindi quando abbiamo voglia di hamburgers che si fa? Ma è ovvio!
Ci si attrezza e si preparano questi meravigliosi panini. Soffici, dal profumo inebriante, buonissimi sia per il salato che per il dolce, ideali da preparare per i buffet. E con l'occasione, visto che oggi è il primo venerdì del mese, riprendiamo anche la rubrica MANI IN PASTA!

 
E il merito, comunque, è tutto di Alessandra, che li ha postati qualche tempo fa sul suo blog. Io non ho fatto altro che modificare le dosi per utilizzare il lievito madre nella ricetta. Vi riporto la sua ricetta, quella originale con il lievito di birra fresco, e sotto la ricetta modificata per l'utilizzo del lievito madre solido.
 
 
Panini soffici per hamburger con lievito madre
ricetta dal sito mammapapera.it
 
 
 
285 gr di farina manitoba
200 gr di farina oo
240g di acqua
10g di lievito di birra fresco
1 uovo
55g di zucchero
7g di sale
30g di burro morbido a pezzetti
semi di sesamo
latte

io ho utilizzato il lievito madre solido (al 50% di idratazione), e la ricetta ne risulta così modificata:

160g di pasta madre solida rinfrescata da 3-4 ore
378g di farina (di cui 200g manitoba e 178g 00)
187g di acqua
1 uovo
55g di zucchero
7g di sale
30g di burro morbido a pezzetti
in più si serviranno
semi di sesamo
latte q.b.
 
Inserire le farine, il sale e lo zucchero nella planetaria.
Sciogliere il lievito nell’acqua appena appena tiepida (non calda mi raccomando per evitare di bruciare il lievito), azionare la planetaria al minimo e aggiungere l’acqua e l’uovo, portate la velocità a 1 e appena tutti gli ingredienti saranno amalgamati bene, aggiungere il burro a piccoli pezzetti, uno alla volta, inserendo il successivo solo quando il precedente si sarà ben assorbito all’impasto.
Appena avete inserito tutto il burro portate la velocità a 1.5-2 e fate incordare, cioè lavorate fino a che l’impasto si sarà arrotolato alla frusta a uncino del tutto e si sarà staccata dalle pareti della ciotola. Ci vorranno circa 20 minuti.
 
 
A fine lavorazione otterrete un impasto molto morbido e poco appiccicoso. Se procedete con l'impasto a mano, fate una fontana sul piano di lavoro con farina, sale e zucchero, quindi l'ordine di inserimento degli ingredienti resta invariato.
 
Formate una palla, e rimettere nella ciotola della planetaria leggermente infarinata, coperta con pellicola a lievitare nel forno spento fino al raddoppio, i tempi variano a seconda delle temperature e dalle condizioni climatiche.
A lievitazione avvenuta, riprendete l’impasto e sgonfiatelo delicatamente con i palmi della mano, allargatelo e ricavate dei pezzetti di pasta da 100 gr l’uno (otterrete circa 10 panini). Formate delle palline, pirlatele e appoggiatele su una teglia con carta forno.
Coprite con un canovaccio e fate raddoppiare ancora. Quindi accendete il forno a 190°.
 
 
Prima di infornare spennellate con del latte tiepido e ricoprite con i semi di sesamo.
Infornate per una decina di minuti circa, regolatevi con il vostro forno ma appena vedrete la colorazione tipica, sfornate e mettete su una gratella a raffreddare.
 
 
Sono strepitosi ancora tiepidi, ma si conservano ben chiusi in un sacchetto per alimenti fino a tre giorni, perdendo solo un po' di morbidezza.
E con questa ricetta, oltre che dire "Grazie" ad Alessandra per questa ricetta, colgo anche l'occasione per mandarle un forte abbraccio. Lei sa perché. :)

martedì 25 marzo 2014

FOCACCIA FARCITA CON IL LIEVITO MADRE

Il mio lievito madre ha compiuto due mesi tre giorni fa, e io sono una genitrice veramente orgogliosa!
 
Questo mondo è nuovo per me e ho tantiiiiiissime cose da imparare, sicuramente qualche volta sbaglierò anche, ma ho tanta voglia di provare. Ho mangiato per 26 anni prodotti fatti con il lievito di birra che consideravo ottimi, ma quando ho provato quelli fatti con il lievito madre... non c'è paragone. E' un sapore diverso, che non capisci se non assaggi.

Mi ricorda il profumo che sentivo da bambina in un panificio vicino casa, quando la proprietaria, amica di mia madre, mi faceva entrare nel laboratorio: mi incantavo a vedere le grandissime impastatrici che lavoravano quelle masse gigantesche ed emanavano un profumo inebriante, inconfondibile. Poteva anche lasciarmi sola per qualche minuto, mi ritrovava esattamente dove mi aveva lasciato, ipnotizzata davanti ai bracci meccanici che impastavano.
La focaccia è diventata un appuntamento settimanale fisso a casa nostra, ci piace troppo! Questa volta ho provato a farla in modo diverso, mettendo una farcitura all'interno di prosciutto cotto e mozzarella passita - che ho scoperto qui a L'Aquila, e che sarebbe, se non erro, la provola non affumicata. Mi credete se vi dico che era una goduria pazzesca?
 

Focaccia farcita con il lievito madre
 
 
lievito madre rinfrescato
prosciutto cotto
mozzarella passita o provola
sale
olio evo
acqua
 
Il procedimento è lo stesso che per l'altra focaccia, semplicissimo.
Si parte con il lievito madre rinfrescato. Facciamo un rapido riepilogo su come procedere per il rinfresco.
 
Tiro fuori il mio lievito madre dal frigo qualche ora prima del rinfresco - diciamo alle 13 -, in modo che torni a temperatura ambiente e che quindi i microrganismi al suo interno si "sveglino". Voglio panificare, quindi procedo al rinfresco - sono trascorse due ore da quando l'ho tirato fuori dal frigo, quindi sono le 15 circa - facendolo su tutto il mio lm e non solo su una parte.
In una ciotola peso il mio lm che era di 800g, aggiungo la metà del suo peso di farina, quindi 400g e acqua tiepida per 1/3 del suo peso, ovvero 200g.
 
Quindi le proporzioni che ho sono queste:
 
800g di lievito madre non rinfrescato
400g di farina manitoba
200g di acqua tiepida
 
Impasto fino ad ottenere un composto omogeneo ed elastico.
 
Prelevo 400g del mio lievito madre così rinfrescato, ne faccio un panetto e lo ripongo nuovamente nel mio contenitore di vetro, coperto con un canovaccio (dopo un paio di ore  - grossomodo alle 16, meglio ancora alle 18 - chiudo con il coperchio e lo rimetto in frigo).
 
Con il lievito madre rinfrescato che mi resta andrò a fare la mia focaccia: in una teglia antiaderente leggermente unta di olio evo vado a disporre metà del mio impasto allargandolo leggermente con le mani, in modo che copra tutto il fondo della teglia. Farcisco con il cotto, la mozzarella passita tagliata a fette abbastanza sottili e copro il tutto con l'altra metà dell'impasto, sigillando bene i bordi.
 
Con la pellicola copro la mia teglia, badando che sia ben tesa e distante quindi dall'impasto per evitare che ci si appiccichi. Lascio riposare il mio impasto così coperto per 4-5 ore.
 
Trascorse le ore di riposo accendiamo il forno e prepariamo l'emulsione di olio e acqua in parti uguali. Togliamo la pellicola e cospargiamo la superficie della focaccia con l'emulsione e saliamo. Quindi cuociamo in forno preriscaldato a 180° per 25-30 minuti, ovvero fin quando sarà dorata.
 
Io ho utilizzato il cotto, ma possiamo utilizzare qualsiasi cosa: patate e broccoletti, spinaci e ricotta, speck e gorgonzola... chi più ne ha più ne metta!
 

lunedì 28 ottobre 2013

L'IMPORTANZA DELLA PRIMA COLAZIONE: HEALTY AMERICAN BREAKFAST

Molte persone non fanno colazione. C'è chi va di fretta e non ha tempo, chi pensa di saltare la prima colazione per il bene della dieta evitando di assumere un tot di calorie, chi non riesce a mangiare nulla appena sveglio e magari beve solo un caffè, ecc.
 
Il tema di questo mese del MTC è l'american breakfast, la cui portata principe è l'uovo alla benedict.
Cito Roberta, La valigia sul letto che scrive: "un uovo alla benedict composto da 1/2 english muffin, un uovo in camicia, una fetta di prosciutto o bacon e due cucchiai di salsa olandese, ha circa 260 calorie, 16 g di grassi, 24 g di carboidrati e 21 g di proteine. Certo, ha circa 300 mg di colesterolo, che e' la dose massima giornaliera consigliata, quindi non e' cosa da consumarsi tutti i giorni, ma una volta ogni tanto non fa piu' danno di un piatto di pasta alla carbonara, che ha piu' del doppio delle calorie e piu' o meno la stessa quantita' di colesterolo. Aggiungo che al mattino il consumo di proteine e di una dose di calorie pari almeno al 20% del fabbisogno giornaliero, e' ormai caldamente consigliata da tutti gli esperti di nutrizione. Saltare la colazione fa molto piu' male che mangiarsi uova e prosciutto una volta alla settimana. Mangiate latte, yogurt, cereali, pane integrale, marmellata o miele, se non amate il salato, ma mangiate!!".

E' importantissimo fare colazione. Che questa sia dietetica, americana, ipercalorica, veloce, inglese, italiana, dolce o salata, poco importa.

Dopo aver dato un'occhio al light breakfast e a quello comfort, oggi voglio battere sul concetto di salubrità che in inglese si traduce con healty. Nella mia ultima proposta per la sfida di questo mese, infatti, ho cercato di bilanciare al massimo i nutrienti (proteine, carboidrati, fibre, grassi, zuccheri, vitamine e sali minerali) strizzando anche un'occhio al gusto!
 
Quindi, uova alla benedict con salsa mornay su base di fast english muffin (fast perchè ho sostituito il lievito di birra con quello a lievitazione istantanea per torte salate, un'ottima alternativa per quando vogliamo gustare una colazione english senza aspettare i tempi di lievitazione), con barrette ai cereali home made, il tutto accompagnato con uno smoothie alla mela verde e kiwi e una bella tazzina di caffè espresso.
 
Healty american breakfast
 

per l'uovo alla benedict con salsa mornay

1 uovo in camicia
500 g di besciamella *
60 g di tuorli
100 g di panna
80 g di parmigiano
sale e pepe
 
per la besciamella*

1 litro di latte intero fresco
80 g di burro
80 g di farina
10 g di sale
noce moscata

Portare a bollore il latte.
In un'altra casseruola far fondere il burro, unire la farina in una sola volta e mescolare.
Far cuocere per circa 2 minuti.
Versare quindi nel latte bollente mescolando con una frusta e continuare la cottura per 10 minuti.
Nella besciamella calda mettere i tuorli, la panna, il parmigiano e regolare di sale e pepe considerando che la besciamella è già salata e il parmigiano conferisce sapidità. Mescolare bene con una frusta.
 
Per l'uovo in camicia, potete trovare il procedimento dettagliato, qui, qui e qui.
 
 
per i fast english muffin - la ricetta è quella di Roberta
 
450 g di farina forte per pane
225 ml latte
55 ml di acqua
7 g lievito di birra secco (io istantaneo in polvere per torte salate)
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di sale

Impastate tutti gli ingredienti insieme e procedete immediatamente alla formatura degli english muffin stendendo l'impasto a 1 cm e mezzo di spessore, e ritagliando con un taglia pasta tondo di 7 cm di ø i pezzi, reimpastando i ritagli e procedendo fino ad esaurimento della pasta.
Cuocere in padella di ghisa o antiaderente ben calda, 5 minuti per lato.
 
Essendo fatti con il lievito istantaneo in polvere per torte salate, il giorno dopo la cottura perdono un pò in consistenza e gusto, ma se li consumate caldi, sono identici a quelli con il lievito di birra.
 
 
Aprite a metà l'english muffin, mettete sulla metà inferiore l'uovo, nappate con la salsa mornay e guarnite con alcune foglioline di timo fresco.
 
per lo smoothie alla mela verde e kiwi (1 porzione)

1 mela verde granny smith
1 kiwi
2 cucchiaini di zucchero semolato
80 g di yogurt greco
30-50 ml di latte

Sbucciate la frutta, tagliatela a pezzi e inseritela nel boccale del frullatore insieme allo zucchero e lo yogurt greco. Iniziate a frullare e aggiungete a filo il latte fino ad ottenere un composto cremoso, denso, ma non troppo.

Versate nel bicchiere e servite con una cannuccia e una fettina di mela verde a decorare.


per le barrette di cereali

310 gr tra muesli e cereali (io ho usato 110 gr di muesli con frutta secca e 200 gr di cereali)
100 gr di burro
120 di zucchero di canna integrale
3 cucchiai di miele - io di melo RdA

In una padella antiaderente si mette il burro, lo zucchero e il miele e si lascia caramellare. Dopo 8-10 minuti il composto sarà vischioso, quindi sarà pronto.
Preparatevi nel frattempo una teglia rettangolare di 22x24 cm rivestita con carta forno.
 
Mettete i cereali in una ciotola e versatevi sopra il composto, amalgamando bene in modo da distribuirlo tra i cereali in modo uniforme. Versate nella teglia, e lasciate raffreddare bene. Quando sarà ben freddo, potete tagliare le barrette e conservarle o avvolte da carta forno in dispensa, o in un contenitore a chiusura ermetica.

lunedì 21 ottobre 2013

COMFORT AMERICAN BREAKFAST

Non mi aspettavo di proporre una seconda versione per la sfida di questo mese del MTC, ma quando ci si mettono anche i sogni a darti man forte.... non bisogna far altro che lasciarsi trasportare dall'istinto. Qualche notte fa, infatti, ho sognato che io e Ale eravamo emigrati proprio negli Stati Uniti d'America.. e indovinate un po' dov'eravamo? In un caffè a fare colazione!

Praticamente ho sognato di essere partita in fretta, il giorno dopo aver pubblicato il post sull'american breakfast, senza cellulare, senza pc, senza aver preparato con cura la mia valigia e essermi portata dietro i miei vestiti o tutte le mie scarpe! Non ricordo il perchè di una partenza tanto frettolosa, ma la colazione.... quella colazione la ricordo molto bene! Scrambled eggs, pane tostato, bacon, pancakes con sciroppo d'acero, succo d'arancia e quella sorta di bibitone che gli americani si ostinano a voler definire come caffé.
La preoccupazione principale era: "cavolo, sono senza computer, e ora come faccio a gestire il blog?!".

Stavolta, mi sono crogiolata un po di più nel gusto pieno dell'american breakfast, aggiungendo qualcosa, e togliendo qualcos'altro. Ho aggiunto alla mia colazione due buonissimi cinnamon toast - che entrano a pieno diritto nella mia lista di comfort food -, l'uovo alla benedict, sostituendo però alla salsa olandese una salsa chantilly (ovvero una salsa ottenuta partendo da una base di maionese alla quale si aggiunge la panna montata) e all'english muffin di base, un cornbread muffin. Inoltre ho scelto di aggiungere una tazza di hot cocoa milk - una vera rivelazione per quei momenti in cui hai bisogno di qualcosa di caldo, senza esagerare però con le calorie - e del succo d'arancia.

Una colazione che sicuramente sceglierei per quei giorni in cui mi sveglio un pò così, con il bisogno di una coccola in più, che sia il mio oggetto transizionale tra una notte di sonno avvolta nel piumone e una giornata dall'aria fredda, di quelle che ti fanno rispoverare il cappello di lana e diventare il naso rosso rosso.
 
Comfort american breakfast 
 

per l'uovo alla benedict
 
1 uovo in camicia
salsa chantilly*

per i corn bread muffin (per 12 muffin)

125 gr di burro fuso
187 gr di farina gialla
125 gr di farina 00
3 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di lievito per torte salate
1/2 cucchiaino di sale
1 punta di cucchiaino di bicarbonato di sodio
125 ml di latticello (io latte parzialmente scremato)
2 uova medie
 
per la salsa chantilly*
 
4 cucchiai di maionese (meglio se fatta in casa, io lo ammetto, ho barato!)
2 cucchiai di panna montata 
 
per il cinnamon Toast - per porzione
 
2 fette di pane bianco
burro q.b.
20 g di zucchero (io di canna integrale)
1 cucchiaino di cannella in polvere
 
per l'hot cocoa milk - per ogni tazza
 
2 cucchiai di panna fresca
1 cucchiaino raso di zucchero
1 cucchiaio colmo di cacao amaro
125 ml di latte parzialmente scremato
1 marshmallows

Primo passaggio: preparare i cornbread muffin. La ricetta è la stessa che ho usato per il cornbread con il quale ho accompagnato il chili.

Preriscaldiamo il forno a 200° e imburriamo leggermente le cavità di una teglia da muffin, spolverandole leggermente di farina. Nella ciotola del mixer misceliamo le due farine, il sale, il lievito per torte salate e il bicarbonato di sodio. A parte battiamo le due uova leggermente insieme al latticello (io ho usato il latte). Fondiamo il burro in un pentolino e lo lasciamo intiepidire.

Con il mixer azionato, aggiungiamo la miscela di uova e il burro e lasciamo amalgamare finchè il composto sarà omogeneo: risulterà molto morbido, tranquilli va bene così. Riempite le cavità per 2/3 della loro capacità, inforniamo e cuociamo per circa 25-30 minuti, finchè, facendo la prova stecchino questo ne uscirà pulito. Sfornate e tenete in caldo.

Secondo passaggio: la salsa e le uova. L'uovo alla benedict, come già accennato qui, è un uovo in camicia, nappato con una salsa olandese o comunque un'altra salsa, il più delle volte a base di uova. Stavolta io ho fatto una salsa chantilly, ovvero ho amalgamato 4 cucchiai di maionese con 2 cucchiai di panna fresca montata - ovviamente non zuccherata - ottenendo una salsa leggermente acidula, ma molto soffice e morbida, dal gusto meno intenso rispetto alla salsa olandese.

Per le uova ho nuovamente seguito il procedimento di Roberta: in una casseruola da 24 cm di diametro, versate circa 5 cm di acqua e scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola (l'acqua dovrà essere a 80°).

Rompete le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.

Versate delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell'acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate abbondante spazio tra un uovo e l'altro, cuocendone non piu' di tre o quattro alla volta. Lasciatele cuocere indisturbate per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario.

Con un mestolo forato togliete le uova dall'acqua, una alla volta, scolandole molto bene e se dovete servirle subito, tamponate il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l'acqua in eccesso. Potete conservarle in frigorifero fino a 3 ore, avendo l'accortezza di deporle su un piatto coperto di carta da forno. Al momento di servirle, bastera' scaldarle per 35 o 40 secondi in acqua in leggera ebollizione.
 
 
Terzo passaggio: i cinnamon toast. Fate dorare in forno le fette di pane bianco da ambo i lati. Nel frattempo mescolate in una ciotolalo zucchero e la cannella. Sfornate, imburrate leggermente e corpargete con lo zucchero unito alla cannella. A questo punto potete: o mangiarlo o fare un ulteriore passaggio in forno per avere un toast leggermente caramellato (io l'ho ripassato in forno, e una volta sfornato - muoia Sansone e tutti i Filistei - ho spolverato ancora un po con lo zucchero). Il toast va servito tiepido/caldo, quindi se avete ancora qualche preparazione da fare, tenetelo al caldo.
 
Quarto passaggio: l'hot cocoa milk. Mettete a scaldare il latte in un pentolino, dovrà essere molto caldo, ma non bollire. Nel frattempo, in ogni tazza, mescolate 2 cucchiai di panna, 1 cucchiaio di zucchero e 2 di cacao cacao (in alternativa potete farlo nel bicchiere del frullatore a immersione per creare una specie di crema densa e spumosa). Quando il latte sarà caldo, versatelo nelle tazze e mescolate. Otterrete una bevanda mediamente densa, ma gustosissima e avvolgente: un'ottima alternativa alla cioccolata calda, quando non si ha troppo tempo di star li a mescolare nel pentolino. Completate ogni tazza con un marshmallow intero o tagliato a pezzi più piccoli o se preferite con della panna leggermente montata. 
 
 
Assemblate ora il piatto: tagliate a metà il muffin, posizionate su di esso l'uovo in camicia e nappate con la salsa chantilly. Accanto, mettete i cinnamon toast. Servite insieme all'hot cocoa milk  e del succo d'arancia.
 

venerdì 18 ottobre 2013

AMERICAN BREAKFAST: WHY NOT?

La colazione all’americana o american breakfast risente molto della colazione all’inglese, ma la sua caratteristica è quella di unire sia il salato che il dolce. Praticamente si portano in tavola vari piatti salati come uova, bacon, prosciutto, formaggi, legumi e toast imburrati, insieme a piatti dolci come pancakes con sciroppo d’acero, muffins, caffè allungato all’americana, - che per noi italiani, estimatori della "tazzurella di caffè", è davvero una cosa imbevibile - tè e succo d’arancia. Una colazione veramente sostanziosa che permette di arrivare fino a cena dedicando al pranzo un a pasto molto leggero.

Negli ultimi tempi sta prendendo sempre più piede il termine brunch; esso deriva dall’unione delle parole breakfast + lunch = brunch. Durante i fine settimana o le festività le famiglie si ritrovano riunite per una specie di pasto che è la via di mezzo tra la colazione e il pranzo. Ci si alza con calma e tra le dieci e le dodici viene servito il brunch; in quell'orario è troppo tardi per la colazione e troppo presto per il pranzo, quindi è perfetto per il brunch, durante il quale si mangiano cose dolci e salate tipiche della colazione all’americana. Ultimamente anche in Italia si trovano spesso e volentieri bistrot, bar e ristoranti che servono il brunch unendo alla tradizione della colazione all'americana, alcune prelibatezze italiane come cornetti, cappuccino, caffè espresso ecc.

Tornando però alla vera protagonista di questo post, se ordinate il famoso breakfast negli Stati Uniti d'America vi verrà servito un immancabile succo d’arancia, frutta fresca, cereali con latte freddo, toast imburrati, uova al tegamino, bacon fritto, patate fritte o altri legumi, talvolta salsicciotti o prosciutto cotto e per finire, dolci quali pancakes con sciroppo d’acero oppure muffin con caffè o tè. Questo tipo di colazione ha origini antichissime in quanto risale alla tradizione coloniale dei contadini e dei pionieri, soprattutto del West. Era infatti abitudine e buona norma, prima di andare a lavorare per l’intera giornata, assicurarsi il giusto nutrimento e le dovute energie già alla mattina presto, anche perchè il pranzo era assai misero e leggero (e molto spesso veniva addirittura saltato) e pertanto si sarebbe dovuta attendere la sera per mangiare nuovamente qualcosa di sostanzioso e di caldo - un pò come succedeva nelle campagne italiane, dove si faceva colazione abbondantemente e si consumavano affettati, salumi e formaggi, latte, pane e olio, frutta secca ecc..
 
In queste abitudini antichissime si riflette ancora oggi il comportamento alimentare degli Americani: colazioni sostanziose, pranzi fugaci e leggeri, cene abbondanti. Ovviamente questa colazione risulta più leggera se fatta appena alzati prima di andare al lavoro, ma spesso gli americani consumano questo pasto in un locale, dopo essere usciti di casa.
 
E dopo aver preparato la mia versione per la sfida lanciata da Roberta di questo mese del MTC, che ha come tema proprio l'american breakfast, ho capito perché questo pasto viene consumato fuori casa: dopo aver finito di mangiare vi renderete conto di aver sporcato tutte le pentole possibili ed immaginabili, tirato fuori ogni stoviglia dal cassetto e ridotto la cucina ad un campo di battaglia. Dio benedica la lavastoviglie!

La mia proposta per un'american breakfast abbastanza tradizionale, ma decisamente "leggera" prevede: uovo alla benedict con salsa olandese, english muffin, pancakes con sciroppo d'acero e uno smoothie ai frutti di bosco. Passiamo quindi alle ricette; cercate di starmi dietro, che a 'sto giro è impegnativo!!
 
"Light" american breakfast
 
 
per due persone
 
per le uova alla benedict
 
2 uova in camicia
salsa olandese*

Potete seguire due metodi per fare le uova in camicia, uno è quello che ho spiegato qui, che è il metodo classico, con il vortice; l'altro è quello suggerito da Roberta, che ho provato e che vi riporto di seguito.
 
In una casseruola da 24 cm di diametro, versate circa 5 cm di acqua e scaldate a fuoco medio fino alla comparsa delle bollicine sul fondo e sui bordi della pentola (l'acqua dovrà essere a 80°).
Rompete le uova in ciotoline separate, un uovo per ogni ciotola, eliminando quelli con il tuorlo rotto.
Versate delicatamente le uova, una alla volta, sulla superficie dell'acqua, lasciando che vadano dolcemente a fondo. Lasciate abbondante spazio tra un uovo e l'altro, cuocendone non piu' di tre o quattro alla volta. Lasciatele cuocere indisturbate per 3 o 4 minuti, usando una spatola di gomma per staccare delicatamente le uova dal fondo della pentola, se fosse necessario.
Con un mestolo forato togliete le uova dall'acqua, una alla volta, scolandole molto bene e se dovete servirle subito, tamponate il fondo del mestolo con un pezzo di carta da cucina per assorbire tutta l'acqua in eccesso. Potete conservarle in frigorifero fino a 3 ore, avendo l'accortezza di deporle su un piatto coperto di carta da forno. Al momento di servirle, bastera' scaldarle per 35 o 40 secondi in acqua in leggera ebollizione.
 
per la salsa olandese* ricetta di Roberta
 
4 tuorli
il succo e la scorza grattugiata di 1/2 limone
1 pizzico di sale
120 g di burro fuso, meglio se chiarificato
 
Vi riporto prima il metodo di Roberta (1° metodo), e di seguito quello che ho utilizzato io (2° metodo).
1° metodo: in una ciotola di acciaio o che comunque sopporti le alte temperature, mescolate energicamente i tuorli con il succo di limone e un pizzico di sale. Ponete la ciotola sopra una pentola con acqua in leggera ebollizione: la ciotola non deve toccare l'acqua! Mescolando continuamente, fate scaldare i tuorli, poi versate a filo il burro fuso, sempre mescolando. Continuate a mescolare, in modo delicato e costante, fino a quando la salsa si sara' rappresa. Aggiustate di sale e pepe, unite anche la scorza grattugiata e servite subito.
2° metodo: (dal libro "Scuola di Cucina" de Le Cordon Bleu, Academie d'Art Culinaire de Paris) mettete i tuorli e l'acqua nel contenitore riscaldato di un mixer con le lame in metallo. Azionate la macchina, e a filo versate dall'apertura in altoill burro tiepido chiarificato. Unite infine il succo di limone e il sale.
 
per gli english muffin (io ho fatto un terzo della dose di Roberta e ho ottenuto 6 muffin)
 
450 g di farina forte per pane - manitoba
225 ml di latte
55 ml di acqua
7 g di lievito di birra disidratato
2 cucchiaini di zucchero
1 cucchiaino di sale
 
In un pentolino, unite il latte e l'acqua e fate intiepidire a fuoco dolce. Versate il lievito nel liquido insieme ai due cucchiaini di zucchero, mescolate rapidamente con una forchetta o una piccola frusta per far sciogliere il lievito e lasciate riposare per una decina di minuti, finche' in superficie si sara' formato un sottile strato di schiuma.
 
Setacciate la farina in una terrina e versate nel centro il liquido con il lievito, mescolando dapprima con una forchetta e poi con le mani, incorporando a poco a poco la farina fino a che avrete un impasto non troppo sodo. Versate l'impasto sul piano di lavoro infarinato e incorporate a questo punto il sale. Impastate energicamente per almeno dieci minuti, unendo pochissima altra farina se dovesse risultare troppo appiccicoso. Alla fine dovrete ottenere un panetto liscio e vellutato.
Ungete una di burro una capace ciotola, rotolateci dentro il panetto e ponete a lievitare in luogo tiepido per almeno un'ora o finche' non sara' raddoppiato di volume.
 
Rovesciate nuovamente l'impasto sul piano di lavoro leggermente infarinato e appiattitelo con le mani, facendo uscire tutta l'aria, fino ad uno spessore di circa 1,5 cm, ma non di piu'.
Con un taglia biscotti di 7,5 cm di diametro, ricavate dei dischi di pasta che metterete su una placca da forno infarinata. Rimpastate i ritagli e ricavate altri dischi fino ad esaurimento della pasta. Lasciate riposare i muffins per 15/20 minuti, coperti da un panno o da un'altra teglia rovesciata.
 
Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente a fondo spesso o, ancora meglio, se l'avete, in ghisa.
Disponeteci 4 muffins alla volta, riducete la fiamma e fateli cuocere per 4 o 5 minuti per ogni lato.
Devono rimanere molto soffici e non seccarsi, ma se avete l'impressione che non si siano ben cotti all'interno o sui bordi, potete trasferirli in forno a 180 gradi e farli cuocere per altri 3 o 4 minuti.
Sono ottimi appena caldi, ma se vi avanzano potete aprirli a metà, tostarli e consumarli - anche il giorno dopo - con della confettura a piacere.

 
Assemblate le uova alle benedict in questo modo: tagliate in due un english muffin, posizionate sulla metà inferiore l'uovo in camicia, nappate con la salsa olandese, mettete accanto la metà superiore e servite.
 

per i pancakes
 
1 uovo
1 cucchiaio di zucchero
4 cucchiai di farina
1 punta di cucchiaino di estratto di vaniglia
latte q.b.
un pizzico di sale
la punta di un cucchiaino di lievito per dolci
 
in più ci servirà
 
sciroppo d'acero (io Top Acero, Fabbri)
un ricciolo di burro

Si sbatte l'uovo con lo zucchero, si aggiunge la farina, il lievito, l'estratto di vaniglia, il sale e il latte, poco alla volta. La pastella deve essere densa.

Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente facendo sciogliere al suo interno una noce di burro.  Quando sarà rovente, abbassate leggermente il gas e versate al centro un mestolino di pastella.
Lasciate cuocere. Quando la superficie sarà cosparsa di "buchini" e i bordi ambrati, è il momento di girarla per cuocere l'altro lato. Far dorare e impiattare. Impilate nello stesso piatto 4 o 5  pancakes (i miei erano di circa 8 cm di diametro. 
 
 
per lo smoothie ai frutti di bosco
 
250 ml di latte scremato freddo di frigo
150 g circa di frutti di bosco surgelati
 
Versate nel bicchiere del frullatore gli ingredienti Frullate ad alta velocità fino ad ottenere un composto omogeneo e denso. Servire subito.
Potete eventualmente aggiungere due cucchiai di zucchero, all'inizio della preparazione, se vi piace un gusto più dolce.
 
 
Ho aggiunto inoltre, un bicchiere di succo d'arancia senza zucchero, per accompagnare il tutto - ma non l'ho fotografato.

Buon risveglio!!
 

AVVISO SUL COPYRIGHT

"Zeta come.. Zenzero" è pubblicato sotto una Creative Commons Attribution-NonCommercial 3.0 Unported License e non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 07/03/2001. I testi e le foto (ove non espressamente specificato) sono proprietà intellettuale di Eleonora Pulcini e protetti dalla legge sul diritto d'autore n. 633,/1941 e successive modifiche, pertanto non ne è consentito l'utilizzo, totale o parziale, su forum o altro, senza l'autorizzazione della sovrascritta, autrice e curatrice del presente blog.