martedì 7 agosto 2012

SPADA ALLA GRIGLIA CON BURRO AROMATICO AL LIMONE E PREZZEMOLO

Cucinare con questo caldo è un'impresa ardua.
Soprattutto il caldo arriva a 36°, e l'umidità al 31%, per una temperatura percepita di oltre 40°.

Di accendere il forno non se ne parla...anche se in effetti tra la torta per il mio compleanno, e quella fatta per un'amante della carne la scorsa settimana - che però ancora non ho pubblicato - l'ho acceso eccome!
C'è poca voglia di mangiare, ad eccezione di cose molto fresche: pomodori a cascate, mozzarella, tonno, frutta e insalatone.

Quindi se si hanno ospiti a casa, ci si ingegna a cucinare ottenendo il massimo risultato con il minimo sforzo.
E' proprio il caso di questi tranci di pesce spada alla griglia, irrorati da una piccola noce di burro aromatizzato al limone e prezzemolo: quindi non solo fresco e gustoso, ma anche leggero.

Spada alla griglia con burro aromatico al limone e prezzemolo
dal libro Cucinare il pesce - Ed. Dix

 
Per il burro aromatizzato:

100 gr di burro morbido, a t.a.
2 cucchiai di prezzemolo tritato
1-2 cucchiai di succo di limone filtrato

Si amalgama il burro morbido, con il succo di limone e il prezzemolo.
Compattatelo in una terrina o con l'aiuto di un coppapasta, come ho fatto io. Quindi passatelo nuovamente in frigo fino a farlo solidificare.
 

Per il pesce (per 4 persone)

675 gr di pesce spada in tranci, dello spessore di 2,5 cm
4 cucchiai di olio vegetale
2 cucchiai di succo di limone
sale e pepe nero macinato

prezzemolo e limone a fette per servire

Adagiate i tranci di spada in una pirofila o in un piatto piano, dal bordo alto, abbastanza grande da contenerli tutti, senza sovrapporli. Mescolate da parte l'olio, il succo di limone, insaporite e versate sul pesce. Coprite il tutto e mettere in frigo a marinare per 1-2 ore, girando il pesce una volta o due.

Trascorso il tempo, scolate il pesce e sistematelo sulla gratella (per cuocere sul bbq, a circa 13 cm dai carboni caldi), sulla placca del forno, o in una piastra in ghisa, come ho fatto io. Grigliate per 3-4 minuti, o fino a che il pesce non sarà abbastanza sodo al tatto, ma ancora umido al centro, girando i tranci una sola volta.

Impiattate in piatti caldi, e adagiate su ogni trancio una fettina di limone e un pezzetto di burro aromatizzato. Servite immediatamente.

martedì 31 luglio 2012

BUON COMPLEANNO A ME: RED POPPY CAKE!

Il 27 è stato il mio compleanno.... e siccome, in generale, come dice il buon proverbio "lo scarparo va sempre con le scarpe rotte", e da due anni non mi preparavo la torta - il che, per una persona malata per la sugar art, suona decisamente strano -mi sono messa di buona lena a prepararne una tutta per me, a mio completo gusto.
L'interno è una red velvet, con ricetta di Roby, de I pasticci di Roby, postata tempo fa sul forum di Chiara.

Queste sono le sue dosi: vi assicuro che è un vero spettacolo!!
 
Red velvet cake con creamcheese al cioccolato bianco
 
Per due basi da 24 cm:

1 tazza di burro, ammorbidito(250 gr)
3 tazze di zucchero bianco (600 gr) - io ne ho messo 450gr

6 uova intere
1cucchiaio colmo colorante rosso per alimenti in polvere - io ho usato quello in pasta
3 cucchiai di cacao amaro in polvere
3 tazze di farina (420 g)
1 tazza di latticello- 250 ml (si può ottenere miscelando 250 ml di latte con 2 cucchiaini colmi di succo di limone filtrato o aceto bianco e lasciando riposare almeno 15 minuti)
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 / 2 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di Baking powder - io ho usato il cremor tartaro
1 cucchiaio di aceto bianco
 
Per la cream cheese al cioccolato bianco:

8 once di crema di formaggio( 2 pacchetti da 250 g )
12 once di cioccolato bianco (300 g)
1 tazza di burro, ammorbidito

Preriscaldate il forno a 325 ° F (165 ° C).
 
Nella ciotola della planetaria, o dello sbattitore, montare il burro con lo zucchero. Aggiungere le uova una alla volta, battendo bene dopo ogni aggiunta. Mischiare il colorante alimentare con il cacao e aggiungere alla miscela.

Aggiungere la farina in alternanza con il latticello. Aggiungere la vaniglia e il sale.

Miscelare il lievito di soda con l'aceto e mescolare delicatamente al composto. Dividere l'impasto in due teglie da 24 cm di diametro. Cuocere in forno a 325 ° F (165 ° C) per 25 minuti - io ho il forno a gas e ho cotto per 35 minuti a 180°. Lasciar raffreddare.
 
E' consigliabile tenerla in frigo almeno mezza giornata prima di farcirla sovrapponendo le sue basi preparate e definirla la sera precedente alla consumazione.
Ovviamente lo stesso composto può essere utilizzato per realizzare i cupcake; con questa dose ne potranno venire circa 18/20 pz.

Una volta fredda, procederemo all'assemblaggio, tagliando le due basi a metà. Posizioneremo quindi una prima metà sul vassoio di portata, farciemo con la cream cheese, quindi sovrapponiamo la metà restante della prima base. Altra cream cheese, altra metà base, altra cream cheese, e ultima base. Infine ho glassato con la restante cream cheese, e ho tenuto in frigo per qualche ora, finchè la crema è risultata ben rassodata.
 
Per la decorazione ho coperto con pasta di zucchero bianca, e decorato dipingendo il giro torta con i coloranti alimentari, disegnando dei papaveri, che sono, dopo i tulipani, i miei fiori preferiti.
Ho infine poggiato nella parte superiore, un papavero stilizzato, realizzato sempre in pdz.

sabato 28 luglio 2012

MANGIA E BEVI CON GELATO AL FIORDILATTE FATTO IN CASA

Della serie: complichiamoci l'esistenza, ça va sans dire.
 
Perchè se non sei una foodblogger, non puoi capire le motivazioni che spingono una persona sana di mente persona a farsi in casa cose che troverebbe comodamente al supermercato, con una buona coordinazione oculo-manuale, attraverso il passaggio bancone-mano-carrello, e successivamente al passaggio in cassa: più facile di togliere le caramelle dalle mani di un bambino (che comunque è una cosa brutta e non si fa! ^^) .
 
Se poi questa persona, (in)sana di mente, intrappolata in un limbo tra primi piatti, antipasti e dolci, partecipa anche all'MT Challenge, una sfida in cui, mese dopo mese, ci si sfida a colpi di padelle e teglie da forno, in preparazioni che mai e dico MAI ci saremmo sognati di fare, è presto detto, e l'impossibile si trasforma in un gioco da ragazzi.
Lo scorso mese ho glissato sulla sfida delle scaloppine, perchè dopo tutto ciò che è successo intorno a me, l'ultimo dei miei pensieri era quello di mettermi a spignattare in cucina...
Ma se la sfida di questo mese è il gelato di  MAPI non posso davvero esimermi. Anche perchè devo fare assolutamente qualcosa per distrarre la testa da tutti i pensieri che inevitabilmente ora si affollano nella mia testolina inoccupata (ora fa più chic chiarmarsi così).
 
L'idea è arrivata immediatamente, grazie anche allo spunto visto sul numero di Agosto di Cucina Moderna. Detto-fatto, quindi.
La mia idea può essere sia una golosa merenda per grandi e piccini (Ale si è leccato i baffi), sia un dolce da fine pasto, che un sostituto del pranzo: e con questo caldo,  ci sta a pennello!
 
Mangia e Bevi con gelato al fiordilatte (fatto in casa)


Per il gelato al fiordilatte (ricetta di GialloZafferano)

600 gr di latte intero
250 gr di zucchero semolato
250 gr di panna fresca (non UHT)
una punta di cucchiaino di estratto di vaniglia

Per prima cosa versate il latte in un pentolino, unite lo zucchero e la panna, quindi mescolate e portate non oltre gli 85° (il composto deve sfiorare il bollore, ma non bollire).
Arrivati a temperatura mettete immediatamente il pentolino dentro ad un contenitore con acqua e ghiaccio per abbassare velocemente la temperatura del composto e una volta freddo, mettetelo in frigorifero per almeno un paio di ore coperto.

Dopodiché, se avete la gelatiera, versate il composto nel cestello e, seguendo le indicazioni della vostra macchina, azionatela fino a fine mantecatura.
Se, come me, non avete la gelatiera, potete seguire il procedimento di Mapi:

"Se non avete la gelatiera: trasferire il composto in un contenitore basso, lungo e stretto munito di coperchio (le misure ideali sono cm 23x16x38, altrimenti suddividetelo in più contenitori piccoli, in modo che congeli uniformemente), tappare e riporre nella parte più fredda del freezer per 60-90 minuti. Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata sulla base e sui bordi, ma morbida al centro. Mescolarla molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità (volendo la si può trasferire velocemente nel robot da cucina per frullarla), poi riporla nuovamente nella vaschetta livellandola bene e rimettetela in freezer. Ripetere il procedimento per altre 2 volte a intervalli di un’ora e mezza ciascuno; dopo la terza volta trasferire il gelato nella vaschetta che lo conterrà, preferibilmente in polipropilene e riempita fino a 6 mm dal bordo; coprire il composto con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla sua superficie (per limitare la presenza di aria umida e impedire la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla superficie), tappare e rimettere in freezer per 30-60 minuti per far raggiungere al gelato raggiungere la giusta densità. Prima di servirlo, passarlo in frigorifero per 20 minuti."

Per 2 porzioni di mangia e bevi, avremmo bisogno di:

100 gr di gelato al fiordilatte
1 banana
100 gr di anguria
500 gr di frutti di bosco misti (vanno bene anche quelli surgelati)
30 gr di cereali croccanti, tipo corn flakes
se vi va, qualche fogliolina di menta

Private l'anguria dei semi e tagliatela a fettine. Frullatene la metà, e riponete in frigo coperta da pellicola per 30 minuti circa.
Lavate e asciugate i frutti di bosco e teneteli da parte; sbucciate la banana e tagliatela a fettine sottili.
Riempite 2 bicchieri con strati alternati di gelato, frutta (compresa l'anguria a pezzi rimasta, tenendone da parte un po per la decorazione) e cereali, completando con una pallina di gelato.
Poi versate in parti uguali il frullato d'anguria, e decoriamo con la frutta tenuta da parte e se vi va, la menta.

Infine pappatevela!!

lunedì 23 luglio 2012

DI VACANZE E CROSTATE DI FRUTTA

Eccomi tornata al solito tran tran.
In realtà, non si tratta proprio di tran tran.. 

Purtroppo il mio contratto con l'asilo nido è finito, e attualmente sono inoccupata, ma soprattutto sono lontana dai miei bimbi, che mi mancano già da impazzire. Per ora tengo nel mio cuore i loro occhioni e le loro vocine, sperando presto di avere nuovamente la possibilità di lavorare con loro..

Sono finite comunque le vacanze, che quest'anno mi hanno portato all'estero, in Egitto, e per la precisione a Marsa Alam, una piccola cittadina di mare nel sud del paese, quasi al confine con il Sudan: una perla situata tra un mare e una barriera corallina stupendi e il deserto sconfinato. 
E' stata una vacanza stupenda, che mi ha regalato tanti ricordi ed emozioni, e mi ha lasciato - oltre alla prima vera abbronzatura della mia vita - un piccolo grande bagaglio culturale che spero di poter arricchire quanto prima con un nuovo soggiorno in quel paese ricco di storia, arte e natura.


La barriera corallina intorno alle isole coralline di El Kulan, che abbiamo visto facendo snorkeling: un angolo di paradiso tropicale nel Mar Rosso, dove nidificano il falco pescatore e le tartarughe verdi giganti.


Sculture fatte con gli asciugamani, che trovavamo alla sera, al ritorno dalla spiaggia.. la concretizzazione dell'ospitalità. E subito sotto, la sottoscritta, nelle splendide acque della laguna del Floriana Lagoon.


Il caldo era notevole, sui 40-45° centigradi, ma nell'acqua alla temperatura di 36° si stava una meraviglia.. io e Ale abbiamo bevuto per una settimana come due cammelli, e vista la zona, direi che come similitudine è azzeccatissima!

Tornati alla normale amministrazione abbiamo sofferto per un paio di giorni della sindrome "ma siamo appena tornati!"
Ci è voluta un'altra settimana di ferie per attutire il colpo, e qualche altro giorno per far rientrare in attività la cucina; questo il risultato:
 
Crostata di frutta fresca con crema pasticcera al limone
 

 Per la base ho usato la ricetta per la frolla di Chiara:

400 gr di farina
200 gr di zucchero
200 gr di burro
1 uovo + 1 tuorlo
la scorza grattugiata di un limone
un pizzico di sale
1 bustina di vanillina

Cottura in bianco, a 180° per 20-25 minuti.

La sera prima ho preparato il guscio, e la crema pasticcera con la ricetta di mamma, semplice e infallibile. La mattina dopo, ho assemblato il dolce.

Come frutta, ho usato:

anguria
pere (di quelle piccole, croccanti e sugose)
fichi
pesche

Ma potete usare ciò che più vi piace, anche un solo frutto se preferite.

Ho finito con la gelatina per torte, per proteggere e conservare la frutta. Tenetela in frigo fino al momento di servire.

venerdì 6 luglio 2012

FORESTA NERA CUPCAKES PER IL COMPLEANNO DEL MIO FRATELLONE


Il 15 giugno è stato il compleanno di mio fratello.. ma non posso assolutamente rivelare la sua età: nessuno dei suoi conoscenti la sa, e ogni anno tirano ad indovinare, senza però riuscirci! :-D

Tra gli avvenimenti dello scorso mese, gli esami, e i 70 km che ci dividono, non c'è stato modo di festeggiare, quindi, tornata a casa, mi sono messa al lavoro.
Lasciatemi dire, come prima cosa, che rimpiango amaramente la distanza dal mio meraviglioso Ken: tornare da lui, allo sbattitore elettrico, è stato traumatico!! Nonostante i "disagi" credo di essere riuscita a creare qualcosa di buonissimo, estivo, colorato, e molto goloso - come il festeggiato.

Non mi andava di fare una torta, prima cosa per il caldo che in questi giorni mi sta sfinendo! E poi secondo me, la monoporzione, dall'aspetto accattivante e con tutto il gusto di una torta concentrato in un piccolo dolcetto, fa sempre la sua porca figura.

Questa volta ho scelto di trasformare in un cupcake la torta foresta nera, un trionfo di gusto che combina una base al cacao, con una panna aromatizzata, trucioli di cioccolato fondente e il sapore deciso e inconfondibile delle amarene. Io ho usato le amarene Fabbri, che trovo davvero eccellenti.

Foresta Nera cupcakes
 

Per la base ho utilizzato la mia ricetta per i muffin, veloce, con un risultato leggero, soffice e umido:

250 gr di farina
100 gr di burro
2 uova
latte q.b
1 bustina di lievito in polvere
1 bustina di vanillina
un pizzico di sale
50 gr di cacao amaro (io stavolta ho sostituito con 100 gr di cioccolato fondente fuso)

in più ci serviranno

amarene sciroppate (e il loro sciroppo)
200 gr di panna da montare
liquore cherry (io ho usato la strega)
cioccolato fondente rapé

Lasciare ammorbidire il burro a temperatura ambiente, quindi montarlo insieme allo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.
Unire le due uova, la vanillina e un pizzico di sale. Incorporare infine la farina setacciata con il lievito e il cacao (nel mio caso il cioccolato fondente) aggiungere a filo anche il latte, se necessario, per otterenere un composto liscio, morbido, ma abbastanza sodo.

Predisporre in una teglia per muffin, i pirottini, riempiendoli per metà. Cuocere per 15 minuti circa in forno pre riscaldato a 180°.

Una volta cotti e freddi, ho tagliato la cupolina, ho ricavato anche un piccolo buchino al centro.
In un pentolino sul fuoco, ho messo 100 gr di sciroppo di amarene, di quello che si trova nella confezione con le amarene. Una volta ben caldo, in una ciotola si mescolano 2 cucchiaini di amido di mais, e un paio di cucchiai di sciroppo ben caldo; quando l'amido è ben sciolto, si versa questo composto nel restante sciroppo e si rimette sul fuoco, lasciandolo addensare, fino ad ottenere un composto gelatinoso. A questo punto, si aggiungono tante amarene, quanti sono i cupcake da farcire.

Posizioniamo a questo punto un'amarena per ogni cupcake, prelevandole dal composto di sciroppo e amido; una volta esaurite le amarene bagnamo ogni cupcake con il composto rimasto, fino ad esaurimento.

Montiamo la panna, ben fredda, e aromatizziamo con un paio di cucchiaini di liquore, mentre montiamo.
Trasferiamo la panna nella sac à poche con la bocchetta a stella e decoriamo tutti i cupcake.

Non ci resta che mettere intorno alla panna i trucioli di cioccolato fondente, e finire la decorazione con un'amarena e con poco poco sciroppo, in modo che coli leggermente sulla panna, colorandola e rendendola ancora più appetibile.

Auguri fratellone!


Prima di salutarvi, volevo dirvi che Zeta come.. Zenzero va in ferie, e io con lui :-)! Ci vediamo presto, con nuove golosissime ricette...



sabato 30 giugno 2012

CANNOLI SICILIANI


Dopo quasi un mese di latitanza, faccio di nuovo capolino per condividere con voi questi classici e golosissimi cannoli siciliani.

Sono ancora troppo scossa per parlare del motivo della mia assenza, quindi per ora mi limito a dedicare questo post a due donne speciali, a Anna Maria e Jeanette: vi porterò sempre nel cuore..

"Marco Tullio Cicerone, prima di diventare console romano fu questore in Sicilia dove, narrano le cronache, conobbe ed apprezzò il: "Tubus farinarius, dulcissimo, edulio ex lacte factus", ovverosia il "cannolo farinaceo fatto di latte per un dolcissimo cibo". Non era ancora il cannolo come lo conosciamo noi, ma ci si avvicinava parecchio." (da mondodelgusto.it)

Pensate un pò da quanti secoli gustiamo questa leccornia!

La mia, di oggi è più che altro una non-ricetta, perchè stavolta ho barato: ho preso le scorze già pronte! Il papà di uno dei bimbi dell'asilo, siculo d.o.c., vende tutti prodotti tipici siciliani e da lui ho preso le scorze, di un cannolificio catanese, di cui, chiedo venia, non ricordo il nome.
 
Crema di ricotta e gocce di cioccolato 
 
Mi sono quindi concentrata a preparare il ripieno:

500 gr di ricotta di pecora freschissima
5-6 cucchiai rasi di zucchero semolato
2 cucchiai di rhum bianco
cannella in polvere q.b.
gocce di cioccolato a volontà

Ho lavorato molto bene la ricotta con la frusta, quindi ho aggiunto lo zucchero e il rhum, e infine la cannella: stavolta mi sono, ahimé, dovuta limitare, perché a Ale non piace, ma se come me siete dei cannella-dipendenti, non lesinate!

Quando il composto sarà liscio e morbido, ho aggiunto le gocce di cioccolato; ho subito trasferito il composto nella sac à poche, senza bocchetta, e ho riempito i cannoli. Con questa dose di ripieno ho farcito 10 scorze grandi e 10 piccoli.

Finite con una spoverata di zucchero a velo e servite.
Vi consiglio di riempire i cannoli con la farcitura al massimo qualche ora prima di servire, così non assorbiranno l'umidità e resteranno belli croccanti.


La tradizione vorrebbe che alle estremità si mettessero dei canditi, e io, sacrilega, li ho omessi perchè in casa non piace la frutta candita.. potete poi scegliere di decorare con della granella di pistacchi (di Bronte, ça va sans dire), con una scorzetta d'arancia o, come ho fatto io, con una o più gocce di cioccolato. 

giovedì 7 giugno 2012

80's CAKE PER DUE TRENTENNI D.O.C.

Quando ci siamo seduti a tavolino per buttare giù qualche idea sulla loro torta, è stato subito chiaro che avrebbe dovuto essere grandiosa: arrivare a 30 anni e non sentirli, è qualcosa che va assolutamente festeggiato in grande stile. Alessandro e Fabio sanno bene di cosa parlo!

Dopo aver ascoltato qualche mia proposta sul tema, hanno inizato a elargire informazioni a tutto spiano, su come doveva essere: alcune richieste ponderate, razionali e fattibili, altre un pò più simili alla trama della saga Guerre Stellari piene zeppe di fantascienza e effetti speciali.
Quando hanno parlato di, non una, bensì due torte, a forma di testa di Beavis & Butthead, a grandezza naturale, erano serissimi.. I miei occhi sgranati, devono averli riportati alla realtà, soprattutto dopo aver messo in chiaro con loro che il mio frigo era - ed è tutt'ora - moooooooolto lontano dall'essere spazioso come quello di un ristorante, e che due teste alte mezzo metro e larghe quasi 50 cm proprio non c'entravano, neanche a rispolverare Mago Zurlì!

Quindi, dopo aver pazientemente ascoltato e annotato tutte le idee di Alessandro e Fabio, e buttato giù qualche progetto - ebbene si, prima di farle, le torte, le disegno anche (sono totalmente pazza, so che lo pensate già) -  abbiamo approvato l'idea finale.
Sarebbe stata una torta a piani, con una base rettangolare che avrebbe dovuto riprodurre uno stereo anni 80, composto da una torta quatre quarts al cioccolato, bagnata con sciroppo all'italiana e cointreau, farcita come una torta kinder delice. Nei piani superiori sarebbero dovuti comparire: una tv con l'immagine di B&B, di cui sopra, irrinunciabile - a detta loro -, delle cassette vhs con i loro titoli preferiti, e un game boy. Immancabili le candeline, of course!

E che ci vuole! Voilà!


E' stato un lavorone, ci ho messo tante ore, ma che soddisfazione! :D

La festa è andata benone, nonostante i molti brindisi e i molti bicchieri di vino i festeggiati hanno saputo apprezzare la torta, anche se visto che erano un pò brilli l'hanno vista meglio la mattina dopo in foto..! :D

Ancora auguri! :)

venerdì 1 giugno 2012

TORTA TANGO!

Chi non balla in compagnia.... :-D



Torta per il 30° compleanno di un appassionato tanguero!
La ricetta per la torta base, è questa, senza però l'anello di cioccolato intorno. La buonissima e delicatissima torta minù, come l'ho chiamata io, di NightFairy.

Non ero molto soddisfatta della torta, la decorazione mi sembrava imprecisa.. ma quando ti dicono che "è stata un successone è piaciuta a tutti l'idea ed era davvero buonissima..ottimo abbinamento di gusti!! tutti che mi chiedevano chi l'avesse fatta.." beh... non puoi che essere soddisfatta!


Restate sintonizzati, per domani  ho in frigo una mega torta per i 30 anni del mio lui...! A brevissimo le foto!

venerdì 25 maggio 2012

BUDINO GRADIENTE ALLA MARINARA CON FAGIOLINI RIPASSATI

Lo ammetto, anche questa volta, avevo sottovalutato la cosa... come lo scorso mese, ero tranquilla come una pasqua e invece..

Tutto nasce dalla proposta di Acquolina, per l'MTC di Maggio, i budini salati.. Mi sono detta: "e che ci vuole a fare un budino?", mai domanda fu più sbagliata....
Di fatti non si trattava, ne' di un budino tradizionale - quindi dolce - ne' di qualcosa di cotto con il classico metodo - per il budino: siamo infatti state chiamate, questo mese, a sperimentare con le verdure, gli ortaggi, i legumi e anche la frutta, il tutto cotto in forno, a bagno maria, e l'importante era creare un antipasto.

Non ho mai fatto un budino salato.
Non ho mai provato la tecnica dei cottura del bagno maria in forno.

Bene. Siamo a cavallo!

La mia idea iniziale, oltre a quella di cimentarmi in entrambe le cose, era quella di fare qualcosa che potesse anche conciliare con la ricetta, la mia dieta.
Come per la frangipane per l'MTC di Aprile, sono iniziate, ça va sans dire, le solite elucubrazioni mentali che mi hanno portato.... a niente.... non sono riuscita a partorire nulla.. Fino a oggi pomeriggio.

Stavo guardando le splendide foto già arrivate per la sfida di questo mese, e sono stata letteralmente fulminata!

Budino (salato) gradiente alla marinara, con fagiolini e focaccine al rosmarino


Marinara perchè la mia pizza preferita è proprio quella alla marinara: mi piace tantissimo il condimento semplice fatto di pomodoro, olio, origano e un odore di aglio.
Conoscete la storia di questa pizza? Prima di ieri non la conoscevo nemmeno io! 

"Le prime pizze nascono con solo pomodoro e olio, poi con il tempo un altro ingrediente prese piede, erano le acciughe, aggiungendole alla pizza, però, soprattutto se la pesca non era stata abbondante, il costo di quest'ultima saliva notevolmente, quindi non sempre era alla portata di tutti, infatti il più delle volte ci si accontentava solo dell'aggiunta di un pizzico di origano.
Solo com il passare del tempo, il pizzaiolo del port' Alba di Napoli, stufo di sentire le lamentele dei marinai che lo esortavano a insaporirla un pò, decise di aggiungere un nuovo ingrediente che esaltasse, e allo stesso stempo variasse il sapore ddella pizza, senza che ciò incidesse sul prezzo, così aggiunse l'aglio.
I marinai ne rimasero entusiasti così che il passaparola si diffuse pian piano e visto che al miglior sapore non corrispondeva un aumento di prezzo, veniva spontaneo alla clientela chiedere una pizza come piaceva ai marinai, da li quindi la nomenclatura, Marinara" (da compagniadellapizza.it)

Per il budino (ne sono venuti 3)

350 gr di pomodori rossi da sugo
abbondante origano
1/2 spicchio d'aglio
un cucchiaino di olio evo
1 uovo intero
1 cucchiaio di parmiggiano grattugiato
yogurt bianco magro

Far cuocere i pomodori in un tegame con aglio, pochissimo sale, un pizzico di zucchero, un filo leggero d'olio evo e abbondante origano. Quando si sono disfatti e insaporiti, e il liquido si sarà ritirato, eliminate l'aglio e mettete i pomorodi nel bicchiere del frullatore con l'uovo intero e un cucchaio raso di parmiggiano grattugiato. Frullare, quindi passare in un colino a maglia abbastanza stretta per eliminare eventuali bucce.
Dividere il composto in tre ciotoline. Nella prima ciotolina aggiungeremo 3 cucchiai di yogurt bianco magro, alla seconda 1 e 1/2 e la terza la lasceremo in purezza.

Ungiamo 3 stampini in alluminio con olio evo, e versiamo sul fondo, il composto più chiaro. Inforniamo a bagno maria, in una teglia con due dita di acqua bollente, a 180° per 10 minuti.
Dopo 10 minuti sforniamo, facendo attenzione all'acqua bollente, e versiamo con delicatezza il composto con lo yogurt (quello di colore medio), e inforniamo nuovamente per 10 minuti.
Trascorso il  tempo, ripetiamo l'operazione per l'ultimo composto. Inforniamo per 30 minuti.

Lasciamo freddare completamente.


Per i fagiolini al pomodoro

100 gr di fagiolini lessati
passata da pomodoro
un'idea di cipolla
origano
sale
olio evo

Mettiamo i fagiolini lessati e scolati in una padella, con 50 gr di passata di pomodoro, sale, olio e pochissima cipolla, giusto un'odore. Aggiungiamo anche un pizzico di origano che richiamerà il profumo del budino alla marinara. Facciamo insaporire il tutto.

Per 6 focaccine "express", croccanti fuori e morbidissime dentro

150 gr di farina 00
 1/2 bustina di lievito di birra disidratato (ma va bene anche quello a lievitazione istantanea)
circa 4/5 cucchiai di acqua
sale
olio evo
rosmarino fresco

Si impasta la farina con il lievito e l'acqua. Si formano delle palline, si dispongono in una teglia da muffin, unta con olio evo, le palline di impasto. Mettiamo ancora un goccino d'olio su ogni focaccina, un pizzico di sale e un rametto di rosmarino.

Si inforna a 180°-190° per 15-20 minuti.


Accompagnare il budino, sformato nel piatto, con i fagiolini al pomodoro, e la focaccina tiepida.

sabato 19 maggio 2012

FREGNACCE ALLA SABINESE

Piatto tipico della mia città nativa, Rieti. Sono note come fregnacce, ma più comunemente chiamate maltagliati - soprattutto nelle altre zone d'Italia - , e consistono in una pasta fresca a forma di strisce romboidali, irregolari, dall'aspetto farinoso.
 

Il sugo che l'accompagna è un sugo semplicissimo, senza carne ne' soffritto, fatto con:

passata di pomodoro
aglio
olio evo
olive nere
funghi porcini
peperoncino

Se ne conosce tuttavia una versione più semplice, sono solo pomodoro, aglio, olio e peperoncino.
In genere mia madre, quando le cucina, è solita comprare la pasta; ma non questa volta! Ho infatti colto l'occasione per provare uno dei prodotti inviati da Il Molino Chiavazza: la semola simacinata di grano duro.

 
Fregnacce alla sabinese
 
Per 5 persone:

500 gr di semola rimacinata di grano duro, io Molino Chivazza
3 uova
acqua tiepida q.b.
un pizzico di sale


Ho impastato e lasciato riposare per circa 30 minuti, coperto da un canovaccio, per far distendere il glutine.
Quindi ho tirato la sfoglia con  la macchina Marcato Atlas 150 Wellness Colour, spessore 3.

Per ottenere le fregnacce bisogna piegare su se stessa la sfoglia, ben infarinata con la semola, come se fosse un rotolo, non troppo stretto; quindi con un coltello ben affilato, a lama liscia, tagliare la sfoglia di traverso, ottenendo dei triangoli irregolari. Come da foto.


Nel frattempo mamma ha preparato il sugo.

Ha fatto dorare una testa d'aglio nell'olio evo. Quindi ha aggiunto la passata di pomodoro e ha fatto cuocere per 25-30 minuti a fuoco bassissimo. A 10 minuti dalla fine della cottur ha aggiunto il peperoncino.
, nno
La pasta va cotta in abbondante acqua salata, per 5 minuti. E appena pronta e scolata, va condita con abbondante sugo, SENZA aggiungere parmiggiano, fidatevi di me! ;-)

Il risultato è una pasta consistente, piacevole sotto i denti, e dal gusto estivo. Se aggiungete anche le olive e i funghi al sugo non ve ne pentirete.

domenica 13 maggio 2012

BRUSH EMBROIDERY CAKE PER IL CORSO E..

Ricordate quando, qui, vi ho detto che a breve avrei iniziato dei corsi di decorazione?
Beh, ci siamo quasi!! :-)

Sono molto emozionata..
Spero di essere all'altezza della situazione, e di saper trasmettere ciò che so a chi sarà presente al corso..
E' un vero onore per me, essere stata scelta per tenere dei corsi, perchè ovviamente non sono una cake designer professionista, e quello che so l'ho imparato da autodidatta, con tanta tanta pratica e passione, e grazie ai corsi che ho seguito, e che spero di seguire ancora in futuro.

Se sono arrivata fin qui lo devo in particolar modo a Chiara, e al suo splendido forum I dolci di Chiara.

Tutto è iniziato li, il 19 Novembre 2008, quando alla ricerca di un'idea per la torta della mia figlioccia, mi sono imbattuta nelle sue splendide creazioni e ho provato a mia volta a cimentarmi nella sugar art.
Tutto è iniziato lì.
Anche l'amicizia con altre "dolcine", LAle, Paoletta, Sabina, Loredana, Carsal, Vanessa, Paola S., Alessandra, e molte molte altre.. Non sono semplici nomi su uno schermo, sono amiche, sorelle, parte della mia vita di tutti i giorni.

Poi vengono le vere cake designer, quelle che da una massa di zucchero a velo, gelatina e glucosio tirano fuori delle vere e proprie opere d'arte: Renato, Beatrice, Cécile, Alessandra, Tamara Blunotte, LetiziaDonatella, e molte molte altre..

A loro, a Chiara, a dolcinia e a tutti i cake designer a cui guardo con ammirazione, un sincero grazie..
 


Questa è la torta che ho pensato di proporre per il mio corso, il 12 Giugno.

La base è una dummy cake, anche se molto probabilmente lavoreremo su una torta vera.
La copertura è in pasta di zucchero e le decorazioni sono in royal icing. Ho utilizzato la tecnica del brush embroidery, che mi piace tantissimo perchè con "poco" si ottiene un risultato fine, elegante e un pò retrò.

Mi ricorda la provenza, il color glicine/viola dei campi di lavanda..

Mi ricorda la mia mamma, che oggi festeggia, insieme a tutte le mamme, la propria giornata speciale. Auguri alla mia e a tutte le mamme. :-)

martedì 8 maggio 2012

VERY LOVELY CAKE(S)

Due tortine per due anniversari.

La prima, fatta un paio di settimane fa, è un tripudio di cuoricini e tenerezza. L'interno è un pan di spagna classico, bagnato con sciroppo all'italiana e succo di fragole, farcita con crema diplomatica e fragole fresche a pezzi.


Il fiocco è in gumpaste, e me lo sono preparato prima, affinchè asciugasse per bene.

I cuoricini sulla destra sono stati ricavati con la tecnica "a esplosione". Ovvero, si copre la torta con uno strato di pdz del colore che vogliamo si veda poi sotto. Quindi si stende la pdz di copertura e si praticano, con l'aiuto di un tagliapasta, dei buchi, della forma che vogliamo. Nel mio caso erano cuoricini, ma potrebbero essere stelle, margherite, semplici pois, ecc.. Quindi si sovrappone il secondo strato di pdz (badate di tirare un pò più sottile quello sottostante), e si sistemano le forme tagliate a piacere.
 
La seconda, fatta qualche giorno fa, è lo stesso molto tenera, ma anche molto più spiritosa. Era per la mia collega Pamela, che ha festeggiato i 7 anni di fidanzamento con il suo lui. :-)
All'interno pan di spagna classico, bagna con sciroppo all'italiana e cointreau, farcito con crema al mascarpone e crema al mascarpone e nutella.


L'idea delle scimmiette me l'ha data proprio lei, visto che entrambi adorano le scimmie.
E' piaciuta tantissimo alla coppietta, e ci hanno anche tenuto a farmi sapere di essersi leccati i baffi! :D

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