Il sud Italia è senz’altro caratterizzato da dei tratti distintivi netti e forti, tradizioni forti, e sapori altrettanto forti.
Vi ho già parlato della mia nonna materna, nonna Fedora, ma credo di non avervi mai raccontato delle sue origini. Nacque a Paola, in Calabria e successivamente si trasferì, non so se prima o dopo aver incontrato mio nonno Valentino, a l’Aquila, precisamente in un paesino di poche anime: Barete.
Da quando ho saputo, da piccola, che ero infondo, per ¼ calabrese, ho provato un inspiegabile attrazione per questa terra meridionale dal cuore “piccante”.
Mia madre credo abbia ereditato da mia nonna l’amore per i peperoncini calabresi, PICCANTISSSSSSSSIMI. Li compra al mercato, freschi, a mazzi, e li semina per tutta la cucina a seccare; se hai ancora le papille gustative dopo aver mangiato una pietanza preparata con detto peperoncino, puoi ritenerti decisamente fortunato! XD
Da qualche tempo mamma ha scovato al mercato un banco di ortofrutta che vende prodotti buonissimi, CALABRESI ovviamente!!! Arance così buone non ne mangiavo da anni. Profumate, succose, dai colori straordinari!
Non potevo farmi sfuggire l’occasione e ho provato la versione all’arancia della torta al limone di LUSI - che più volte vi ho proposto, variamente aromatizzata - consigliatami dalla mia amica LAle.
Vi ripropongo le dosi di questa meravigliosa base, ideale per ogni abbinamento:
250 gr di farina
230 gr di zucchero (l’ho diminuito leggermente rispetto alla dose originale)
3 uova
50 gr. di acqua
130 gr. di olio di semi di mais
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
buccia e succo di 2 arance
Mescolare tutti gli ingredienti, senza montare niente, semplicemente mettendo tutto insieme in una ciotola, chiaramente prima i liquidi e poi i solidi, vedrete che verrà un impasto un pò liquido. Versare in una tortiera imburrata e infarinata da 26 di diametro, e infornate a 180° per 35/ 40 min. Fate sempre prova stecchino prima di sfornare.
Prepariamo a questo punto il caramello:
110 gr di zucchero
50 gr di acqua
Si lascia sobbollire a fuoco basso senza MAI toccarlo, fino a fargli raggiungere un colore ambrato. Spegnere e togliere dal fuoco. Fuori fuoco dopo qualche minuto, aggiungere, un cucchiaio alla volta, il succo di poco più di mezza arancia spremuta. Attenzione agli schizzi, perché il caramello sarà caldo e il succo freddo.. Dovete raggiungere una consistenza fluida, ma non liquida.
Fate raffreddare, e versate sopra la torta.
venerdì 14 gennaio 2011
giovedì 13 gennaio 2011
TORTA PATTY
In realtà questa torta risale all'inizio di Dicembre, ma una serie di imprevisti, incluso un esame improvviso, l'hanno lasciata nel dimenticatoio... :-P
E' la torta preparata in occasione del compleanno della mamma del mio fidanzato e portata a pranzo a casa sua l'8 Dicembre.
All'interno abbiamo la Torta al limone della mia amica di dolcina LUSI nella versione al caffè, che ho usato per questo plum cake al caffè , e come farcia ho utilizzato la mitica crema bianca senza uova di Chiara arricchita di gocce di cioccolato fondente.
La copertura è in cioccolato plastico e royal icing. Per il cioccolato plastico ho usato questa ricetta di Carla, altra amica di dolcinia:
100 g cioccolato fondente
2 cucchiai di miele
1 cucchiaio di acqua
zucchero a velo
Si fonde il cioccolato a bagnomaria, una volta tolto dal fuoco aggiungere un cucchiaio di acqua, il miele. Si mescola e si trasferisce in una terrina, e si inizia ad aggiungere lo zucchero a velo: la quantità di zucchero a velo dipende secondo me dal tipo di cioccolato...ce ne sono di più o meno burrosi....
Il cioccolato plastico è molto facile da preparare , e si presta molto bene alle decorazioni, è veramente elastico e rispetto alla pdz lo si reimpasta facilmente; basta fare attenzione nel momento in cui si deve usare per le coperture di torte, perchè tende a indurire facilmente, specie nelle giornate fredde in inverno, quindi, stendere e usare subito....
Ha un sapore buonissimo, meno dolce della pdz e gradevolissimo.
E' la torta preparata in occasione del compleanno della mamma del mio fidanzato e portata a pranzo a casa sua l'8 Dicembre.
All'interno abbiamo la Torta al limone della mia amica di dolcina LUSI nella versione al caffè, che ho usato per questo plum cake al caffè , e come farcia ho utilizzato la mitica crema bianca senza uova di Chiara arricchita di gocce di cioccolato fondente.
La copertura è in cioccolato plastico e royal icing. Per il cioccolato plastico ho usato questa ricetta di Carla, altra amica di dolcinia:
100 g cioccolato fondente
2 cucchiai di miele
1 cucchiaio di acqua
zucchero a velo
Si fonde il cioccolato a bagnomaria, una volta tolto dal fuoco aggiungere un cucchiaio di acqua, il miele. Si mescola e si trasferisce in una terrina, e si inizia ad aggiungere lo zucchero a velo: la quantità di zucchero a velo dipende secondo me dal tipo di cioccolato...ce ne sono di più o meno burrosi....
Il cioccolato plastico è molto facile da preparare , e si presta molto bene alle decorazioni, è veramente elastico e rispetto alla pdz lo si reimpasta facilmente; basta fare attenzione nel momento in cui si deve usare per le coperture di torte, perchè tende a indurire facilmente, specie nelle giornate fredde in inverno, quindi, stendere e usare subito....
Ha un sapore buonissimo, meno dolce della pdz e gradevolissimo.
lunedì 10 gennaio 2011
DI NECESSITA' VIRTU': LA FROLLA ALL'OLIO
Di necessita si fa sempre virtù, e quindi, in assenza totale di burro in casa, ma con la voglia di mettere le mani in pasta ho provato questa ricetta del blog "Il dolce mondo di Sara"
Gli ingredienti per una crostata di 26 cm di diametro sono:
200 gr di farina 00
100 gr di zucchero
60 ml di olio (io ho usato olio evo delicato)
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci
una bustina di vanillina o la buccia grattugiata di un limone
Io ho fatto doppia dose.
Si predispone in una ciotola o sul piano di lavoro la farina a fontana, si unisce il lievito, lo zucchero, l'olio, l'uovo e la scorza di limone o la vanillina, e si impasta.
Si fa riposare l'impasto avvolto nella pellicola per 1/2 ora in frigo.
Quindi si procede come la frolla classica. Cottura a 180° per 25 minuti circa.
Io l'ho usata per fare una crostata di more..
Posso dirvi intanto che ho notato, stendendo la pasta, che è molto più elastica rispetto alla frolla con il burro.
La frolla all'olio ha un gusto buonissimo. Vi dirò che forse forse mi piace anche di più di quella classica al burro! L'olio d'oliva non si sente per niente.. la pasta è croccante, friabile e gustosa... un matrimonio di gusto con la marmellata fatta in casa
Domenica la proverò per farne delle crostatine con crema e frutta... restate sintonizzati!
Gli ingredienti per una crostata di 26 cm di diametro sono:
200 gr di farina 00
100 gr di zucchero
60 ml di olio (io ho usato olio evo delicato)
1 uovo
1 cucchiaino di lievito per dolci
una bustina di vanillina o la buccia grattugiata di un limone
Io ho fatto doppia dose.
Si predispone in una ciotola o sul piano di lavoro la farina a fontana, si unisce il lievito, lo zucchero, l'olio, l'uovo e la scorza di limone o la vanillina, e si impasta.
Si fa riposare l'impasto avvolto nella pellicola per 1/2 ora in frigo.
Quindi si procede come la frolla classica. Cottura a 180° per 25 minuti circa.
Io l'ho usata per fare una crostata di more..
Posso dirvi intanto che ho notato, stendendo la pasta, che è molto più elastica rispetto alla frolla con il burro.
La frolla all'olio ha un gusto buonissimo. Vi dirò che forse forse mi piace anche di più di quella classica al burro! L'olio d'oliva non si sente per niente.. la pasta è croccante, friabile e gustosa... un matrimonio di gusto con la marmellata fatta in casa
Domenica la proverò per farne delle crostatine con crema e frutta... restate sintonizzati!
venerdì 7 gennaio 2011
LA CASETTA DEGLI OMINI
La ricetta per il biscotto è quella postata qui un anno fapresa dal blog La collina delle fate, della bravissima Nightfairy.
Mi sono preparata in anticipo i modelli per i lati, il tetto e il fronte/retro della casetta. In mio aiuto è venuto questo esauriente pdf, del sito kingarthurflour.com. Non ho fatto altro che convertire i pollici in cm, riportarli con diligenza su dei fogli A2, ritagliare, poggiare sull'impasto steso e infornare. Una volta cotti, li ho rifilati con il coltello in modo da rendere tutti i lati perfettamente dritti.
Ho incollato prima i lati e il fronte/retro, e dopo aver fatto asciugare il tutto ho messo il tetto.... Ho decorato con zucchero, smarties, e carbone dolce.
Ho decorato e incollato i vari pezzi con la royal icing di Paoletta:
280 g di zucchero a velo
20 g di albume
20 g di succo di limone
Setacciate lo zucchero a velo in una ciotola.
Unite l'albume e il succo di limone,quindi lavorate la massa con lo sbattitore elettrico fino ad ottenere un composto sostenuto e spumoso.
Ho riempito la sac a poche armata di punta n°4 e ho iniziato a incollare tra di loro i pezzi..
L'albero e il pupazzo di neve sono fatti in pdz, con ricetta di Chiara, e aggiunta di LUSI di 20 gr di burro.
Per il carbone dolce ho seguito una ricetta di Giallozafferano:
Per la glassa:
100 g di zucchero a velo, 1 cucchiaio di albume, 5-6 gocce di succo di limone, 1 cucchiaio di alcool per dolci, colorante alimentare.
Per lo sciroppo:
200 g di zucchero semolato, 200 g d'acqua,
Si mette a preparare lo sciroppo, mettendo acqua e zucchero in una pentola alta, a fuoco medio.
Nel frattempo si prepara la glassa mescolando i liquidi (alcol e acqua con l'albume) allo zucchero a velo, e eventualmente il colorante alimentare scelto (io l'ho omesso perchè mi serviva bianco)
Preparare uno stampo per plumcake appena spennellato con dell'olio, e tenerlo da parte.
Appena lo sciroppo, sui bordi, comincia ad imbiondire, togliere dal fuoco, aggiungere 2 cucchiaiate della glassa colorata (la mia era bianca perchè non ho usato colorante) e mescolare velocemente con una frusta, mentre il tutto si gonfia.
Quando le bolle cominciano a sgonfiarsi, versare la schiuma nello stampo e lasciar raffreddare prima di toccarlo.
domenica 2 gennaio 2011
IN LOVE WITH: PREPARATO PER CIOCCOLATA IN TAZZA
Trovai questa ricetta sul blog "Anice e Cannella" circa un anno, forse un anno e mezzo fa e da allora fu amore. Proposi subito la ricetta alla mia dolce metà che finalmente gioì per una cioccolata calda in tazza che sapeva di cioccolato e che era fatta con cioccolato, ma soprattutto per la consistenza densa e avvolgente.
Quante volte abbiamo visto lo spot di un famoso preparato per cioccolata calda in tazza, quella piena di amici riuniti in casa mentre fuori diluvia, dove arriva il tipo con il pentolino rosso in mano, con quella cioccolata densa come budino, e quante volte preparandolo siamo rimasti delusi davanti a quel pentolino colmo di latte al cacao? A me personalmente è capitato tantissime volte!
Sono talmente entusiasta di questa ricetta, che l'ho preparata in vasetti e regalata alle amiche in occasione del Natale, e ve la propongo.
Ingredienti per 400 gr di preparato:
180 gr di cioccolato fondente dal 55% al 65%
12 cucchiai di cacao amaro in polvere
4 cucchiai di zucchero di canna
8 cucchiai di zucchero semolato
12 cucchiaini rasi di fecola di patate
Polverizzare nel mixer con le lame il cioccolato fondente facendo attenzione a mixare a intermittenza altrimenti il cioccolato si scioglie.
Metterlo in un barattolo a chiusura ermetica insieme a tutti gli altri ingredienti e mescolare bene.
Conservare in un luogo fresco e asciutto.
Per la preparazione della cioccolata calda:
Per ogni tazza mettere in un pentolino 3 cucchiai del preparato e sciogliere 150 ml di latte versandolo poco alla volta e mescolando bene con un cucchiaio per sciogliere bene la polvere, e facendo attenzione a non fare grumi.
Quando il latte è tutto nel pentolino, mettere a fuoco basso, mescolando sempre, e attendere il bollore. Lasciare addensare e farsi avvolgere da questa cioccolata calda densa e vellutata, magari mentre si scorrono le pagine del proprio blog preferito.. :-)
180 gr di cioccolato fondente dal 55% al 65%
12 cucchiai di cacao amaro in polvere
4 cucchiai di zucchero di canna
8 cucchiai di zucchero semolato
12 cucchiaini rasi di fecola di patate
Polverizzare nel mixer con le lame il cioccolato fondente facendo attenzione a mixare a intermittenza altrimenti il cioccolato si scioglie.
Metterlo in un barattolo a chiusura ermetica insieme a tutti gli altri ingredienti e mescolare bene.
Conservare in un luogo fresco e asciutto.
Per la preparazione della cioccolata calda:
Per ogni tazza mettere in un pentolino 3 cucchiai del preparato e sciogliere 150 ml di latte versandolo poco alla volta e mescolando bene con un cucchiaio per sciogliere bene la polvere, e facendo attenzione a non fare grumi.
Quando il latte è tutto nel pentolino, mettere a fuoco basso, mescolando sempre, e attendere il bollore. Lasciare addensare e farsi avvolgere da questa cioccolata calda densa e vellutata, magari mentre si scorrono le pagine del proprio blog preferito.. :-)
sabato 1 gennaio 2011
INIZIO L'ANNO CON UN CAVALLO DI BATTAGLIA: LA PIZZA
"Caro amico ti scrivo così mi distraggo un po'
e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò.
Da quando sei partito c'è una grossa novità,
l'anno vecchio è finito ormai
ma qualcosa ancora qui non va.
Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra,
e si sta senza parlare per intere settimane,
e a quelli che hanno niente da dire
del tempo ne rimane.
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
porterà una trasformazione
e tutti quanti stiamo già aspettando
sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno,
ogni Cristo scenderà dalla croce
anche gli uccelli faranno ritorno.
Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno,
anche i muti potranno parlare
mentre i sordi già lo fanno.
mentre i sordi già lo fanno.
E si farà l'amore ognuno come gli va,
anche i preti potranno sposarsi
ma soltanto a una certa età,
ma soltanto a una certa età,
e senza grandi disturbi qualcuno sparirà,
saranno forse i troppo furbi
e i cretini di ogni età.
Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico
e come sono contento
di essere qui in questo momento,
vedi, vedi, vedi, vedi,
vedi caro amico cosa si deve inventare
per poterci ridere sopra,
per continuare a sperare.
E se quest'anno poi passasse in un istante,
vedi amico mio
come diventa importante
La mia ricetta è:
che in questo istante ci sia anch'io.
L'anno che sta arrivando tra un anno passerà
io mi sto preparando è questa la novità"
Un piatto con cui, si potrebbe dire, ho conquistato la mia dolce metà, patito di pizza. Glielo feci una sera, dopo qualche mese che stavamo insieme, e dopo altrettanti pochi mesi che vivevo a l'Aquila. Da allora, almeno 2 volte al mese, mi chiede di preparargliela. E io, di buon grado, mi metto sotto a impastare.
La mia ricetta è:
500 gr di farina
1 cubetto di lievito di birra
2 bicchieri di latte tiepido
2 bicchieri di acqua tiepida
2 cucchiaini di zucchero semolato
olio evo qb
Si forma la fontana sul piano di lavoro, o in una ciotola, si uniscono i liquidi e si scioglie al loro interno il lievito, unendo anche lo zucchero al centro della fontana. A questo punto si uniscono i liquidi alla farina e si inizia a impastare, sciogliendo bene la farina, e stando attenti a non formare grumi. Si lavora l'impasto fino a formare una palla elastica che non deve risultare appiccicosa.
A questo punto si unge la palla di impasto con l'olio d'oliva e si deposita in una ciotola pulita e unta anch'essa con l'olio evo. Si pratica un taglio a croce sulla superficie dell'impasto e si copre la ciotola con un canovaccio pulito, ripondola a lievitare in un luogo caldo e lontano dalle correnti d'aria.
Il nostro impasto dovrà lievitare fino al raddoppio, ma più a lungo lievita e più sapore acquista.
Preriscaldiamo il forno a 200°. Stenderemo poi l'impasto direttamente nelle teglie unte con olio evo. Preleviamo un pezzo di impasto e lo stendiamo dal centro verso l'esterno, con le mani, nella teglia fino a coprirne tutta la superficie. Dalla quantità di impasto che stenderemo nella teglia, dipendenderà lo spessore della nostra pizza. Con pezzetti piccoli, avremo una pizza sottile e croccante, con pezzi più grandi una pizza più alta e soffice.
Ho condito le pizze con passata di pomodoro, olio, sale e origano q.b. quindi ho infornato. La mozzarella fatta a pezzetti preferisco aggiungerla a cottura quasi ultimata, così rimane bella filante e non cuoce troppo. La pizza, a mio avviso, è pronta quando è dorata e croccante sotto, e me ne accorgo sollevandola dalla teglia con l'aiuto di una forchetta. A quel punto cospargo la superficie con la mozzarella e inforno per qualche altro minuto, finchè è sciolta.
Si sforna, si taglia e si serve fumante e profumata ai commensali affamati!
Colgo l'occasione di questo primo giorno del 2011 per augurare a tutti coloro che mi seguono, amici vicini e lontani e alle mie dolcine uno splendido anno nuovo, ricco di amore, salute e gioia.
Si sforna, si taglia e si serve fumante e profumata ai commensali affamati!
Colgo l'occasione di questo primo giorno del 2011 per augurare a tutti coloro che mi seguono, amici vicini e lontani e alle mie dolcine uno splendido anno nuovo, ricco di amore, salute e gioia.
domenica 26 dicembre 2010
BABBO NATALE E LA RENNA RUDOLPH
Ho preparato questa torta per la cena della vigilia di Natale, ho scelto un abbinamento classico, dal gusto rotondo e aromatico: cioccolato e arancia.
Una farcia lussuriosa, e avvolgente, la ganache al cioccolato fondente, accompagnata dalla marmellata di arance, inviatami dalla mia splendida amica Maria, dalla Sicilia.
Ho anche scoperto una nuova base al cioccolato, della mia amica SweetAle, alta, soffice e umida, un'ottima alternativa al pan di spagna; io l'ho fatta nella tortiera da 26, ma Ale mi dice che questa dose va bene anche per quella da 30:
240 gr di zucchero
4 uova
200 gr di farina
160 gr di olio di semi
50 gr di cacao
8 cucchiai abbondanti di latte
1 bustina di lievito per dolci
Si montano molto bene le uova intere con lo zucchero, si aggiunge la farina, l'olio, il cacao, il latte e infine il lievito. Si trasferisce il composto in una tortiera imburrata e infarinata e si inforna, a forno già caldo per 35 minuti a 180°. Dopo 25-30 minuti, fare la prova stecchino: il legnetto deve uscire pulito.
Quando la tagliate a metà per la farcitura, non sollevate la parte superiore con le mani, bensì inserite tra la base inferiore e quella superiore un vassoio e spostatela così: eviterete le rotture ;-)
Ho quindi bagnato con uno sciroppo all'italiana e grand marnier. Spalmato sulla base la marmellata di arance e quindi farcito con la ganache al cioccolato fondente, con ricetta di Chiara.
300 gr di cioccolato fondente
300 gr di panna fresca
Quindi ho decorato con panna montata e una cialdina di pasta di zucchero :-)
Con questa torta, auguro a tutti voi, foodblogger e non, un sereno Natale, pieno di gioia e affetto! Vi abbraccio!
venerdì 24 dicembre 2010
SOGNANDO PARIGI: I MIEI PRIMI MACARONS
Per la serie "non tutte le ciambelle riescono col buco"!
I miei primi macarons.... volevo provarli da una vita... e così ieri mi sono fatta coraggio e ho provato!
Ho cercato in lungo e in largo la ricetta ideale, meglio spiegata e con un procedimento dettagliato.. e ho peregrinato fino ad arrivare sul suo blog, sul blog della maga dei macarons......Il blog in questione è "I dolci di Pinella" e la Pinella in questione è una patita di macarons, come è subito chiaro dalle immagini di questi meravigliosi dolcetti d'oltralpe.
Quindi quale posto migliore in cui cercare l'ispirazione finale? E l'ispirazione a lungo cercata, non tarda a farsi trovare... la scorgo in uno dei tanti post dedicati ai dolcetti tanto sognati. Si tratta dei Macarons di Stephane Glacier. Ho provato quelli al cioccolato e devo dire che non sono affatto delsusa dal mio primo tentativo..
1 cucchiaino di succo di limone
un pizzico di sale
450 gr di zucchero al velo
250 gr di farina di mandorle
Per i macarons al cioccolato: 30 gr di cacao amaro; un paio di goccie di colorante rosso (io ho omesso il colorante)
Io ho proceduto così. Non avendo trovato in nessun dove la farina di mandorle le ho tritate.. con il mixer direte voi.. ebbene no! Con questa: la mulijulienne della Moulinex, ovvero l'antenato del mixer che funziona ottimamente con l'olio di gomito! :-D
E' un pò faticoso, ma il risultato è eccellente ;-)
Ho quindi setacciato la farina di mandorle così ottenuta con lo zucchero al velo. Quando si usa il colorante, avere l'avvertenza di unirlo agli albumi, in precenza bagnati con il succo di limone.
Nel caso dei macarons al cioccolato, il colore rosso accentua e rende vivo il colore scuro del cacao. (io ho omesso il colorante)
Montare gli albumi, eventualmente aggiungere un po' di succo di limone. A metà lavorazione aggiungere un cucchiaio di zucchero e poi pian piano la restante parte fino ad ottenere una montatura soda e lucida.
A questo punto, lasciate la planetaria o lo sbattitore elettrico e munitevi di spatola (quest'operazione, oltre a rendere l'impasto liscio, e omogeneo, senza smontarlo, garantisce un ottimo allentamento del bicipite!) aggiungere pian piano le polveri nei bianchi e rimescolare con una spatola dall'alto verso il basso raccogliendo anche il composto dalle pareti. L'impasto deve risultare liscio, brillante e formare un nastro ricadendo sulla massa.
Mettere l'impasto in una sac à poche e depositare dei piccoli dischetti da circa 4 cm su un foglio di carta siliconata.(Io ho utilizzato semplice carta forno).
A questo punto si fanno "crouter" (asciugare) i macarons finchè toccandoli con un dito, la superficie non si incollava al polpastrello. Fateli asciugare per non meno di 30 minuti. Infornate, una teglia alla volta a 145/150°C per 13 minuti. Ruotare le teglie durante la cottura. Far asciugare i macarons per poi staccarli, una volta freddi e incollarli, due a due, con la farcitura prescelta.
Io ho utilizzato la ganache al cioccolato fondente, con ricetta di Chiara:
200 gr di panna
200 gr di cioccolato fondente
Portare a bollore la panna, quindi sciogliere al suo interno il cioccolato fondente. Una volta freddo, il composto va montato, inserito nella sac a poche e usato per la farcitura..
La superficie dei macarons, dovrebbe risultare liscia... la mia è rugosa, almeno nei macarons della prima teglia, nella seconda teglia, era liscia.. Pinella mi ha detto che molto dipende dalla temperatura del forno. Molte volte, pur impostando la temperatura a 150°, la temperatura effettiva non è quella, e quindi sarebbe bene controllarla con l'aiuto di un termometro da cucina...
Ho unito i macarons a altri dolcetti che ho fatto in questi giorni, e che regalerò alle varie ziee, amiche di famiglia ecc..... eccoli!
I miei primi macarons.... volevo provarli da una vita... e così ieri mi sono fatta coraggio e ho provato!
Ho cercato in lungo e in largo la ricetta ideale, meglio spiegata e con un procedimento dettagliato.. e ho peregrinato fino ad arrivare sul suo blog, sul blog della maga dei macarons......Il blog in questione è "I dolci di Pinella" e la Pinella in questione è una patita di macarons, come è subito chiaro dalle immagini di questi meravigliosi dolcetti d'oltralpe.
Quindi quale posto migliore in cui cercare l'ispirazione finale? E l'ispirazione a lungo cercata, non tarda a farsi trovare... la scorgo in uno dei tanti post dedicati ai dolcetti tanto sognati. Si tratta dei Macarons di Stephane Glacier. Ho provato quelli al cioccolato e devo dire che non sono affatto delsusa dal mio primo tentativo..
La ricetta è questa:
7 albumi (circa 200 gr)
50 gr di zucchero semolato1 cucchiaino di succo di limone
un pizzico di sale
450 gr di zucchero al velo
250 gr di farina di mandorle
Per i macarons al cioccolato: 30 gr di cacao amaro; un paio di goccie di colorante rosso (io ho omesso il colorante)
Io ho proceduto così. Non avendo trovato in nessun dove la farina di mandorle le ho tritate.. con il mixer direte voi.. ebbene no! Con questa: la mulijulienne della Moulinex, ovvero l'antenato del mixer che funziona ottimamente con l'olio di gomito! :-D
E' un pò faticoso, ma il risultato è eccellente ;-)
Ho quindi setacciato la farina di mandorle così ottenuta con lo zucchero al velo. Quando si usa il colorante, avere l'avvertenza di unirlo agli albumi, in precenza bagnati con il succo di limone.
Nel caso dei macarons al cioccolato, il colore rosso accentua e rende vivo il colore scuro del cacao. (io ho omesso il colorante)
Montare gli albumi, eventualmente aggiungere un po' di succo di limone. A metà lavorazione aggiungere un cucchiaio di zucchero e poi pian piano la restante parte fino ad ottenere una montatura soda e lucida.
A questo punto, lasciate la planetaria o lo sbattitore elettrico e munitevi di spatola (quest'operazione, oltre a rendere l'impasto liscio, e omogeneo, senza smontarlo, garantisce un ottimo allentamento del bicipite!) aggiungere pian piano le polveri nei bianchi e rimescolare con una spatola dall'alto verso il basso raccogliendo anche il composto dalle pareti. L'impasto deve risultare liscio, brillante e formare un nastro ricadendo sulla massa.
Mettere l'impasto in una sac à poche e depositare dei piccoli dischetti da circa 4 cm su un foglio di carta siliconata.(Io ho utilizzato semplice carta forno).
A questo punto si fanno "crouter" (asciugare) i macarons finchè toccandoli con un dito, la superficie non si incollava al polpastrello. Fateli asciugare per non meno di 30 minuti. Infornate, una teglia alla volta a 145/150°C per 13 minuti. Ruotare le teglie durante la cottura. Far asciugare i macarons per poi staccarli, una volta freddi e incollarli, due a due, con la farcitura prescelta.
Io ho utilizzato la ganache al cioccolato fondente, con ricetta di Chiara:
200 gr di panna
200 gr di cioccolato fondente
Portare a bollore la panna, quindi sciogliere al suo interno il cioccolato fondente. Una volta freddo, il composto va montato, inserito nella sac a poche e usato per la farcitura..
La superficie dei macarons, dovrebbe risultare liscia... la mia è rugosa, almeno nei macarons della prima teglia, nella seconda teglia, era liscia.. Pinella mi ha detto che molto dipende dalla temperatura del forno. Molte volte, pur impostando la temperatura a 150°, la temperatura effettiva non è quella, e quindi sarebbe bene controllarla con l'aiuto di un termometro da cucina...
Ho unito i macarons a altri dolcetti che ho fatto in questi giorni, e che regalerò alle varie ziee, amiche di famiglia ecc..... eccoli!
martedì 21 dicembre 2010
LE FERRATELLE PRIMA DI ANDARE A SCUOLA
Un altro dolce della mia infanzia. Ricordo delle mattine, quando papà mi accompagnava la mattina, avrò avuto 6 o 7 anni, prima di arrivare a scuola ci fermavamo in un forno a metà strada tra casa e scuola, e lì, mi faceva scegliere quella che sarebbe stata la mia colazione quel giorno..
A volte sceglievo proprio questi dolci, che ho scoperto poi essere tipici dell’Aquila…erano sempre profumate e croccanti.. e io ne andavo pazza forse perchè già sapevo, inconsciamente, che un giorno le avrei sgranocchiate direttamente nei vicoletti de l'Aquila, prima di tornare a casa, appena uscita dall'università...
La loro origine risale ad un dolce degli antichi Romani detto Crustulum e nei secoli sono diventate tipiche dei matrimoni: le piastre per cuocerle venivano portate in dote dalla sposa, con incise le iniziali nella parte centrale.
La ricetta è semplicissima, l’unico “ostacolo” nella preparazione è l’attrezzo che si usa per farle: non si trova ovunque, e benanche si trovi è spesso e volentieri un po’ caro. Può essere in lega d’alluminio o in ghisa e ne esistono di vari tipi, vari forme e disegni: a seconda della profondità delle scanalature le ferratelle possono essere alte e morbide (scanalature profonde) o sottili e croccanti (scanalature poco profonde).
Mamma mi ha regalato questo oggetto del desiderio, lungamente cercato, per il mio compleanno.. lo ha trovato a una fiera di paese, e lo ha pagato 25€. Un po’ caro, si… ma se tenuto e usato come si deve, dura per tutta la vita! Mi sarebbe piaciuto ereditarne uno antico, magari quello della mia nonna materna, ma ahimè, non ho avuto la fortuna di conoscerla, se non tramite i racconti di mia madre e delle mie zie. Mamma mi racconta che sua madre non faceva le ferratelle perchè non possedeva il ferro, era troppo costoso per comprarlo e con 6 figli, non poteva permettersi di comprare quest'oggetto di "lusso".
Vi propongo la mia ricetta
Per ogni uovo occorrono:
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di olio
3 cucchiai di farina
la buccia grattugiata di un limone
In più aggiungiamo per 5 uova ½ bustina di lievito, per 10 uova, 1 bustina intera
E se vogliamo, un paio di cucchiaini di anisetta, o aroma anice.
Si forma una palla e si lascia riposare mentre si scalda il ferro.
Il fuoco va modulato, la fiamma va bassissima, meglio ancora se usate il fornello più piccolo, al minimo.
Per la prima ferratella, bisogna ungere leggermente spennellando l’interno del ferro – entrambi i lati - con dell’olio evo. Quando il ferro è caldo, aprendolo si sprigionerà del vapore: quello è il momento ideale per iniziare a cuocere.
Prelevate una pallina di impasto, del peso di circa 17 gr. Ponetelo nel centro del ferro e chiudete stringendo bene il manico; quindi, quando fuoriuscirà il vapore dai lati, potete allentare la presa, e lasciar cuocere circa 60 secondi per ogni lato, aiutandovi, se necessario, a staccare la ferratella dal ferro con la lama di un coltello. Potete scegliere di togliere ancora bianchine, oppure lasciarle leggermente dorare.
Una volta cotta, lasciatela raffreddare mettendola in un piatto e procedete con la prossima ferratella fino a esaurimento dell’impasto.
Con queste dosi, utilizzando delle uova grandi, si ottengono 40 ferratelle.
Si possono gustare in questo modo, oppure accompagnate da panna, gelato, oppure farcire di nutella e accoppiare due a due… :-)
mercoledì 15 dicembre 2010
TORTA MERITATO RIPOSO
Questa è la torta preparata qualche settimana fa, in collaborazione con Alessandro, per i propri genitori, andati entrambi in pensione!
Quel coso bianco davanti è un foglietto con su scritto: "Vi siete guadagnati un meritato riposo.. Solo una domanda......... Di che colore volete le PANTOFOLE?! Congratulazioni per la pensione!!"
Dentro è un pds al cacao di Chiara, bagnato con sciroppo all'italiana, e farcito con ganache al cioccolato bianco e confettura di frutti di bosco.
Queste sono le due teste nel dettaglio
Per realizzarle ho seguito questi tutorial su youtube:
Infine ho messo la testiera del letto che non ho fotografato perchè era ancora umida, ma nella prima foto si intravede!! :-)
Ecco la torta!
Quel coso bianco davanti è un foglietto con su scritto: "Vi siete guadagnati un meritato riposo.. Solo una domanda......... Di che colore volete le PANTOFOLE?! Congratulazioni per la pensione!!"
Dentro è un pds al cacao di Chiara, bagnato con sciroppo all'italiana, e farcito con ganache al cioccolato bianco e confettura di frutti di bosco.
Queste sono le due teste nel dettaglio
Infine ho messo la testiera del letto che non ho fotografato perchè era ancora umida, ma nella prima foto si intravede!! :-)
Ecco la torta!
martedì 14 dicembre 2010
MI FACCIO PERDONARE CON SPAGHETTI ALLE SPEZIE CON PANCETTA E PROSECCO
Lo so sono sparita senza lasciare alcuna traccia..... degno inizio di un libro giallo.. si sarebbe potuto sospettare che fossi stata rapita dagli alieni oppure convertita all'ascetisimo e andata a vivere in una caverna sul K2, e invece no.... ero semplicemente subissata da un numero indefinito di attività! :-D
Nel frattempo, ovviamente, ho cucinato, torteggiato e fotografato il tutto.... devo solamente ritrovare il giusto ritmo e postare tutto! ;-)
Che dire... il natale è alle porte, si va a fare shopping, si impacchettano regali, decorano alberi e abitazioni, e soprattutto si pensa a cosa cucinare nei giorni clou della festa.... Un'idea che butto lì per il cenone di capodanno, visto che è previsto l'uso del prosecco, sono questi spaghetti, profumatissimi e invitanti, dal gusto sapido e deciso.
Li definirei: semplicissimi, profumati e saporitissimi....
Ecco a voi la ricetta, semplicissima anche lei ;-)
Mentre cuociono gli spaghetti, si mette la pancetta in padella, finchè non è ben dorata, poi si sfuma con due dita di prosecco in cui precedentemente avremmo sciolto una bustina di zafferano e mezzo cucchiaino di curry e una puntina di paprika dolce.
Portare a termine di cottura la pancetta, scolare la pasta e saltarla dentro la padella con la pancetta..
Mantecare, se ci piace, con due cucchiai di parmiggiano reggiano appena grattugiato....e gnammmmmm
Variante: si puo aggiungere la panna, alla pancetta speziata, dopo averla profumata con il prosecco, così da ottenere una cremina niente male.
Nel frattempo, ovviamente, ho cucinato, torteggiato e fotografato il tutto.... devo solamente ritrovare il giusto ritmo e postare tutto! ;-)
Che dire... il natale è alle porte, si va a fare shopping, si impacchettano regali, decorano alberi e abitazioni, e soprattutto si pensa a cosa cucinare nei giorni clou della festa.... Un'idea che butto lì per il cenone di capodanno, visto che è previsto l'uso del prosecco, sono questi spaghetti, profumatissimi e invitanti, dal gusto sapido e deciso.
Li definirei: semplicissimi, profumati e saporitissimi....
Ecco a voi la ricetta, semplicissima anche lei ;-)
Mentre cuociono gli spaghetti, si mette la pancetta in padella, finchè non è ben dorata, poi si sfuma con due dita di prosecco in cui precedentemente avremmo sciolto una bustina di zafferano e mezzo cucchiaino di curry e una puntina di paprika dolce.
Portare a termine di cottura la pancetta, scolare la pasta e saltarla dentro la padella con la pancetta..
Mantecare, se ci piace, con due cucchiai di parmiggiano reggiano appena grattugiato....e gnammmmmm
Variante: si puo aggiungere la panna, alla pancetta speziata, dopo averla profumata con il prosecco, così da ottenere una cremina niente male.
domenica 7 novembre 2010
NON SONO SPARITA..... MA IL FATTO E' CHE................................
Ho iniziato a lavorare in una pasticceria da un mese!!!!! :-)
Inutile dire che adoro questo lavoro, e che per me è come stare nel paese dei balocchi.... farina, zucchero, cioccolato, sac a poche... un mondo da esplorare, scoprire e da cui essere assorbita nell'anima....
I profumi, i colori, la novità, mi inebriano..
Il primo giorno è andato alla grande: appena arrivata mi hanno fatto iniziare a lavare delle cose..a un certo punto mi capita tra le mani una sac a poche in tela, mi giro e chiedo alla proprietaria: "la sac a poche la lavo solo con acqua calda o anche con il sapone?" e lei "mettici anche un pò di sapone stellì così si sgrassa bene" poi dopo un pò mi fa "già che sai che si chiama sac a poche siamo a cavallo, ste somare che lavorano qua da vent'anni ancora lo chiamano sacchetto"
Dopo una mezz'ora ho iniziato a farcire biscotti..... ma ne avrò farciti 20 teglie di quelle enormi delle pizzerie; armata di sac a poche ho farcito con crema di burro, confetture varie, cremine ecc..la proprietaria che mi stava guardando - e io non me ne ero accorta - mi fa "ma tu hai già fatto la pasticcera!" e io" beh solo a casa...." e lei "sembra che sei nata con la sac a poche in mano!"
Ho farcito, accoppiato due a due, decorato, refrigerato e disposto nel banco di vendita una marea di biscotti: mai fatti così tanti tutti insieme in vita mia!
Mi assumerà a breve a tempo indeterminato, per 5 ore al giorno, tutti giorni tranne il lunedì... e oltre a questo ovviamente continuerò a studiare, perchè i bambini sono l'altro grande amore della mia vita... e come dice la mia amica Maria " prova ad immaginare come sarebbe insegnare a pasticciare ai bimbi "..
Ma ora non ci penso... so che ora posso smettere di sognare il mio futuro e inizare a costruirlo.. prima di tutto, al più presto vorrei comprare un terreno edificabile insieme al mio lui per dar inizio al nostro progetto di vita insieme..
Ho mille cose da dirvi, ricette da postare, ma non me ne vogliate... presto, anzi, prestissimo, una nuova torta di pasta di zucchero: quella che sto pensando per il terzo anniversario di fidanzamento :-)
Restate incollati agli schermi!!!! Vi abbraccio...
Inutile dire che adoro questo lavoro, e che per me è come stare nel paese dei balocchi.... farina, zucchero, cioccolato, sac a poche... un mondo da esplorare, scoprire e da cui essere assorbita nell'anima....
I profumi, i colori, la novità, mi inebriano..
Il primo giorno è andato alla grande: appena arrivata mi hanno fatto iniziare a lavare delle cose..a un certo punto mi capita tra le mani una sac a poche in tela, mi giro e chiedo alla proprietaria: "la sac a poche la lavo solo con acqua calda o anche con il sapone?" e lei "mettici anche un pò di sapone stellì così si sgrassa bene" poi dopo un pò mi fa "già che sai che si chiama sac a poche siamo a cavallo, ste somare che lavorano qua da vent'anni ancora lo chiamano sacchetto"
Dopo una mezz'ora ho iniziato a farcire biscotti..... ma ne avrò farciti 20 teglie di quelle enormi delle pizzerie; armata di sac a poche ho farcito con crema di burro, confetture varie, cremine ecc..la proprietaria che mi stava guardando - e io non me ne ero accorta - mi fa "ma tu hai già fatto la pasticcera!" e io" beh solo a casa...." e lei "sembra che sei nata con la sac a poche in mano!"
Ho farcito, accoppiato due a due, decorato, refrigerato e disposto nel banco di vendita una marea di biscotti: mai fatti così tanti tutti insieme in vita mia!
Mi assumerà a breve a tempo indeterminato, per 5 ore al giorno, tutti giorni tranne il lunedì... e oltre a questo ovviamente continuerò a studiare, perchè i bambini sono l'altro grande amore della mia vita... e come dice la mia amica Maria " prova ad immaginare come sarebbe insegnare a pasticciare ai bimbi "..
Ma ora non ci penso... so che ora posso smettere di sognare il mio futuro e inizare a costruirlo.. prima di tutto, al più presto vorrei comprare un terreno edificabile insieme al mio lui per dar inizio al nostro progetto di vita insieme..
Ho mille cose da dirvi, ricette da postare, ma non me ne vogliate... presto, anzi, prestissimo, una nuova torta di pasta di zucchero: quella che sto pensando per il terzo anniversario di fidanzamento :-)
Restate incollati agli schermi!!!! Vi abbraccio...
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