lunedì 31 dicembre 2012

FOCACCIA VELOCE, E I POST PIU' VISTI DEL 2012!

L'idea me l'ha data lei, e mi è sembrata talmente tanto carina che mi sono subito messa a spulciare tra le mie statistiche!

Al 4° posto abbiamo la SUNFLOWERS CAKE CON LA COCCINELLA LAUREATA


Al 3° posto, gli OREO CUPCAKES CON L'AIUTO DI CUPIDO


Al 2° posto la BUON COMPLEANNO A ME: RED POPPY CAKE


Ma il post più visto in questo 2012, è, rullino le trombe e squillino i tamburi... ehmm... volevo dire, rullino i tamburi e squillino le trombe! :P

CHEESECAKE FREDDO ALLA NUTELLA


E anche questo 2012 è giunto alla fine..! Mi ha portato cose belle, brutte, qualche novità, tanti amici e tante sfide nuove con le quali confrontarmi. Spero che il nuovo sia ricco di serenità e felicità, per me e per voi.

State già organizzando il cenone? Avete fatto la spesa?
Questa è una ricetta da fare in 20 minuti, ideale se come me, durante la spesa avete dimenticato di comprare il pane. Buonissima calda, appena fatta, buonissima e croccante se la riscaldate il giorno dopo.

Focaccia veloce
 

350 gr di farina 00
1 bustina di lievito istantaneo per pizze e torte salate
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
4 cucchiai di olio evo
170 ml di acqua tiepida
un rametto di rosmarino

Mescolare la farina con lo zucchero e il lievito in un’ampia ciotola (io nella ciotola del ken, con il gancio impastatore), aggiungere 3 cucchiai di olio e il sale sciolto in un bicchierino di acqua presa dai 170 ml di acqua totale.
Iniziare ad impastare, unendo un po alla volta l’acqua rimasta. A seconda della farina usata, l’impasto può richiedere più o meno acqua. Impastare fino ad aver ottenuto un panetto elastico ed omogeneo. Rivestire una teglia con carta da forno, stendere la focaccia con le mani unte di olio. Lavare il rosmarino e cospargerlo sulla focaccia, insieme al restante cucchiaio di olio. Infornare a 200° per 15 minuti circa.


Buona fine e buon inizio!!

giovedì 27 dicembre 2012

AUGURI - IN RITARDO - E DEI BUONI BISCOTTINI DA REGALARE!

Lo so, sono passati due giorni dal 25 Dicembre, e sono leggermente in ritardo sulla tabella di marcia: pardon!
 
Tra l'inizio dei lavori in casa e la preparazione dei dolcetti da regalare, confezioni natalizie varie, e pietanze da servire durante il pranzo del 25, non sono riuscita ad accendere il pc prima di ora.
La casa, per ora, è pulita e in ordine; i lavori sono sospesi fino a quando verrà il muratore a fare il "grosso" e insieme a lui, idraulico ed elettricista...meno male che c'erano da fare poche cose :D
 
Spero abbiate trascorso il Natale in modo sereno, tra gli affetti più cari, e abbiate soprattutto mangiato bene. Senza esagerare, ma bene.
Spero altrettanto che Babbo Natale sia stato generoso con voi: a me non ha portato che due o tre cose...ma dato che una di queste è una cucina nuova - in arrivo - credo di potermi ritenere decisamente soddisfatta!
 
Per ora, continuo a sfruttare la mia attuale cucina, tramandata dalle nonne di Ale, con un forno a gas che credo rimpiangerò.. Nei giorni precedenti al Natale ho preparato infatti vari tipi di dolcetti, che  sono stati decorati, impacchettati, infiocchettati e regalati ad amici e parenti.

Curiosi di sapere cosa ho messo nei pacchettini?
 
 
Gingerbread cookies, extrachocolate cookies, lemon meltaways (dell' Arabafelice), biscotti al caramello salato e ferratelle
 
Biscotti extrachocolate
di NightFairy
 

Per gli extrachocolate cookies, uso una ricetta trovata su un blog che si chiamava La collina delle fate, che ora purtroppo non esiste più. Le dosi per 20-25 biscotti sono:


 
90 gr di cioccolato fondente
30 gr di gocce di cioccolato
110 gr di burro
3 uova piccole
100 gr di zucchero
120 gr di farina
120 gr di cacao amaro
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale

Fate sciogliere il cioccolato con il burro. Lasciate intiepidire leggermente, quindi aggiungete le uova sbattute con lo zucchero e montate il tutto.

Setacciatevi la farina con il cacao ed il lievito. Mescolate il composto.
Aggiungete anche le gocce di cioccolato, amalgamando il tutto. Il composto deve essere malleabile e appiccicoso.

Formate delle palline, infarinandovi le mani se necessario, distribuitele sulla placca del forno foderata da carta forno e ponete in frigorifero per 20 minuti.

Cuocete a 180° per 8-10 minuti. Sono pronti quando la superficie risulta leggermente crepata. Sfornate e lasciate raffreddare. Potete lasciarli così o decidere se spolverarli leggermente con zucchero a velo.
 
Biscotti al caramello salato
di Menta e Cioccolato
 
Per i biscotti al caramello salato, ho usato una ricetta di Menta e Cioccolato, che vi riporto qui di seguito. Sono buonissimi, dal sapore particolarissimo e delicato allo stesso tempo. Li amerete!

 
300 gr di farina 00
100 gr di zucchero di canna (1)
30 gr di panna
190 gr di burro a pezzetti
30 gr di zucchero di canna (2)
1/2 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di sale

Preparare il caramello mettendo un cucchiaio di zucchero (1) in una padella (io ho usato una pentola d'acciaio con il fondo spesso), quando è sciolto unirne un altro cucchiaio e lasciarlo sciogliere procede così fino a finirlo. Fate attenzione a non bruciarlo per evitare di ritrovarvi con un sapore amaro nei biscotti.

Spegnere il fuoco e versarci la panna facendo attenzione agli schizzi che sono bollenti e mescolare.
Unire il sale e mescolare.
Sempre mescolando con una frusta unire il burro un pezzetto alla volta.

Fare raffreddare il caramello poi unire la farina, la cannella e lo zucchero (2).
Amalgamare bene ma non troppo a lungo. Non verrà il classico impasto da frolla, versarlo su della pellicola, compattarlo, appiattire e mettere in frigo per qualche ora oppure in freezer per 20 minuti circa tanto che rassodi.
Stendere a 1/2 cm tagliare i biscotti e posizionarli nella placca,cospargerli di zucchero di canna e lasciarli in frigo 10 minuti prima di infornarli a 180° per 15 minuti.

Sfornate e lasciate raffreddare senza toccarli perchè saranno mollicci.
 
Vi auguro di passare un buon capodanno, e di iniziare un nuovo anno frizzante e sereno!

lunedì 17 dicembre 2012

PASTA ALLA BOSCAIOLA A MODO MIO

Aria di Natale nell'aria: profumo di spezie e cioccolata calda..
Sotto il mio albero, colorato di rosso e oro, doni, dolciumi, e un pacco regalo con una meravigliosa novità!
 
Da qualche giorno infatti, io e la mia dolce metà viviamo sotto lo stesso tetto: mi sembra un sogno.. così reale e così strano :)
 
La nostra casa è piccola, ma accogliente, e una volta che avremmo fatto tutti i lavori necessari per renderla più bella e funzionale, inviteremo tutti gli amici per una cena, a casa NOSTRA!
 
Cosa preparare di buono per pranzo? Visto che mancano 7 giorni alla vigilia, e si va di corsa  - io in primis - per organizzare tutto, ecco una ricetta veloce per primo gustoso, da preparare anche all'ultimo minuto!
 
Mezzemaniche alla boscaiola a modo mio
 

Per 4 persone
 
320 gr di mezze maniche rigate
150 gr di prosciutto cotto a dadini
100 gr di champignon mondati e tagliati a fettine
50 gr di piselli novelli (anche surgelati)
2 salsicce fresche
panna da cucina (io l'ho aggiunta, ma è facoltativa)
olio evo
parmiggiano grattugiato a piacere
 
In una padella aggiungere l'olio evo, e mettere a cuocere i piselli e i funghi, e coprite. Dopo 5 minuti circa, aggiungete la salsiccia privata della pelle e sbriciolata e fate cuocere.
Quasi a fine cottura, aggiungete il cotto a dadini.
 
Tenete coperto fino al momento di aggiungerlo alla pasta.
Una volta scolata la pasta, al dente, aggiungetela al condimento, e saltatela per qualche minuto. Aggiustate di sale, aggiungete panna e/o parmiggiano grattugiato a piacere.
 
Buon appetito! 

venerdì 14 dicembre 2012

BUCATINI ALL'AMATRICIANA

Al contrario di ciò che si dice, e che mai potrà dirsi, questa ricetta è nata ad Amatrice, in provincia di Rieti; una piccola cittadina laziale al confine con l'Abruzzo, a quasi mille metri sul livello del mare.


La versione tradizionale prevede l'uso degli spaghetti, per cui non è la vera amatriciana, però il sugo è fedelissimo alla ricetta!
L'amatriciana viene comunemente però conosciuta come matriciana, che non è uno storpiamento del primo, bensì la derivazione dal nome degli abitanti di Amatrice che si chiamavano "matriciani", poi, per un fenomeno linguistico, il nome della ricetta è diventato amatriciana.
La madre dell'amatriciana è al pasta alla gricia, che era il pasto principale dei pastori che portavano nel loro zaino, pezzi di pecorino, sacchetti di pepe, pasta essiccata, guanciale e strutto: l'aggiunta del pomodoro l'ha trasformato nel gustoso piatto in questione.

Come per la gricia, gli ingredienti sono pochi, e semplici, ma la loro qualità influisce sulla riuscita della ricetta.
 

 Bucatini all'amatriciana
 
 
 
Per 4 persone

400 gr di spaghetti (nel mio caso bucatini)
250 gr di guanciale di buona qualità
500 gr di pomodori pelati
150 gr di pecorino dolce e poco stagionato (evitate quello romano che è troppo salato)
1 cucchiaio di strutto (io poco olio evo)
1 peperoncino rosso non troppo piccante
sale q.b.

Tagliate il guanciale a fette, quindi, ricavate dalle fette delle listarelle. Passate i pomodori pelati e teneteli da parte. Grattugiate anche il pecorino e tenetelo da parte fino al momento di usarlo.
La ricetta originale prevede l'uso di una padella di ferro, per non alterare il sapore del sugo: io ho usato il saltapasta ILLA, che ha il rivestimento in ceramica.
Nella padella, sciogliere lo strutto (o l'olio evo) e aggiungere le striscioline di guanciale e il peperoncino. Far rosolare per un paio di minuti: non dev'essere croccante, ma deve essere dorato e ben cotto.
Buttate a questo punto la pasta.

Fermare la rosolatura del guanciale versando il pomodoro precedentemente preparato.
Far cuocere il sugo per circa 10 minuti girando di tanto in tanto fino a raggiungere il giusto punto di densità: dovrà essere denso, ma non troppo.
A cottura ultimata togliete il peperoncino, scolate gli spaghetti ed aggiungeteli nella padella del sugo saltandoli aggiungendo poco alla volta 2/3 del pecorino grattato.

Impiattate, spolverando con il pecorino rimasto e servite gli spaghetti caldi.

martedì 11 dicembre 2012

TORTA PIPPI, PAPERINO E PLUTO

 
Quando Antonella mi ha chiamato per chiedermi di fare la torta per il secondo compleanno del suo bimbo, la prima cosa che mi ha detto, è stata "Deve piacere a lui, ti do carta bianca su tutto"
Gli unici "vincoli" sono stati il colore di fondo, ovvero il celeste, i personaggi che avrei dovuto creare da mettere sopra la torta, e la club house in primo piano.
 
La torta era così composta: due piani di pan di spagna classico, bagnato con sciroppo all'italiana aromatizzato con estratto di vaniglia naturale, farcito con crema rocher e stuccato con crema al burro.

Copertura in pdz al miele e soggetti 3d in modelling paste, realizzati con pdz addizionata di gomma adragante.
 
Pluto, che per assurdo è il personaggio con meno elementi, è stato quello che mi ha fatto penare di più, ma alla fine il risultato mi ha soddisfatto.
 

E' una soddisfazione creare una torta da zero, personaggi inclusi, senza stampi o altro, e guardare la soddisfazione della persona che te l'ha chiesta quando gliela consegni.. :)

venerdì 30 novembre 2012

MACARONS DA 30 E LODE!

 
Chi mi segue su fb sa che nell'ultimo periodo sono stata impegnata nella preparazione di un esame di filosofia teoretica: per una che non ha mai fatto filosofia in vita sua, tantomeno studiato greco, approcciare con i ragionamenti sull'uomo e sull'universo, studiando su testi complessi e talvolta astrusi, tra i quali Platone e Freud, non è stata proprio una passeggiata; ho pensato tante volte che non ce l'avrei mai fatta!
 
L'ho sognato, come di consueto, almeno 4-5 volte prima di affrontarlo nella realtà.

Fino a mezzo secondo prima di sedermi davanti al professore, con assistente al fianco in religiosa filosofica contemplazione, avevo in testa una grande confusione, nonostante le tante ore di studio e una levataccia per ripassare tutto un'ultima volta. 
La prima domanda. Inizio a rispondere con la voce tremula, e tutto sembra improvvisamente schiarirsi. 
Rispondo alle domande, una dopo l'altra.
 
In 20 minuti finisco l'esame - alle superiori, per un'interrogazione, da sola e su 5 libri insieme, probabilmente sarei svenuta come una pera dopo i primi due minuti!
Il professore si congratula, si consulta un attimo con l'assistente e mi dice: "Sono molto soddisfatto del suo esame, per me merita 30 e lode".
 
Incredula, con la voce ancora tremula, e gli occhi sgranati, chiedo se non stesse scherzando.
Beh, non stava scherzando!! :D
 
Tornata a casa, leggera e sollevata, nonchè decisamente soddisfatta, decido di scaricarmi mettendo le mani in pasta.
Qualche giorno prima, mentre stavo facendo una pausa, Eleonora ha pubblicato la foto di una stupenda torta: base al cioccolato, crema di farcitura rosa, glassa a specchio e degli splendidi macarons rosa nel girotorta e come topper. Rimango estasiata di fronte a quella celestiale visione. Indago un pò e scopro il suo blog, e spulciando ho trovato varie ricette per i macarons.
 
Li ho fatti due volte, cambiando ricetta ogni volta, e sia per la prima, che per la seconda, ho cotto in forno elettrico, a casa dei miei, che dicono essere l'unico a poter cuocere alla perfezione i macarons. Qui a casa mia ho invece un forno a gas, ma la voglia di farli, per scaricare la tensione, era troppa.
Che faccio, rischio??
 
Leggo e rileggo il suo post, quello dei macarons che mi hanno colpito di più - sarà perchè sono del mio colore preferito? -  i macarons alla lavanda, che è ricchissimo di consigli.
In particolare, che il passaggio fondamentale è il croutage, ovvero l'asciugatura: se i macarons vengono infornati non ancora ben asciutti, si spaccheranno in cottura: cioè quello che è successo a me le precedenti due volte.
Canonicamente basterebbe un'ora di asciugatura, e così avevo fatto in precedenza. Stavolta sono stati ad asciugare 4 ore: la cosa fondamentale, prima della cottura è verificare che si sia formata una pellicola in superficie, e toccandoli con le dita, questi non si attacchino, a quel punto si può infornare.
 
Un'altra cosa fondamentale è la cottura, ça va sans dire.
Minù consiglia di cuocere, magari per più tempo ad una temperatura inferiore, per preservare i colori. Chi conosce anche solo di nome questi meravigliosi dolcetti francesi, sa che ne esistono di tantissimi colori e gusti, dai delicatissimi colori pastello, alle tinte più forti, farciti con ganache, creme e mousse di ogni tipo.
Quando li ho fatti per Pasqua, avevo proprio scelto dei colori pastello, rosa e glicine, che in cottura si sono alterati.
 
Io ho messo il mio forno a gas al minimo, posizionando la leccarda del forno nella parte più bassa in modo da schermare il calore diretto e lasciarlo distribuire uniformemente. Ho cotto circa per 20 minuti, girando la teglia di 180° a metà cottura, aprendo il forno solo dopo che si era già formato il collarino.
Il risultato è stato strepitoso!!!!
 
Macarons - ricetta base

 
Vi riporto la sua ricetta, per 25 macarons di circa 4 cm di Ø (quindi 50 metà) - la ricetta originale prevede lo zucchero aromatizzato, io invece ho optato per un'impasto "universale"
 
3 albumi sgusciati da almeno 2 giorni e a t.a.
180 gr di zucchero a velo
50 gr di zucchero semolato
140 gr di farina di mandorle
4-5 gocce di succo di limone
poco colorante in gel o in pasta (facoltativo)
 
Prima di tutto bisogna preparare le polveri: se la farina di mandorle non è molto fine, procedete a tritarla insieme allo zucchero a velo in un mixer, facendo attenzione a non scaldare le lame perchè il calore potrebbe far uscire l'olio contenuto nelle mandorle.
A questo punto dovete setacciare il tutto, almeno due volte, perchè dovrete ottenere una polvere finissima, fondamentale per evitare che si formino grumi.
 
Nella ciotola della planetaria montate ora gli albumi con il succo del limone, a neve ben soda. Quindi aggiungete lo zucchero semolato in tre volte.
Se volete colorare i vostri macarons, a questo punto dovete aggiungere il colorante.

 
Adesso, a mano, con una spatola, aggiungere in tre volte le polveri. Il composto si smonterà, non preoccupatevi, è normale.
 
Ora dovrete rivestire di carta forno due o o tre teglie (dipende dalla loro grandezza). Trasferite il composto in una sac à poche con una bocchetta tonda media.
Formate sulle teglie dei bottoni con il composto, distanziandoli di circa 3 cm, perchè si allargheranno leggermente. Per farli appiattire leggermente, date qualche colpetto sotto la teglia.
 
A questo punto si lasciano asciugare, per qualche ora, fino al momento della cottura.
 
Per la farcitura ho utilizzato una crema d'arancia all'acqua, usando questa ricetta, e sostituendo al succo di limone, il succo d'arancia. Adoro questa crema perchè è senza lattosio, e ha una consistenza e un profumo meraviglioso!


Provatela!!
In alternativa potete usare crema al burro, con varie aromatizzazioni, o ganache.
 

martedì 27 novembre 2012

VOLO DI FARFALLE: BRUSH EMBROIDERY CAKE

La ghiaccia è una delle tecniche di decorazione che amo di più: bastano pochi tocchi per rendere una torta semplice, elegante e fine.
Ovviamente è anche una delle tecniche più complesse da imparare e da realizzare, e ho ancora moltissimo da imparare.
 
 
Ho realizzato questa torta in 3 ore, dalla base alla decorazione - perchè è stata una torta a sorpresa e dovevo sbrigarmi, ma si vede, perchè la decorazione è molto imprecisa; per una torta finemente decorata, infatti, con la ghiaccia si possono impiegare da un minimo di 2 ore a un massimo di 10-12, ma a volte si va anche oltre..
Io sono la meno "qualificata" per parlarne, perchè non ho avuto l'opportunità di frequentare dei corsi dedicati, ma quando vedo torte decorate di ghiaccia, che siano semplici, con pannelli o con lavorazioni totalmente sospese nel vuoto, che sembrano talmente leggere e "aeree" che quasi sembrano fluttuare, rimango totalmente rapita.
 
La ghiaccia reale è una delle tecniche di decorazione più antiche.
 
I migliori in assoluto nella decorazione con la ghiaccia sono gli inglesi: d'altronde l'hanno inventata loro! :)
L'origine del nome royal icing sta ad indicare che veniva utilizzata per la decorazione delle torte in occasione dei matrimoni della famiglia reale. La prima volta che una torta venne totalmente ricoperta e decorata in questo modo fu per il matrimonio della Regina Vittoria nel 1840.
Lo tendenza nella decorazione con la ghiaccia reale è quella di impreziosire senza appesantire. In precedenza, si tendeva a coprire la torta con pannelli finemente decorati, realizzati totalemente in ghiaccia reale, ora invece si coprono le torte con la pasta di zucchero, per poi passare alla decorazione con la ghiaccia.
 
Uno dei più grandi maestri inglesi è certamente Eddie Spence, la cui tecnica in italia è straordinariamente rappresentata da Donatella, che ho avuto modo di conoscere anni fa, sul forum di Chiara.


I lavori del maestro Eddie Spence da sugarcraft.com

Eddie Spence ha realizzato infatti la torta per il matrimonio di Carlo e Diana, nel 1981, e quella per le nozze d'oro della regina Elisabetta e del principe Filippo.
 
La torta di nozze di Carlo e Diana, fatta da Eddie Spence
Un'altra grande rappresentante della ghiaccia, in inghilterra è Fiona Cairns, ovvero colei che ha firmato la torta di nozze di William e Kate, che realizzò ben sedici diversi tipi di fiori (rose, mughetti, garofani…) e foglie per la decorazione. Una torta di una finezza indiscutibile..
 
Fiona Cairns, e la torta per il matrimonio di William e Kate
Ma torniamo ora alle stalle, dalle stelle XD; ovvero alla mia torta: per l'interno ho usato la ricetta per la torta Minù, che adoro.. un goloso pan di spagna al cioccolato, bagnato con succo di frutti di bosco e strega, farcito con una vellutata crema di mascarpone e frutti di bosco.
 

La festeggiata è rimasta sorpresa e si è emozionata quando ha visto la torta, fatta tutta per lei :-)
Ancora auguri per i tuoi splendidi 25 anni!  

sabato 24 novembre 2012

COPPA DI MELE, UVETTA, YOGURT E CANNELLA

Un break dai libri e lo stomaco che brontola.

Un giro veloce tra i blog preferiti e...EUREKA!
La ricetta l'avevo vista su L'albero della carambola tempo fa, e avevo una voglia matta di farla, ma poi m'è passato di mente: ma come ho fatto!? O.O
 
E' un dolcino veloce, strabuono e semplicissimo da fare.. un vero comfort food per me: ci sono mele e cannella insieme, e già il pensiero mi manda in brodo di giuggiole.
 
Coppa di mele, uvetta, yogurt e cannella


La ricetta è imbarazzantemente semplice, adatta anche per chi è a dieta.

Per 1 coppa

1 mela grande
1 cucchaino di miele (io Miele d'Arancio RdA)
2-3 cucchiai di acqua
una manciata di uvetta passa
yogurt greco
cannella q.b.

Pelare e tagliare la mela a pezzetti, metterla in una pentolina, con l'acqua, coprirla e lasciarla cuocere 5-10 minuti. Dovrà essere morbida, ma non disfatta.
A parte mettere in ammollo le uvette in acqua, o se volete, con del rhum.

Quando la mela sarà morbida, frullatela con un cucchiaino di miele. Versate la mousse di mela così ottenuta in una coppa, aggiungete le uvette, strizzate e tamponate con della carta da cucina.
Infine completate la coppa con lo yogurt e spolverate con abbondante cannella.


Gustate accoccolati sul divano, davanti al vostro film preferito.

martedì 20 novembre 2012

ARANCI(O)NE PALERMITANE!

"Queste sono arancione" - questa è stata l'esclamazione, accompagnata da occhi strabuzzati, del mio lui quando ha guardato il suo piatto.

Effettivamente credo di aver esagerato con le dimensioni, ma si tratta di una ricetta sicula, come la vincitrice dello scorso mese dell'MTC, Pupaccena, che ce l'ha proposta, e quando al sud si cucina, non ci sono mezze misure!
Come infatti ci racconta attraverso il suo blog "..i palermitani continuano a fare quello che gli riesce benissimo... mangiare! Mangiare sempre, mangiare dovunque, dalla sera alla mattina mangiare-mangiare-mangiare. Tanto dovunque ti giri da mangiare c'è." e a leggere tra le righe del suo blog si viene proiettati in quelle vie, avvolti da mille profumi di dolci, pane, carne, pesce, e arancine.
Arancine che loro mangiano in mille declinazioni possibili, mettendoci di tutto, dalle melanzane, alla nutella. Le classiche sono al burro, di forma ovale, con besciamella, scamorza e cotto, o tonde, alla carne, con ragù al pomodoro con i piselli.
 
E' una preparazione lunga, rituale, come quella per la preparazione del pane dolce dello shabbat, ma una volta nel piatto, ne vale davvero la pena!
 
Ho usato le sue dosi, con le quali otterrete 18 arancine, io, ho dimezzato tutte le dosi, perchè eravamo in pochi a mangiarle.
Provatele in entrambe le versioni, e non ve ne pentirete..
 
Aranci(o)ne palermitane alla carne


 
Aranci(o)ne palermitane al burro
 

 
Per il riso
1 kg di riso originario (alcuni usano il Roma)
2,5 l circa di brodo vegetale (con carota, cipolla, sedano)
una bustina di zafferano
50 g di burro
50 g di parmigiano grattugiato
una cipolla medio-piccola
olio evo q.b.
sale q.b.

Per il ripieno "al burro" con prosciutto cotto, scamorza bianca e besciamella (per circa 9 arancine)
80 g di prosciutto cotto in una fetta sola e di buona qualità (io di coscia e senza conservanti)
120 g di scamorza bianca
150 ml di latte + 15 g di farina + 10 g di burro + sale q.b. per la besciamella
prezzemolo q.b. (opzionale, qui non c'è)

Per il ripieno "alla carne" con ragù e piselli (per circa 9 arancine)
100 g di macinato di vitello (2° taglio)
100 g di macinato di maiale
100 g piselli freschi o surgelati, ma al netto delle bucce
180 g di polpa di pomodoro
un cucchiaio scarso di concentrato di pomodoro + tre dita d'acqua in un bicchiere
una cipolla piccola, una carota, un gambetto di sedano, una foglia d'alloro
1/2 bicchiere circa di vino bianco per sfumare
olio evo q.b.
sale q.b.

Per la lega (ne resterà molta, ma occorre poter immergere bene l'arancina)
800-900 ml d'acqua
la metà di farina
una manciata di sale

Per la panatura (ne resterà molto anche qui)
700-800 g di pangrattato

Per la frittura
3 l di olio di semi di mais (o comunque abbondante per poter friggere in olio profondo)-

Per il procedimento, guardate il suo blog, qui, perchè è ricco di trucchi e consigli preziosi dalla cottura del riso, alla farcitura, alla frittura delle arancine. Inoltre sul nuovissimo blog del MTChallenge potrete trovare i tips and tricks per la frittura: i dieci comandamenti per fare e mangiare il fritto perfetto, senza problemi, ne' durante ne' dopo.
 
 
Ovviamente, servite e mangiate calde, mi raccomando!

giovedì 15 novembre 2012

PANCAKES CON MIELE DEL BOSCO

Quando fuori piove e tira vento, chiudi l'uscio e resta dentro -  il proverbio non sbaglia mai!
Siamo ormai a metà novembre, e l'inverno si fa strada giorno dopo giorno, allontanando il sole caldo della scorsa estate anche dai pensieri.

Un esame importante in vista.
Tra meno di un mese Natale, gli addobbi in casa, i dolcetti, i pensieri da far trovare sotto l'albero decorato di tutto punto. Sarà un Natale un pò grigio, festoso, ma contenuto, perchè alla nostra tavola ci sarà un posto vuoto.

Partire alla mattina con questi pensieri a monte non è sempre semplice. Si ha bisogno di un'incentivo a scendere dal letto, infilarsi una calda vestaglia, e andare in cucina a fare colazione. C'è bisogno di un comfort food. Crumble? Scones? O brownies? No, ci vuole troppo tempo, e io ancora non riprendo conoscenza. Ci vuole qualcosa di veloce e buono.

Pensa che ti ripensa... cosa c'è di più comfortable in un'uggiosa mattinata autunale che un caldo avvolgente e profumato pancake con il miele?

Pancakes con Miele del Bosco


Per 7-8 pancakes

2 uova
2 cucchiai rasi di zucchero semolato
8 cucchiai colmi di farina
latte q.b.
un pizzico di sale

in più ci serviranno

del buon miele (io Miele del Bosco RdA)
una noce di burro

Si sbattono le uova con lo zucchero, si aggiunge la farina, il sale e il latte, poco alla volta. La pastella deve essere densa.

Scaldate a fuoco medio una padella antiaderente (io Illa Pearl) senza ungerla. Quando sarà rovente, abbassate leggermente il gas e versate al centro un mestolino di pastella.
Lasciate cuocere. Quando la superficie sarà cosparsa di "buchini" e i bordi ambrati, è il momento di girarla per cuocere l'altro lato. Far dorare e impiattare.

Impilare nello stesso piatto 3 o 4 pancakes. Una volta esaurita la pastella, mettete una noce di burro (che darà un gusto particolare) su ogni pila di pancakes, e irrorare con miele q.b.

Mangiate fumanti, accompagnandoli con una tazza di latte tiepido o un bel cappuccino.

lunedì 12 novembre 2012

MINI COOPER CAKE

Per un appassionato fissato del genere, una fedele - o quasi - riproduzione della sua MiniCooper "Lady".


Una torta sagomata senza l'ausilio di stampi, fatta da due pds al cacao con ricetta di Chiara, bagnato con sciroppo all'italiana aromatizzato alla vaniglia, farcito con la mia adorata crema rocher di Paoletta, e stuccato con crema al burro.

Il festeggiato è uno dei più cari amici di mio fratello, quindi ho avuto il responso sul gradimento della torta in tempo reale via sms:

"Ti dico solo che il festeggiato non voleva tagliare la torta per quanto gli è piaciuta! Poi l'abbiamo convinto, e ne è valsa la pena, torta buonissima, tutti hanno fatto i complimenti. Quando l'hanno tagliata si è girato dall'altra parte per non guardare".

Ho anche poi ricevuto telefonicamente i ringraziamenti e i complimenti del festeggiato stesso con un'infinita sfilza di "grazie" "era stupenda" "non credevo ai miei occhi" "non volevo tagliarla" "mi sono fatto staccare uno specchietto da mia madre e l'ho mangiato con le lacrime agli occhi"....e posso sicuramente affermare che nonostante questo - purtroppo - non sia il mio lavoro, che questa sia una cosa che mi sprona a fare meglio e a fare di più, dando al contempo una grande soddisfazione.

giovedì 8 novembre 2012

RADIATORI CON PANCETTA E CREMA DI GORGONZOLA E MASCARPONE

Quando ho visto la sua pasta mascarpone speck e noci, ho pensato di rifarla al più presto, ma non avevo in casa tutti gli ingredienti necessari, ma solo il mascarpone. Vicino a lui il gorgonzola, e una confezione di pancetta affumicata.... Il lampo di genio!
 
Radiatori con pancetta, crema di gorgonzola e mascarpone
 



Per 4 persone:
 
320 gr di pasta (io radiatori)
200 gr di gorgonzola dolce
200 gr di mascarpone
100 gr di pancetta affumicata
1/4 di cipolla tritata finemente
2 cucchiai di latte
olio evo q.b.
 
E' una ricetta velocissima, perchè si fa tutto mentre si cuoce la pasta, quindi in meno di 10 minuti.
Si butta la pasta in acqua bollente salata, e nel mentre si mette a rosolare in una padella grande, in cui poi mantecheremo la pasta, la pancetta affumicata con la cipolla e un goccio d'olio extra vergine d'oliva. Da parte, in un pentolino, si mette a sciogliere il gorgonzola fatta a pezzi, con due cucchiai di latte, e quando è cremoso, si aggiunge il mascarpone continuando a mescolare. Appena sobbolle, spegnetela.
 
Scolate la pasta, tenendo da parte un pò d'acqua di cottura. Versate la pasta nella padella e aggiungete 2/3 della crema al formaggio. Mantecatela facendola saltare in padella e infine impiattate. Sulla pasta, versate la crema di formaggio restante, prima di servirla.
 
E' molto saporita, ma non salata; vi consiglio di non aggiungere parmiggiano, per non sovraccaricare i sapori. Stappate un buon rosso e gustatevela.



lunedì 5 novembre 2012

MADELEINES ALLE SPEZIE DEL PAN DI ZENZERO

In una giornata che è stata tra le più ventose della storia, e nella quale, per giunta, ho ricevuto delle brutte notizie, non potevo pensare ad altro che chiuedermi in cucina e mettere le mani in pasta...
Mi serviva una coccola, un profumo confortante, avvolgente, che mi scaldasse il cuore e allontanasse i pensieri.
 
La mente è subito volata dentro quel libricino francese, regalatomi dalla mamma di Ale, e acquistato in provenza, due anni fa.. sfoglio una, due, tre, cinque pagine.. mi perdo tra quelle piccole meraviglie... pagina 18: il solo leggere il nome della ricetta mi da subito conforto. Quasi non sento più la pioggia battere sul tetto, nè il vento soffiare tanto forte che ballano le tegole sulla mia mansarda; i pensieri sembrano finalmente llontanarsi.

Madeleines aux èpices à pain d'èpices
da Madeleines et financieres - ma petite collection di Hachette-pratique 

 
 
2 uova
140gr di burro a temperatura ambiente + 15 per lo stampo
140gr di zucchero semolato
100gr di farina
1 cucchiaino di spezie miste in polvere
  • 1 punta di cucchiaino di chiodi di garofano pestati finemente
  • 1 punta di cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 punta di cucchiaino di cannella in polvere
  • 1 punta di cucchiaino di noce moscata in polvere
1 pizzico di sale
 
Preriscaldate il forno a 200°. Separate i tuorli dagli albumi, montando questi ultimi a neve ben ferma, tenendoli poi da parte.
Montate quindi il burro morbido con lo zucchero fino ad ottenere un composto omogeneo. Aggiungete la farina, i tuorli, uno alla volta, il sale e le spezie miste; incorporate infine a questo composto, delicatamente, i bianchi d'uovo montati a neve.
 
Imburrate ora leggermente gli stampi (io ne ho usato uno in silicone) e versate la pasta in ciascuna cavità, senza metterne troppa perchè le madeleines gonfieranno in cottura.
Abbassate il forno a 180° e infornate per 10-15 minuti finchè le madeleines risulteranno dorate e gonfie. Lasciate freddare completamente prima di sformarle, quindi fatele asciugare su una gratella.

Con questa dose me ne sono venute 25, con una croccante crosticina fuori, ma dal cuore speziato e morbido.

Me le sono gustate accompagnate da un buon thé ai frutti rossi, bollente.

domenica 4 novembre 2012

PETAL BLU OMBRE CAKE

 
Qualche giorno fa è stato il compleanno di mio padre: pranzo in famiglia e torta fatta da me, ça va sans dire.
Questa volta la scelta è caduta su un abbinamento vincente che avevo già sperimentato nella torta di Pimpa e Coniglietto, nella torta Patty, e quindi una base al caffè, senza bagna, farcita con crema bianca e gocce di cioccolato extrafondente.
Ho cotto due basi in una tortiera da 18 cm ∅ e le ho sovrapposte ottenendo così una torta da 12cm: una vera cuccagna, visto che adoro le torte alte! :)
 
Per la decorazione mi sono affidata invece alle spiegazioni di Paoletta, e ho realizzato la tecnica a petalo, di sicuro effetto e di facile realizzazione se avete un po di dimestichezza con la panna e la sac à poche.

 
Vi posto anche la fetta:
 



lunedì 29 ottobre 2012

ENGLISH SCONES CON CLOTTED CREAM E CONFETTURA DI LAMPONI

Il freddo sembra ormai arrivato anche quest'anno.
Qui a l'Aquila, come vi raccontavo qui, quando fa freddo, fa freddo sul serio!



Rocca di Mezzo è già stata imbiancata i giorni scorsi da una candida spolverata di neve, e oggi è toccato anche al Gran Sasso: la temperatura, ça va sans dire, è colata a picco.
Stamattina alle 11 c'erano 10°, e soffiava un vento forte e gelido. E' tempo di iniziare a sfoggiare nuovamente cappottini e sciarpe, magari non ancora di lana, ma senza nemmeno un foulard, il raffreddore è dietro l'angolo.

Una cosa è certa: stare in cucina, con il forno acceso, è una vera cuccagna. Quindi, forno a briglia sciolta e, una dopo l'altra, inizio a provare una serie di ricette che giacciono nella mia lista dei to do da tempo immemore. La prima l'ho vista sul blog Un biscotto al giorno e me ne sono innamorata a prima vista. Da anni volevo provare a fare gli scones, ma non ho mai trovato una ricetta che mi convincesse del tutto. Beh, finalmente, credo che ci siamo.
 
English scones con clotted cream e confettura di lamponi
di Un biscotto al giorno


400 gr di farina
1 pizzico di sale
3 cucchiaini di lievito per dolci
2 cucchiai di zucchero
80 gr di burro freddo
2 uova
1 cucchiaino di succo di limone
200 gr di latte

per la clotted cream

marscarpone e panna montata in parti uguali
2 cucchiai di zucchero

in più ci servirà

confettura di lampone biologica (io Rigoni di Asiago)

Il procedimento è semplicissimo: in una ciotola si setaccia la farina, si aggiunge lo zucchero, il sale e il lievito in polvere: aggiungete agli ingredienti secchi il burro freddo a pezzetti e lavorare con le mani, finchè si ottiene una sorta di farina sabbiata, come si fa per il crumble, ma più finemente.

Da parte battete le uova, con il latte e il succo di limone. Unire gli ingredienti liquidi ai secchi.
L'impasto sembrerà appiccicoso e molle, per questo bisogna farlo riposare in frigo per 30 minuti.
Poi si riprende, lo si rigira sulla spianatoia infarinata e si stende con il matterello a 1-1, 5 cm di spessore. Quindi con un tagliapasta tondo o con un bicchiere si ricavano tanti tondi, e si mettono su una teglia rivestita di carta forno.

Cottura a 200° per 12 minuti, finchè sono dorati in superficie. Vi accorgerete che sono venuti bene perchè si formerà una "spaccatura" a metà, consentendovi poi di aprirli con le mani.

Per la clotted cream, che per gli scones è immancabile, il procedimento è altrettanto semplice.
Si monta il mascarpone con lo zucchero e si aggiunge la panna montata. La proporzione panna mascarpone è di 1:1, quindi se userete 100 gr di mascarpone, ne metterete 100 gr di panna e così via...

Aprite gli scones a metà, mettete la clotted cream e la confettura di lampone, e preparate le papille gustative a una vera festa! Potete usare qualsiasi confettura preferiate, fragola, lampone, ribes, ecc. Mamma e papà se li sono sbafati con la confettura di mele cotogne, quella fatta col mattone.
Gli scones vanno serviti il giorno stesso, non si conservano molto a lungo. Però io vi avverto, ci vogliono 10 minuti per farli, e 10 secondi per mangiarli. Quindi fateli e mangiateli.. preferibilmente con il the delle 5, come tradizione inglese vuole.

mercoledì 24 ottobre 2012

ANCORA PANE DOLCE DEL SABATO E LA CONFETTURA FATTA COL MATTONE

Esattamente un anno fa, iniziava la mia partecipazione mensile al Menù Turistico Challenge, con i profiteroles.
In un anno, non ho mai bissato una ricetta. Il fatto che abbia fatto due volte la ricetta di Eleonora, credo sia indice del fatto che: uno, ho più tempo da passare in cucina a spignattare, purtroppo o per fortuna; due, la ricetta mi è piaciuta da impazzire, e non vedevo l'ora di rifarla!

La ricetta è sempre la stessa, quella della tradizione ebraica, che ci ha fatto conoscere Eleonora, di Burro e Miele.
Sempre la stessa forma a treccia, ma con ripieni differenti.

Pane dolce del sabato con lamponi e confettura di lamponi


Qui, per la ricetta della base, che sarà sufficiente per due trecce

Per il ripieno

1 tuorlo d'uovo
1 cucchiaio d'acqua

confettura di lamponi (io Fiordifrutta ai lamponi RdA)
lamponi disidratati
semi di anice

Impastiamo come da ricetta, facciamo lievitare per 2 ore, e poi dividiamo l'impasto in due.
Ognuna delle due parti va divisa in 3, e poi stesi i rotolini da farcire.


Su ogni rotolino mettiamo la confettura di lamponi, i lamponi disidratati fatti leggermente rinvenire in acqua fredda e chiudiamo.
Quindi intrecciamo, poniamo su una teglia unta d'olio e lasciamo lievitare per ulteriori due ore.

Dopo la seconda lievitazione, spennelliamo con il tuorlo d'uovo sbattuto leggermente con il cucchiaio d'acqua, e cospargiamo con i semi di anice.

Cottura a 200°, a forno STATICO, per 15-20 minuti.

Pane dolce del sabato con confettura di mele cotogne home made


Per il ripieno

confettura di mele cotogne
semi di finocchio

Per la confettura di mele cotogne
1 kg di mele cotogne abbastanza mature
600-800 gr di zucchero
1 tazza circa di mosto d'uva (il mosto è facoltativo, ma se riuscite a trovarlo e farvelo dare da un contadino o da qualcuno che fa il vino, la marmellata di mele cotogne verrà buonissima)

Si lavano bene le mele cotogne e si tagliano a pezzi, privandole solo del torsolo centrale che è molto duro, anche quando il frutto è maturo.
Si mettono a bollire in una pentola capiente, prima da sole, finchè non si spappano, diciamo circa un paio d'ore. Quindi si passa, o con il tritatutto, o con il minipimer. Poi si rimette nella pentola e si aggiunge lo zucchero, e si fa cuocere ancora, per ulteriori due ore.

Ora vi svelo un piccolo "barbatrucco" che si tramanda  nella mia famiglia per evitare che la marmellata bruci  o si attacchi al fondo della pentola.
Noi facciamo così: invece di mettere la pentola direttamente sulla fiamma, mettiamo tra questa e la pentola, un mattone refrattario. No, non avete letto male, ho scritto proprio un mattone! :)
Il mattone refrattario fa si che il calore si diffonda uniformemente, e che non arrivi la botta di calore sotto la pentola, facendo si che la marmellata cuocia lentamente, e venga perfetta. Vi garantisco io personalmente il risultato, quali che siano i frutti che mettiate nella vostra confettura!


Una volta pronta, la mettiamo nei nei vasetti già sterilizzati, e capovolgiamo in modo che il calore della confettura, crei il sottovuoto. Lasciamo freddare completamente i vasetti e li rigiriamo il giorno seguente.

Al momento della farcitura dei rotolini, mettiamo al centro di ognuno della confettura di mele cotogne. Chiudiamo, intrecciamo e spennelliamo con il tuorlo d'uovo rimasto; infine cospargiamo con i semi di finocchio.

Cottura sempre a 200° a forno STATICO per 15-20 minuti.

Provatela, con qualunque ripieno vogliate, e non ve ne pentirete!

domenica 21 ottobre 2012

LA TRADIZIONE, IL PANE DOLCE DEL SABATO (E IL PRIMO ANNO CON L'MTC)

Ogni famiglia/paese/città/nazione/popolo ha le proprie irrinunciabili tradizioni, culinarie e non.
Ogni volta che ne scopro una nuova, ne faccio tesoro. Credo sia preziosissimo conoscere il più possibile, e fare il possibile per arricchire il nostro bagaglio culturale.

Come diceva la mia ottima professoressa di Italiano delle superiori "Se non conoscete, sarete sempre alla stregua di chi sta sopra di voi", e quant'è vero! Per questo ci spronava sempre a leggere, qualsiasi cosa, dal quotidiano, all'etichetta del minestrone surgelato, come diceva lei, l'importante era leggere, conoscere e essere curiosi.

La curiosità e il bisogno di leggere e conoscere, fortunatamente, non mi hanno mai abbandonato.
Curiosità che, da quando ho iniziato questo blog, spazia anche nella tradizione culinaria italiana e non. A questo poi, si aggiunge l'appuntamento mensile con l'MTC, che è una fonte inesauribile di conoscenza.

Le amiche di Menù Turistico, sono infatti delle antesignane della diffusione di ricette tradizionali, storiche,  internazionali come anche italianissime. Grazie a loro affrontiamo mese dopo mese la sfida con noi stesse, con le nostre capacità fisiche e psichiche capacità e cerchiamo sempre di andare oltre ai nostri limiti.
Grazie a loro ho imparato delle ricette che MAI avrei osato fare: i profiteroles (esattamente un anno fa!), e la temutissima pâte à choux, la crostata frangipane, il budino salato, il gelato fatto in casa e la torta pasqualina.

Questo mese, grazie a loro, scopro un pezzettino della tradizione ebraica, e della cucina Kasher. Una cucina che definire tradizionale sarebbe estremamente riduttivo.
E' una cucina sacra, che segue tutte le regole della Kasherùt.

"..l’osservanza della Kasherùt fa sì che l’anima sia più sensibile a questioni spirituali. Cioè, mangiando ciò che è considerato spiritualmente puro, la nostra parte spirituale rimane anch’essa pura e quindi più “sincronizzata” con la sua Fonte divina.
Così come alcuni cibi sono sconsigliati per il livello del colesterolo, i cibi non Kasher sono sconsigliati per l’anima" (dal blog ravblog.wordpress.com)

Va da se quindi che imparare a fare il pane dolce del sabato di Eleonora di Burro e Miele, non è solo imparare una nuova ricetta per un dolce lievitato, ma consiste nel salire a un livello più alto di conoscenza di ciò che ci circonda e delle tradizioni dei popoli.

La ricetta va rispettata alla lettera, e soprattutto non vanno aggiunti ingredienti non consentiti.
Non possono essere infatti aggiunti latticini, poichè la Kasherùt prevede che il sabato si consumi carne, e non si possono abbinare i latticini con la carne, in nessun modo, si possono però utilizzare i sostitutivi, quali latti di soia o riso e derivati, e altri prodotti esclusivamente a base vegetale; la farina scelta può essere solo di frumento, orzo, segale, avena e farro (sulla base delle prescrizioni rituali); possono essere utilizzati ripieni come: frutta di stagione, frutta secca, fiori ed erbe, spezie, confetture (prive ovviamente di componenti non kasher), miele, creme (per la preparazione delle quali si rispettino le regole per i latticini di cui sopra), e anche si al cacao amaro e al cioccolato, ma solo se fondente; inoltre, non è possibile omettere i semi sulla superficie, poichè sono parte della ricetta tradizionale, si possono però scegliere vari tipi: sesamo, papavero, zucca ecc.; assolutamente vietati vini e liquori.

Pane dolce del sabato con mele, uvetta e cannella


500 gr di farina 0
2 uova medie (circa 60-62 gr con il guscio)

100 gr di zucchero
20 gr di lievito di birra
125 ml di acqua tiepida
125 ml di olio extra vergine d'oliva
10 gr di sale

100 gr di uva passa
1 mela renetta
cannella q.b.
un tuorlo d'uovo
un cucchiaio di acqua
semi di sesamo

Io ho impastato con il Ken, con il gancio.
Per prima cosa bisogna sciogliere il lievito nell'acqua tiepida e con un cucchiaino di zucchero, e lasciar riposare per 10 minuti, fino a che si formerà una schiumetta. Poi si setaccia bene la farina, quindi aggiungiamo ad essa lo zucchero e il sale.
Con il gancio impastatore in azione, aggiungiamo prima tutti i liquidi e poi un uovo alla volta fino a completo assorbimento. L'impasto sarà pronto quando si stacca dalla ciotola, lasciandola pulita.

Con questa dose potrete realizzare due pani, da farcire a piacere. Io uno l'ho farcito con mele, uvetta e cannella, e ho spolverato la superficie con i semi di sesamo.


Per prima cosa ho preparato la mela renetta: ho tolto la buccia e il torsolo e l'ho fatta a pezzetti, quindi l'ho lasciata caramellare con un cucchiaio di zucchero e il succo di mezzo limone in una padella, finchè non era cotta a metà.
Poi ho formato la treccia secondo il procedimento di Eleonora: "lasciar lievitare per almeno due ore, dopodichè, sgonfiare l'impasto e tagliarlo in due parti uguali. Tagliare poi ognuna delle parti in tre.
Stendere su un piano infarinato ognuna delle parti lunghe circa 35 centimetri e larghe 15. Spargere il ripieno su ognuna delle 3 parti. Io ho messo l'uvetta e le mele, spolverando poi con la cannella.


Arrotolarle poi sulla lunghezza, in modo da ottenere tre lungi "salsicciotti", unirli da un capo e cominciare ad intrecciare".
A questo punto possiamo lasciare la treccia così com'è o darle una forma tonda, come ho fatto io in questo caso. Una volta pronta, si mette su una teglia unta d'olio (non burro mi raccomando, ricordatevi la regola dei latticini!) e si lascia lievitare per altre due ore.
Prima di infornare si sbatte un tuorlo d'uovo con un cucchiaio d'acqua e si pennella la superficie, spolverando poi con i semi di sesamo.
Infornare per 15-20 minuti a forno rigorosamente STATICO e già caldo a 200°.

L'ho fatta due giorni fa, ed è ancora morbidissima e profumata: tiepida da il meglio di se, grazie alle mele e alla cannella: se siete amanti come me delle torte di mele, andrete in brodo di giuggiole.
L'impasto è favoloso! E' leggero più di un pan brioche (in tutti i sensi, perchè non c'è burro), è fragrante e non si sente per niente quel retrogusto di lievito presente in alcuni lievitati, ed inoltre è sofficissima!

Pane dolce del sabato con gocce di cioccolato extrafondente


Con la seconda parte dell'impasto ho fatto un secondo pane dello Shabbat. Una treccia ripiena di gocce di cioccolato extrafondente.
Quindi rispetto alla ricetta di prima, avremo bisogno anche di:

gocce di cioccolato q.b.
una manciata di mandorle a lamelle


Il procedimento per inserire il ripieno e fare l'intreccio è lo stesso, come anche restano invariati il modo e i tempi di lievitazione (la seconda) e cottura.
L'unica cosa che cambia, rispetto all'altro è che ho cosparso la superficie con le mandorle a lamelle, prima di infornare.

mercoledì 10 ottobre 2012

I PRIMI FREDDI E QUICHE DI ZUCCA E GORGONZOLA

E' ormai assodato che il caldo tepore estivo ci ha abbandonato, per lasciare posto, come ogni anno, ai primi freddi.
Qui a l'Aquila ai "primi freddi" è probabile che tu debba rimettere il piumino al letto, e che ti beccherai certamente un raffreddore se non indossi un foulard o una pashmina la sera (anche se potresti tranquillamente ammalarti comunque anche se ti copri bene).
Uscire senza giacca, anche di giorno, è una cosa da veri temerari.

D'altronde dovevo immaginarlo, quando 5 anni fa sono venuta a vivere qui, che quel "a l'Aquila ci sono 11 mesi di freddo e uno di fresco" non era propriamente un modo di dire... Me ne sono senz'altro accorta quando nevicava... era probabile che alle 10 del mattino fossimo a -17.
E anche quando non nevica, in inverno, il termometro esterno della macchina, alle 8 del mattino, quando di solito si esce per raggiungere il posto di lavoro, segna dal passabile -2 al gelido -11/-12.

Menomale che il freddo conserva, così, quando arriverò a 40 anni, potrò dire di averne un bel tot di meno.

Una cosa che adoro, e che arriva puntuale come il primo freddo, è la zucca. E' così buona, che ne tengo sempre un bel pezzo in frigo, per un eventuale risottino, o vellutata, o, come in questo caso, quiche.

La ricetta me la sogno segnata durante una puntata di "I menù di Benedetta". La semplicità e la presunta bontà di questa torta salata, mi hanno lasciato di stucco. E non ho potuto fare a meno di provarla quanto prima. Il gorgonzola non è prevaricante nel gusto, però da quella nota che vistupirà! E' ideale come appetizer o antipasto. Nella sua puntata era una "ape-ricetta".
 
Quiche Z.Z
di Benedetta Parodi
 

700 gr di zucca pesata già pulita
300 gr di gorgonzola
250 gr di ricotta (l'ho omessa)
2 uova
50 gr di parmigiano
sale
un pizzico di noce moscata (mia aggiunta)
1 rotolo di pasta sfoglia (io ho usato la brisée)

Pulire e tagliare a pezzetti la zucca, poi lessarla inacqua salata fino a che non sarà morbidissima (io in pentola a pressione, 7 minuti dal primo fischio). Scolarla e schiacciarla con la forchetta. Unire la ricotta e il gorgonzola tagliato a tocchetti, il grana e le uova. Mescolare bene in modo da ottenere un impasto omogeneo. Aggiustare di sale.
Stendere la pasta sfoglia (nel mio caso la brisée)  in una tortiera foderata da carta forno e bucherellare la base. Versare l’impasto, far un bordino tutto intorno e infornare a 180° per circa 40 minuti.

La torta deve gonfiarsi, la superficie deve diventare un po’ abbrustolita e la sfoglia ben dorata.

Lasciar freddare e servire.

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