venerdì 24 ottobre 2014

LONZA DI MAIALE AL CARAMELLO SALATO PROFUMATO ALL'ARANCIA E ZENZERO

Domenica scorsa, il 19, è stato il compleanno di mio padre. Ma mica un compleanno qualunque! E' stato un compleanno da cifra tonda: 70 anni (eh si, ho un papà bello grande!).
L'occasione richiedeva, non solo un pranzo con i fiocchi, ma anche una bella sorpresa, che nel mio caso è stata quella di invitare - a sua insaputa - una ventina di persone a casa, di cui parenti più e meno stretti, tra i quali alcune persone che non vedevamo da qualche anno: due cugini di primo grado di papà, la figlia di uno dei due con marito, figli e fidanzate.
La faccia di papà quando il primo dei due cugini è entrato a casa è stata indescrivibile, aveva la bocca spalancata ed è riuscito a dire solo: "ma ci vedo bene?".
 
Il pranzo è stato un successo, il menù - lasciatemelo dire, alla faccia della modestia - strepitoso e azzeccatissimo. Una delle portate è stata proprio questa lonza di maiale al caramello salato: tenera, succosa, aromatica, avvolgente.... un gusto talmente particolare che non si riesce a descrivere: dovete provarla! Per questa ricetta devo ringraziare Alessandra che me l'ha fatta scoprire: Ale, se non ci fossi, dovrebbero inventarti!

Dulcis in fundo, la conclusione del pranzo è stata una torta dall'accento francese, ma mica posso dirvi tutto oggi: per la ricetta della torta, ci vediamo tra qualche giorno.... e fidatevi che vale tutta l'attesa.

Lonza di maiale al caramello salato al profumo di arancia e zenzero
ricetta dal blog anoldfashionedlady.blogspot.it

 
per 4 persone
 
800g di lonza
1600ml di acqua fredda
3 cucchiai di zucchero di canna
un cucchiaino raso di sale fino
sale grosso
 
per la salsa all'arancia e zenzero
 
versione #1
 
1 arancia non trattata, scorza e succo
una spruzzata di Gran Mariner (io ho usato il Cointreau)
la punta di un cucchiaino da caffè di zenzero
 
versione #2
 
2 cucchiai di fondo di cottura della carne

1 cucchiaino da caffé di zenzero
il succo filtrato di un'arancia
2 cucchiai di Gran Marnier
1 cucchiaio raso di farina di riso
sale
scorza di arancia non trattata
 
Prendete una casseruola piuttosto ampia, che contenga la lonza per intero: versate sul fondo lo zucchero, accendete il fuoco  a fiamma bassa  e fate caramellare: quando lo zucchero ha preso il colore di un caramello biondo, sistemate nella pentola la lonza e copritela con tutta l'acqua, fredda. Aggiungete il sale fino e portate a bollore, a fiamma media. Poi abbassate il fuoco, coprite e proseguite la cottura fino a quando l'acqua si sarà quasi completamente ridotta e la carne sarà avvolta da un velo di caramello. 
 
Se optate per la salsa #1 (quella che ho fatto io) togliete la lonza dalla pentola e tenetela in caldo, meglio se protetta da un foglio di alluminio. Deglassate il fondo di cottura con il succo di arancia, sfumate con il Gran Marnier e aggiungete lo zenzero. Aggiustate di sale. Fate ridurre per un minuto, poi filtrate e servite, cosparso dauna bella grattugiata di scorza d'arancia.
 
Se invece decidete di preparare la salsa all'arancia versione #2, dovete procedere durante la cottura della carne, nelle fasi finali: appena il liquido di cottura inizia ad addensarsi in un caramello vischioso, prelevatene una piccola quantità (all'incirca, due cucchiai): versatelo in una padella, assieme al succo d'arancia e allo zenzero, mescolate e fate cuocere per un minuto. Sfumate con il Grand Marnier e, in ultimo, fate addensare con la frina di riso: in una tazzina da caffè, fate sciogliere la farina di riso in un cucchiaino di salsa (o di succo d'arancia): mescolate bene, aggiungete il composto al resto,abbassate la fiamma e fate addensare. Cospargete il pezzo di carne con un pizzico di sale grosso e accompagnate con la salsa al caramello all'arancia.
 
 
Due consigli: le dosi sono ovviamente variabili, ma la proporzione fra acqua e carne è invariata: l'acqua deve sempre essere il doppio del peso della carne; non toccate niente in cottura: dopo aver preparato il caramello, facendo semplicemente sciogliere lo zucchero sul fuoco a fiamma bassa, mettete nella pentola la carne e l'acqua e il sale, coprite e abbassate la fiamma.
 

 

giovedì 16 ottobre 2014

PUMPKIN MANIA: SFORMATINO DI ZUCCA SU FONDUTA DI PARMIGGIANO E.....

L'autunno piano piano sta arrivando, cadono le foglie, il vento è pungente e arrivano le verdure più buone: tra queste la Zucca!
Dolce o salata, la zucca è ottima per preparare davvero tante ricette sfiziose e buonissime.
Stavolta ne ho fatto un gustosissimo sformato, ideale da servire come antipasto autunnale. E' leggero perché alla fine la parte grassa è data solo dalla fonduta, è adatto ai vegetariani e può diventare l'ouverture perfetta per una cena o un pranzo tutto a base di zucca. 
 
Sformato di zucca su fonduta di parmiggiano
 
per 4 sformatini
400g di polpa di zucca già pulita
2 uova
4 foglie di salvia
10g di burro
sale
pepe
per la fonduta
60g di parmiggiano reggiano grattugiato
100g di panna fresca
50g di latte
noce moscata
Tagliate la zucca a pezzi e cuocetela a vapore per 10 minuti. Quindi frullatela con le uova, un pizzico di sale e di pepe e la salvia. Imburrate 4 stampini di alluminio (della capacità di 1,5 dl ciascuno) e versatevi il composto coprendo poi ogni stampino con un pezzo d'alluminio.
Cuocete il tutto a vapore per 25-30 minuti.
Quando mancheranno meno di 10 minuti alla fine della cottura degli sformati, procedete a preparare la fonduta di parmiggiano. Mettete a scaldare in un pentolino la panna e il latte; quando saranno ben caldi aggiungete il parmiggiano grattugiato e fatelo sciogliere. Amalgamate per un paio di minuti fino che sarà cremoso, quindi aggiungete un pizzico di noce moscata.
Assemblate il piatto sformando il contenuto dello stampino direttamente nel piatto, dove avrete predisposto la fonduta calda a specchio. Decorate con una sfoglia di parmiggiano, un ciuffo di rosmarino e servite.
 
Ma non è finita qui!! Zeta come.. Zenzero e Mielandia sono liete di presentarvi il loro 1° contest insieme: Pumpkin mania!

Il regolamento per partecipare al nostro contest:

- le ricette saranno suddivise in due categorie: DOLCE e SALATO;
- si può partecipare al contest partecipando ad una o ad entrambe le categoria con UNA sola ricetta per ciascuna di esse;
- il contest è aperto a tutti, sia a coloro che hanno un blog sia a coloro che non ne hanno uno (che invieranno le ricette tramite e-mail):
  • PER CHI HA UN BLOG: valgono solo le ricette pubblicate da oggi fino alle 23.59 del 16 Novembre 2014; devono essere ricette pubblicate ex novo, ma valgono anche le ricette già pubblicate, purchè vengano ripubblicate e che il post contenga il BANNER del contest  "PUMPIKIN MANIA" con link a questa pagina; dopo aver postato dovete lasciare il link alvostro post come commento qui sotto oppure nel blog di Selene qui;
- man mano che arriveranno le ricette questo post, e quello sul blog di Selene, verrà aggiornato;
- le ricette in gara verranno esaminate da una giuria composta da 5 persone. Oltre a Selene e alla sottoscritta ci aiuteranno a selezionare i 6 vincitori (3 per ogni categoria):
  • Fedora D'Orazio, alias Cranberry, autrice del blog "Cappuccino e Cornetto";
  • Marisa Malomo, autrice del blog "Il mio saper fare".
  • Amanda Zito, talentuosa fotografa ed artista che ci darà il suo giudizio per quanto riguarda la parte fotografica (qui la sua pagina fb).
E' tutto! Partecipate numerosissimi anche perché ci sono ghiotti premi in serbo per voi!!

giovedì 9 ottobre 2014

SOFFICE COME UNA NUVOLA: TORTA DI PERE E CIOCCOLATO

E' una vita che cucino, parecchi anni che faccio dolci e 5 anni - già, proprio così - che gestisco un blog di cucina, e non avevo mai fatto la torta pere e cioccolato.
E' un classico, esiste in millemila versioni, eppure non era mai entrato nel mio forno!
 
Lo spunto me l'ha dato la settimana scorsa un talent show di pasticceria che stavo guardando più per curiosità che altro.
L'ispirazione vera viene dalle Poires à la Belle-Hélène, ovvero Pere alla Bella Elena, la cui ricetta fu creata a Parigi, il 17 dicembre 1864, per celebrare la prima rappresentazione dell’operetta “La Belle Hélène”, di Jacques Offenbach, che narrava la storia di Elena di Troia e Paride, ironizzando velatamente anche sui costumi dell’epoca.
Protagonisti della ricetta sono le pere e insieme a loro il cioccolato, che si sposano perfettamente nell'abbraccio di un impasto sofficissimo, umido e profumato.
 
Torta soffice di pere e cioccolato
 

per una tortiera di 24 cm di diametro
 
5 uova grandi
300g di farina 00
300g di zucchero
80g di olio evo
60g di cacao amaro in polvere
6g di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale
700g di pere
in più ci occorrerà
 
zucchero a velo q.b.

Preriscaldate il forno a 180°. Foderate con della carta forno una teglia da 24 cm di diametro con cerniera.
Lavate le pere e sbucciatele e tenetene da parte una che ci servirà intera. Le altre tagliatele a dadini.
 
Montate in una ciotola capiente le uova intere con lo zucchero e la vaniglia - io, come al solito, l'ho fatto con la planetaria, ma potete tranquillamente farlo con lo sbattitore elettrico.
 
Unite al composto la farina, il cacao e il lievito setacciati insieme: fatelo con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto, per incorporare più aria possibile, ma senza che il composto si smonti. Unitene un cucchiaio alla volta, alternandola, se necessario all'olio d'oliva; altrimenti aggiungete quest'ultimo solo dopo che avrete incorporato tutta la farina.
Infine unite al composto anche le pere tagliate a dadini, amalgamando sempre con la spatola, con pochi movimenti.

Completate la superficie della torta con la pera che avete tenuto da parte. Ricavatene otto spicchi e disponeteli a raggera sulla torta.

Infornate nel forno che sarà ben caldo e cuocete per circa 50 minuti (fate molta attenzione perchè la cottura più o meno lunga può dipendere da quanto succose sono le vostre pere, quindi dopo circa 40 minuti, o quando vi sembrerà opportuno guardando la torta, fate la prova stecchino - la mia torta ha cotto in circa 1 ora).

Fate intiepidire la torta e toglietela dallo stampo. Quando si sarà del tutto fredda spolverizzatela con lo zucchero a velo.
 

Accompagnatela con un tè o servitela come dolce di fine pasto, arricchendo il piatto con un ciuffetto di panna semimontata.

venerdì 3 ottobre 2014

MANI IN PASTA! FOCACCIA DOLCE ALLE MELE CON LIEVITO

Mi piace un sacco l'autunno per la sua esplosione di colori e profumi: gli alberi si tingono di meravigliosi colori caldi, si cuociono le prime caldarroste, il forno - almeno il mio - è acceso un giorno si e l'altro pure.
Mi piace soprattutto dedicarmi alla preparazione di impasti lievitati, alle torte per la colazione e comfort food, che contribuiscono a dare quel pizzico di dolcezza alle giornate che diventano più corte e fredde.
 
Oggi è il primo venerdì di Ottobre e torna l'appuntamento con la rubrica "Mani in pasta".
 
 
Quella che vi propongo oggi è una focaccia dolce, con il lievito madre, croccante dentro, ma soffice soffice dentro. La ricetta è di Fables de Sucre e sapete come si dice: un nome una garanzia!
E' adatta alla prima colazione, alla merenda, al tè delle cinque e alla tisana prima di andare a letto.
 
Focaccia dolce alle mele con lm
dal blog fablesdesucre
 
 
per una teglia da 25 cm di diametro
 
200g di farina 0
150g di farina Manitoba
90g di pasta madre rinfrescata
180g di latte
40g di tuorlo d’uovo (2 tuorli)
70g di zucchero
10g di miele
1g di sale
35g di burro
 
per la finitura
 
2 Mele
q.b. di Zucchero semolato
q.b. di burro fuso
 
Nella ciotola della planetaria impastare le farine setacciate, il lievito madre rinfrescato, il latte, i tuorli, lo zucchero e il miele. Lasciamo andare a bassa velocità e lavoriamo fino a quando non avremo una massa omogenea e liscia. Ci vorranno circa quindici minuti.
 
A questo punto unire il burro a pomata (a circa 25°C), e in ultimo il sale.
 
Far prendere all’impasto una bella incordatura, cioè deve risultare omogeneo, liscio ed elastico.
Se impastiamo a mano, l’ordine degli ingredienti da impastare è lo stesso.
 
A questo punto, fare una bella palla, e riporla in una ciotola coperta da pellicola al caldo a lievitare. Deve triplicare, e ci vorranno almeno 8 ore.
 
questo è l'impasto che è stato ribaltato sul piano di lavoro infarinato dopo la lievitazione
 Imburrare una tortiera da 25 cm di diametro. Ribaltare l’impasto lievitato sul piano di lavoro infarinato, schiacciarlo leggermente, quindi spostatelo nella tortiera dandogli uno spessore omogeneo: deve occupare l’intero fondo della teglia.
Lasciar recuperare la lievitazione per un’altra ora e mezza circa. Quindi accendere il forno possibilmente statico impostando la temperatura a 160°.
 
Tagliare le mele sbucciate, a quadrotti abbastanza grossi di almeno due centimetri di lato. Fondere a microonde o a bagnomaria una noce di burro, e quando non è più molto caldo, spennellare la superficie della focaccia. Farcire con i quadrotti di mela spingendoli a fondo nella massa, e cospargere uniformemente tutta la superficie di zucchero semolato, senza esagerare. Infornare e cuocere per 30/35 minuti, o comunque fino a doratura.
 
 
La temperatura così bassa, serve per cercare di far caramellare il meno possibile lo zucchero in superficie. Se sappiamo che il nostro forno riscalda molto, tenere la temperatura anche più bassa. Quando cotto, sfornare, e appena possibile sformarlo dalla tortiera per farlo raffreddare su di una gratella.
 


domenica 28 settembre 2014

LA SINDROME DEL BLOGGER E TUTTO CIO' CHE BISOGNA SAPERE SUL RISO!

Giuro che mi sembra ieri che è stato svelato l'argomento della sfida di settembre del MTChallenge, il riso e le sue cotture. E invece mi sono ridotta all'ultimo giorno utile per postare la mia proposta. Eppure è già passata quasi una settimana da quando ho preparato questa crostata - ed è pure finita, tanto per dire.

E' tipico. Tipico della sindrome del blogger.
 
All'inizio ti senti completamente perso. Totalmente in balia degli eventi. Il cervello è svuotato anche del più piccolo pensiero. Non ricordi nemmeno quella ricetta che potrebbe fare al caso tuo, quella che hai fatto miliardi di volte, senza dover ricontrollare le dosi.
 
Poi, come un fulmine a ciel sereno hai un'idea: l'idea!
Te la immagini già bella impiattata, da far invidia agli chef più blasonati. Ti chiedi come hai fatto a non pensarci prima: quella ricetta è perfetta per arricchire il tuo blog di cucina e per partecipare, come in questo caso, a qualche contest.
 
Il più delle volte viene fuori il contrario. Qualcosa va storto: sbagli il procedimento, dimentichi un ingrediente, la macchinetta fotografica è scarica e non riesci nemmeno a trovare quella tovaglia che sarebbe perfetta per allestire il set.
 
Alla fine dei giochi ti ritrovi, il 90% delle volte, con la cucina a soqquadro, la lavastoviglie da caricare, il gas sporco che nemmeno un'orda di barbari ci sarebbe riuscita.. del pavimento non parliamone nemmeno. La ricetta fortunatamente - forse per qualche intervento divino - riesce sempre: la fortuna la calma è la virtù dei forti.
 
Stanco, ma felice, ti siedi al pc per scrivere il post. Ci risiamo: zero idee. Il cursore pulsa sul foglio bianco e tu lo vorresti lanciar fuori dalla finestra perché ti ricorda che devi farti venire un'idea, che non sia la solita scemenza, che del fatto che qualche settimana fa ti è arrivato il congelatore da 100 lt e tu sei felice come una bimba con un nuovo giocattolo non importa a nessuno.
 
Ci ho pensato per almeno dieci giorni, ho provato più volte a sedermi, ma a parte riportare la ricetta e il procedimento non sono riuscita ad andare oltre.
E così ho voluto raccontare il delirio che c'è stato per sfornare questa deliziosa crostata, delicata e profumatissima.

Nel post di Acquaviva sul riso e sulle sue cotture, tra:

  • la cottura per assorbimento (confusa spesso con la cottura a vapore);
  • la cottura al latte;
  • la cottura pilav;
ho scelto la seconda e devo dire che mi si è veramente aperto un mondo: grazie!
 
 

Crostata cremosa di riso

 
per il riso
 
600g di latte
150g di riso (io ho usato il Roma)
100g di zucchero
buccia di limone - preferibilmente non trattato

per la crema
 
500ml di latte
2 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di farina (circa 40g)
2 tuorli
buccia di limone - preferibilmente non trattato

per la frolla
 
400g di farina
200g di burro freddo
200g di zucchero
1 uovo intero + 1 tuorlo
estratto naturale di vaniglia

Partiamo con il preparare il riso. Per prima cosa bisogna sbianchirlo: il riso va scottato per un minuto in acqua bollente, poi scolato e sciacquato sotto acqua fredda, quindi messo in una pentola capiente coperto con il latte bollente al quale avrete aggiunto lo zucchero e il limone (io per prelevare la buccia dal limone, già lavato, utilizzo il pelapatate, così riesco a ricavare solo la buccia, senza la parte bianca). Mettete a cuocere su fuoco dolcissimo e girate spesso. Ci vorranno circa 40-50 minuti affinché il riso assorba tutto il latte e diventerà una crema morbida e buonissima - già pronta per essere mangiata anche così com'è, servita in delle coppettine monoporzione.
 

 
Nel frattempo che il riso è in cottura possiamo preparare la frolla e la crema.
 
Per la frolla dobbiamo impastare tutti gli ingredienti insieme - potete farlo a mano, con il classico metodo della farina a fontana, oppure in planetaria come ho fatto io, con la foglia - e una volta che l'impasto si sarà raccolto in una palla lo copriamo con della pellicola per alimenti e lo poniamo in frigo a riposare.
 
Per la crema pasticcera sbattiamo, in un pentolino capiente dal bordo alto, i due tuorli con lo zucchero, aggiungiamo la farina e a filo il latte. Inseriamo la scorza di limone e portiamo a bollore mescolando continuamente, su fuoco basso. Non appena pronta, trasferite la crema in una ciotola e coprite con pellicola alimentare a contatto; lasciate freddare completamente.
 
Quando il riso sarà cotto e si sarà intiepidito - meglio se sarà freddo del tutto - aggiungiamo la crema pasticcera, che adesso sarà fredda, al composto di riso e amalgamiamo.
 
 
Otterremo un cremosissimo ripieno per farcire la nostra crostata - e vi confesso che ho avuto serie difficoltà a smettere di affondare il cucchiaino nel composto..... XD

 
Foderate uno stampo a cerchio a cerchio apribile di 24 cm di diametro con 2/3 della pasta frolla preparata precedentemente, lasciando il bordo di pasta molto alto, fino a sfiorare il bordo della teglia.


Se non abbiamo ancora terminato la lavorazione del ripieno, riponiamo, fino al momento di farcirla, la teglia in frigo affinché in cottura mantenga la forma.
Versiamo all'interno del guscio di frolla il ripieno, livellandolo con una spatola.


A questo punto abbiamo due possibilità:
- stendere la frolla restante in un disco unico, che adageremo sul ripieno a chiudere il tutto, sigillando bene i bordi;
- creare una griglia, sopra la nostra crostata, nel modo classico, o in modo più creativo.

Io ho seguito questa seconda strada e ho costruito un intreccio classico: stendendo la frolla sul tappetino di silicone infarinato ho ricavato 18 strisce di uguale larghezza con l'aiuto di un coltello a lama liscia molto affilato (cercando anche di farle più dritte possibile). Ho seguito lo schema utilizzato da Caris per la sua frangipane, di cui vi lascio il link qui. Purtroppo non avevo a portata di mano il cavalletto e non ho pensato a fare un passo passo.

L'unica differenza è che ho intrecciato le strisce di frolla posandole direttamente sul ripieno.


Con il retro della forchetta - il manico, per intenderci - rimboccate il bordo in basso, spingendolo verso le strisce parallelamente, in modo che si crei un bel bordino tutto intorno.
Cuocete in forno già caldo a 180° per 25 minuti, poi abbassate a 160° e proseguite la cottura ulteriormente, per almeno altri 30 minuti. Sfornate e lasciate raffreddare completamente. 


Conservatela in frigo, perché, benché sia cotta, il dolce contiene della crema pasticcera. 

Il guscio è croccante e profumato di vaniglia, il ripieno, cremoso e dal sentore di limone, ricordano quelle buone torte della nonna, con la crema cotta all'interno. Un gusto d'altri tempi!

 

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