lunedì 27 settembre 2010

LA GIRELLA GOLOSA OVVERO UN ROTOLO ALL'INSU'


Sin dal momento in cui Francysara, del forum "I Dolci di Chiara" ha postato la ricetta di questa torta, io non ho fatto altro che aspettare il momento buono per provarla... Ma.. andiamo con ordine! ;-)

Questa torta è farcita in verticale: prima di sapere che questo era possibile, non me lo sarei nemmeno sognato!
Ora, procediamo per gradi.

Innanzitutto bisogna preparare la base, che è quella classica, della pasta biscuit.. Io, che non sono mai riuscita a fare un rotolo decente in vita mia, ma solo dei panzuti rotoli che sembravano donnoni con un bustino troppo stretto che è appena esploso sui lati, mi sono affidata alla ricetta di Francysara, per l'appunto, e devo dire che non la mollo più! :-D

Le dosi, per ogni base, cotta sulla leccarda del forno, sono:

30 gr di burro
2 uova  + 2 tuorli (conservare gli altri albumi, perchè ci serviranno)
70 gr di zucchero
80 gr di farina manitoba (io ho fatto 60 gr di manitoba e 20 di cacao)
e io ho aggiunto 8 gr di lievito per dolci

Si procede così: si fa sciogliere il burro e si lascia da parte intiepidire.

In una ciotola si lavora molto bene e a lungo le 2 uova, i 2 tuorli, e i 70 gr di zucchero. Si aggiungono poi le polveri setacciate e il burro cercando di non far smontare il composto.
A parte si montano bene i 2 albumi rimasti con 10 gr di zucchero, che andranno poi aggiunti al resto, amalgamando dal basso verso l'alto.

Si fodera la leccarda del forno con carta da forno, e prima di fare questo, io ho imburrato leggermente i lati della teglia per far aderire meglio la carta forno.
Distribuiamo il composto con una spatola e inforni a 220° per 7 minuti. (siccome il mio forno è molto forte ho infornato a 180° per 15 minuti.

Una volta cotto, si prepara un foglio di carta forno bagnato e strizzato, di una misura sufficiente per scaravoltarci la base.
Si mette la carta forno bagnata sulla nostra base e si capovolge su un piano, quindi si toglie la carta forno della cottura e si arrotola la base su se stessa, lasciandola da parte, arrotolata, con carta e tutto.
Io ho fatto 2 basi, e ho ottenuto una girella di 20 cm di diametro.

Vi posso assicurare che, se non s'è rotta a me, non si rompe nemmeno con le cannonate :-D

Ora preparo la crema. Nel video la pasticcera usa 500 gr di mascarpone e 500 gr di dulce de leche. Si può sostituire il dulce de leche con crema chantilly, nutella, crema alla menta e cioccolato, ecc.

Io ho usato
500 gr di mascarpone
+
mou fatto con
2 tubetti di latte condensato
40 gr di zucchero
40 gr di burro

Il procedimento per il mou è semplicissimo! Si mette tutto in una pentola con fondo alto, a fuoco basso. Si mescola bene bene, finchè tutto si addensa, e diventa color caramello chiaro.. Si spegne, si lascia intiepidire e, nel nostro caso, si mescola al mascarpone in una ciotola.

Poi una volta che le basi sono fredde si spalmano con la crema e si tagliano. Ogni base deve essere tagliata in strisce a larghe 7-8 cm (la larghezza delle strisce determinerà poi l'altezza della torta).
Da ogni base ricavate 3 strisce, 5 lunghe e una tagliata a sua volta in 2.
 
Partendo da una di quelle più piccole, inizio ad arrotolarla su se stessa e la metto in verticale, quindi attorno a questo centro, arrotolo le altre, prima l'altra piccola e poi le 5 grandi  - andando ad ingrandire la circonferenza.


 
Una volta che tutte le strisce sono state arrotolate attorno al centro, non ho un rotolone come se stessi facendo il rotolo alla nutella, ma ho una girella enorme, come quella che potete vedere qui sotto, che a questo punto posso ricoprire di panna e decorare. Questa era la mia girella, prima di essere ricoperta dalla panna..


Non vi dico quanto ho litigato con la sac à poche..... devo decidermi a comprarmene una decente! :-P


Comunque, per i decori, ho usato 500 gr di panna montata con due cucchiaini di miele, trucco consigliato dalla mitica Paoletta, la regina della panna! E anche qui, se montando la panna con il miele, non si è smontata a me, che ci litigo sempre, non si smonterà nemmeno a voi: garantito!!!

Vi ricordo, prima di salutarvi, che il contest sta per essere aperto! Siamo agli sgoccioli, manca un solo iscritto e poi darò il via alle danze! ^^
Ecco il bannerino da prendere e mettere nel vostro blog, con link al mio blog, se volete sponsorizzare il mio primo giveaway..

giovedì 23 settembre 2010

INTRODUZIONE AL GIVEAWAY PER LE PRIME 50 ISCRIZIONI

Eccomi qui, stavolta non per presentarvi una ricetta, ma per introdurre il mio primo Giveaway.
Per prima cosa, voglio ringraziarvi. Quando ho inziato il blog, a giugno dell'anno scorso, credevo questo potesse essere una "valvola di sfogo" per le mie vicende quotidiane, e un posto dove conservare le mie creature dolciose. Ma mai, avrei pensato che a qualcuno potessero piacere realmente le mie ricette.. Oggi siamo addirittura quasi arrivati a 50... Mi sembra strano, ma è quella strana sensazione piacevole che non mi dispiace nemmeno un pochettino :-)
Quindi grazie grazie, grazie ad ognuno di voi.
Ad oggi, 23/09 siamo in 47... Una volta raggiunti i 50 followers aprirò il giveaway!

Veniamo ora al dunque! Vi faccio dare una sbirciatina al regalino che ho preparato per il fortunato vincitore o vincitrice.
Ho preso per voi 6 stampini per le crostatine, e uno stampo più grande in pyrex, per crostate, flan, tarte tatin ecc... ^^

Possono partecipare tutti, anche coloro che non hanno un blog: basta che lasciate un commento - ovviamente NON anonimo - firmandovi e lasciando una mail affinché possa contattarvi se doveste essere estratti. Chi dovesse lasciare commenti anonimi o senza e-mail per contattarlo verrà automaticamente squalificato.

Come partecipare? E' semplicissimo: dovrete lasciare uno solo commento sotto il post in cui aprirò il giveaway (quindi non sotto questo post), scrivendo ciò che preferite: quel che pensate in quel momento, cosa vi piace del blog (o cosa non vi piace), se quel giorno vi siete alzati con la luna di traverso... Insomma, qualsiasi cosa vi venga in mente sul momento, non per forza inerente la cucina. C'è un unica condizione di partecipazione: il commento deve essere uno e uno solamente: chi postasse più di un commento verrà automaticamente squalificato; questo perchè ogni commento parteciperà all'estrazione ed il concederne uno solo a testa, è per dare a tutti le stesse possibilità di vincere. :-)

Alla chiusura, estrarrò tramite il site random.org, uno e un solo commento, al quale andrà l'agoniato premio!

Se avete un blog e pensate che quella del concorso sia un'idea carina e vi andasse di pubblicizzarla, potete inserire il bannerino del concorso che trovate di seguito



Vi basta cliccare sull'immagine col tasto destro del mouse, salvare l'immagine e poi inserirla dove preferite nel vostro blog, linkando questa pagina.
Sarebbe carino che, se decideste di partecipare, lo inseriste, ma non è assolutamente obbligatorio. ;-)

mercoledì 22 settembre 2010

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO: LE MADELEINE


"Una sera d’inverno, appena rincasato, mia madre accorgendosi che avevo freddo, mi propose di prendere, contro la mia abitudine, un po’ di tè. Dapprima rifiutai, poi, non so perché, mutai parere. Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati maddalene, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto della maddalena. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita...non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta ? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della maddalena. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva ? Che senso aveva ? Dove fermarla ? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. E’ chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. E’ stata lei a risvegliarla, ma non la conosce, e non può far altro che ripetere indefinitivamente, con la forza sempre crescente, quella medesima testimonianza che non so interpretare e che vorrei almeno essere in grado di richiederle e ritrovare intatta, a mia disposizione ( e proprio ora ), per uno schiarimento decisivo. Depongo la tazza e mi volgo al mio spirito. Tocca a lui trovare la verità...retrocedo mentalmente all’istante in cui ho preso la prima cucchiaiata di tè. Ritrovo il medesimo stato, senza alcuna nuova chiarezza. Chiedo al mio spirito uno sforzo di più...ma mi accorgo della fatica del mio spirito che non riesce; allora lo obbligo a prendersi quella distrazione che gli rifiutavo, a pensare ad altro, a rimettersi in forze prima di un supremo tentativo. Poi, per la seconda volta, fatto il vuoto davanti a lui, gli rimetto innanzi il sapore ancora recente di quella prima sorsata e sento in me il trasalimento di qualcosa che si sposta, che vorrebbe salire, che si è disormeggiato da una grande profondità; non so cosa sia, ma sale, lentamente; avverto la resistenza e odo il rumore degli spazi percorsi...All’improvviso il ricordo è davanti a me. Il gusto era quello del pezzetto di maddalena che a Combray, la domenica mattina, quando andavo a darle il buongiorno in camera sua, zia Leonia mi offriva dopo averlo inzuppato nel suo infuso di tè o di tiglio...."

Da "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust

Mi è capitato moltissime volte, mentre assaggiavo una pietanza, o annusavo un profumo, di ritrovarmi proiettata indietro nel tempo.. Spesso mi succedeva, mentre mi lavavo le mani, che la fragranza del sapone che mamma aveva preso mi ricordasse il profumo che sentivo appena entrata nel bagno della casa a l'Aquila, dove andavamo a passare alcuni giorni d'estate, quando ero piccola.

Questa ricetta, presa da Giallo zafferano, è quella per le classiche madeleine, ideali da inzuppare nel thé, o in un infuso, proprio come faceva la zia Leonia.



Avendo trovato, dopo tanto peregrinare, l'agoniato stampo, ho voluto subito sperimentare la ricetta.

Gli ingredienti che ci occorrono sono:

2 uova medie
120 gr di farina
100 gr di zucchero
1 pizzico di sale
8 gr di lievito per dolci
5 cucchiai di latte
100 gr di burro
1 fialetta di aroma mandorla (o altro aroma a piacere)

In una ciotola si setaccia la farina, e si aggiunge lo zucchero, il lievito e il sale, miscelando le polveri con una frusta.
Si fonde il burro, a bagnomaria, o in microonde. Una volta fuso si aggiunge l'aroma di mandorla (o l'altro aroma che avrete scelto) e si tiene da parte.
A parte di battono le due uova con 5 cucchiai di latte; è sufficiente batterli un pò, senza montare.
Si unisce a questo punto il composto di uova battute con il latte alla miscela di polveri, amalgamando con una frusta per non fare grumi.
Una volta ben amalgamato, si aggiunge il burro fuso, fino ad ottenere un composto omogeneo, fluido ma abbastanza colloso.
Nel caso fosse troppo duro, si può aggiungere uno o due cucchiai di latte al composto così ottenuto.

Si copre la ciotola con della pellicola per alimenti e mette in frigorifero a rassodare per almeno un ora.
Trascorsa un ora, si imburra e infarina uno stampo per madeleine, e si riempie per 2/3 ciascuna cavità.

Inforniamo a forno già caldo a 160° per 15 minuti. Et voilà....


N.b. volendo si possono fare al cacao, sottraendo 20 gr di farina alla dose originale, e aggiungendo 20 gr di cacao amaro.

domenica 19 settembre 2010

GIFT BOX CAKE IN PINK & GIVEAWAY

Prima di lasciarvi alla torta, vorrei che esprimeste un'opinione nel sondaggio che ho messo nella home page del blog, in alto a destra... Sto organizzando un giveaway, che aprirò raggiunti i primi 50 iscritti al blog, e vorrei avere il vostro parere su cosa vorreste ricevere se foste voi i fortunati vincitori! Aspetto impaziente il vostro voto! :-)

E ne approfitto anche per inserire il bannerino del giveaway di Voglia di..... di ELel, che è aperto fino al 30 settembre! Iscrivetevi perchè ci sono nell'aria dolciosissimi premi! :-)


Inoltre vi segnalo anche il giveaway, in dirittura d'arrivo anche questo, di Blu notte, la maga dei bouquet di zucchero... adoro il suo modo di fare fiori di pasta di zucchero, credo che se già quella di realizzare torte decorate in pasta di zucchero sia un dono che non a tutti, ahimè, può appartenere, ancora più raro possa essere far nascere dalle proprie mani dei fiori, perfetti, naturali, che quasi ci viene spontaneo annusare, e che solo poscia scopriamo essere scaturiti dalla mano umana e non da quella di madre natura! :-)



Questa è la torta che ho realizzato venerdì per il compleanno di una mia amica, ed ex compagna di scuola superiore.
Ha scelto tutto lei, colori, forma, ripieno. Una ragazza veramente decisa! :-)
Siamo partire da una torta di Pink cake box, modificandone i colori e le porzioni, e sono arrivata ad elaborare questo!

Per la base ho usato un classico pan di spagna al cacao, bagnato con sciroppo all'italiana e liquore grand marnier, farcito come se fosse una kinder delice: crema al mascarpone + latte condensato e crema al mascarpone + nutella.
Per la copertura ho usato la crema di burro, alla quale poi ho fatto aderire la pasta di zucchero.




La mia amica mi ha mandato un messaggio di posta, dicendomi:

" Eleee!! la torta era buonissima :D e ha fatto un figurone!! tanto che mi hanno fatto i complimenti tutti i camerieri e il proprietario del locale.. una cameriera mi ha chiesto se potevo darle il tuo numero per una torta.. mi sono permessa di darglielo!! :) "

Queste sono le piccole soddisfazioni della vita!

mercoledì 15 settembre 2010

TORTA DI CAROTE PER UNA COLAZIONE SUPER ENERGETICA

Nelle mattine fredde che già si prospettano, non c'è niente di meglio da fare appena svegli se non una buona colazione, energetica e nutriente, che ci fornisca il giusto quantitativo di buonumore per iniziare la giornata con una marcia in più!

Di solito prendo un bicchiere di latte, freddo, e biscotti, o se c'è - e a casa mia raramente manca - una buona fetta di dolce fatto in casa!
Ogni volta che penso che dovremmo mangiare almeno 5 porzioni di frutta o verdura ogni giorno, penso a come fare per rendere più gradevole questo onere.. In genere non mi dispiace mangiare la verdura, anzi... ma ci sono dei giorni che proprio mi scoccia il solo pensiero di mettermi li a lavare, tagliare, cucinare i "verdi" come dice mio fratello (che ha 39 anni eh, non 4 come si potrebbe immaginare dall'espressione fanciullesca).
E così, ogni tanto, preparo questa bontà alle carote..

La ricetta me la diede una signora, tempo fa e io la provai immediatamente e da allora, fu amore a primo assaggio!!


Ecco la ricetta:


400 gr di zucchero
400 gr di farina
4 uova
1 bicchiere di olio di semi buono (del tipo che fa saltare le staccionate, non so se avete presente )
2 carote grandi grattugiate
1 bustina di lievito per dolci


Si montano le uova con lo zucchero, quindi quando sono spumose e chiare, si incorpora l'olio, poi la farina setacciata con il lievito, ed infine le carote grattugiate.

Si mette l'impasto in uno stampo per dolci imburrato e infarinato (qui ho usato il mio solito stampo da plum cake), quindi a cuocere in forno già caldo a 200° per 30 minuti.

Si può, volendo, decorare la superficie della torta con le codettes colorate, o con i confetti misti che si trovano facilmente nei supermercati. In alternativa si può preparare una glassa fondente con due cucchiai abbondanti di zucchero a velo un goccino d'acqua e qualche goccia di succo di limone, da colare sulla superficie e cospargere di confettini.


Rimane umida, morbida e mooooolto soffice per giorni, ma difficilmente arriva a durare così tanto :-)

Si può, volendo farla diventare una torta più ricca, farcire o coprire la superficie e i lati con una cremina formaggiosa, all'americana, fatta con:

250 g di formaggio tipo philadelphia a temperatura ambiente

60 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente
300 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
la scorza di un limone grattugiata finemente

Prima di salutarvi, questa volta vi metto il link a questo meraviglioso blog "Fragola e Limone", appena scovato...


Non ho avuto ancora il tempo di guardare per benino le ricettine, ma dalle foto che ho potuto intravedere si prospetta essere una miniera di cose buone da provare.....
Partecipo al suo givaway, sperando in una botta di fortuna, una volta nella vita :-)

martedì 14 settembre 2010

UNA RICETTA DI FAMIGLIA: LA TORTA DI MELE


Ancora una "ricetta della nonna", anzi, per la precisione, questa è della zia!
Infatti, me la trasmessa mia cugina, che a sua volta l'ha imparata da sua madre, mia zia, la sorella di mia madre...ok, vi risparmio il resto dell'albero genealogico! :-)

Fatto sta che questa torta soffice, "cannellosa" quanto basta, come direbbe la mia amica Luana, cannella dipendente, è quanto di meglio ci si possa aspettare in queste prime giornate di freddo, quando mettere il naso fuori dal letto la mattina inizia ad essere davvero problematico........
O per un pomeriggio insieme alle amiche: quattro chiacchiere, una buona fetta di torta, un thè ai frutti rossi, magari mentre fuori si scatenano tuoni e pioggia!

Mi scalda il solo pensiero.... :-D

Ingredienti


- 2 uova
- 150 gr. di zucchero (4/5 cucchiai)
- 1 etto di burro a temperatura ambiente o ½ bicchiere d’olio extravergine d’oliva
- farina 7 cucchiai circa
- 4 mele renette tagliate a fettine dello spessore di ½ cm.
- 2 cucchiai di Martini Extra Dry
- ½ bustina di lievito per dolci
- 1 vasetto di yogurt bianco
- 1 cucchiaino di cannella


PROCEDIMENTO


Preriscaldare il forno a 150°-160°.

Imburrare e infarinare uno stampo preferibilmente tondo.
Sbattere le uova con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso.

Aggiungere la scorsa del limone, il burro, il martini, e una puntina di cannella. Sbattere ancora. Quindi aggiungere lo yogurt bianco, e a poco a poco la farina setacciata con il lievito. Sbattere fino ad ottenere un composto liscio e senza grumi.
Versare il composto così ottenuto nello stampo, decorare la superficie a piacere con le mele precedentemente tagliate a fettine. Spolverare, se si vuole, le mele con un velo di zucchero, quindi infornare.
Far cuocere per 30 minuti circa, fino a quando la superficie sarà leggermente dorata.
Lasciar raffreddare e spolverare di zucchero a velo e cannella prima di servire.

martedì 7 settembre 2010

CROSTATA CON CREMA DI LIMONI DI FINE ESTATE

Ormai ci siamo... l'estate è agli sgoccioli.. Lo si capisce guardando le vetrine dei negozi ad esempio, con maglioni, cappotti e sciarpe!
Oppure dal fatto che iniziamo a chiudere le finestre alla sera, invece che aprirle per respirare un pò di aria fresca.
A l'Aquila, dove mi ritrasferirò tra poche settimane come di consueto, da 4 anni a questa parte, bisogna già tirare fuori le giacche per la sera, e le scarpe chiuse!

Per prepararsi a dire arrivederci alla bella stagione, ho preparato questa delicata crostata. Ideale per essere preparata con gli ultimi limoni estivi, belli grandi e profumatissimi.


Ingrendienti


Per la frolla:

250 gr di farina 00
120 gr di zucchero
130 gr di burro
3 tuorli
La scorza grattugiata di un limone (preferibilmente non trattato)

Per la farcia:
1 limone e mezzo non trattato, scorza e succo
2 uova e 1 tuorlo
230 gr di panna fresca

Per la decorazione
1 limone non trattato
2-3 cucchiai di zucchero
2 dl di acqua


Iniziamo con la frolla. Formare la fontana con la farina, quindi, unire al centro lo zucchero, i tuorli, un pizzico di sale, il burro ammorbidito e la scorza del limone: impastate fino a ottenere il panetto quindi porre in frigo per mezz’ora avvolto nella pellicola per alimenti.

Trascorso il tempo, stenderla, e foderare una teglia da crostata da 26/28 cm, foderando bene anche i bordi. Ritagliare un cerchio con la carta forno del diametro della teglia, quindi sovrapporlo alla pasta frolla, e coprirlo con fagioli secchi, oppure sovrapporre un’altra teglia di diametro minore.

Cuocere per 25 minuti a 180°.

Quando la base sarà cotta, tiriamola fuori e prepariamo la crema. Per prima cosa grattugiamo la scorza e spremiamo il succo del limone + altro mezzo. Ora sbattiamo le uova e il tuorlo con lo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso. Aggiungere la panna fresca e a filo anche il succo e la scorza del limone e mezzo.

Versiamo la crema nel guscio di frolla già freddo, e inforniamo di nuovo per 35 minuti a 170°.

Se notate che la superficie si scurisce troppo, copritela con carta d’alluminio.

Per la decorazione (suggerisco di fare questo passaggio per primo, così, per quando la crostata sarà cotta, con la crema dentro, potremmo decorarla immediatamente).

Tagliare il limone a fettine sottili. Fate bollire 2 dl di acqua con lo zucchero per 2-3 minuti. Quindi unite le fette di limone tagliate e fate cuocere per 10 minuti, trascorsi i quali spegnere e far riposare per 2 ore. Scolate quindi le fettine e fatele sgocciolare su una griglia. Decorate a piacere la crostata.

venerdì 3 settembre 2010

UNA RICETTA ANTICA PER UNA PENTOLA ANTICA

Le ricette della nonna mi hanno sempre affascinato.... credo sia perchè entrambe le mie nonne sono scomparse quando io ero piccola.

La mia nonna paterna, Adalgisa, è venuta a mancare quando avevo un paio d'anni, e la ricordo sfocatamente, seduta sulla sedia a rotelle, in un angolino della cucina, con il suo scialle lilla sulle spalle.. ormai non mi riconosceva nemmeno più.
La mia nonna materna, Fedora, invece, è scomparsa quando ancora io non ero nata..
Entrambe hanno vissuto come donne di casa e madri di famiglie numerose, mio padre aveva due fratelli, e mia mamma invece 5, oltre lei. Hanno vissuto la guerra, e quello che ha significato. Ma nonostante tutto, hanno sempre cercato di non far mancare nulla ai figli, nemmeno i dolci.

Nonna Adalgisa, mi racconta papà, preparava spesso per la merenda le "pizze fritte", ovvero pasta del pane, stesa con le mani come per fare delle pizzette, fritta, e spolverata di zucchero. Da mangiare calde calde, erano una vera leccornia!

Nonna Fedora, invece era una vera massaia. Si alzava presto per impastare il pane nella madia, metteva i filari su una lunga tavola di legno che, con l'aiuto di mia madre, la più alta tra le figlie, portava al forno a legna di una vicina di casa, che, per qualche spicciolo, era messo a disposizione delle donne del paese.
Mamma mi racconta di come, in occasione dei matrimoni, le donne del parentado si riunissero da molti giorni prima, per preparare il "pranzo di nozze": c'era chi preparava i biscotti, chi le torte margherita, chi veniva messa a girare piloni di crema pasticcera...... Oppure di quando in occasione della pasqua confezionava torte a forma di bambolina o le grandi torte margherite, sbattute con la frusta, a mano per moooolto tempo..


Questa torta mi ricorda loro, o per lo meno mi immagino proiettata indietro nel tempo, nella loro cucina, con la finestra aperta, e dalla strada grida di bambini che giocano..


Un profumo di dolce si spande per la cucina… sniff sniff, ma da dove arriva questo odorino?

Il fornetto Versilia, nota anche come “Petronilla”, una pentola d’alluminio che se posta sul fuoco, con lo spargi fiamma sotto, e il suo apposito coperchio, rende possibile la cottura di dolci direttamente sul fornello!

Per una pentola antica, come dicevo nel titolo, ci vuole una ricetta di quelle della nonna… la nonna in questione è quella della mia amica LAle e le dosi sono ideali per una petronilla di 24 cm di diametro, a fianco, tra parentesi, riporterò le dosi che ho seguito io, per la mia petronilla che è di 28 cm di diametro).

4 uova (6 uova)
250 gr di zucchero (300 gr)
300 gr di farina (350 gr)
100 gr di burro
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
mezzo bicchiere di latte (3/4 di bicchere)
1 bustina di lievito istantaneo per dolci (1 bustina e mezzo)
1 limone grattugiato
vaniglia (una bustina di vanillina)


In una terrina sbattete energicamente i tuorli con lo zucchero. Aggiungete poi la farina, il burro fuso, l'olio, il latte, gli albumi montati a neve, la scorza del limone, la vaniglia (LAle consiglia l’uso dei baccelli) e il lievito.

Mettete il composto nella pentola imburrata e infarinata e livellatelo ben bene. Cospargete la superficie con abbondante zucchero (io ho usato quello di canna).

Chiudete con il coperchio, accendete il fornellino piccolo (ci vuole anche lo spargifiamma altrimenti il calore diretto con la pentola andrebbe a bruciare il fondo della torta), mettetelo al minimo e lasciate che il dolce cuocia per un'oretta circa.

Alziamo il coperchio, trascorso il tempo e........


Questo è il risultato finale, morbidissimo, profumato….

giovedì 26 agosto 2010

C COME CINNAMON ROLLS


Chiamati anche cinnamon bun (dolce alla cannella) o sticky buns (dolce appiccicoso), i cinnamon rolls sono dei dolci lievitati con sopra zucchero di canna e cannella.. sono chiamati così perchè quando si mangiano si appiccicano un pochettino alle dita. Il loro profumo di lievito e cannella è inebriante e inconfondibile...

La ricetta è stata presa dal blog "sogni di zucchero":

Per l'impasto:

500 gr di farina Manitoba
200 gr di farina oo
200 ml di acqua
100 ml di latte
20 gr di lievito
10 gr di sale
2 uova grandi
120 gr. di zucchero
210/180 gr. di burro


Per la farcitura:
80 gr di zucchero semolato bianco
80 gr di zucchero integrale
2 cucchiaini di cannella

Per prima cosa si prepara il lievitino: si scioglie il lievito in poco acqua e aggiungere 60 gr di farina dal peso totale, coprire con la pellicola e lasciare lievitare per un ora.
Dopo un ora si mette il lievitino o al centro della fontana (se si impasta a mano) o nella planetaria (beato chi ce l'ha XD) o nel mio caso, nella ciotola dello sbattitore, con montate le fruste a gancio, e aggiungere un po' di farina e un uovo, impastare fino al totale assorbimento.

Aggiungere in sequenza parte dello zucchero e della farina,parte del latte e dell'acqua.
Impastare qualche minuto e aggiungere l'uovo rimanente facendolo amalgamare bene.
Unire lo zucchero rimasto, il sale i liquidi fino a quando l'impasto avrà preso tutta la farina.
Aggiungere il burro ammorbidito incordando bene l'impasto.

Tresferire in una ciotola mooooolto capiente, perchè vi assicuro che l'impasto crescerà come una creatura con vita a se stante! Coprire con la pellicola e lasciar lievitare per un ora a temperatura ambiente.

Riporre in frigo, (temperatura 7 C'), per 6/7 ore. (Questo è un passaggio fondamentale! Siccome l'impasto contiene del burro e lieviterà tantissimo, lo stare in frigo lo manterrà refrigerato e impedirà al burro di sciogliersi, andando a compromettere la lievitazione e il risultato finale)

Uscire dal frigo e lasciar riposare la pasta per 1 ora.

Stendere la pasta dando uno spessore di 1/2 cm circa e la forma di un rettangolo abbastanza regolare.
Pennellare con un pennello bagnato, cospargere la superficie con la miscela fatta con i 2 tipi di zucchero e la cannella.
Arrotolare e tagliare in fette larghe circa 2/3 cm.
Sistemare le fette con il taglio rivolto verso l'alto su una lastra ricoperta da carta forno e lasciare lievitare per circa 20 minuti.
Trascorsi i 20 minuti si infornare a 180° per circa 20 minuti.


Sono meravigliose se mangiate tiepide, buonissime anche fredde. Si conservano un paio di giorni, dopo di che inizieranno ad asciugarsi internamente.. Ma vi posso assicurare che, ho fatto ieri i cinnamon rolls, con queste dosi ne ho sfornati 34 e ad ora, ne è rimasto solo uno! :-D
Possono essere arricchite da una glassa fondente di zucchero preparato mischiando pochissima acqua bollente ad una tazza di zucchero a velo a cui va aggiunta qualche goccia di limone (e se volete un gusto ancora più "cannelloso" aggiungete alla glassa fondente un cucchiaino di cannella)

mercoledì 25 agosto 2010

ASPIC DI FRUTTA AL LIMONCELLO

Ricetta presa dalla rivista cucina moderna, di Settembre.


Ingredienti per 4 persone - ovvero 4 coppette da 250 ml (io ne ho usato 4 da 125, quindi ho diviso tutto a metà)

10 gr di gelatina in fogli
frutta di stagione
zucchero
2 bicchierini di limoncello
Ciuffetti di menta fresca


Aaaallora..

Per prima cosa si lava e sbuccia la frutta.
Ora si prepara la gelatina. Si ammolla la gelatina in fogli in acqua fredda, poi si strizza e si fa sciogliere in 5 dl di acqua calda già zuccherata. (n.b. io non sapevo a quanto corrispondessero 5 dl, quindi ho fatto a occhio, e ho pesato 400 gr di acqua, e ho aggiunto circa 3-4 cucchiai rasi di zucchero, nella ricetta ne era previsto uno, ma a mio avviso era poco).
Sciolta la gelatina, si aggiunge il liquore e si lascia raffreddare.

Mentre la gelatina raffredda, noi tagliamo la frutta.

Io ho usato quello che avevo in casa: pesche gialle, uva bianca, pere e ananas (avevo anche il melone ma non l'ho messo perchè mi da fastidio perfino l'odore! )

Ora.. ho notato che volendole sformare, resta la gelatina appiccicata alla coppetta, e non viene fuori, ergo, vi consiglio di foderarle con la pellicola prima di mettere la gelatina.
Potete procedere a questo punto in due modi:

1) Disponete tutta la frutta nella coppetta, in vari strati, forme, abbinamenti cromatici, e poi versate, piano piano la gelatina, per evitare che la frutta si smuova.

2) Fate un sottile strato di gelatina. Ponete in frigo a solidificare per 5 minuti. Togliete dal frigo e iniziate a disporre il primo strato di frutta

 
ricoprite di gelatina e poi di nuovo 5 minuti in frigo (o di più se non è ancora solida).E così via fino a finire la coppetta.

Far raffreddare in frigo per almeno 3 ore prima di pappare.



Se dovete farle mangiare anche ai bimbi, ovviamente potete sostituire il liquore con del succo di arancia, o della limonata... l'importante è non far ubriacare i cuccioli :-)

giovedì 19 agosto 2010

PANE DI FARINA GIALLA


Questa è una ricetta che mi riporta all'infanzia, a quando partivo per qualche gita con mamma e papà e ci si fermava a fare la sosta ad Acqua Santa Terme (AP), un antico paesino meta di passaggio di molti vacanzieri.
Sulla piazza si affacciava, e si affaccia tutt'ora, un forno, del quale ci si accorge dal meraviglioso profumo di pane che ti enebria non appena si scende dall'automobile. Un forno piccolo, spartano, ma con mille leccornie nel bancone, in bella mostra, biscotti, dolcetti, ciambelle, pane e pizza, e anche lui: il pane giallo. Lo prendevamo sempre, per poi mangiarlo subito, e gustarne appieno la freschezza e la fragranza del pane appena sfornato.


Per riprodurre quel capolavoro io ho usato una farina da polenta macinata a pieta, a Barete -AQ- a grana semi-fine. Mamma non fa la polenta spesso, ma quando sa di volerla fare va a prendere la farina gialla, nel suo paese natio, Barete appunto, in un mulino dove la farina viene macinata ancora a pietra....Abbinata poi a un buon sugo di castrato, tipo delle zone dell'Aquila: un gusto meraviglioso...


 Ecco gli ingredienti:

260 gr di farina 00

180 gr di farina gialla
2 cucchiaini di zucchero
 2 bicchieri circa di acqua tiepida
Sale q.b
1 bustina di lievito mastro fornaio o un cubetto di lievito di birra


Si setacciano e amalgamano in una ciotola le due farina. Si aggiunge il lievito secco, lo zucchero, il sale e poi l’acqua tiepida.
Si impasta fino a far raccogliere l’impasto nella classica palla.
Lavorare velocemente l’impasto sul piano di lavoro cosparso di farina, quindi formare una pagnotta (ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti è da considerarsi puramente casuali ::mrgreen:: ). Predisporre in una teglia con il fondo rivestito di carta forno e incidere con la lama di un coltello una croce sull’impasto. Coprire e lasciare lievitare fino al raddoppio.

Infornare a forno già caldo a 200° per 20 minuti circa.
Sfornare e lasciare intiepidire.


Il pane di farina gialla, se gustato tiepido, sprigiona tutto il suo caratteristico profumo; si sposa perfettamente con salumi e formaggi dal gusto deciso, come la salsiccia secca di fegato oppure il pecorino a cubetti.. Io ci abbinerei pure un bel bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo che fa allegria!

martedì 10 agosto 2010

CONFETTURA DI PRUGNA E CANNELLA

Avete presente quelle giornate frenetiche, in cui non hai nemmeno il tempo per bere un bicchiere d'acqua? Ecco, immaginate allora di non avere il tempo di bere da una settimana..... svuota i mobili, smonta la cucina, imballa le stoviglie, sposta questo, pulisci quello......
Praticamente, una settimana fa ci hanno portato la nuova cucina e la nuova sala da pranzo, e da una settimana che pulisco, metto a posto, sposto, risposto, ripulisco...
Ho trovato tempo solo oggi per sistemarmi un pochino le mani, che sembravano quelle di un muratore, più che quelle di una ventitreenne!
Tra una pulizia e l'altra ho avuto giusto il tempo di vedere se il forno era a posto, cogliendo l'occasione per rifare la meravigliosa torta al limone di LUSI, nella versione al caffè, di cui vi avevo postato la ricetta qui.

Ho passato il week end a l'Aquila, e sono tornata ieri a casa carica di bontà appena colte dal padre di Alessandro nel suo orticello... peperoni, melanzane, carote, fagiolini, pomodori, bieta, cetrioli, zucchine e fiori di zucca, ma quel che mi ha entusiasmato di più.. 4 kg di meravigliose prugne gialle profumatissime.
Erano lì, in attesa di cadere a terra o di essere mangiate da qualche uccellino.. mi ci è cascato l'occhio, e in quattro e quattr'otto mi era stato già riempito un cestino.
Oggi ho trasformato quel profumatissimo cestino in una ancora più profumata confettura



Vi do le dosi:


4 kg di prugne gialle (pesate dopo essere state lavate e denocciolate)
2 kg di zucchero semolato
il succo di 2 limoni non trattati

Mettere la frutta tagliata a pezzi in una casseruola alta, poi lo zucchero e il succo dei limoni.
Si lascia sul fuoco fino a non far raggiungere una forte ebollizione.
Poi io l'ho passata al passa verdura, e l'ho messa in 8 vasetti sterilizzati a chiusura ermetica (da mezzo litro).
Una metà l'ho invasettata così com'era, all'altra metà ho aggiunto nella pentola la canella (diciamo 2-3 cucchiaini); ho aggiunto cannella fino ad sentirne il profumo ed un leggero sentore al gusto..

Con la confettura che non è entrata nei vasetti, ho fatto fare alla mia famiglia un gustoso assaggio. E non vedo l'ora della colazione domani per spalmarmela su due fette di pane fresco tostato.....

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